E3
   

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra – Hands On

 

Devo dire che a pelle non mi sono mai esaltato per L’ombra della guerra, principalmente perché da purista del mondo tolkeniano non riesco proprio a farmi andare giù l’ambientazione, il tono e la scrittura di questa rilettura interattiva, fin dal primo capitolo. Ma riconosco che questo sia un mio limite e Shadow of War è del resto un titolo che vive della sua natura sistemica, delle mille implicazioni del Nemesis System e naturalmente di un combat system purosangue che riflette influenze smaccate ma anche guizzi di personalissimo estro. Insomma, L’ombra della guerra è il classico gioco che va giocato per essere capito, e la mia prova di 40 minuti si è rivelata soddisfacente e appagante, un appetizer che mi ha lasciato desideroso di volerne e saperne di più.

Come già ci aveva riportato la nostra Paddy, che era volata a Londra per il press tour, Shadow of War non è solo un more of the same, ma costruisce sugli elementi che hanno reso vincente il predecessore, introducendone di nuovi. Torna naturalmente il Nemesis System, ossia la gerarchia dei nemici sparsi nel mondo di gioco, che come voi possono evolversi e diventare più potenti; gli orchi hanno una loro organizzazione, e uccidere i loro capi causerà una reazione a catena. Oppure potete farli passare dalla vostra parte, e del resto avere un orco di due metri per amico è sempre positivo, magari come spalla per provarci con le elfe al Puledro impennato. Purtroppo ciò non sarà possibile in Shadow of War, ma sarà possibile invece attaccare le Fortezze, dei manieri controllati dagli orchi che aspettano solo di essere conquistati, con scene di battaglie campali degne dei film di Peter Jackson.

In battaglia potete decidere di portare con voi gli orchi che siete riusciti a far passare dalla vostra parte, che vi presteranno la loro spada e i loro muscoli; prima dell’inizio dell’assalto, è possibile potenziare questi alleati, e dare loro delle speciali abilità. L’assalto che ho provato a fare era molto difficile, principalmente perché ero in minoranza numerica, e gli orchi nemici erano molto forti. Risultato? Una disfatta totale: alcuni dei miei compagni di squadra sono morti (e la morte, in Shadow of War, è permanente e irreversibile), mentre di contro i miei odiosissimi nemici sono diventati più forti, accumulando punti esperienza. Severo ma giusto. Vale la pena citare la caratterizzazione degli orchi in battaglia, che proprio gente per benino non sono, e vi insulteranno continuamente facendovi pregustare gli infiniti modi in cui macelleranno le vostre carni… Simpatici. Tra questi c’era anche un orco menestrello (no, non sto scherzando) che cantava una canzone, naturalmente sulla vostra morte.

Ero già pronto a ritentare la battaglia, probabilmente destinato a fallire di nuovo, quando il demoist mi fa presente che c’è una possibilità, ossia tracciare sulla mappa la posizione degli orchi che possiedono la fortezza, e andare a trovarli a casa loro, quando presumibilmente sono più sguarniti e si stanno guardando la TV in canottiera e ciabatte. Questo mi ha aperto gli occhi sull’immensa libertà degli approcci possibili in Shadow of War, che si riflette tanto nell’open world, tanto nel sistema di combattimento. Le mischie ricordano Assassin’s Creed e la serie Batman, con la necessità di gestire più nemici contemporaneamente, parando e contrattaccando, e usando di tanto in tanto dei “take down” speciali. Nel caso della mia partita avevo a disposizione un pugno sul terreno che generava un’ondata di ghiaccio in grado di uccidere tutti i nemici circostanti, molto utile in situazioni di inferiorità numerica come del resto ne avvengono molte nel gioco (che cosa vi aspettavate entrando a Mordor?). Interessanti anche le abilità di Calebrimbor, come la possibilità di scoccare frecce contro nemici molto distanti, il che vi teletrasporterà direttamente nella loro posizione, molto comodo per muoversi in furtività all’interno delle fortezze. Ancora, abbiamo una varietà di approcci decisamente invidiabile. Il tutto è naturalmente personalizzabile, e lo skill tree che abbiamo visto è decisamente impressionante. Pollice in su quindi per L’ombra della guerra, che se avrà anche una storia solo minimamente decente mi avrà definitivamente conquistato.





Loading Facebook Comments ...