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21/06/2012 12:14
 

Spec Ops: The Line - Speciale Studio Tour

PC PS3 Xbox 360   genere: TPS  
A cura di
ScudieroGV
I nostri voti
PS3
8
 
PC
8
 
Xbox 360
8
 
 
 
 
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La clessidra è ormai agli sgoccioli: ancora pochi granelli di sabbia finissima, e poi il deserto di Dubai sarà pronto a investire e sommergere con la forza fisica e immaginifica di una tempesta di sabbia videoludica l’agguerrita concorrenza, fantasmi compresi. O almeno questa è la speranza di Yager Development, sviluppatore dello sparatutto in terza persona Spec Ops: The Line per 2K Games.

ANDIAMO A BERLINO, BEPPE!
Eh già, perché stavolta Beppe sarà pure rimasto a casa, ma negli studi berlinesi di Yager – oltre alla sabbia importata direttamente da Dubai - si respira quel inconfondibile ottimismo misto a eccitazione che ci ricordiamo bene, noi italiani a Berlino. Guardandomi bene dall’azzardare alcun commento calcistico sugli attuali Europei, visto che su un centinaio di componenti del team si contano una sessantina di nazionalità diverse, mi limito a godermi un interessante studio tour che sprizza entusiasmo da tutti i pori. La squadra Yager è affiatatissima nel guidarmi per mano alla scoperta delle fondamenta tecnico-artistiche su cui poggia la Dubai digitale in cui è ambientato Spec Ops. Una città ormai sommersa dal deserto che mi ha già ospitato virtualmente qualche mese fa in occasione di un corposo hands-on con la campagna single-player del gioco, e nella quale potete immergervi anche voi grazie al recente demo scaricabile. Inutile quindi che vi ripeta le considerazioni generali fatte a suo tempo sulla modalità Storia principale (le trovate qui), che restano tuttora più che valide. Piuttosto, prima preferisco concludere il discorso parlandovi delle modalità multigiocatore che completeranno l’offerta del gioco, disponibile in Europa dal 29 giugno prossimo, per poi magari approfondire un po’ qualche dettaglio di sviluppo grazie alla disponibilità dei responsabili tecnici di Yager.

SABBIA PER TUTTI I GUSTI
Per non farsi mancare proprio nulla, oltre a una campagna principale a giocatore singolo Spec Ops: The Line includerà anche delle missioni in co-op per due giocatori e varie tipologie di partita in multiplayer competitivo a squadre. Per quanto riguarda le missioni cooperative, queste saranno rese disponibili sotto forma di download gratuito per chi ha acquistato il gioco a pochi giorni dall’uscita dello stesso. Inizialmente saranno solo quattro, anche se in futuro con ogni probabilità ne verranno distribuite altre sotto forma di DLC a pagamento. La loro struttura a obiettivi multipli enfatizzerà la collaborazione tra i due protagonisti nell’affrontare orde di nemici che spuntano dalla sabbia a un ritmo più sostenuto rispetto alla campagna principale, che purtroppo non potrà a sua volta essere affrontata in co-op da tre giocatori umani nei panni di Walker, Lugo e Adams.
Considerata l’importante componente narrativa, introspettiva e decisionale che caratterizza la storia principale man mano che ci si addentra nei malsani meandri di una Dubai sommersa non solo dalla sabbia ma anche dall’orrore, gli sviluppatori hanno ritenuto che fosse meglio farla vivere a un giocatore solo e solitario, sganciandola decisamente dal rutilante treno emozionale tipico delle concitate modalità multigiocatore.

Sabbia ovunque. Orientarsi sarà un bel problema.
 
Un velocissimo treno di emozioni tutte da provare in compagnia di altri sette amici nel multiplayer competitivo a squadre di Spec Ops: The Line. Un multi competitivo per molti versi poco convenzionale, a partire dalla scelta di guarnirlo non solo della solita ridda di armi elaborabili, perk potenziabili e diverse specializzazioni (cinque sia per i Dannati che per gli Esiliati, di cui una specifica per la fazione scelta), ma anche di effetti bonus ad area legati alla classe del personaggio, che incentivano le squadre a stare ancor più compatte come se non bastassero i famigerati “sandstorm” a consigliarle in tal senso. Tempeste di sabbia così violente e imprevedibili da essere in grado di alterare in qualsiasi momento le sorti delle battaglie, che possono essere combattute in modalità Mutiny (una sorta di team deathmatch), Rally Point (una variante di cattura la bandiera) e Buried, un game mode che prevede la distruzione della base avversaria indebolendone tre particolari zone strutturali.

