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Visualizzazione risultati da 16 a 28 di 28

Discussione: La mia vita con Giovanni Rana

Cambio titolo
  1. #16
    Fag1olo
    Ospite
    .

    La festa era entrata nel vivo, uno ad uno avevamo visitato quasi tutti i locali della zona e mancava poco per arrivare sotto l'Arco della Pace.

    Avevo perso il conto di tutti i chupiti, shortini e calici di spumanti/prosecchi che mi ero bevuto, anche perchè ad ogni stop Il Presidente™ tirava fuori la sua carta di credito e offriva da bere a tutta la gente del locale indiscriminatamente, per rendere partecipi anche loro di questo suo felice momento.

    Barcollando, alla fine giungemmo tutti alle gradinate di fronte al monumento e ci sedemmo.

    Assieme a noi si erano uniti dei supporter, c'erano moltissime femmine oltretutto.

    "Zio Giovanni Rana™, ora cosa si fa? Se non sbaglio abbiamo ancora una tappa prima della fine"
    Lo zio buttò giù tutto d'un colpo metà del suo cocktail e si asciugò la bocca con il polsino della camicia.

    "Adesso c'è il gran finale, si va tutti nel locale del carissimo Smaila per uno show particolare. Ora chiamo l'autista per farci venire a prendere"
    Mi guardavo attorno e vedevo un gruppo di amici felici tornati giovani per una nottata, e anche se ero felice per loro non potevo smettere di chiedermi come facessero a reggere tutto quell'alcool visto che io avevo deciso di saltare i cicchetti di superalcolici per buttarmi su dei cocktail...così mi sarebbero durati più tempo e non sarei rimasto impreparato a nessun brindisi. Ce ne fu uno ogni circa 20 minuti.

    Una delle ragazze del gruppo invece iniziò a vomitare e subito Gerry Scotti si attivò per tenerle i capelli, evidentemente con qualche fine secondario, e la scena fu piuttosto toccante.

    La ragazza che vomitava, aveva dei conati forti con tanto di occhi iniettati di sangue per lo sforzo, mentre lui fumava una sigaretta che aveva tirato fuori con nonchalance, il tutto mentre parlava (o meglio ci provava) con l'amica della sventurata che stava li a sorvegliare la situazione.

    Sgarbi si era messo a commentare l'Arco della Pace e partì a descrivere le correnti artistiche dietro allo stile delle colonne, curiosamente riuscì a coinvolgere anche dei ragazzi che forse più per il loro stato alterato che per altri motivi stettero li ad ascoltare anche piuttosto interessati.

    La salma di Mike Bongiorno era seduta in mezzo a noi, sembrava che stesse dormendo, gli avevamo messo degli occhiali da sole ed il cappellino MAGA dello zio Giovanni Rana™, fu poi usato anche da diverse persone per farsi dei divertenti autoritratti (significa selfie in Italiano).

    Enzo Iacchetti si era messo a giocare a pallone con un gruppetto di ragazzi che si passava la palla nella piazza, ma riusciva a farsi insultare anche da loro...ogni volta che sbagliava un passaggio gli urlavano dietro dicendogli che era una schiappa, gli fu anche rubato l'accendino che gli chiesero in prestito per accendersi una sigaretta. Patetico.

    Dietro di me invece si sentiva un vociare più forte, in crescita, mi girai e vidi Beppe Grillo ed il Presidente Putin® discutere animatamente con un gruppetto di elettori del PD, ma più che discussione era solo un botta e risposta dopo che quest'ultimi avevano iniziato ad attaccare briga infilandosi dentro ad una discussione pacifica sui migranti.

    "Ma che cazzo dici, ancora non avete capito che io non c'entro niente con il partito, sono soltanto il garante"
    Disse Beppe Grillo stanco di sentirsi criticare gratuitamente ogni volta.

    "PFF, il garante...hahaha"
    Un ragazzo di circa 27 anni, capelli lunghi e dreadlocks, barba incolta, sciarpa lunga arrotolata sul collo nonostante fossimo in piena estate, metà hipster metà senzatetto, esalò una nube di vapore inspirata dalla sua sigaretta elettronica. Aveva una maglietta rossa con il simbolo anarchia sopra.

    Rideva in modo sprezzante cercando consensi tra i suoi amici e la folla, tipico, non sapendo come altro dialogare.

    Anche io assieme a loro iniziai a riempirmi d'odio e sentirmi le mani prudere, ma decisi di restare a guardare.

    Il Presidente Putin® tirò fuori un coltello militare ed iniziò a guardare in modo torvo l'interlocutore radical chic.

    "Sai cosa facciamo in Russia ai babbi di minchia come te? Quelli che fanno i democratici ma in realtà sono i più fascisti di tutti?"
    Il ragazzo sbianchì e iniziò a sudare freddo.

    "Cosa gli fate Vladimir? Sono curioso di sentire" disse Beppe Grillo con un sorriso malvagio
    "Prima gli tagliamo i capelli, poi glieli facciamo mangiare tutti, e quando hanno finito li rinchiudiamo nudi in una stanza dove per 24 ore gli facciamo ascoltare tutti i successi studio, album, live e bootleg di Albano"
    Una goccia di sudore scese lungo il volto del malcapitato e cadde nel vuoto.

    "Finisce sempre allo stesso modo..."
    Beppe Grillo era eccitatissimo.

    "...prima si strappano le orecchie per la disperazione e poi si suicidano al solo pensiero di non poter più ascoltare Brunori Sas ed i Baustelle"
    Il Presidente Putin® con uno scatto rapidissimo piantò il coltello nel muro alle spalle del giovane, che svenne per lo spavento e la tensione.

    "Hahaha, Vlady ti giuro mi fai spaccare, ogni volta è sempre una grande emozione!" disse Beppe Grillo con le lacrime agli occhi
    Purtroppo questo momento ricreativo venne interrotto dall'arrivo del mezzo che doveva trasferirci tutti verso l'ultima tappa: un pullman granturismo a due piani.

    Imbarcammo tutto il nostro gruppo ed una schiera di utenti selezionatissimi, tutti quelli che riuscivano a starci: uno per ogni sedile a disposizione.

    "Dai parti! PARTI CAZZO!" urlò Il Presidente Putin® all'autista
    Il pullman sgommò e partì lasciandosi dietro Enzo Iacchetti che stava correndo urlando di fermarsi.

