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Discussione: brooks

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  1. #1
    Utente L'avatar di frankifol
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    brooks

    anche io ho letto tutto terry brooks...non solo shannara ma anche landover e parte della saga del cavaliere del verbo.
    Il fatto è che credo che abbia detto tutto quello che aveva da dire dopo la seconda serie di shannara.Tutto quello che ha scritto dopo mi pare privo di ispirazione, pure operazioni commerciali.Il primo re di shannara ne è l'esempio lampante.
    Il tutto assume poi prospettiva ancora più evidente paragonando la sua opera a quella di autori molto ma molto più originali, che sono riusciti a dire qualcosa di veramente nuovo senza però discostarsi troppo dai canoni del genere.vedi Tad williams, Robert jordan e G.R.R Martin

  2. #2
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    concordo eprfettamente. Brooks è ormai un auutore alla frutta.
    Prova a leggere i romanzi di dadiv Eddings o quelli di David Gemmell. Il primo ha scritto quella che è forse la più bella saga di fantasy dopo Il signore degli Anelli, intitolata Il Ciclo del Belgariad.
    Il secondo ha scritto decine di romanzi molto belli, forse un pò ripetitivi negli ultimi tempi ma affascinanti nelle prime opere. ti consiglio in particolare i romanzi del ciclo dei Drenai e quelli dedicati alla Pietre Sipstrassi. entrambi sono maestri della parola, autori che sanno coinvolgere in maniera meravigliosa come ha fatto Brooks con il ciclo di Shannara.

  3. #3
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    concordo eprfettamente. Brooks è ormai un auutore alla frutta.
    Prova a leggere i romanzi di dadiv Eddings o quelli di David Gemmell. Il primo ha scritto quella che è forse la più bella saga di fantasy dopo Il signore degli Anelli, intitolata Il Ciclo del Belgariad.
    Il secondo ha scritto decine di romanzi molto belli, forse un pò ripetitivi negli ultimi tempi ma affascinanti nelle prime opere. ti consiglio in particolare i romanzi del ciclo dei Drenai e quelli dedicati alla Pietre Sipstrassi. entrambi sono maestri della parola, autori che sanno coinvolgere in maniera meravigliosa come ha fatto Brooks con il ciclo di Shannara.

  4. #4
    Utente L'avatar di frankifol
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    di eddings ho letto la saga con dei tamuli, e mi pare che siano gli stessi personaggi della saga cui alludi tu...sparhawk, polgara , silk e altra gente.
    in verità eddings nn mi piace molto. Succedono troppe cose, tutte teoricamente spaventose e poderose, che di solito si risolvono in una bolla di sapone...nn so se mi spiego...tipo che durante una battaglia epocale contro forze soverchianti il lettore nn ha mai neppure la percezione inconscia che possa andare tutto male.gemmel effettivamente mi incuriosisce, ma ormai sono diventato molto selettivo in ambito fantasy, ne ho letti circa 200 e faccio fatica a trovare qualcosa che mi piaccia
    (ho trovato addirittura schifoso goodkind)

  5. #5
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    Hai provato Mary Gentle e il suo ciclo di Ash? mescola impianto storico e fantasy con molta abilità e dà vita ad una storia affascinante.

    E Celia Friedman, con il suo ciclo del Sole Nero? E' un dark fantasy molto originale, con venature horror e un approfoidiemnto dei personaggi di rara bellezza.

    Di Eddings, comunque, hai letto il ciclo meno affascinante. Leggi il belgariad e ti ricredderai.

    E Erik R. Eddison lo conosci? Il Serpente Ouroboros è un grande romanzo, anche se difficile da leggere per il tipo di linguaggio ricercato utilizzato dall'autore.

    Recentemente ho poi letto i romanzi di S. Lawhead anbientati nel mondo celtico e ispirati alla leggenda di Re Artù; sono molto belli. Te li consiglio

  6. #6
    Utente L'avatar di Devil 87
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    Ho visto un macello di libri...intanto comincio cn la Spada di Shannara
    Si vive per scoprire nuova bellezza, di solito tanta quanta se ne dimentica.

