Phantasy Star Online è il primo MMORPG per console. E’ anche il mio primo MMORPG. La spesa è piuttosto alta rispetto ad un gioco qualsiasi: occorre comprare, oltre al gioco, il Broad Band Adapter o il modem per GameCube ed essere pronti a dover sborsare 9 euro al mese di abbonamento, senza contare le spese di connessione, dipendenti dalle tariffe del proprio provider.
Ne vale la pena? Secondo me e altre 500000 persone sparse nel mondo sì , perché giocare a Pso vuol dire entrare in un mondo fantastico fatto di combattimenti contro migliaia di nemici, un’enciclopedia di armi e equipaggiamenti particolari, un’esperienza multigiocatore avvincente.
Il gioco online è quello che regala più soddisfazione, visto che si possono incontrare persone da tutta Italia se non addirittura da tutto il mondo: si può chattare in qualsiasi momento con i propri compagni di avventura e i dialoghi vengono visualizzati attraverso dei simpatici baloon. L’interfaccia è abbastanza comoda, ma è sicuramente meglio procurasi una tastiera per GameCube.
I combattimenti in tempo reale sono molto coinvolgenti, la collaborazione tra i vari membri del party è fondamentale, anche perché le dodici diverse classi di personaggi hanno punti deboli e di forza complementari, quindi mentre gli Hunter (i guerrieri) attaccano a viso aperto, i Ranger, abili con le armi da fuoco a lunga distanza, possono coprirli e Force (maghi) possono curare gli altri o lanciare magie dei vari elementi. Scegliere l’arma appropriata è fondamentale, visto che hanno anch’esse molti pro e contro: alcune sono più precise, altre più potenti, altre possono attaccare più nemici, altre scagliano una raffica di colpi, ognuna è più efficace con alcuni nemici ma più debole contro altri…tutto a discrezione del giocatore.
Purtroppo l’esperienza online è leggermente intaccata da alcuni problemi di lag e a volte capitano anche delle cadute di linea che possono avere conseguenze nefaste, come la perdita dei propri oggetti.
Per chi non ha la disponibilità di poter giocare in rete, PSO offre ore e ore di gioco anche offline, con ben tre modalità di gioco, quattro livelli di difficoltà, una moltitudine di quest per il gioco in singolo, due episodi con due trame e ambientazioni diverse e una modalità multigiocatore fino a quattro giocatori con schermo diviso, che rende l’area di gioco un po’ troppo piccola (soprattutto considerando che spesso è necessario navigare tra i vari menù di gioco) ma moltiplica il divertimento, oltre a rendere la collaborazione più immediata e l’aumentare di livello una gara tra i partecipanti, oltre che alla possibilità di barattare i propri oggetti (pratica possibile anche online è tutelata con un’interfaccia a prova di ladro).
I difetti di PSO sono da ricercare soprattutto nella grafica, che ormai sente il peso degli anni: non si può certo dire che sia brutta, anzi, giocata in singolo è piena di particolari ed effetti che rendono più spettacolari le magie, però non può essere nemmeno confrontata con produzioni più recenti ( un esempio su tutti, Final Fantasy: Crystal Chronicles). La colonna sonora è invece molto curata, con musiche che accelerano il ritmo del gioco nel mezzo della battaglia.
Se passate sopra l’arretratezza tecnica di PSO Episode 1&2, scoprirete un gioco che saprà coinvolgervi per ore ed ore e farvi entrare in una vera e propria comunità online, con cui poter giocare o anche semplicemente chattare per fare amicizia.