    L'autista si fermò 50 metri più avanti e collettivamente tutti gli occupanti iniziarono ad urlargli contro dai finestrini.

    "DAI SALI, COGLIONE! TESTA DI MERDA!"
    Il Presidente Putin® sparò un colpo di pistola in aria come ammonimento.

    Iacchetti arrivò correndo verso la porta del pullman e questo di nuovo partì senza farlo salire, rifacendo la stessa scena identica.


    "DAI CRISTO CROCCANTE MUOVITI! IDIOTA BASTARDO INFAME!"
    Alla fine Iacchetti riuscì a salire e quando entrò si mise come sempre a ridere nascondendo i suoi veri sentimenti, perchè lui in realtà era morto dentro.

    "AAAAAA! GRANDI, BOMBERISSIMI! Mi fate gli scherzi vuol dire che ci tenete a me, siete troppo i numeri uno vi voglio bene, amici per sempre!"
    Cominciavo a provare un po' di pena per quell'uomo ma alla fine prevalse il buon senso e decisi che andava bene così.

    Il Presidente™ in persona tirò fuori dalla tasca della sua giacca un sacchetto pieno di pillole tasparenti, sembravano delle gelatine fatte di acqua, ed iniziò a distribuirne una per ciascuna persona sul pullman.

    "Queste arrivano direttamente dal laboratorio chimico di Mediaset.

    Si tratta di un nanofarmaco che non è in commercio, sono enzimi
    ingegnerizzati per metabolizzare tutto l'alcool nel sangue 100 volte più velocemente di quanto farebbe il vostro fegato.

    Inghiottitele subito e nel giro di pochissimi minuti tornerete sobri...perchè adesso ci spacchiamo di nuovo"
    Deglutii subito la mia e mi misi comodo sul sedile in attesa di tornare lucido.

    Dalle casse sopra di noi si poteva sentire della musica, c'era accesa la radio, e fu strano perchè mi aspettavo che chissà quale successo house o canzone casinista dance ci avrebbe accompagnato a tutto volume.

    Macinavamo strada, ma io non mi sentivo di certo meglio, anzi, notai un effetto diverso e curioso, forse collaterale?

    Lentamente ma in modo molto deciso il mio pene passò dallo stato flaccido a quello di "duro come il diamante", faceva a gara con il rigor mortis della salma di Mike Bongiorno.

    Tutti gli altri però stavano effettivamente bene, perchè io dovevo essere sfigato?

    Dopo pochissimi minuti arrivammo e andammo verso il locale.

    Cercavo di camminare dritto ma l'unica cosa che riuscivo a fare era andare a zig zag e dare pisellate a chiunque fosse davanti a me, fu anche piuttosto divertente finchè colpivo delle ragazze.

    Entrammo dal retro, tramite una porta tagliafuoco, e passammo attraverso una zona buia e delle impalcature sbucando poi da un sipario.

    Ed ecco la sorpresa tanto attesa.

    Ci trovammo al centro di un set, ma non uno qualsiasi, eravamo entrati direttamente negli anni '80...eravamo a Colpo Grosso.



    Partì la canzone e sbucarono fuori le ragazze Cin Cin e fu subito atmosfera porno soft.

    Umberto Smaila era vestito esattamente come nella trasmissione, solo con molti anni e chili in più, ma fu comunque bellissimo.



    Peccato che ero l'unico stronzo a non poter godere della cosa visto il tasso alcolico alle stelle e al manico di scopa che avevo nei pantaloni, sembravo il cartello stradale del senso unico se visto di profilo.

    Mi accasciai sopra ad un divanetto, il senso di euforia cominciava a lasciare spazio al mal di testa e al disorientamento, mentre la festa iniziava davanti a me gli occhi pian piano mi si chiudevano mentre guardavo le ragazze che ballavano e si muovevano in modo sexy, con tanto di seno che scivolava fuori in bella vista.

    Addormentato, iniziai a sognare.

    Primo anno di università, mi aggiravo lungo i corridoi di uno dei tanti edifici, in mezzo ad un mare di ragazzi che andavano in qualsiasi direzione mentre io ero ansioso di non riuscire a trovare l'aula per una delle primissime lezioni della mia nuova vita studentesca.

    Chiesi informazioni come facevo sempre in questi casi, nonostante avessi la mappa con la piantina delle aule avevo sempre paura di sbagliare e piuttosto che rischiare di entrare a lezione già iniziata chiedevo indicazioni ad altri studenti più grandi.

    Entrai nell'aula e mi avviai come di consueto verso i posti sul fondo, isolato e pronto a sprintare verso una delle uscite nel caso ci fosse necessità, per esempio qualora dovessi fare pipì durante la lezione. Era una delle mie paure più grandi ed era per questo motivo che non mi sedevo mai al centro della fila.

    Presi posto e dopo pochi minuti la professoressa entrò in aula, facendo sedere il resto degli studenti.

    Iniziò a presentarsi e a raccontarci il programma, ad esporci il calendario degli esami e la loro modalità di svolgimento, le solite cose, e dunque proiettò la prima delle tante slides sul grosso schermo sulla parete dell'aula.

    Fu in quel momento che arrivò lo studente sfigato, quello che non volevo essere io, che entrando in ritardo a lezione non solo interruppe la professoressa, ma si guadagnò anche il collettivo sguardo di ogni singolo studente. Provai pena per quella persona.

    Notai che non era un ragazzo, era una studentessa.

    Sperai con tutto me stesso che venisse a sedersi nel posticino affianco a me, quello che avevo lasciato tra me ed il corridoio, giusto per non sembrare strano agli occhi della gente.

    Ero così desideroso di conoscere qualche ragazza e nonostante fossero le prime lezioni cominciavo già a guardarmi attorno speranzoso di stringere amicizia più velocemente possibile prima che si formassero i gruppetti di amici, momento dopo il quale riuscire a farsi amicizie era letteralmente impossibile a meno di non trovare altri studenti solitari. Quello e ovviamente la figa, com'è giusto che fosse per uno alla mia età.

    Quel giorno le divinità mi furono propizie, e quindi la ragazza venne verso la mia posizione e si sedette dopo avermi chiesto se il posto fosse libero.



