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Final Fantasy XV Windows Edition – Recensione

Ormai, la travagliata storia di Final Fantasy XV la dovrebbero conoscere persino i sassi (o almeno, quelli con un minimo di preparazione videoludica): originariamente ideato come costola di Final Fantasy XIII con l’appellativo Final Fantasy Versus XIII, il quindicesimo episodio numerato della popolarissima saga è stato rimaneggiato talmente tante volte da diventare infine un capitolo a sé stante, seppur dotato di flebili legami con la mitologia del suddetto XIII e di Final Fantasy Type-0. Le influenze dei giochi di ruolo open world occidentali si avvertono in ogni singolo aspetto, dal combattimento in tempo reale all’esplorazione di territori selvaggi a bordo della personalizzabilissima Regalia, dall’utilizzo di coperture per recuperare salute ed energia magica alle scelte morali durante le conversazioni, anche se forse il risvolto meno caratteristico per una produzione nipponica va ricercato nella sua struttura “in divenire” che lo avvicina di più ai programmi di accesso anticipato cui aderiscono molti titoli indipendenti distribuiti tramite Steam, piuttosto che ad un prodotto completo da arricchire con eventuali espansioni a seconda del riscontro di pubblico ottenuto.

Final Fantasy XV Windows Edition
Le tecniche speciali possono incidere significativamente sul ruolo dei personaggi all’interno del gruppo, come quella di Prompto che gli permette di massimizzare i danni delle armi meccaniche.

Dovremmo immortalare il momento!

Giocare a Final Fantasy XV al tempo del suo debutto su console è stata un’esperienza insolita: al di là dell’estetica j-pop, dell’incredibile quantitativo di spudorata pubblicità indiretta e del netto contrasto fra le atmosfere (relativamente) scanzonate del viaggio di Noctis e compagni e la serietà del conflitto che ribolle fra le nazioni di Eos, il cuore pulsante della storia era fondato su un’amicizia che trascende i confini sociali e politici, e che vede le personalità e gli interessi dei quattro protagonisti intersecarsi con le meccaniche di gioco in maniera spesso ingegnosa, come i manicaretti preparati da Ignis che infondono benefici temporanei al gruppo oppure le velleità fotografiche di Prompto che, oltre ad essere fonte di materiale divertente da condividere fra appassionati, nascondono dei risvolti un po’ più intensi da scoprire con il prosieguo dell’avventura, tutti elementi pensati per corroborare il legame fra giocatori e personaggi. La meraviglia di immergersi in un vasto pianeta brulicante di vita veniva enfatizzata dalle mandrie di creature esotiche che circondavano la nostra auto durante il viaggio, interrotte dall’occasionale apparizione di una belva di dimensioni colossali, o dalla peculiare conformazione degli insediamenti umani (pochissimi, purtroppo) ispirati all’architettura del mondo reale, mentre i combattimenti in tempo reale, la magia e le spettacolari evocazioni sembravano coronare il sogno di tutti gli appassionati di lunga data di Final Fantasy, ovvero che le mirabolanti scene d’intermezzo per le quali la saga è divenuta celebre dal settimo episodio in poi fossero finalmente presenti in forma giocabile.

Tuttavia, la sensazione complessiva era di trovarsi fra le mani un progetto incompiuto, una sorta di amalgama raffazzonata che non riusciva a rendere piena giustizia alla visione originariamente concepita da Tetsuya Nomura prima e da Hajime Tabata poi: la nostra decappottabile, per dirne una, procedeva spedita lungo le strade in automatico, senza alcun modo di addentrarsi fuori dal sentiero tracciato se non proseguendo a piedi, trasformando ogni spostamento in un’incombenza tediosa; certi passaggi della trama non ottenevano alcuna risoluzione, certi altri erano fin troppo vaghi o chiaramente affrettati; la struttura del gioco poi subìva una drastica modifica a circa ⅔, sacrificando la libera esplorazione di Eos per infilarsi di nuovo nei tanto vituperati “corridoi” a senso unico che fruttarono fior di critiche a Final Fantasy XIII. Il dazio pagato per rispettare la data di uscita dopo dieci anni di attesa era, in soldoni, ampiamente visibile. E quindi oggi, a oltre un anno di distanza dal rilascio, sarà forse cambiato qualcosa? La quantità di patch e contenuti extra distribuiti da allora ne avranno sistemato o mitigato gli aspetti peggiori, consegnando a quanti si apprestano a vivere l’epopea di Noctis un prodotto finalmente degno delle aspettative? Per loro fortuna la risposta, benché ancora parziale, è un concreto e incontestabile sì.

Final Fantasy XV Windows Edition
Oltre alla Regalia e alla barca introdotta con gli ultimi aggiornamenti, fra i mezzi di trasporto non potevano certo mancare i chocobo!

