Torniamo a parlare di Metal Gear Solid, una saga di cui ormai conosciamo ogni singolo aspetto e che al recente E3 di Los Angeles si è fatta notare per il suo spin-off, il contestatissimo (forse in maniera fin troppo faziosa) Rising, un action-game che vedrà come protagonista assoluto lo sfortunato Raiden. Nel contempo è emerso che l'osannatissimo Hideo Kojima è già al lavoro sul quinto capitolo della serie ufficiale, che vedrà un redivivo Solid Snake operare sotto l'egida del Fox Engine, motore grafico pronto per la next-gen su cui Konami ha investito tantissimo e che molto probabilmente verrà utilizzato per buona parte delle produzioni future (PES compreso, pare).
In tutto ciò, un buon ripasso in merito alle avventure del nostro caro Snake e della trasformazione del suo paparino in Big Boss, non fa mai male, tanto più che ora iniziano le vacanze estive (se siete studenti, ovviamente) ed è decisamente più comodo portarsi dietro la PS Vita che non la vostra amata console con tanto di TV da 50 pollici al seguito.
Un'inquadratura destinata a rimanere nella storia dei videogiochi.
C'è da dire che questa riedizione portatile arriva probabilmente nel periodo giusto, ma pur sempre con diversi mesi di ritardo rispetto alle versioni PS3 e Xbox 360. Non è da escludere quindi che gli interessanti si siano già portati a casa il remaster in HD, quindi diventa un po' difficile giustificare l'acquisto di questa cartuccia, senza sconti di sorta e con l'unica nota interessante legata alla piattaforma Sony. Parlo dell'opzione Transfarring, che permette di condividere i salvataggi fra PS Vita e PS3, anche attraverso cloud, con tanto di sincronizzazione dei trofei. Altro particolare poco piacevole è l'evidente esclusione di Peace Walker dalla compilation, un fatto a mio avviso abbastanza grave, che trova ben poca giustificazione. Il porting da PSP sarebbe stato oltretutto ben più semplice rispetto alle conversioni da PS2 e avrebbe rappresentato un valore aggiunto notevolissimo, anche perché si tratta di un titolo davvero ottimo, profondo e longevo, che con l'apporto del doppio analogico e di un hardware più potente avrebbe trovato la sua vera ragion d'essere. Non parliamo poi del fatto che Peace Walker è un prodotto pensato per il divertimento portatile e come tale ben più adatto a PS Vita di quanto non siano i due capitoli principali. Poi si potrebbe anche obiettare sul titolo: perché inserire la dicitura HD laddove lo schermo della console, per quanto eccellente, non raggiunge nemmeno i famigerati 720p? Diciamo che per certi aspetti Konami ha un filo “barato”, anche se tutto sommato le conversioni si difendono bene, risultando globalmente superiori rispetto a quanto era possibile vedere e giocare su PS2.
Però io sono molto pignolo e fastidioso, quindi ve lo devo dire chiaramente: la programmazione è stata subappaltata dai Bluepoint Games ai misconosciuti Armature, e si vede. Il frame rate, specialmente in determinati frangenti di MGS2, tende a crollare, rendendo persino difficile prendere la mira (e si sente la mancanza di un sistema basato sui sensori di movimento alla Uncharted: L'Abisso d'oro). Non aspettatevi i 60 fps fissi di PS3/Xbox 360 insomma, ma va sottolineato che MGS3 gira molto meglio, nonostante un motore ben più spinto, vai a capire perché. Difficile invece esprimere un giudizio sull'antialias, poiché ogni tanto funziona bene, altre volte meno, ma in generale l'immagine è abbastanza pulita, di certo superiore a PS2 sotto ogni punto di vista. E sì, se ve lo state chiedendo, dà la paga a Snake Eater su 3DS.
Anche a distanza di anni, Snake Eater è sempre un bel vedere...
Ovviamente poi ci sono le limitazioni hardware, non tanto tecniche, quanto fisiche. Kojima ha sempre fatto un uso oculato e intelligente delle vibrazioni, ma come ben sappiamo su PS Vita non vi è alcun feedback del genere. Alcuni gadget quindi sono stati modificati per emettere in sostituzione un impulso sonoro modello sonar; una soluzione inevitabile e tutto sommato funzionale. Poche e non proprio entusiasmanti le feature legate al touch screen, sia anteriore che posteriore: ci si limita a poter sbirciare da dietro i muri con piccole gesture oppure muoversi nei menu delle armi e degli oggetti toccando le relative icone in basso ai lati (sostituendo di fatto i grilletti dei pad classici). Ci si poteva sforzare un po' di più, diciamocelo.
In definitiva, comunque sia, non voglio condannare eccessivamente questa collection: stiamo pur sempre parlando di due eccellenti produzioni, a cui si affiancano una marea di missioni aggiuntive (le famose VR e Alternative Mission) e le versioni MSX di Metal Gear 1 e 2. Tanta roba, però mi auguro di trovare un lavoro filo più curato quando tornerò a casa Kojima per la riedizione di Zone of the Enders. Lì pretendo la perfezione, o potrei innervosirmi per davvero.


















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