    Aprì la sua tracolla e tirò fuori un quaderno ed un astuccio, subito pronta a prendere appunti, e si girò verso di me.

    Immediatamente distolsi lo sguardo e feci finta di star guardando altrove, mi odiai per questo visto che si era perfettamente accorta del fatto che la stavo guardando.

    "Mi sono persa qualcosa? Purtroppo il treno ha fatto ritardo...mi fai vedere cosa hai scritto?" disse la ragazza allungando le mani e portando verso di sè il mio quaderno
    Sul mio quaderno dopo 17 minuti di lezione le uniche cose che erano apparse fino a quel momento erano diversi cazzetti e cazzettini, bestemmie e disegnini vari, quindi con un riflesso estremamente rapido girai la pagina e andai a quella precedente, per nascondere la mia follia alla ragazza.

    Peccato che nella pagina precedente ci fosse il risultato di 2 ore di lezioni di organizzazione aziendale del giorno precedente.



    Mi prese il batticuore per l'immensa figura di merda, ma la sua reazione non fu quella che mi aspettavo, cioè disgusto e spavento, bensì rise e fece una foto al mio disegno.

    "Anche tu hai il Rajola? Allora siamo in classe assieme! Io comunque sono Lisa, piacere"
    Esitai giusto un attimo.

    "Io sono Luca, piacere"
    Eh? Chi era Luca?

    Era il mio sogno?


    .


    [CONTINUA]
    Ultima modifica di Fag1olo; 31-07-2018 alle 17:52:50

  2. #17
    Fag1olo
    Ospite
    .

    Rimasi molto turbato da questa piega inaspettata del sogno.

    Sentii una sensazione spiacevole localizzata al petto, era come se mi avessero strappato una parte del corpo.

    Dopo essermi guardato attorno rivolsi di nuovo lo sguardo in direzione di Lisa per poter proseguire la conversazione come se niente fosse, ma lei non era più lì.

    Odiavo quando succedevano cose del genere, lo odiavo con tutto me stesso, ma spesso nei sogni mi accadeva di perdere contatto inspiegabilmente ed in modo molto brusco con la persona - una ragazza quasi sempre - con cui mi stavo intrattenendo, e la cosa era particolarmente fastidiosa perchè il più delle volte la situazione successiva, quella che non si realizzava, aveva a che fare con qualcosa di tipo sessuale.

    Era come se ogni volta che cercavo di raggiungere un lieto fine venissi punito.

    Trovavo questa bellissima ragazza che fin subito - ed in modo molto irreale - mostrava grandi sentimenti e grande desiderio verso la mia persona, ma era ok perchè essendo un sogno non c'era bisogno che tutto fosse logico, e come per magia decideva di farsi seguire in una stanza privata dove avrebbe avuto un rapporto con me, poi quando era il mio turno di passare per la porta che lei aveva varcato solo pochissime frazioni di secondo prima ecco che succedeva qualcosa di assurdo che mi strappava dalle sue braccia.

    Poteva essere qualcuno, persone mai viste, che mi fermava per chiedermi qualcosa di urgente e mi portava via di peso, oppure letteralmente la porta non si apriva più lasciandomi chiuso fuori. Un ostacolo insormontabile che rovinava tutto.

    Questo di solito significava anche la fine del sogno, lasciandomi con un senso di opprimente tristezza al risveglio.

    Tuttavia non fu quello il caso, perchè poi effettivamente Lisa la trovai di nuovo.

    Era esattamente dove l'avevo lasciata e stava assieme ad una persona: me.

    Mi ritrovavo nella parte bassa dell'aula ad osservare Lisa assistendo in terza persona al dialogo che stavamo avendo, solo che io non ero più nel mio corpo, o almeno lo pensavo, eppure ero proprio io quello che le stava affianco, però Lisa lo chiamava Luca e io davvero non capivo perchè faceva così.

    Sembravano non vedermi, proprio come se fossi un fantasma, dunque mi avvicinai a loro e continuai a guardarli in silenzio, anche perchè non potevano nemmeno sentirmi.

    Ero morto? Era un brutto scherzo?



    In quel momento iniziò a passarmi davanti agli occhi lo spettacolo della mia vita assieme a Lisa, assistetti a tanti momenti trascorsi in sua compagnia, inizialmente ci fu quel momento durante il quale avevamo fatto conoscenza, subito dopo ci fu una transizione nella quale vedevo Lisa e Luca, me, camminare nel chiostro dell'ateneo ridendo e scherzando come gli amici che erano diventati.

    Camminando affianco a loro rivissi tante conversazioni che avevo dimenticato, fu strano trovarmi a rispondere "con il senno di poi" a domande vecchie di quasi un anno mentre sentivo le risposte che dava Luca, e dire che qualche volta ci aveva pure preso, altre no.

    "Che lavoro pensi faremo una volta laureati?" chiese Lisa.
    "Non ne ho la più pallida idea, ma dovendo scegliere...non saprei, forse lavorerò in banca: sarò un impiegato" rispose Luca sorridendo.
    Era solo il primo anno di università, era chiaro che non poteva saperlo.

    << Sbagliato, passerai da uno stage sottopagato all'altro e finirai a compilare buste paga negli uffici di un'azienda in culo al mondo, e non ti piacerà...avevi altre ambizioni, avevi altre capacità >> pensai tra me e me con tono amareggiato, sapendo che anche se avessi parlato non avrebbero potuto sentirmi.
    Piansi.

    Non so perchè lo feci, era una situazione così surreale e riuscivo davvero a percepire dalla sofferenza, eppure era solo tutto frutto di un sogno.

    Ecco un altro salto.

    Questa volta in un pub, seduto da solo ad un tavolo mentre sorseggiavo una birra IPA, e di nuovo alzando lo sguardo scorsi Lisa e Luca.

    Questa volta erano assieme ad un altro ragazzo, era Francesco, il loro compagno e amico che poi era scomparso.

    Era una serata come tante altre, di solito uscivano per un aperitivo e un paio di birre verso metà settimana, quando il giorno dopo non avevano lezione e potevano tranquillamente fare le 2 del mattino senza poi dover rendere conto alla sveglia quando sarebbe sopraggiunta l'alba.

    Questa volta non riuscivo a carpire i loro dialoghi, però sembravano contenti, scherzavano, non c'era niente di cui preoccuparsi e la vita era bella.