    - Half Devil -

  7. #7
    Utente L'avatar di frankifol
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    sarrko


    Hai provato Mary Gentle e il suo ciclo di Ash? mescola impianto storico e fantasy con molta abilità e dà vita ad una storia affascinante.

    E Celia Friedman, con il suo ciclo del Sole Nero? E' un dark fantasy molto originale, con venature horror e un approfoidiemnto dei personaggi di rara bellezza.

    Di Eddings, comunque, hai letto il ciclo meno affascinante. Leggi il belgariad e ti ricredderai.

    E Erik R. Eddison lo conosci? Il Serpente Ouroboros è un grande romanzo, anche se difficile da leggere per il tipo di linguaggio ricercato utilizzato dall'autore.

    Recentemente ho poi letto i romanzi di S. Lawhead anbientati nel mondo celtico e ispirati alla leggenda di Re Artù; sono molto belli. Te li consiglio


    mi pare nn abbiamo gli stessi gusti.....nn leggo fantasy scritta da donne.Ho provato con la zimmer(leggendomene una trentina!) e qualcosa di una di cui nn mi ricordo neppure il nome(saga arturiana cmq, tipo grotte di cristallo e simili) e dopo meditazione profonda ho deciso (arbitrariamente e smentendo quello che su dicevo riguardo king...ops!...)che le donne è meglio scrivano altro.Per me le migliori saghe sono quella di "thomas covenant l'incredulo" di donaldson, il "ciclo delle spade" di williams e in cima a tutti, ma proprio a tutti(tolkien escluso solo perchè lo considero il fondatore del genere,ma SOLO per questo)"la ruota del tempo" di robert jordan. Mi è piacuita al punto di comprare i libri in inglese,e si parla di tomi di mille pag,dato che in italia siamo fermi da una decina d'anni al terzo volume, mentre la saga è arrivata al decimo e sono in attesa dell'uscita dell'11

  8. #8
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    frankifol

    mi pare nn abbiamo gli stessi gusti.....nn leggo fantasy scritta da donne.Ho provato con la zimmer(leggendomene una trentina!) e qualcosa di una di cui nn mi ricordo neppure il nome(saga arturiana cmq, tipo grotte di cristallo e simili) e dopo meditazione profonda ho deciso (arbitrariamente e smentendo quello che su dicevo riguardo king...ops!...)che le donne è meglio scrivano altro.Per me le migliori saghe sono quella di "thomas covenant l'incredulo" di donaldson, il "ciclo delle spade" di williams e in cima a tutti, ma proprio a tutti(tolkien escluso solo perchè lo considero il fondatore del genere,ma SOLO per questo)"la ruota del tempo" di robert jordan. Mi è piacuita al punto di comprare i libri in inglese,e si parla di tomi di mille pag,dato che in italia siamo fermi da una decina d'anni al terzo volume, mentre la saga è arrivata al decimo e sono in attesa dell'uscita dell'11

    Le donne sono eccellenti scrittirci di narrativa: Ursula Le Guin, Katherine kerr, Celia Friedman, Mary Gentle, Marion Zimemr bradley, Andre Norton. Non puoi dire che siano scrittrici che no sanno scrivere, che è meglio che scrivano altre cose. Non puoi perché così dicendo dimostri di avere una conoscenza dubbia della fantasy, di non cononscere un lato di questa narrativa che è meritevole di essere apprezzato. Te lo dice uno che legge libri di fantasy da 25 anni e che ha molti allievi che scrivono tesi di laurea su autori di fantasy. Se,a parte Tolkien, autori come , Eddison, C.S. Lewis, Brooks, Eddings, Gemmell, sono i capofila della narrativa fantastica attuale, ci sono autrici donne che stanno alla pari con loro: hai mai letto i romanzi celtici della Kerr? O il ciclo di Earthsea di Leguin? O il bel ciclo del Sole nero della Friedman? Se vuoi consocere la narrativa fantastica devi leggere queste opere, altrimenti non puoi dire di avere una conoscenza completa della materia. Citi Robert Jordan e Donaldson; sono ottimia utori, non lo nascondo, ma chi ha ha fatto fare un balzo in avanti alla narrativa fantastica attuale, portandola fuori dalla stagnazione in cui era caduta negli anni 70 e 80 dopo l'ubraicatura tolkieniana (e la marea di cloni del signore degli anelli, tra cui La spadad i Shannari di Brooks) sono stati Eddings e Gemmell (e, in misura minore Harry Turtledove).
    Non siposson paragonare Jordan e Donaldson a Eddings e Gemmell; è chiaro che i gusti sono gusti, ma non leggere Gemmell significa perdere di vista l'improtanza della rivoluzione da lui compiuta nel campo della fantasy. Coeem ho già detto, è un autore che può no piacere, ma va letto. No si deve leggere solo ciò che piace se si vuole approfondire, studiare una forma di narrativa; si deve leggere tutto ciò che questa forma di narrativa offre. Poi si possono prendore delle posizioni e dire che uno è meglio di un altro (sempre soggettivamente parlando) che un tipo di fantasy è preferibile a un altra, ecc.

