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Visualizzazione risultati da 1 a 15 di 118

Discussione: Dati sulle Donne

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  1. #1
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Dati sulle Donne

    Un'indagine Istat presentata in occasione dell'8 marzo evidenzia come le signore siano discriminate per retribuzioni e qualifiche
    Donne, lavorano di più
    ma guadagnano di meno
    E se decidono di mettere su famiglia molte sono costrette a rimanere tra le mura domestiche e abbandonare la carriera



    ROMA - Sempre più occupate, e soddisfatte della vita pubblica. Però le donne, che studiano e puntano tempo e soldi sulla propria formazione molto più di "lui", non riescono ancora a raggiungere posizioni e retribuzioni pari a quelle dei maschi. E quando, e se, decidono di mettere su famiglia, fare un figlio, la strada sembra essere ancora la stessa, senza molte alternative: lasciare l'impiego, ritirarsi dentro le mura domestiche, annullare il tempo libero e sopportare tutti i costi della scelta.

    Dopo il messaggio ieri del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che ha lanciato un appello ad aiutare le donne perché possano conciliare maternità e lavoro e valorizzare il "loro impegno essenziale per il progresso dell'Italia", oggi, in occasione dell'8 marzo, l'Istat ha presentato l'indagine "come cambia la vita delle donne".

    E la vita delle donne secondo l'Istituto di statistica è cambiata molto: negli ultimi dieci anni è cresciuta l'occupazione femminile (con ben 1.296.000 nuovi posti di lavoro contro 275 mila di quelli maschili) ma le donne continuano ad essere fortemente svantaggiate rispetto ai colleghi uomini: guadagnano di meno (le diplomate circa 125 euro in meno, le laureate 195 euro) ed entrano più tardi nel mondo del lavoro. Ad esempio, a tre anni dal diploma lavora il 52,7% delle donne contro il 58,7% degli uomini, mentre a tre anni dalla laurea il 69% contro il 79%.

    Lo svantaggio femminile nell'entrata al lavoro, è più forte al Sud. Solo il 40% delle diplomate e il 53,7% delle laureate lavorano (contro il 54,8% e il 69,2% degli uomini) a tre anni dal conseguimento del titolo di studio




    E quando entrano a lavorare, seppur forti di competenze, vengono discriminate nella retribuzione: i diplomati che svolgono un lavoro continuativo a tempo pieno guadagnano in media 889 euro; le donne circa 125 euro in meno. Se gli uomini che guadagnano al massimo 800 euro al mese sono circa il 37%, per le donne tale quota sale al 55,2%. Nella fascia retributiva più elevata (oltre mille euro) si concentrano quasi il 22% degli uomini ma appena il 10% delle donne.

    Eppure le donne sono più istruite degli uomini e investono di più nella formazione. All'università nel 1950-51 si iscriveva il 2,1% delle donne e il 6% degli uomini. Oggi le studentesse universitarie sono 40 su 100 mentre i ragazzi solo 31; erano il 25,5% degli iscritti, sono diventate il 55,6% degli attuali iscritti. Nel 2002 le diplomate erano 77 su 100 contro i 67 dei diplomati; le laureate al 23% a fronte del 17% dei laureati.

    Inoltre, ora il 28,7% degli iscritti ad ingegneria è donna, il 59% a medicina, il 45% ad agraria, il 46,9% ad economia. Le donne infine raggiungono più degli uomini la fine degli studi: per il diploma superiore su 100 iscritte 84 arrivano in fondo, gli uomini raggiunge i 73. Per l'università le donne rappresentano il 49,3%, gli uomini il 41,8%.

    Oltre alla busta paga, la qualifica: le donne che si inseriscono nelle professioni più prestigiose sono il 42,9% contro il 49,3% degli uomini mentre ben il 15,9% delle laureate (a fronte del 9% maschile) è occupato in professioni esecutive di amministrazione o in altre mansioni non qualificate. In termini di carriera, il differenziale tra i due sessi è pari a 11 punti.

    Il numero delle imprenditrici, nel decennio considerato, è quasi triplicato. Nel 1993 su 100 imprenditori le donne erano 15, oggi sono 22. Le libere professioniste sono più che raddoppiate, da 120 mila a 288 mila. Le dirigenti sono aumentate del 65% (da 48 mila a 79 mila). Le donne occupate tra i direttivi e quadri sono aumentate da 234 mila a 374 mila. Aumentano anche le impiegate, più 33%.

