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Watch Dogs 2 – Hands-On

di 20/06/2016
 

Watch Dogs 2 si presenta sul palco di Los Angeles dopo essersi mostrato in anteprima, in un ambiente controllato, agli occhi del mondo con un reveal che ha lasciato alle sue spalle numerosi dubbi e ben poche certezze, ponendosi come un punto di svolta per un franchise nato con gli auspici di grandezza propri di un blockbuster crossmediale capace di coprire numerosi media con una qualità elevata e una riconoscibilità in grado di garantire una presenza duratura nel tempo. O almeno questo era l’intento del team che ci ha consegnato le avventure di Aidan Pierce e raccontato la sua struggente storia di conflitto tra i doveri di un lavoro pericoloso e le conseguenze che questo può portare alla propria esistenza. Dal gioco al fumetto, dal fumetto a film: tutto sembrava pronto per consegnare alla storia un nuovo fenomeno a la Assassin’s Creed e invece, a pochi giorni dalla fiera losangelina, Ubisoft si esibisce in un poderoso colpo di spugna che cambia tutte le carte in tavola andando a cambiare radicalmente la percezione del brand agli occhi del pubblico. Abbandonata la crudezza e la serietà della lotta al crimine perpetrata anche con metodi non convenzionali, si abbraccia un concetto di ampio di “eroismo metropolitano” in cui il gruppo Dedsec assurge al ruolo di speranza per una società in cui multinazionali, comunicazione e politica lavorano in sinergia per privare la gente della propria libertà.

dogs

Il team di hacker di cui fa parte il protagonista ama pescare nei cliché anni ’80 e spinge pesante su una non meglio precisata fusione stilistica tra atmosfere hi-hop metropolitane e art-style in cui i pixel danno forma alle più curiose fantasie ed eccentrismi di un gruppo che, verosimilmente, sembra avere davvero molto tempo da dedicare alla cura della propria immagine – elemento necessario per catturare l’attenzione delle menti più giovani ed influenzabili… che si tratti della popolazione di San Francisco come dei potenziali acquirenti di Watch Dogs 2. Marcus incarna un numero spropositato di luoghi comuni, ma dalla sua ha la possibilità di esercitare un buon grado di personalizzazione che gli permette di distinguersi tra i numerosi avatar che si incontrano online, in un multi player di una fluidità eccezionale e attivabile comodamente con la semplice pressione di un tasto dopo aver incontrato un altro giocatore umano. Semplicità che si rispecchia in ogni situazione di hackeraggio, che ha guadagnato in rapidità ed efficacia anche a livello concettuale, in quanto ora è possible essere dirompenti anche solo con una velocissima pressione di in tasto. Tutto il mondo è ha portata di hack, siano persone, veicoli o strumentazioni: è sempre visibile nell’aria la rete di collegamenti tra Marcus e ogni potenziale bersaglio, collegato automaticamente quando finisce al centro della visuale. Un piccolo tocco e si può far suonare un cellulare così come far partire una macchina vuota, atte a creare diversivi che ci concedano una maggiore libertà in fase di infiltrazione. È ovviamente nostro potere espandere queste possibilità di controllo fino a guidare i veicoli in giro per l’area di gioco o far comportare in modi anomali e differenti meccanismi solitamente inerti. La visuale hacker permette di monitorare ogni elemento d’interesse evidenziando con colori accesi ciò che può o dovrebbe destare la nostra attenzione, permettendoci di fare chiarezza nella congestione di informazioni a schermo.

Watch Dogs 2

Cambia lo stile, cambiano gli strumenti: oltre al consueto cellulare, in questa occasione diventato il vero fulcro del mondo del protagonista, vi sono gadget come il drone o l’auto radiocomandata che estendono le nostre possibilità di lettura delle situazioni, a patto di metterci innanzitutto al riparo da guardie o telecamere indiscrete. Watch Dogs 2 ci presenta un mondo dinamico in cui è possibile interagire in modalità estremamente variegate e costruibili sullo stile di gioco preferito, valorizzando l’azione di gioco stealth così come l’utilizzo della violenza per superare missioni prive di un ordine preciso e cadenzabili a proprio piacere. Non si intende in alcun modo sentenziare ora sulla natura narrativa del gioco, ma l’impressione è di avere tra le mani un prodotto che nasce come playground in cui ricollocare idee e creatività di un team di sicuro valore come quello responsabile di questo sequel. A conferma di questo la campagna single player sarà priva di vincoli, sbloccandosi di obiettivo in obiettivo seguendo la guida dell’applicazione Dedsec sul proprio cellulare, lasciando così libertà di scelta su come approcciare gli eventi. Col tempo emergeranno nuovi dettagli e nuove elementi di gioco che potrebbero offrirci un’immagine più chiara di un titolo che in questo momento è ben nascosto dietro a stringhe di codici e che spera di imporsi come riferimento per il gamer giovanile entry-level.