  9. #9
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    provata sia la kerr che la leguin, e non mi sono affatto appassionato.Se la norton è quella del giglio nero(e altri gigli, se nn mi sbaglio) ho letto anche lei.L'ho trovata un po' banale.Magari sono stato sfortunato a nn incappare nelle saghe cui alludi. Per quanto rgrd la zimmer,di cui penso di aver letto praticamente tutto quello che è capitato nelle librerie fino a qualche anno fa, mi pare alquanto femminista e spocchiosa,pace all'anima sua. E' un po' meglio quello ha scritto in termini di fantascienza al di fuori della serie di darkover. Se due (o era tre?) indizi fanno una prova.....
    Concordo su Gemmel, penso di leggerlo prima o poi, come ti dicevo da qualche parte su nel thread, un po meno su eddings...però anche qui magari sono stato sfortunato dato che la prima saga che mi è capitata tra le mani è quella dei tamuli , che mi dici essere non la migliore.
    Concordo poi pienamente sulla buona opinione su turtledove, anche se mi pare stia cadendo nella situazione di brooks...dopo le saghe sulla legione romana si è un po' perso nei meandri di videssos, riscattandosi però con la serie della colonizzazione e della seconda guerra mondiale con rettili annessi. Ora aspetto la rivistazione della prima guerra mondiale che in italia ancora nn è uscita
    Sulla mia non consoscenza della letteratura fantastica sono assolutamente d'accordo con te, d'altro canto sono solo una quindicina d'anni che mi ci dedico(ps: leggo di tutto,non solo fantasy), anche se penso di poter dir la mia in modo abbastanza coerente e con maggior cognizione di causa rispetto a moltissimi altri che magari si sono rintronati solo con dragonlance(weiss&hitchmann)


    pps: il mio giudizio sulle donne scrittrici travalica il genere fantastico. Fino ad ora nn ne ho trovata alcuna che mi stimola(leggi abbasso la cornwell, ellis peters, morante,yoshimoto)
    giusto qualcosa della ellende, harper lee e nn me ne vengono in mente altre....

    quasi mi dimentico.nn leggo quello che nn mi piace perche vivo la lettura come uno svago. E nn è una limitazione visto che sono estremamente eclettico
    Ultima modifica di frankifol; 6-03-2004 alle 23:17:06
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  10. #10
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    quasi mi dimentico.nn leggo quello che nn mi piace perche vivo la lettura come uno svago. E nn è una limitazione visto che sono estremamente eclettico [/i]

    Al di là di tuto la letteratura deve essere vissuta come svago; hai perfettamente ragione. Anch'io ho cominciato così, con i romanzi di Howard su Conan e di Leiber. Poi ho letto Tolkien, nel 1977 e da allora ho iniziato ad avere un'attenzione diversa verso la fantasy, che è diventata, come la sf, oggetto più di studio che di divertimento.