    Resta comunque bassa la presenza femminile nei luoghi decisionali economici e politici. Tra i ministri economici, non è presente alcuna donna e tra i viceministri e sottosegretari solo 2 su 17. Nelle prime 50 imprese del paese, solo l'1,3% dei consiglieri di amministrazione è donna. Nelle organizzazioni imprenditoriali c'è appena il 3,2% di donne; nei sindacati confederali la metà al femminile raggiunge il 23,6%.

    Rispetto alle professioni, l'Istat fa sapere che le magistrate hanno progredito notevolmente: tra i magistrati di tribunale le donne sono il 52%. Nei ministeri (dove le donne sono il 48%) tra i dirigenti di prima fascia le donne sono il 16,6% rispetto al 4,7% del 1993. Il comparto della ricerca è l'unico che ha registrato un decremento delle donne: nel 1993 i dirigenti donne erano il 16,5% nel 2002 è sceso al 14,6%.

    Ma una delle "ferite" sottolineata dall'indagine Istat, quella che si crea quando le donne cercano di conciliare lavoro e famiglia. Considerando le donne di 35-44 anni, nel 2003 le single presentano tassi di occupazione più alti (86,5%), seguite da quelle che vivono in coppia senza figli (71,9%) e da quelle con figli (51,5%). Tra queste, le donne che hanno un figlio hanno un tasso di occupazione pari al 63,8%, chi ne ha tre o più del 35,5%. Inoltre il 20,1% delle madri occupate al momento della gravidanza non lavora più dopo la nascita del figlio.

    Tra le occupate, 78,6 su cento riferiscono di essere molto o abbastanza soddisfatte del proprio lavoro, e comunque più soddisfatte delle casalinghe (solo il 60,2% di queste ultime è contento della propria condizione). E anche sul tempo libero, le madri che lavorano esprimono apprezzamento su come lo trascorrono (59,5%) più delle madri casalinghe: solo il 49,7% lo giudica soddisfacente


    http://www.repubblica.it/2004/c/sezi...oroetempo.html

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  2. #2
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    tanti, troppi, inutili numeri

  3. #3
    CodeRed
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    non è una novità

  4. #4
    solo accompagnare puo' L'avatar di il troio
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    te la faccio io la statistica.....
    il 99% sono delle zoccole.....e non sto nemmeno generalizzando
    il resto non conta nulla...qualunque cosa facciano di mestiere....restano sempre delle zoccole....

    "FOUR WHEELS MOVE THE BODY, TWO WHEELS MOVE THE SOUL"

  5. #5
    Skree
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    il troio

    te la faccio io la statistica.....
    il 99% sono delle zoccole.....e non sto nemmeno generalizzando
    il resto non conta nulla...qualunque cosa facciano di mestiere....restano sempre delle zoccole....
    E' sarcasmo, vero?

  6. #6
    Vecchio utente L'avatar di Rei
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    E' sarcasmo, vero?
    Lo spero tanto altrimenti povera società già ridotta com'è.

  7. #7
    Rika78
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    il troio

    te la faccio io la statistica.....
    il 99% sono delle zoccole.....e non sto nemmeno generalizzando
    il resto non conta nulla...qualunque cosa facciano di mestiere....restano sempre delle zoccole....
    Piu' si conoscono gli uomini,piu' si apprezzano i cani

  8. #8
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    il troio

    te la faccio io la statistica.....
    il 99% sono delle zoccole.....e non sto nemmeno generalizzando
    il resto non conta nulla...qualunque cosa facciano di mestiere....restano sempre delle zoccole....
    motiva tale risposta e, per favore, cerca di essere moltoooooooooooooooooooooo convincente

  9. #9
    sKaPigLiAtO L'avatar di -vasco-
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    VELATE (caput mundi)
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    Re: Dati sulle Donne

    Wiald

    Un'indagine Istat presentata in occasione dell'8 marzo evidenzia come le signore siano discriminate per retribuzioni e qualifiche
    Donne, lavorano di più
    ma guadagnano di meno
    E se decidono di mettere su famiglia molte sono costrette a rimanere tra le mura domestiche e abbandonare la carriera



    ROMA - Sempre più occupate, e soddisfatte della vita pubblica. Però le donne, che studiano e puntano tempo e soldi sulla propria formazione molto più di "lui", non riescono ancora a raggiungere posizioni e retribuzioni pari a quelle dei maschi. E quando, e se, decidono di mettere su famiglia, fare un figlio, la strada sembra essere ancora la stessa, senza molte alternative: lasciare l'impiego, ritirarsi dentro le mura domestiche, annullare il tempo libero e sopportare tutti i costi della scelta.

    Dopo il messaggio ieri del capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che ha lanciato un appello ad aiutare le donne perché possano conciliare maternità e lavoro e valorizzare il "loro impegno essenziale per il progresso dell'Italia", oggi, in occasione dell'8 marzo, l'Istat ha presentato l'indagine "come cambia la vita delle donne".

