Da quando, qualche anno fa, sono cominciate a girare voci su un titolo massivo ambientato nell'universo di Star Wars, il mercato dei MMORPG ha cominciato a fremere. Tuttavia, l'idea di produrre un massive ispirato alla saga cinematografica creata da George Lucas non era affatto nuova. Nell'ormai lontano 2003, SoE aveva lanciato Star Wars Galaxies, riuscendo anche a ritagliarsi una bella fetta d'utenza, prima di rovinare definitivamente il suo gioiellino a causa di una gestione poco attenta e a diversi aggiornamenti infelici.
Intanto, nello stesso anno, BioWare pubblica il primo Star Wars: Knights of the Old Republic, un RPG single-player considerato da molti un vero e proprio capolavoro, seguito l'anno successivo da Star Wars: Knights of the Old Republic II: The Sith Lords, sviluppato da Obsidian Entertainment.
Che c'entra tutto questo con The Old Republic? Beh... in primis perché lo sviluppatore, in collaborazione con LucasArts ed EA, è proprio la stessa BioWare. Il momento dell'annuncio è stato segiuto da hype a mille e forum intasati, dato che la software house canadese, mattatrice nel campo degli RPG single-player, era al suo debutto assoluto per quanto riguardava i MMORPG, dove un lancio sbagliato ti condanna inevitabilmente al girone infernale degli epic-fail dell'anno. La domanda, durante tutto lo sviluppo, ce le siamo posta un po' tutti: BioWare sarà all'altezza di un così improbo compito? La fan-base cresceva giorno dopo giorno, così come l'attesa. A un certo punto si era vociferato di Natale 2011 come data di lancio. Poi no, primi mesi del 2012. Nuova smentita: esce il 22 dicembre 2011, anzi, il 20. È ufficiale: 20 dicembre. I forum esplodono, il sito ufficiale diventa irraggiungibile quando mancano solo pochi giorni al debutto. E ora eccomi qui, dopo un paio di settimane di rush e una trentina di livelli, a rendevi conto di cosa ci si possa aspettare da Star Wars: The Old Republic. Ve ne scrivo ora, prima di avere in mano tutti gli elementi per una recensione esaustiva, che arriverà più avanti. Un po' perché è bello farlo, e un po' per spiegare cosa si sta perdendo chi non lo sta giocando.
TANTO TEMPO FA, IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA...
Devo essere sincero, il primo pensiero che mi è venuto in mente l'istante in cui ho loggato con il mio Sith Warrior è stato: "Questo è World of Warcraft con le spade laser". Il feeling con il titolo, almeno per me, è stato identico a quello che ho provato nel 2005 la prima volta che entrai ad Azeroth: stessa dinamicità nei movimenti dei vari PG, UI molto simile, addirittura identici tasti rapidi. Insomma, che il trio BioWare-LucasArts-EA puntasse a dare una sonora spallata al massive di Blizzard, proponendosi come titolo di punta in campo MMORPG, era chiaro fin dall'inizio. D'altronde, con un budget di sviluppo che si vocifera attorno ai 150 milioni di dollari, il più alto finora nella storia dei videogame, perché non provarci?
In Star Wars: The Old Republic sono presenti due fazioni giocabili, l'Impero e la Repubblica. Al loro interno convivono quattro archetipi di classe: Bounty Hunter, Sith Warrior, Imperial Agent e Sith Inquisitor per la prima, Trooper, Smuggler, Jedi Knight e Jedi Consular per la seconda. A parte i nomi, le differenze non sono poi molte. A livello dieci potete decidere la vostra "Advanced Class", grazie alla quale cominciare a distribuire punti all'interno del classico ramo talenti a scelta tripla, a ogni passaggio di livello. Sono presenti due Advanced Class per archetipo, portando così il totale delle classi a sedici. Sedici solo sulla carta però, dato che, ad esempio, il Sith Warrior dell'Impero è il fratello gemello del Jedi Knight della Repubblica, così come il Bounty Hunter lo è del Trooper, e così via. Per il resto, il titolo è strutturato come ogni altro theme park uscito negli ultimi anni, solo moltiplicato all'ennesima potenza. In realtà BioWare è riuscita a creare un titano che è forse la più alta espressione di questo genere mai uscita nell'ultima decade, assieme a World of Warcraft, ovviamente.
Il giocatore è guidato in ogni sua mossa, accompagnato per mano sia nella storyline di classe, sia durante tutto il resto del gioco, senza tempi morti o sbavature di sorta. SWTOR riesce a mettere a proprio agio nel giro di cinque minuti, perché ci si rende conto in fretta di come mamma BioWare abbia già programmato certosinamente ogni passo, dall'inizio alla fine. Non si è mai disorientati, mai confusi, si ha sempre chiaro in testa il prossimo obiettivo da completare. Le varie mappe sono compatte ma non soffocanti, le missioni mai frustranti. Si ha la sensazione di essere speciali, degli eroi, senza sentirsi semplicemente uno dei tanti migliaia di player che affollano il server. 