    Lisa si alzò e andò verso il bagno, Luca e Francesco si dissero qualcosa, probabilmente parlavano di lei.

    Mi voltai, aprii la porta del locale ed entrai in un nuovo scenario.

    Questa volta Luca era da solo nella sua camera di casa, era visibilmente arrabbiato e triste allo stesso tempo, stava leggendo dei messaggi di chat e ad un certo punto diede un pugno secco alla scrivania, buttando poi a terra la tastiera senza fili in uno scatto d'ira.

    In quel momento era come se fossi nella sua testa, sapevo cosa era successo senza averlo però vissuto, fu una strana cosa, dunque realizzai di aver appena avuto un litigio con Lisa a proposito di qualcosa, fattostà che mi aveva detto addio. Da li in poi la nostra amicizia sarebbe finita.

    Avevo voglia di abbracciare me stesso per consolarmi.

    Non poteva essere vero, non adesso, sembrava un terribile scherzo del destino...solo un mese prima Francesco aveva cambiato università e si era trasferito in un'altra città. Luca era rimasto solo.

    Mi avvicinai al monitor nella speranza di poter leggere, ma l'intero schermo sembrava fuori fuoco, non si vedeva nulla se non scarabocchi annebbiati.

    Continuavo a provare uno straziante dolore nonostante sapessi che era tutto falso, era frutto del mio inconscio, perchè quello non era il mio vero passato...Lisa ed io eravamo amici ed eravamo addirittura fidanzati, Francesco non aveva cambiato università, era "solo" sparito nel nulla senza darci notizia alcuna. Non che la cosa mi consolasse, ma sapevo come stavano le cose.

    Sentii qualcosa nella mia tasca sinistra dei pantaloni, un oggetto pesante premeva sulla mia coscia.

    La sensazione di pressione divenne una puntura, poi si tramutò in calore ed infine in un formicolio diffuso.

    *BZZZZZZZZZZZZZ*
    *BZZZZZZZZZZZZZ*

    *̵̨͔̹̘̳ͥ̎͝ͅB̸̨̗̰̦̫̖̪̄̑́Z͍̒ͦŹ̪̤ͨ̀̅̃͌Z̡̡͓̣̺͎͕͇̞̞ͮͯ̈́͌͑͢Z̎ ̵̧̓ ̢̳͍͕̟̝̜Z̈́̐͛͂̏҉̳̭̙̭̦Z̸̼͈̝̭̯͎̣͉̋̿̆͛ͅZ͖̘̼̠̝͔̺͉̈́́ͧͬ̋̈̉̚͟Ẑ ̏̾͑̏ ̪͓̙̠͕ͫͣ̅Z̤̞ͨ̍ͦ̆͡Z̧̮̠̤̝̫̳̦̓͂ͦ̀̃̍Ż̫͈͓̀Z̩̣͓̲͉̺̳̔̔̔̔ͮ͂͊͛͘ Z̢̒̌ ̯̟͙̳*̧̣̝͙̀̑ͥ͆ͧͅ
    *̸̡͏̩̭̩̻͕̖B̠̼͖͓̬Ẕ̨̘̫̝͠Z̬̬̪͇̕Z̶̷̭͎̺Z̢͙̤͓͠ͅZ͕͞͞Ẕ̫Z̸̙͜͜Z ̷͉ͅ ̰̣̣̥Z͉̱Z͖̦̙̲̙̤͡Z̘̞͍̕Z̶̠̝͙̫Ź̨͓̪̰̫͎̰̙̼*̴̲̗͞
    Mi risvegliai all'improvviso.

    Il mio cellulare vibrava in continuazione, avevo diverse notifiche Whatsapp nel gruppo che lo zio Giovanni Rana™ aveva creato con tutti i partecipanti della serata (eccetto Enzo Iacchetti che era stato escluso nonostante tutti gli altri parlassero apertamente e davanti a lui delle loro conversazioni nel gruppo), evidentemente stava succedendo qualcosa visto il susseguirsi di notifiche.

    Mi alzai a fatica, avevo la testa pesantissima ed un saporaccio schifoso in bocca, e mi ricordai di essere nel bel mezzo di una festa.

    C'era gente che ballava canzoni dance anni '90, c'erano le ragazze Cin Cin ed Umberto Smaila a torso nudo che stava in mezzo a loro mentre queste gli si strusciavano addosso in modo provocante, attorno poi c'erano tutte quelle persone che fino a poche ore prima non avevamo mai visto e che si erano unite a noi da quando eravamo all'Arco della Pace.

    Andai al bagno, le luci della stanza mi sembravano fortissime e gli specchi che le riflettevano tutte attorno a me non aiutavano a diminuire la sensazione di accecamento.

    Aprii il rubinetto e feci scorrere l'acqua per qualche secondo, la volevo bella fredda, il più possibile, e mi lavai la faccia sperando che lo shock termico mi facesse riprendere un attimo.

    Per fortuna fu così e temporaneamente mi sentii più lucido, il tanto quanto bastava per controllare le notifiche sul cellulare.

    C'erano diverse foto di me mentre ero senza sensi, fatte a tradimento, addormentato e con la bava che scendeva dal lato della mia bocca, poi c'erano dei primi piani della mia erezione vista da fuori, ma come foto più recente c'era mio zio impegnato in attività ricreative.



    Leggendo i vari messaggi scoprii il perchè della mia erezione...in pratica Il Presidente™ deve aver fatto confusione con le pillole e mi aveva dato del viagra. Probabilmente nel buio nel pullman non mi ero accorto del colore blu della pastiglia.

    La conversazione andava ancora avanti, stavano parlando di qualcosa che era successo o stava succedendo tra Enzo Iacchetti e la ragazza Cin Cin di colore verde, il Kiwi.

    Decisi di andare da loro, non tanto per assistere alla scena tanto quanto per farmi dare una "pastiglia della sobrietà" da Il Presidente™, sperando ne avesse ancora.

    Uscii dal bagno e camminai in direzione della zona bar, dove trovai tutti i membri originali del gruppo dell'addio al celibato riuniti ad un tavolo mentre ridevano e scherzavano guardando una coppia seduta qualche tavolo più avanti.

    Afferrai Il Presidente™ per un braccio e per poco non gli caddi addosso.