    E la vita delle donne secondo l'Istituto di statistica è cambiata molto: negli ultimi dieci anni è cresciuta l'occupazione femminile (con ben 1.296.000 nuovi posti di lavoro contro 275 mila di quelli maschili) ma le donne continuano ad essere fortemente svantaggiate rispetto ai colleghi uomini: guadagnano di meno (le diplomate circa 125 euro in meno, le laureate 195 euro) ed entrano più tardi nel mondo del lavoro. Ad esempio, a tre anni dal diploma lavora il 52,7% delle donne contro il 58,7% degli uomini, mentre a tre anni dalla laurea il 69% contro il 79%.

    Lo svantaggio femminile nell'entrata al lavoro, è più forte al Sud. Solo il 40% delle diplomate e il 53,7% delle laureate lavorano (contro il 54,8% e il 69,2% degli uomini) a tre anni dal conseguimento del titolo di studio




    E quando entrano a lavorare, seppur forti di competenze, vengono discriminate nella retribuzione: i diplomati che svolgono un lavoro continuativo a tempo pieno guadagnano in media 889 euro; le donne circa 125 euro in meno. Se gli uomini che guadagnano al massimo 800 euro al mese sono circa il 37%, per le donne tale quota sale al 55,2%. Nella fascia retributiva più elevata (oltre mille euro) si concentrano quasi il 22% degli uomini ma appena il 10% delle donne.

    Eppure le donne sono più istruite degli uomini e investono di più nella formazione. All'università nel 1950-51 si iscriveva il 2,1% delle donne e il 6% degli uomini. Oggi le studentesse universitarie sono 40 su 100 mentre i ragazzi solo 31; erano il 25,5% degli iscritti, sono diventate il 55,6% degli attuali iscritti. Nel 2002 le diplomate erano 77 su 100 contro i 67 dei diplomati; le laureate al 23% a fronte del 17% dei laureati.

    Inoltre, ora il 28,7% degli iscritti ad ingegneria è donna, il 59% a medicina, il 45% ad agraria, il 46,9% ad economia. Le donne infine raggiungono più degli uomini la fine degli studi: per il diploma superiore su 100 iscritte 84 arrivano in fondo, gli uomini raggiunge i 73. Per l'università le donne rappresentano il 49,3%, gli uomini il 41,8%.

    Oltre alla busta paga, la qualifica: le donne che si inseriscono nelle professioni più prestigiose sono il 42,9% contro il 49,3% degli uomini mentre ben il 15,9% delle laureate (a fronte del 9% maschile) è occupato in professioni esecutive di amministrazione o in altre mansioni non qualificate. In termini di carriera, il differenziale tra i due sessi è pari a 11 punti.

    Il numero delle imprenditrici, nel decennio considerato, è quasi triplicato. Nel 1993 su 100 imprenditori le donne erano 15, oggi sono 22. Le libere professioniste sono più che raddoppiate, da 120 mila a 288 mila. Le dirigenti sono aumentate del 65% (da 48 mila a 79 mila). Le donne occupate tra i direttivi e quadri sono aumentate da 234 mila a 374 mila. Aumentano anche le impiegate, più 33%.

    Resta comunque bassa la presenza femminile nei luoghi decisionali economici e politici. Tra i ministri economici, non è presente alcuna donna e tra i viceministri e sottosegretari solo 2 su 17. Nelle prime 50 imprese del paese, solo l'1,3% dei consiglieri di amministrazione è donna. Nelle organizzazioni imprenditoriali c'è appena il 3,2% di donne; nei sindacati confederali la metà al femminile raggiunge il 23,6%.

    Rispetto alle professioni, l'Istat fa sapere che le magistrate hanno progredito notevolmente: tra i magistrati di tribunale le donne sono il 52%. Nei ministeri (dove le donne sono il 48%) tra i dirigenti di prima fascia le donne sono il 16,6% rispetto al 4,7% del 1993. Il comparto della ricerca è l'unico che ha registrato un decremento delle donne: nel 1993 i dirigenti donne erano il 16,5% nel 2002 è sceso al 14,6%.

    Ma una delle "ferite" sottolineata dall'indagine Istat, quella che si crea quando le donne cercano di conciliare lavoro e famiglia. Considerando le donne di 35-44 anni, nel 2003 le single presentano tassi di occupazione più alti (86,5%), seguite da quelle che vivono in coppia senza figli (71,9%) e da quelle con figli (51,5%). Tra queste, le donne che hanno un figlio hanno un tasso di occupazione pari al 63,8%, chi ne ha tre o più del 35,5%. Inoltre il 20,1% delle madri occupate al momento della gravidanza non lavora più dopo la nascita del figlio.