    Quando ti dico che mi piacciono autori come Eddings (quello dei Belgariad) o Gemmell è perché sono riusciti a ridare alla fantasy quel legame genuino con il mito, la leggenda e la fiaba che i tanti cloni di Tolkien avevano perso. Vedi, Gemmell, per esempio, abbandona del tutto le atmosfere e i temi del mondo tolkieniano per raccontare l'esistenza umana nei suoi aspetti più sofferenti e gioiosi. prendi i guerrieri Drenai che decidono di difendere la fortezza di Dors Delnoch contro l'orda dei nadir ne "La leggenda dei Drenai" ; sono uomini del tutto comuni, non sono eroi, sono xbriganti, assassini, avventurieri, donne di malaffare. Decidono di resistere ad un nemoco soverchiante perché pur sapendo che la loro sarà un'impresa suicida sono "veri coraggiosi". E come dice Druss, uno dei personaggi più belli creati creati da Gemmell, il vero coraggioso non è colui che compie imprese eoriche ma semplicemente colui che restare fedele ai propri principi e ideali, che affronta le paure della vita e trova la forza interiore per vincerle. E gemmell in questo romanzo, bellissimo, anche se un pò acerbo come stile essendo solo il suo secondo scritto, ci vuole dire che la civiltà è una pianta, fiorisce o sfiorisce come un albero, come una moda, e che no esistono una civiltà ed un progresso al singolare ma bensì^ singole civiltà E ogni civiltà, nel romanzo qeulla dei Drenai (che è ormai in declino di fronte alla irrompente marea barbara dei Nadir) , ha un anima che si estrinseca attraverso il suo divenire storico.- Fintanto che quest'anima è vitale, forte e portatrice di valori autentici, essa produce civiltà. Ma quando gli ideali , il coraggio a l'adesione spontanea ai valori tradizionali vengono meno e quando il potere e frutto ci corruzione e compromessi politici , e la logica del rpofitto imperversa allora la civiltà entra in declino e sfiorisce. Capisci che Gemmell, con un semplice romanzo, avventuroso, ci dà una lezione sullla civilizzazione e ci disegna un quadro della storia dell'antica Roma e di tutte le grandi civiltà che si sono succedute?

    Quando parlo di riviluzione nella fantasy mi riferisco all acapacità di saper raccontare sotto forma di storia avventurosa i gradni miti e le grandi idee della cultura umana. In qesto senso anche Eddings è un maestro; il Belgariad è un perfettoe sempio di riproposizione dei temi e miti antichi rivisitati abbandonando (solo però in parte la tradizione tolkieniana). Nel belgariada ritrovi il tmea della ricerca, della compagnia, del viaggio inziatico, che ritrovi già nell'antichissima storia di gilgamesh, risalente all'epoca assiro babilonese. E ritrovi i richiami alla mitologia celtica e classica : la reincarnazione, il mito dell'eterno Ritorno, del Ragnarok .

    Purtroppo Eddings (coem accade negli utlimi anni anche a Gemmell) ja perso gran parte della sua freschezza e innovatività nel momento in cui non è più riuscito (diopo aver scritto il Belgariad) a rinnovarsi. Coem è successo a Brooks, la sua vena si è come inaridita e i cicli successivi sembrano fotocopie del primo, ma meno brillanti. Anche per Gemmell si può dire la stessa cosa; è maturato nello stile, tanto che oggi è da considerarsi unod eglis crittori più bravi nel saper scrivere, ma è peggiorato (secondo me nelle idee). Ma se prendi i due cicli iniziali, quello dei Drenai e quello dei Sipstrassi, in cui trovi personaggi come Druss, Jon Shannow e Waylander, puoi apprezzarne la genuina originalità.

    Riguardo al discorso delle donne, ribadisco che è questione di gusti. Ma ribadisco anche che alcune di loro no possono essere trascurate nella storia della narrativa fantastica.

  11. #11
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    il punto è che per questioni cronologiche, non posso che vivere questi autori come contemporanei ai loro tanti(successivi) cloni e quindi, perdere di vista il loro essere stati i primi a introdurre nuovi temi(come dici tu abbanodonare finalmente le dinamiche tolkieniane divenute ormai sterili). Quindi diventano solo espressioni di un clichè piu o meno collaudato...vallo a scoprire che ne sono i fondatori! Tu puoi perche mi pare di capire che è parte del tuo lavoro, se io invece leggo un romanzo in cui i personaggi sono grigi(quindi suppongo simili alle donnacce e banditi dei drenai), nn posso far altro che vederci un rimando a jordan,i cui personaggi sono tutti grigi.E questo magari anche sapendo che trattasi di romanzo anteriore. tu sei stato testimone di un passaggio, sorbendoti i cloni di tolkien e quindi i "nuovi" autori li hai potuti apprezzare anche relativamente alla loro carica innovativa. IO no. Me li trovo tutti già qui, devo solo pescare. E quindi purtroppo il mio giudizio nn può che scorporarli dal contesto in cui hanno scritto. Dico tutto questo consapevole del fatto che si tratta di un mio limite, ma viste le mie necessità nn è un limite cosi grave. Anzi, magari mi aiuta a formulare un giudizio prettamente tecnico.