    "Uellà, va chi si rivede, Pipino il grande! Così mi piaci, bello sull'attenti pronto al castigo"
    Non mi fece neanche parlare.

    "Tieni assaggia questo e parti in pole position, number one"
    Mi stava venendo da vomitare.

    "...Butta giù anche questa, mi raccomando"
    Mi diede la pillolina magica e subito la mandai giù con un sorso di qualunque cosa ci fosse stata nel bicchiere.

    "MA CHE CAZZO E' STA MERDA?" chiesi disgustato
    Tutti risero.

    Il Presidente Putin® mi diede un coppino a tradimento e mi spiegò.

    "No niente, è che abbiamo mescolato assieme li dentro tutti i fondi dei nostri cocktail e abbiamo fatto quel miscuglione di alcol. Era buono zi?"
    "Ma porca di quella puttana, ma avete 12 anni? CRISTO!" risposi urlando
    Lo zio Giovanni Rana™, tutto fatto, mi guardò ridendo con le lacrime agli occhi e fece il suo commento, letteralmente:

    File: kek.jpg (6 KB, 150x145)



    >1995+21
    >unironically accepting drinks from strangers


    Stay BTFO you fucking cuck
    Scioccato da quello che avevo appena sentito uscire dalla sua bocca, mi accorsi di essermi ripreso dagli effetti dell'alcool.

    Potendo ora mettere a fuoco con lucidità quello che c'era attorno a me guardai quello che era lo spettacolo a cui il gruppo stava assistendo: Enzo Iacchetti stava limonando selvaggiamente con la ragazza Kiwi, poi inaspettatamente questa lo prese per mano e lo portò di corsa verso i bagni.

    Non capivo cosa ci fosse da ridere, una volta tanto che a quell'uomo era capitato qualcosa di bello...però realizzai da solo.

    Miss Kiwi non era quello che sembrava, cercai di visualizzare mentalmente ancora quel fotomontaggio de "Il Colpo grosso" contemporaneo con tutto il gruppo delle ragazze Cin Cin e Smaila, quello fatto per scherzo dallo zio Giovanni Rana™ e distribuito ai partecipanti quando eravamo arrivati al locale, e mi feci una grandissima risata di gusto. Che spettacolo.

    Il Presidente™ ingoiò una delle sue pastiglie e si rivolse a me.

    "C'è un'ultima cosa che vorrei fare per concludere questa bellissima serata, doveva essere una cosa tra me e tuo zio ma guardalo...gli avevo detto al grande di non farsi di bamba fino a che non gliel'avessi detto io, ma è stato più forte di lui. Quando vivi la vita del bomber funziona così"
    Chissà cosa aveva in mente.

    "Voglio fare una gara, come ai vecchi tempi"
    "Una gara?" risposi spiazzato.

    「EUROBEAT INTENSIFIES」

    .


    [CONTINUA]
    Ultima modifica di Fag1olo; 31-07-2018 alle 22:48:36

  3. #18
    Fag1olo
    Ospite
    .

    "Proprio così, e voglio farla adesso" disse Il Presidente™
    Sembrava molto deciso.

    Non capivo come mai avesse chiesto proprio a me di partecipare...ero proprio la scelta migliore per rimpiazzare lo zio Giovanni Rana™?

    Ad ogni modo, non c'era ragione per negare al festeggiato questo desiderio, anche perchè a me piaceva guidare e non avrei rifiutato l'offerta di una gara in un circuito chiuso per nulla al mondo.

    "Ma certo, volentieri" risposi
    Questa cosa del tutto inaspettata mi aveva reso felice.

    "Su quale pista gareggeremo?"
    Il Presidente™ sorrise e si incamminò verso l'uscita del locale.

    "Pista? No...correremo in un luogo migliore, dove potremo sfidarci al limite delle nostre capacità e senza il senso di sicurezza dato dal circuito e dalle ampie vie di fuga"
    Iniziai a preoccuparmi...in che cosa mi ero cacciato?

    "Venite tutti, torniamo alla villa a prendere le auto e poi inizieremo subito dopo"
    Sentivo già la tensione che aumentava.

    Feci per andare verso lo zio Giovanni Rana™ quando mi sentii appoggiare una mano sulla spalla.

    Era Beppe Grillo, con uno sguardo molto serio.

    "Tu non hai idea di cosa hai accettato vero?" disse
    Non proferii parola, lo guardai sapendo che me l'avrebbe spiegato lui.

    "Il Presidente™ e tuo zio molti anni fa erano considerati i due piloti migliori del nord Italia, non c'era nessuno in grado di andare veloce come loro sui passi di montagna"
    "Mi stai dicendo che...erano degli street racers?" chiesi incredulo
    "Proprio così, facevano parte di un team composto esclusivamente da loro due"
    "Il team dei PADANIA RIGHT WING"
    Non sapevo di questo passato dello zio Giovanni Rana™, ma se non altro spiegava la sua collezione di auto e tutti quei video di guida sportiva estrema che pubblicava su internet.

    "Detenevano moltissimi record sui più svariati passi montani e discese del nord Italia, hanno chiuso la loro carriera imbattuti"
    Eccezionale.

    "Tuttavia, un giorno tuo zio decise di ritirarsi dalla scena per dedicarsi con tutto sè stesso al suo business e lasciò il suo migliore amico e compagno di squadra a correre da solo, ma la cosa non durò troppo tempo poichè si narra che Il Presidente™ non riuscendo a trovare nessun avversario alla sua altezza preferì scomparire per aspettare che una nuova generazione di piloti si formasse e per così trovare un degno avversario...quello oppure di prendere parte ad una gara finale con tuo zio, l'unico in grado di tenergli testa in un duello"
    Tutte le persone nella stanza stavano ascoltando con grande curiosità, lo stesso zio Giovanni Rana™ si era avvicinato, ancora fuori, dimostrando di aver capito di cosa si parlava.

    "Robbè, questo significa una sola cosa: sarai il suo ultimo sfidante prima del ritiro definitivo"
    Lo zio sorrise.

    "...Il Fulmine Nero di Arcore è tornato"


    Avvertii una fitta al cuore.

    Salimmo tutti sul pullman in direzione villa Arcore ed iniziai a chiedermi che gara si sarebbe prospettata, ma soprattutto che auto avrebbe guidato Il Presidente™ visto che a mia disposizione c'era una piccola Abarth 595 e, per quanto potesse essere ben assettata e cavallata, avevo l'impressione che si sarebbe dovuta scontrare con un mezzo ben più potente e performante, soprattutto non a trazione anteriore.