    Tra le occupate, 78,6 su cento riferiscono di essere molto o abbastanza soddisfatte del proprio lavoro, e comunque più soddisfatte delle casalinghe (solo il 60,2% di queste ultime è contento della propria condizione). E anche sul tempo libero, le madri che lavorano esprimono apprezzamento su come lo trascorrono (59,5%) più delle madri casalinghe: solo il 49,7% lo giudica soddisfacente


    http://www.repubblica.it/2004/c/sezi...oroetempo.html
    troppi numeri...6 matto? cmq nn credo ke la donna, nella societa odierna, possa dirsi inferiore all uomo..a meno ke nn voglia fare la vittima...
    -vasco-
    La tua firma supera OGNI limite massimo possibile

  10. #10
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Re: Re: Dati sulle Donne

    -vasco-

    troppi numeri...6 matto? cmq nn credo ke la donna, nella societa odierna, possa dirsi inferiore all uomo..a meno ke nn voglia fare la vittima...
    -vasco-
    credo che tu i numeri non li abbia letti, poichè essi dimostrano quanto le possibilità delle donne siano inferiori a quelle degli uomini tutt'oggi

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  11. #11
    Utente L'avatar di G0rgi4
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    si ma ke tu mi scrivi tutti questi bei numeretti ke risolvi? qual'era il tuo scopo? lo sappiamo ke la donna è inferiore all'uomo....ed è bene ke sia cosi!! il mondo è sempre funzionato bene con le donne sottomesse...
    bisogna dare il merito di farci provare tante emozioni e anke forti, ma dai nn potete dire ke le donne sn zoccole è intellettivamente inferiori all'uomo...! certo esistono tante donne mooolto ma molto più intelligenti di tanti uomini....ma tutto il resto delle donne sono cretine e molto più stupide di uomini a loro volta stupidi

  12. #12
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    si ma ke tu mi scrivi tutti questi bei numeretti ke risolvi? qual'era il tuo scopo? lo sappiamo ke la donna è inferiore all'uomo....ed è bene ke sia cosi!! il mondo è sempre funzionato bene con le donne sottomesse...

    io credo nella giustizia, nella libertà e nella parità di diritti. il tuo discorso è lo stesso di chi nei secoli addietro faceva l'apologia della schiavitù.

    nel ciclo storico che viviamo è stata aboita da molti paesi, gli stessi che vantano l'economia più fiorente.



    G0rgi4


    bisogna dare il merito di farci provare tante emozioni e anke forti, ma dai nn potete dire ke le donne sn zoccole è intellettivamente inferiori all'uomo...! certo esistono tante donne mooolto ma molto più intelligenti di tanti uomini....ma tutto il resto delle donne sono cretine e molto più stupide di uomini a loro volta stupidi
    veramente i dati(se uno prima di parlare li legge) dicono il contrario, le donne ottengono risultati migliori in fase di apprendimento

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  13. #13
    Utente L'avatar di G0rgi4
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    si vabbè quante volte ti è capitato in classe di dire " mamma mia quanto è stupida questa!!" e x la strada?e in televisione?

  14. #14
    Verso il domani L'avatar di Luck134
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    si vabbè quante volte ti è capitato in classe di dire " mamma mia quanto è stupida questa!!" e x la strada?e in televisione?
    Che centra? mica solo alle donne si fanno commenti simili, anzi ad una donna si guarda prima il fisico poi il cervello
    Nelle TV che alle donne siano dati migliaglia di € solo per mostrarsi non credo che gli dia cosi fastidio

    Dopo questo mio discorso sessista direi di essermi guadagnato l'antipatia delle donne di questo forum

  15. #15
    Skree
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    si ma ke tu mi scrivi tutti questi bei numeretti ke risolvi? qual'era il tuo scopo? lo sappiamo ke la donna è inferiore all'uomo....ed è bene ke sia cosi!! il mondo è sempre funzionato bene con le donne sottomesse...
    bisogna dare il merito di farci provare tante emozioni e anke forti, ma dai nn potete dire ke le donne sn zoccole è intellettivamente inferiori all'uomo...! certo esistono tante donne mooolto ma molto più intelligenti di tanti uomini....ma tutto il resto delle donne sono cretine e molto più stupide di uomini a loro volta stupidi
    Bannatelo, perdio!

    Dai, sul serio, NON PUOI pensare davvero queste cose che hai scritto... ironizzavi sul maschio medio, becero, sessista e imbecille, vero?
    Ultima modifica di Skree; 10-03-2004 alle 06:16:46

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