    In più cmq, credo che l'essere il primo a far qualcosa dia sì un innegabile merito, ma nn necessariamente indica un effettiva vera bravura. Prendi merrit, forse vero fonadatore del genere: il pozzo della luna deriva evidentemente da idee di verne(quindi si può sempre parlare di stacco dal passato?per me no, tutti si basano su qualcuno prima)(anche i suoi racconti nn mi sono parsi iresistebili).Prendendo lo stesso howard che tu citi,forse innovativo sarà stato il primo racconto , poi lo schema eroe cavalca da solo, trova una donna(che inevitabilmente poi si farà), uccide mostro , parte abbandonando la donna, diventa dopo un paio di volumi cosi assolutamente insopportabile. E come si innova? mette l'armatura a conan , lo mette in irlanda, e abbiamo bran mc morn.

    Tuuto questo per dire che l'innovare è un merito, ma quanto realmente innovano?quanto valgono questi autori realmente?Ah, quasi mi dimentico...leiber, di cui parli su, mi pare sia (stato?) uno dei primi ad usare l'ucronia nel genere, ma non mi pare raggiunga mai la maestria di turtledove. Un altro caso di allievo che supera il maestro?

    cmq mi fa proprio piacere aver trovato dopo anni qualcuno cui propinare le mie idee !

    finisco il papiro chiedendoti che ne pensi di grr martin, che in quanto ad innovazione del genere mi pare il migliore del momento.(parlo solo di "A song of ice and fire", nn ho letto le sue altre cose)
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  12. #12
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    frankifol

    il punto è che per questioni cronologiche, non posso che vivere questi autori come contemporanei ai loro tanti(successivi) cloni e quindi, perdere di vista il loro essere stati i primi a introdurre nuovi temi(come dici tu abbanodonare finalmente le dinamiche tolkieniane divenute ormai sterili). Quindi diventano solo espressioni di un clichè piu o meno collaudato...vallo a scoprire che ne sono i fondatori! Tu puoi perche mi pare di capire che è parte del tuo lavoro, se io invece leggo un romanzo in cui i personaggi sono grigi(quindi suppongo simili alle donnacce e banditi dei drenai), nn posso far altro che vederci un rimando a jordan,i cui personaggi sono tutti grigi.E questo magari anche sapendo che trattasi di romanzo anteriore. tu sei stato testimone di un passaggio, sorbendoti i cloni di tolkien e quindi i "nuovi" autori li hai potuti apprezzare anche relativamente alla loro carica innovativa. IO no. Me li trovo tutti già qui, devo solo pescare. E quindi purtroppo il mio giudizio nn può che scorporarli dal contesto in cui hanno scritto. Dico tutto questo consapevole del fatto che si tratta di un mio limite, ma viste le mie necessità nn è un limite cosi grave. Anzi, magari mi aiuta a formulare un giudizio prettamente tecnico.

    In più cmq, credo che l'essere il primo a far qualcosa dia sì un innegabile merito, ma nn necessariamente indica un effettiva vera bravura. Prendi merrit, forse vero fonadatore del genere: il pozzo della luna deriva evidentemente da idee di verne(quindi si può sempre parlare di stacco dal passato?per me no, tutti si basano su qualcuno prima)(anche i suoi racconti nn mi sono parsi iresistebili).Prendendo lo stesso howard che tu citi,forse innovativo sarà stato il primo racconto , poi lo schema eroe cavalca da solo, trova una donna(che inevitabilmente poi si farà), uccide mostro , parte abbandonando la donna, diventa dopo un paio di volumi cosi assolutamente insopportabile. E come si innova? mette l'armatura a conan , lo mette in irlanda, e abbiamo bran mc morn.