Questo pregio è amplificato da un'altra chicca, il vero valore aggiunto che BioWare ha donato alla propria creatura: i dialoghi. A seconda di come vi comporterete potrete ottenere punti Dark o Light: se riuscirete ad averne a sufficienza, il vostro personaggio cambierà a poco a poco il suo aspetto esteriore, oltre a poter usufruire di item e armi speciali. Ogni missione, anche la più infima e insignificante, è doppiata. Il vostro alter-ego otterrà e consegnerà quest intavolando dei veri e propri discorsi con i vari NPC, farciti da botta e risposta in pieno stile Mass Effect. Quella dei dialoghi multipli rappresenta una novità, almeno in campo MMORPG, assoluta. Il solo lavoro di doppiaggio dev'essere stato qualcosa di titanico: mai nessuno aveva pensato di sfruttare un tale sistema in un mondo persistente. I benefici, però, sono evidenti. Questa feature è non solo utile per immergersi a dovere all'interno del mondo di gioco, nelle sue storie e nei suoi intrighi, ma contemporaneamente funge da collante sociale fra i vari giocatori. Se siete in gruppo, i vostri compagni potranno partecipare alle sessioni di dialogo, scegliendo a loro volta la risposta da dare. Un roll random sceglierà quindi chi dei vostri dovrà prendere la parola, scatenando il più delle volte ilarità generale a causa di una risposta volutamente crudele o spiritosa. Alla fine della discussione poi, poco sotto la finestrella delle reward di fine missione, vi comparirà anche un bottone in bella vista che vi chiederà se avete intenzione di aggiungere nella lista amici i vari giocatori con cui avete appena condiviso l'esperienza.
La volontà di facilitare la creazione di una sorta di rete d'amicizie all'interno del gioco è piuttosto evidente, anche perché un cliente che riesca a divertirsi e a farsi amici gli altri astanti del negozio è difficile che lo cambi, passando più tempo all'interno dello stesso. È un po' lo stesso principio per cui scelgo di andare a fare colazione nello stesso baretto sotto casa da dieci anni: ho ormai istaurato un rapporto, seppur superficiale, con la maggior parte degli avventori che passano lì anche il resto della giornata. Mi sento a casa, in qualche modo.
COMPAGNI DI SPADA
Un'altra idea interessante è quella dei companion. Fin dai primi livelli vi viene affiancato un "compagno", che vi aiuta durante le missioni e peregrinazioni nelle varie galassie. Esistono diversi tipi di companion, tutti con ruoli diversi. Ad esempio, se siete un healer e preferite avere qualcuno che vi tenga lontani i mob, il companion tank è quello che fa per voi. Tuttavia, il rapporto che vi lega a questo particolare "pet" non finisce qui, visto che potete addirittura equipaggiarlo come un vero e proprio personaggio, oltre a far alzare l'indice di gradimento che esso prova nei vostri confronti a seconda di come vi comporterete sia verso di lui, sia con gli altri NPC sparsi per il mondo di The Old Republic. Il companion, inoltre, funge da "tappabuchi" per le varie quest di gruppo da 2 o 4 persone. Se decidete di avventurarvi in una zona piena di mob Elite con altri due giocatori, il gioco permette di evocare uno dei companion a disposizione, così da raggiungere il numero giusto per completare il party e concludere senza particolari problemi anche le missioni più impegnative.
GUERRE... STELLARI
Che gioco di Star Wars sarebbe senza le battaglie spaziali? In SWTOR, da un certo punto in poi, ogni giocatore ha a propria disposizione una navicella diversa, a seconda della classe d'appartenenza. Questa nave, oltre a farvi sentire (diciamolo) padroni dell'universo, funge anche da mezzo di trasporto privato per spostarsi da una galassia all'altra. Peraltro, la nave è necessaria anche per partecipare a speciali daily quest istanziate, nelle quali può essere chiesto di uccidere un tot numero di navicelle nemiche o di scortarne una alleata fino alla salvezza. Un gioco nel gioco insomma: un semplice diversivo che ha lo scopo di spezzare un po' e farvi dimenticare per una mezz'oretta la storyline, buttandovi invece in ignorantissime battaglie nello spazio profondo a suon di missili e piroette.
MA IL PVP?
Ecco, questo è un tasto un po' dolente. Se il PvE di The Old Republic si attesta su livelli altissimi, sia per quanto riguarda le varie missioni in solitario, sia per quelle da gruppo e i vari dungeon (qui chiamati Flashpoint), il PvP, basandomi su quello che ho visto finora, risulta invece un po' limitato. Sono presenti i classici Battleground istanziati, mentre per quanto riguarda l'open PvP era stato annunciato un sistema di controllo territoriale che avrebbe dovuto coinvolgere la maggior parte delle mappe presenti all'interno del gioco. Per ora, su questo aspetto, è meglio sospendere il giudizio, ma è forte la paura che verrà probabilmente data più importanza al PvP "controllato", ossia quello nei battleground.
Morale della favola? Star Wars: The Old Republic, per quanto visto finora, è un gran bel gioco, nonostante alcune magagne di gioventu di cui si discuterà in sede di recensione (una non ottimale gestione dei server e un sistema economico eccessivamente strozzato sono le prime due che mi vengono in mente ora). Forse non offre quel senso di libertà presente in altri titoli, ma l'abilità di storytelling di BioWare permette al giocatore di immergersi a fondo all'interno del lore e dell'universo di Star Wars, oltre a offrire praticamente tutte le feature che un amante dei theme-park possa desiderare. Ora c'è solo da sperare che i contenuti end-game offrano un giusto livello di sfida e che abbiano la capacità di tenere incollati i giocatori anche dopo lo stupore e l'euforia iniziale. Con già un milione e mezzo di utenti il titolo si pone come uno dei prodotti più ambiziosi degli ultimi anni e forse davvero l'unico, per capacità e sforzi profusi, in grado di imporsi come nuovo metro di paragone nel genere dei mmorpg. La strada verso la vetta però è irta di difficoltà, anche perché nel mezzo c'è anche un titoluccio chiamato Guild Wars 2...


















Commenti
Io ci ho giocato eccome a Kotor e questo "mmorpg" c'entra poco o nulla...