Gli scudi deboli non proteggono

Senza mezzi termini, la versione distribuita su Steam di Final Fantasy XV è esattamente quella che tutti si aspettavano al lancio e che gli utilizzatori, per così dire, precoci hanno potuto apprezzare soltanto nel corso dei mesi successivi: adesso possiamo sperimentare un New Game+ vero e proprio, una modalità fotografica autonoma che non ripiega solo sull’estro di Prompto al termine di ogni giornata, una configurazione supplementare per la Regalia che ci permette di guidare a piacimento su asfalto e sterrato, tutti i DLC già pubblicati e quelli a venire fino al prossimo anno (incluso Comrades che è, di fatto, un mini Monster Hunter cooperativo a tema Final Fantasy), una rivisitazione completa della porzione finale che pone rimedio a buona parte delle lamentele formulate all’epoca, nonché qualche extra esclusivo come la possibilità di indossare le storiche tute HEV di Half-Life o di spostare l’inquadratura in prima persona, piuttosto scomoda in battaglia ma adattissima per catturare qualche manciata di screenshot. Tutto ciò va a sommarsi ad una pletora di correzioni più o meno grandi che Square Enix ha apportato anche a seguito dei feedback ricevuti dagli utenti, segno della volontà di rifinire nel migliore dei modi il frutto di tanti anni di caparbio lavoro, che avvalorano il vecchio ma quanto mai legittimo adagio secondo cui le opere di questa portata necessitano di almeno un altro anno di sviluppo per raggiungere o per lo meno avvicinarsi al loro pieno potenziale.

E poi naturalmente, considerata la piattaforma, il quesito fondamentale è se il motore di Final Fantasy XV, l’acclamato Luminous Studio che tanti consensi ha raccolto grazie alle straordinarie tech demo realizzate ad hoc, sia davvero in grado di sfruttare la potenza aggiuntiva che le schede video moderne vantano nei confronti delle console, soprattutto visti gli esiti non troppo brillanti delle conversioni di numerosi titoli giapponesi. Ebbene, anche in questo caso il responso non può che essere affermativo: grazie soprattutto alla partnership con NVIDIA, gli sviluppatori hanno potuto infarcire il comparto grafico di settaggi mirati a ricavare il massimo da qualsiasi configurazione per ogni tipo di GeForce, mentre i proprietari di Radeon dovranno accontentarsi di performance leggermente inferiori ma comunque accettabili a parità di modelli. In particolare, la tecnologia GameWorks consente di godere di un livello di dettaglio incredibile relativo a capelli, peluria (dei mostri, s’intende), fogliame e ombreggiature, anche se lo scotto da pagare in termini di framerate è considerevole e sconsigliato per quanti non dispongono di macchine particolarmente prestanti: molto meglio regolare le impostazioni in modo da ottenere un buon compromesso fra qualità visiva e frame al secondo, perché mantenersi quanto più vicini possibile alla soglia dei 60 conferisce alla giocabilità tutto un altro sapore. La ricca gamma di opzioni permette proprio a chiunque di vivere l’episodio più recente della saga di Final Fantasy, anche qualora fosse equipaggiato con una semplice GTX 760 o una R9 380, ed è in grado di regalare grandi emozioni in rapporto alla potenza racchiusa sotto la scocca del nostro PC, che culminano con la bellezza delle texture in 4K per quanti se le possono permettere. Ciliegina sulla torta, il supporto alle mod e il lancio di uno strumento ufficiale per la creazione delle stesse che dovrebbe arrivare ad aprile promettono di alimentare l’interesse nei suoi confronti per molto, molto tempo.

Final Fantasy XV Windows Edition
Le capacità fotografiche di Prompto si evolvono con la crescita del personaggio, ed i suoi compagni non perdono mai l’occasione di mettersi in posa, anche nelle situazioni più critiche!

In sostanza, Final Fantasy XV Windows Edition è di fatto la versione definitiva del titolo Square Enix, tecnicamente riveduta e corretta per approfittare delle GPU più performanti, come pure infarcita di un considerevole assortimento di capitoli ed espansioni supplementari concreti. Il suo difetto più grande è congenito, non prestazionale, vincolato come già detto al ritmo incostante della narrazione, alla mancanza di approfondimento per molti eventi chiave e di creatività per quanto riguarda la maggior parte delle missioni, ridotte a semplici andirivieni da un punto all’altro della mappa, che impallidiscono di fronte ai colpi di genio romanzeschi che impreziosiscono altri suoi concorrenti diretti come Divinity: Original Sin 2 e The Witcher 3. Resta comunque la cronaca di un viaggio stupefacente, un percorso di crescita interiore ed esteriore tenuto assieme dai legami emotivi di quattro amici che esercitano una certa, significativa influenza anche su chi li osserva: se accettiamo di scendere a patti con tutte le sue limitazioni, questo nuovo Final Fantasy rappresenta un primo, imperfetto ma splendido passo verso un futuro che si prospetta oltremodo radioso.