    Tuuto questo per dire che l'innovare è un merito, ma quanto realmente innovano?quanto valgono questi autori realmente?Ah, quasi mi dimentico...leiber, di cui parli su, mi pare sia (stato?) uno dei primi ad usare l'ucronia nel genere, ma non mi pare raggiunga mai la maestria di turtledove. Un altro caso di allievo che supera il maestro?

    cmq mi fa proprio piacere aver trovato dopo anni qualcuno cui propinare le mie idee !

    finisco il papiro chiedendoti che ne pensi di grr martin, che in quanto ad innovazione del genere mi pare il migliore del momento.(parlo solo di "A song of ice and fire", nn ho letto le sue altre cose)

    Apprezzo molto la tua conoscenza della narrativa fantastica e mi fa piacere aver incontrato su questo forum una persona così appassionata. complimenti!! Perciò ti rispondo molto volentieri.


    George R. mrtin è un ottimo autore e sta emergenfo come uno dei più interessanti del momento, è vero.

    Parli di ricercare gli innovatori e della difficoltà di orientarti in un universo così vasto come quello della fantasy. e' la stessa cosa che ho sperimentato io quando ho iniziato a leggere i primi romanzi, ero un divoratore di qualsiasi cosa, distinguevo a malapena un autore da un altro per quanto riguarda leidee e los tile, poi col tmepo sono maturato, ho acquisito esperienza e molto mi hanno aiutato i miei studi letterari.

    Le origini della fantasy si ricercano nella notte dei tempi. Dal poema omerico alle leggende assirobabilonesi, via via lungo un percorso storico culturale che si dipana nel corso dei millenni e che trova sul suo cammino personaggi come Dante e la sua Divina commedia o Ariosto e il suo orlando Furioso.

    Ma i creatori della fantasy moderna sono probabilmente gli inglesi, con Eddison e Lewis su tutti. La fantasy viene fatta derivare dalle leggede e i miti antichi che sono poi stati sostituiti dalla fiaba e infine dal romanzo nel corso del XX secolo. come struemnti privilegiati di permanenza del Mito e del simbolo. In questos enso la fantasy è una delle forme moderne di narrazione di sipirazione mitica. In questo senso Tolkien è il vero spartiacque, la pietra miliare assoluta perché ha utilizzato il linguaggio simbolico riconoscendo dhe esso è la sostanza stessa del Mito, che nell'antichità era rappresentato sotto forma di racconto capace di offrire un mdoelloc hiaro e facilmente comprensibile per l'insieme della comunità che lo produceva. In questo senso il valroe simbolico dei personaggi e delle situazioni consentiva di veicolare contenuti meno immediatima altretanto prezisoi ai capid elle comunità e messaggi esoterici alla lor classe sacerdotale, che in essi trova la spiegazione profodna dei riti che regolano il tempo sacro delle comunità stesse. Gli studi condotti da Mircea Eliade, Elemire Zolla (a cui si deve la pubblciazione di Tolkien in italia) dimostrano come quando, con il trascorrere del tempo, la funzione fondante del mito perse la sua centralità nella vita dei popoli, la memoria della sua sostanza narrativa si conservò tuttavia in forme via via più confuse epputre permanenti, diventando racconto epico, leggenda, ballata, fiaba e infine romanzo fantastico.

  13. #13
    Utente L'avatar di frankifol
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    wow! è bello vedere scritti concetti che uno sente di avere in svolgimento in background!

    quello che hai scritto mi fa pensare a quanto il romanzo fantastico abbia perso effettivamente peso nella vita sociale, da modello ispiratore per i capi ed educativo per tutta la tribù, modello esemplicativo della ideologia di un popolo (del tipo iliade immagine di società guerriera, e odissea di una società aperta al commercio ed ai contatti con gli altri) allo stato attuale delle cose, in cui è francamente ghettizzato, dove se dici di leggere fantasy ti guardano storto, e il leggere il signore degli anelli è una moda connessa al film....questa è una cosa che mi deprime.
    Tanto più che il tutto è connesso all'idea che si tratta per forza di cose di un genere adatto solo a bambini e sfigati da raduno medievale in costume. Quando dico di leggere fantasy, io che ho 24 anni, mi subisco sempre commenti di sufficienza, tipo bambinone nn cresciuto, e riottengo il "rispetto" magari sottolineando che mi sono letto anche svariati classici(ho notato che fa effetto l'aver letto tutto tolstoj e la maggior parte di dostoevskij), da parte di gente poi, che nn ha letto nessuno dei due generi. E' come nei videogiochi, solo che in questo ambito è un dato di fatto come l'età del giocatore si stia elevando...di pari passo però con il diffondersi della sindrome di peter pan...
    Questo da parte degli ignoranti. La critica seria invece, nn va oltre tolkien, e parla di king solo perche nn puo farne a meno, visto il successo di vendite che consegue.