    Beppe Grillo proseguì nel suo tentativo di infarinarmi sul passato da pilota di strada de Il Presidente™, rivelandomi anche che lui stesso era stato un pilota nonchè grande ammiratore del Fulmine Nero di Arcore, e più acquisivo informazioni più mi sentivo messo in soggezione da un avversario così tanto importante e veloce.

    Per fare un riassunto, queste erano le informazioni chiave che avevo carpito circa il mio sfidante:


    - Era un amante delle auto Giapponesi
    - Era un grande esperto della trazione integrale
    - Preferiva guidare in modo pulito e preciso
    - Aveva una grande padronanza del trasferimento del carico

    - Elevata sensibilità della pressione sul pedale dell'acceleratore

    Sulla carta era praticamente invincibile.

    Fortunatamente lo zio Giovanni Rana™ rinsavì - parzialmente - e si unì alla conversazione per darmi qualche suggerimento su come gestire la sfida.

    "Robbè, anche se guidi soltanto da 1 anno e mezzo ho piena fiducia nelle tue capacità"
    "Ricordi quando ti facevo scuola guida e ti portavo su in montagna a farti fare pratica con il foglio rosa? E tutte quelle guide che abbiamo fatto con te passeggero quando consegnavamo la pasta fresca nelle baite ed alberghi sparsi nelle vallate?"

    "Tutte le tecniche e le manovre che ti ho insegnato ti torneranno utili, anzi saranno fondamentali, ma so già che saprai cosa fare al momento giusto visto che in questo periodo hai guidato tanto e affinato la tecnica...cosa pensavi che ti lasciassi usare le mie auto a fare er cojoncello dello zì allo zio *zi ah*...minchia, eh?"

    "Ora, sicuramente Il Presidente™ ha un livello di esperienza infinitamente più elevato del tuo e come se non bastasse conosce anche bene il percorso, però esiste un modo per poterlo indebolire e attaccare..."
    Tutte le teste attorno a noi si protrassero verso lo zio Giovanni Rana™ per carpire il segreto che mi avrebbe potuto aiutare a sconfiggere il Fulmine Nero di Arcore.

    "Robbè, essendo tu lo sfidante ospite hai diritto a scegliere il tipo di gara ed una condizione, e questa condizione sarà...l'Eurobeat"


    "PRESIDENTE SENPAI, EUROBEAT...N-NANI??!"
    Beppe Grillo fu così devastato dalla rivelazione che iniziò a parlare in Giapponese per 5 buoni minuti.

    "Non ha mai sopportato quella musica, la odiava con tutto sè stesso, quindi se deciderai che durante la gara dovrete ascoltare dell'Eurobeat vedrai che prima o poi perderà la concentrazione e farà qualche errore...sarà allora che ne approfitterai" disse lo zio Giovanni Rana™ sorridendo fiero
    Mi sentivo un pochino più sicuro di me, anche se l'unico modo per poter battere il mio avversario non aveva niente a che fare con l'abilità di guida.

    Il pullman accostò e davanti a noi si aprirono i cancelli della villa di Arcore.

    "Venite, andiamo verso il garage...anche tu Roberto"
    Scendemmo di un livello ed entrammo nel paese dei balocchi.

    Ci saranno state almeno 50 auto, tutte in condizioni eccellenti, con al centro e rialzata per svettare sopra tutte quante una Lexus LFA Nürburgring Edition.

    "La vedi questa?" disse Il Presidente™
    Era proprio lei, l'auto del Fulmine Nero.

    "Questa è stata la compagna più fedele che abbia mai avuto nella mia vita, la Mitsubishi Lancer Evolution III con la quale ho stabilito diversi record in tutte le valli del nord...ma oggi non la userò, voglio uno scontro alla pari"
    Con un rapido cenno mi indicò una coppia di auto, una rossa ed una blu, molto simili...praticamente gemelle: una Toyota GT-86 ed una Subaru BRZ.

    "Useremo queste, vedrai che ci divertiremo"
    Di nuovo ci fu un'altra scottante rivelazione.

    "QUELLA TARGA! NON E' POSSIBILE! SEI TU ALLORA?" disse Beppe Grillo agitatissimo
    Il Presidente™ rise e si complimentò per l'attenzione al dettaglio dimostrata, dunque ci spiegò che nonostante si fosse ritirato ufficialmente dalle gare era comunque solito contrastare chiunque osasse questionare il suo dominio sui passi di montagna, li annientava ancora prima che potessero organizzare una sfida...e neanche a dirlo, li bastonava tutti indipendentemente dal fatto che fossero dei corridori con esperienza o dei giovani alle prime armi che si credevano fighi perchè basavano la loro cononscenza delle auto sui meme.



    Tutte le sue auto avevano quella targa personalizzata, spiegò che fu una sua idea per depistare chiunque pensasse di smascherare la sua vera identità...e la cosa funzionò, nessuno realizzò mai davvero l'identità di quel corridore misterioso.

    "Roberto...scegli la tua auto: prenderai la GT-86 o la BRZ?" chiese Il Presidente™

    "Sono entrambe stock, non hanno installato alcun upgrade...sono come appena uscite dalla fabbrica"
    La decisione non era così scontata, perchè quelle auto pur essendo praticamente identiche avevano una differenza nell'assetto, in pratica la GT-86 tendeva naturalmente al sovrasterzo mentre la BRZ avendo delle sospensioni posteriori più rigide era più adatta ad una guida precisa e pulita.

    Scelsi quest'ultima nella speranza di potergli togliere un po' di vantaggio dato che era l'auto che tra le due più si addiceva al suo stile di guida naturale.

    "Perchè le "gemelle Boxer"? Pensavo volessi usare una delle tue auto integrali" chiese Beppe Grillo avendo preso a cuore la gara
    "Voglio tornare alla base della guida sportiva, voglio la trazione posteriore e le scodate, la distribuzione dei pesi perfetta...e soprattutto voglio dare una chance al giovane ragazzo, sarebbe stato troppo facile vincere sulla Evo, ma vedrai che lo batterò anche qui" disse Il Fulmine Nero sicuro di sè
    Salimmo sulle auto facendoci seguire dal pullman e dalla Abarth 595 dello zio Giovanni Rana™ guidata da Beppe Grillo e ci arrampicammo su quella che sarebbe stata la pista della sfiga: il leggendario passo di Arcore.