LA TEMPESTA (DI SABBIA) PERFETTA
È inutile sottolineare come grande protagonista anche e soprattutto del multiplayer di questo Spec Ops desertico sia infatti la sabbia, in tutte le sue forme. Una vera e propria terza fazione che scende letteralmente in campo sia al servizio del combattente abbastanza furbo da sfruttarne la travolgente mole, sia travolgendo tutto e tutti con apocalittica equanimità. Nel primo caso parliamo di dune, valanghe, cascate e, in generale, volumi di sabbia che possono travolgere i nemici con la loro immensa potenza. “Sabbia come acqua?”, butto lì a Florian Zender, Lead VFX Artist (ovvero responsabile degli effetti speciali) per Spec Ops. “Nel senso del travolgente effetto nel trascinare e sommergere tutto e tutti sì, anche se il comportamento fisico è piuttosto diverso data la differente densità della materia. In effetti, per modellizzare il comportamento dinamico della sabbia di Spec Ops: The Line ci siamo ispirati alle valanghe di polvere e detriti scatenati dalle esplosioni nelle cave e miniere a cielo aperto. Nel gioco le varie masse di sabbia desertica che si sono accumulate in diversi punti dei livelli single-player e delle mappe multiplayer possono essere sfruttate tatticamente dai giocatori a proprio vantaggio. La sabbia può travolgere, lo abbiamo già detto, e può anche trascinare oggetti pesanti come automobili, utilizzabili come coperture dal fuoco nemico. Ma la sabbia può anche riempire gli ambienti (in modo diverso e meno uniforme rispetto all’acqua) e garantire l’accesso a nuove aree. Aree che magari in origine non prevedevano di poter essere raggiunte e coperte di sabbia, come un soffitto di vetro che si trasforma in fragile pavimento nascosto da un velo di rena. Insomma, questo dinamismo proprio dei granelli di sabbia in quanto tali, unito alla straordinaria verticalità e imprevedibilità di una location come la futuristica città di Dubai, è una combinazione davvero eccezionale e unica nel panorama degli sparatutto moderni.

Un dinamismo perfettamente rappresentato dai cosiddetti ‘sandstorm’, giusto?”, chiedo io. “Esatto,” risponde Florian, aggiungendo che “il tool grafico che utilizziamo per generare dinamicamente le tempeste di sabbia nel gioco può essere applicato in una trentina di minuti a qualsiasi livello del medesimo con pochi e semplici accorgimenti, aggiustando un paio di parametri come l’intensità del vento e la densità/colore della sabbia.

Una Dubai così non l'avete mai vista, vero?
 
A questo punto interviene Joerg Friedrich, Lead Level Designer del gioco: “se nella campagna in singolo abbiamo preferito controllare da vicino la generazione e l’andamento dei sandstorm per non inserire un elemento casuale che potesse interferire con lo sviluppo programmato dell’esperienza di gioco in termini narrativi, di ritmo bellico e di pathos emozionale, in multi la randomicità di tali eventi naturali è in grado di alterare in qualsiasi momento l’esito di un combattimento, rendendo meno scontate le battaglie. Tali tempeste di sabbia, infatti, oscurano letteralmente il cielo rendendo difficile orientarsi e localizzare i nemici. D’altra parte, però, i granelli di sabbia in sospensione alterano la diffusione della luce, rendendo più evidenti gli spari delle armi, specialmente quelli di shotgun et similia. Ovviamente cecchini e incursori silenziosi potranno sfruttare questo a loro vantaggio”.

Nella realtà,” aggiunge Francois Coulon, Executive Producer del gioco per 2K, “i suddetti sandstorm non sono così rumorosi come li abbiamo riprodotti. Anzi, sono silenziosissimi, e stendono il loro manto rosso-sangue sull’ambiente in un silenzio di morte. Ma in un videogioco come Spec Ops, così come in film quali La Mummia e l’ultimo Mission Impossible, l’impatto di una tempesta di sabbia è spettacolarizzato con tanto di vento che fischia, vetri che s’infrangono e persone che gridano, naturalmente.” Compromessi col realismo che ci stanno tutti, anche perché Spec Ops: The Line, oltre allo spettacolo grafico, promette di offrire anche una sostanza narrativa d’indubbio spessore, che potremo finalmente sviscerare in tutti i suoi più macabri e inquietanti dettagli tra una settimana. Granello di sabbia più, granello di sabbia meno.

 

Commenti


1
killerlobotomy
21/06/2012 12:27
 
 
Speriamo che ne valga la pena...la demo non mi ha detto molto ma questo gioco lo volevo prendere. Aspetto però una recensione primqa di buttarmi nella spesa.
 
2
skorp48
24/07/2012 20:58
 
 
ho appena finito il gioco e mi è piaciuto molto. sparare durante una tempesta di sabbia
la storia mi ha preso molto, gli sparatutto non son ugenere difatti è il primo ke faccio pero
lambientazione è fantastica per me
 
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