    I tuoi colleghi accademici seri nn ti sfottono?Come vivi l'essere esperto di qualcosa che è (molto) scarsamente considerato?

    ps:ho trovato un vecchio libro della leguin...riprovo a leggerlo...
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  14. #14
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    frankifol

    wow! è bello vedere scritti concetti che uno sente di avere in svolgimento in background!

    quello che hai scritto mi fa pensare a quanto il romanzo fantastico abbia perso effettivamente peso nella vita sociale, da modello ispiratore per i capi ed educativo per tutta la tribù, modello esemplicativo della ideologia di un popolo (del tipo iliade immagine di società guerriera, e odissea di una società aperta al commercio ed ai contatti con gli altri) allo stato attuale delle cose, in cui è francamente ghettizzato, dove se dici di leggere fantasy ti guardano storto, e il leggere il signore degli anelli è una moda connessa al film....questa è una cosa che mi deprime.
    Tanto più che il tutto è connesso all'idea che si tratta per forza di cose di un genere adatto solo a bambini e sfigati da raduno medievale in costume. Quando dico di leggere fantasy, io che ho 24 anni, mi subisco sempre commenti di sufficienza, tipo bambinone nn cresciuto, e riottengo il "rispetto" magari sottolineando che mi sono letto anche svariati classici(ho notato che fa effetto l'aver letto tutto tolstoj e la maggior parte di dostoevskij), da parte di gente poi, che nn ha letto nessuno dei due generi. E' come nei videogiochi, solo che in questo ambito è un dato di fatto come l'età del giocatore si stia elevando...di pari passo però con il diffondersi della sindrome di peter pan...
    Questo da parte degli ignoranti. La critica seria invece, nn va oltre tolkien, e parla di king solo perche nn puo farne a meno, visto il successo di vendite che consegue.

    I tuoi colleghi accademici seri nn ti sfottono?Come vivi l'essere esperto di qualcosa che è (molto) scarsamente considerato?

    ps:ho trovato un vecchio libro della leguin...riprovo a leggerlo...

    Francamente di quello che pensano i miei colleghi non me ne può fregare di meno. Ho imparato da lungo tempo a coltivare certe passioni fregandomene di tutto e di tutti; amo i vg, la fantasy e la fantasceinza perché malgrado i miei 40 anni ho preservato il "bambino" che c'è in me, quella capacità di andare al di là della realtà visibile, di vedere con gli occhi del cuore che hanno tutti i bambini e che Saint Exupery, ne "Il Piccolo principe" ha saputo così brillantemente illustrare.

    E' vero quello che dici, purtroppo. Per molti la fantasy è solo Tolkien; pochi sanno che Tolkien era un professore di Oxford, che aveva lavorato alla realizzazione di quell'Oxofrd Dictionary che oggi è anocra la base del compendio della ingua inglese Pochi sanno che era un filologo, uno studioso di mitologia celtica, una persona che nella vita privata scriveva ai suoi 3 bambini splendide lettere di Babo natale, tutte illustrate, che sono poi state pubblicate postume e che rivelano un lato curioso della sua vita quotidiana.

    E pochi sanno che la letteratura fantastica è la diretta prosecuzione delle fiabe di Grimm, andersen, Perrault, ecc.