    Il tratto deciso per la gara consisteva in 8 km di discesa su strade strette con curve cieche e diversi tornanti, pochi punti per superare, era un passo piuttosto tecnico nel quale si variava repentinamente la velocità.

    Mentre percorrevamo il tratto in salita, con il buio della notte, cercavo disperatamente di ricordarmi i punti critici ed i vari riferimenti della strada.

    Avevo la possibilità di fare appena una discesa di prova, per studiare il tracciato, dopodichè sarebbe iniziata la gara vera e propria.

    Giunti in cima allineammo le auto sulla linea di partenza ed Il Presidente™ scese dall'auto e si accese una sigaretta.

    "Bomber, è il tuo momento...brilla!"
    Partii deciso spremendo i 200 cavalli del 2 litri boxer Subaru, il rombo invadeva l'abitacolo con una nota abbastanza brutale nel momento in cui il regime del motore attivava la fasatura variabile, era davvero un'auto bella e anche veloce contrariamente alla leggenda che la voleva lenta. Mai capito il perchè di queste cazzate.

    Quando ingranai la seconda udii distintamente un botto provenire dal retro dell'auto, segno che quest'auto non era stock come aveva detto Il Presidente™, ma aveva un sistema di scarico sportivo più aperto di quello di serie.

    In quel momento realizzai due cose:

    - Il simulatore che aveva costruito lo zio Giovanni Rana™ a casa replicava fedelmente tutte le sensazioni che provavo alla guida, anche perchè avevo già guidato una BRZ nel gioco

    - Quella pista già la conoscevo bene, era stata inserita in Assetto Corsa tramite una mod, e non si chiamava "Passo di Arcore" ma "Hardcore Touge"

    "Zio Giovanni Rana™ ma che cazzo...mi hai allenato per questo momento a mia insaputa?"
    Sorrisi e continuai a guidare.

    I membri del gruppo dell'addio al celibato si erano disposti lungo il tracciato, uno per ogni chilometro circa, per monitorare la gara e l'eventuale traffico, quindi potevo tirare al massimo senza paura visto che al minimo inconveniente ci avrebbero avvisato.

    L'auto era precisa e gli inserimenti in curva rapidi, l'uscita in accelerazione era buona fintanto che tenevo il motore a giri medio alti per poter sfruttare la coppia dell'aspirato per riprendere velocità agevolmente.

    Arrivò il primo tornante, iniziai la prima staccata decisa della pista e sentii i freni fischiare, tacco-punta ed inserimento

    L'auto sovrasterzò in uscita ma la raddrizzai subito senza problemi, l'assetto si era comportato come avevo previsto.

    "Quel rumore...questi sono freni sportivi, forse da corsa...vedo che è stato prudente"
    Mi sentii sempre più confidente per tutto il resto della discesa, dunque arrivato alla fine girai l'auto ed iniziai la risalita.

    Cercai di prepararmi mentalmente visualizzando le traiettorie, davvero non sapevo cosa attendermi, ed in men che non si dica ero di nuovo al punto di partenza.

    Vittorio Sgarbi era il responsabile del countdown della partenza nonchè giudice di gara, quindi spiegò le regole della gara e come da prassi mi chiese se volevo applicare una condizione. Come concordato con lo zio team manager, chiesi di fare tutta la discesa con della musica Eurobeat ad alto volume in auto.

    Il Presidente™ si scompose per un attimo, segno che restò colpito dalla richiesta, ma cercò di non farlo vedere e dopo aver esalato una nube di fumo dalla bocca gettò il mozzicone che andò a colpire il guard rail a lato della strada.

    Sorrise, mostrando di aver capito la reale provenienza della richiesta.

    "La gara si svolgerà in un'unica manche in discesa con partenza alla pari, il primo che taglierà il traguardo sarà il vincitore" disse Sgarbi
    Per quanto riguardava la questione della musica prendemmo due compilation con il meglio dell'Eurobeaet di tutti i tempi che lo zio Giovanni Rana™ teneva nella sua auto, impostammo gli stereo sulla modealità di riproduzione random per far partire una traccia a caso mentre le manopole del volume e tutti i tasti furono coperti con del nastro adesivo per impedire il loro azionamento.

    Mentre noi piloti entravamo nelle nostre auto e la tensione era alle stelle, il giudice Sgarbi ci deliziò con la sua opinione critica sull'Eurobeat.

    "Genere di merda che piace solo ai Giapponesi, ci sono 2000 canzoni scritte ed eseguite da 30 persone in tutto che usano ottocento pseudonimi diversi a testa a seconda di come si sono svegliate la mattina, non ho mai sentito una cosa più ritardata...ma a che pro poi? E come se non bastasse quasi tutti gli artisti sono Italiani"
    Era tutto pronto, tramite le ricetrasmittenti i commissari confermarono le buone condizioni della strada autorizzando la partenza.

    "Pronti, ai posti! Inserite i CD nel lettore...ADESSO!"
    Il disco venne risucchiato ed iniziò a girare.

    "TRE, DUE, UNO..."
    Per una strana coincidenza entrambi i cd partirono sulla stessa traccia, dandoci modo di correre sulla stessa canzone.

    "...VIA!"


    Partii deciso senza far slittare le ruote posteriori deciso con tutto me stesso ad essere il primo ad entrare nella prima curva, perchè da quel punto per un po' la strada sarebbe stata ad una sola corsia e chi stava davanti avrebbe se non altro potuto tenere a bada quello dietro e constringerlo a seguire il proprio ritmo di guida.

    Per tutta la prima marcia le auto furono allineate, un fulmineo cambio in seconda e di nuovo eravamo attaccati, poi poco prima di entrare in terza marcia sul filo dei 100 km/h l'auto de Il Presidente™ perse un po' di terreno dandomi l'opportunità che speravo.

    "Non ha sbagliato, è una sua scelta precisa...vuole stargli dietro per studiare il suo stile di guida e passarlo nel momento che riterrà opportuno" disse lo zio Giovanni Rana™ osservando le due auto procedere verso la prima curva
    Ero davanti, riuscivo a vedere i suoi fari nel retrovisore, mi stava attaccato al paraurti.