    E pochi sanno che mentre Tolkien stava scrivendo Il signore degli Anelli, in Inghilterra vedeva la luce "Il Serpente ouroboros" di E. R. Eddison, una delle opere più importanti nella storia della fantasy, di un autore ammirato dallo stesso Tolkien eppure qui in Italia quasi sconosciuto. Il libro è' stato pubblicato anni fa dalla Fanucci nell'indifferenza generale. Purtroppo questa è la situazione In italia, che ci vuoi fare? Pensa che lo stesso Tolkien sarebbe rimasto nell'ombra se negli anni '70 lo studioso Elemire Zolla non avesse spinto la rusconi a pubblicare Il Signore degli anelli, con una sua splendida introduzione. Lo stesso Zolla è stato tra i pochi ad avere approfondito il legame tra il romanzo fantastico, la mitologia e il simbolismo.

    In verità il lettore medio legge i libri senza porsi troppe domande, senza curarsi spesso di sapere anche chi sia l'autore. questo è il risultato di un educazione culturale profondamente carente che, per esempio, non esiste nei paesi anglosassoni. Nel 2000, in Inghilterra fu scelto il cosiddetto libro del secolo, cioè l'opera letteraria che più di tutte rappresentava il XX secolo: IL signore degli Anelli vinse alla stragrande, ottenendo un suffragio di consensi da parte del pubblico e della critica. questo per farti capire come gli inglesi (non a caso i creatori della fantasy moderna) siano profondamente consapevoli del loro patrimonio culturale. L'italia non ha una tradizione simile, noi veniamo da una tradizione classica che si è spezzata nel Rinasicmento (dopo dante, Boccaccio, Petrarca, ecc.) e che no ha saputo più imporsi. all'estero autori come Leopardi, Manzoni, Foscolo, ecc. sono semisconsciuti, il solo autore italiano "scolastico " di grande fama
    è Pirandello. tutto il resto è come congelato; per gli stranieri i maestri della letteratura italiana sono Dante e Petrarca. come puoi ben capire la nostra tradizone non ha nulla a che vedere con quella nglosassone, ricca di figure quali Joyce, Dickens, Yeats, Eliot, Worodsworth, Coleridge, ecc.

  15. #15
    Utente L'avatar di frankifol
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    Non sono sicuro di aver capito che intendi dire dicendo che la nostra tradizone nn puo vantare figure del calibro di yeats, coleridge etc. Se va preso letteralmente nn sono d'accordo. Se invece lo dici considerando che siamo noi ad essere da un lato esterofili e dall'altro incapaci a proporci al di fuori dei nostri confini sono della stessa opinione.
    E' anche vero che ci manca una cultura sulle nostre origini, e questo lo trovo lampante nella mia generazione e ancora di oiù nei più piccoli. Da un lato è colpa della sinistra che per tutto il dopoguerra ha considerato parole come patria solo retorica. E poi il vuoto di ideali successivo ed il consumismo hanno fatto il resto. E questo lo si nota molto tra i figli degli anni 80. Bada bene, nn dico sia vero per tutti, ma come trend mi pare innegabile.
    L'aspetto positivo che ultimamente ho notato è invece la comparsa di una serie di autori italiani che hanno prodotto buone cose. Il caso faletti dicono sia lampante(nn ho letto "io uccido", quindi non lo so per certo), evangelisti scrive cose niente male proprio nel fantasy campo tradizionalmente ostico per noi.Farneti con il ciclo composto da "occidente" e "attacco all'occidente" ha prodotto una curiosa commistione tra fantastoria con fascisti vincenti nella seconda guerra mondiale e fantascienza classica piuttosto strano ma molto originale. Certo, sbuca fuori anche un sacco di spazzatura(tamaro su tutti, il recente cento colpi di spazzola che mi è parso un po' una boiata), alcune serie fantastiche di ambientazione antico romana un po' tristi, cmq sempre meglio che essere passivi fruitori di cose prodotte da altri. Dico di più, questo risveglio nel fantastico rigrd un po' tutta l'europa, da serge lehman in francia a eschbach in germania,e avere un alternativa agli anglosassoni è cmq positivo.
    Speriamo continui.

    infine una citazione particolare la merita la fanucci, che seppur con qualche limite, specie nelle traduzioni che spesso sono un po' lacunose, ha messo in giro un sacco di cose nuove(i su detti lehman, eschbach, alcuni italiani, jordan che la mondadori ha cessato di pubblicare, e la ripublicazione del serpente ouroboros l'anno scorso)
    Settima Proposizione: il resto è conseguenza

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