    Le prime curve veloci passarono in sequenza senza problemi, le nostre traiettorie erano molto simili e la nostra velocità era praticamente uguale.

    Il simulatore a casa dello zio non mi aveva preparato a guidare su un'asfalto imperfetto, con buche e giunzioni, lo realizzai quando l'auto sobbalzò in frenata prendendo un dislivello dove l'asfalto si era aperto per qualche centimetro.

    Decisi di non scoraggiarmi e di continuare deciso.

    Alla prima curva secca a gomito, tornante in discesa, frenai con grande decisione e staccai perfettamente pronto per inserirmi al punto giusto, la mia BRZ si inserì perfettamente e questa volta fui in grado di accelerare senza farla scodare quasi per niente mentre Il Presidente™ adottò una tecnica diversa per inserirsi in curva: sfruttò l'effetto pendolo per provocare la perdita di aderenza del posteriore e percorrere la curva sfruttando l'inerzia dell'auto.

    Era sicuramente una tecnica di derivazione rally che sfruttava sulle auto a trazione integrale, e sono ancora più sicuro che se non avesse guidato una trazione posteriore la sua uscita di curva sarebbe stata velocissima potendo sfruttare le quattro ruote motrici.

    Non avevo tempo per guardarmi dietro, quindi mi immaginai al volante del simulatore a casa, cercando di immaginarmi in un ambiente più favorevole, ma era davvero difficile e la pressione era davvero molta.

    Il Presidente™ era sempre lì a pochi centimetri da me, ma non provava a superarmi...mi chiedevo a cosa stesse pensando.

    Arrivammo alla zona con due curve ad S in discesa, molto large e veloci, quindi appena impostai la frenata Il Fulmine Nero mostrò gli artigli e mi provocò toccandomi con il muso da dietro.

    Questa manovra, considerata l'alta velocità alla quale stavamo andando e al fatto che in quel momento il posteriore della mia auto era molto leggero essendo tutto il peso trasferito all'anteriore, poteva generare solo un effetto.



    "LO HA FATTO APPOSTA, VUOLE SFIDARLO IN DERAPATA!"
    Persi immediatamente aderenza ma fui pronto e diedi subito gas controsterzando, tuttavia la velocità era così alta che l'auto non ritornò in assetto ma iniziò a derapare e lo stesso fece la GT-86 dietro di me.

    La prima curva venne percorsa con le auto perfettamente allineate in discesa, con i paraurti a pochi millimetri dal guard rail dietro e dal muro davanti, sentivo lo sterzo reagire ad ogni singola imperfezione dell'asfalto, arrivati al centro della curva e al cambio di direzione diedi un controsterzo e modulai l'acceleratore per provocare lo stesso effetto pendolo usato dal mio sfidante, solo che non premetti con sufficiente decisione l'acceleratore e mi inserii in curva con del sottosterzo che fortunatamente sparì non appena corressi l'errore e grazie alla miglior trazione in uscita riuscii a non farmi passare per miracolo.

    Era davvero tosta, stavo sudando e la musica a tutto volume mi mandava l'adrenalina in circolo cone non mai.

    Avevamo appena passato la metà del percorso, da quel punto in poi gli ultimi chilometri si sviluppavano su una carreggiata più larga ed alcuni tratti in salita e poi nuovamente discesa.

    Alla successiva curva la GT-86 aveva ritardato al frenata rispetto a me e percorrendo la curva potevo vedere il suo muso quasi spuntare alla mia sinistra: stava iniziando ad attaccare.

    Istintivamente gli chiusi lo spiraglio, incurante del rischio di tamponamento, e con una reazione fulminea sullo sterzo mi inserii nella serie di due tornanti consecutivi, percorsi il breve rettilineo a 120 km/h e pestai sui freni.

    Sentii scivolare l'anteriore, mi resi conto di aver bloccato le ruote proprio su una buca con della ghiaia, e questo errore diede la possibilità al Fulmine Nero di affiancarmi e di percorrere la curva allineato a me, pronti per il tratto in salita.

    La chiave per sorpassare in quel punto, avendo due auto con motore identico, era quella di accelerare il prima possibile e dare gas per sfuggire all'avversario.

    Purtroppo a causa del mio errore non reagii pronto e vidi la GT-86 allontanarsi mentre tiravo le marce, ed essendo in salita c'era poco da fare, persi un po' di terreno nelle successive due curve ed iniziai a preoccuparmi seriamente.

    Iniziò di nuovo la discesa e per quanto potessi tagliare tutte le curve imitando la sua traiettoria non riuscii ad avvicinarmi più di tanto...mancava poco all'arrivo.

    Solo tre curve ci separavano dal traguardo, quindi decisi di tentare il tutto per tutto ritardando la frenata ed entrare il più veloce possibile nelle curve, tutto solo per potergli arrivare dietro anche a costo di tenere una traiettoria errata per l'eccessiva velocità.

    Fu a quel punto che accadde l'insperato.

    Mi buttai letteralmente verso di lui con tanto di auto che aveva iniziato a scodare nella direzione opposta della curva, ma questo provocò una momentanea perdita di attenzione da parte de Il Presidente™ che staccò gli occhi dalla strada per guardare nel retrovisore e a quel punto l'Eurobeat sortì l'effetto sperato.

    Il Fulmine Nero pagò l'errore non avvertendo il rumore della ghiaia sotto le gomme e sopravvalutò la pressione sul gas accelerando troppo.

    Mentre io correggevo la sbandata e indirizzavo il muso della mia BRZ nella direzione della curva la GT-86 entrava in testacoda, con le due due auto che ruotavano sincronizzate riuscii a passare in testa mentre la gara per il mio avversario finiva bruscamente e senza preavviso.

    Era fatta, avevo vinto.


    .


    [CONTINUA]
    Ultima modifica di Fag1olo; 31-07-2018 alle 17:56:07

  4. #19
    Fag1olo
    Ospite
    .


    "Perchè non posso venire semplicemente vestito con una polo ed i jeans?"
    "Mi sta sul cazzo il completo, poi mi viene caldo e sudo, odio la camicia con le maniche lunghe e odio arrotolarle, non sopporto avere la cravatta e non ho voglia di tenermi la giacca in mano che poi ogni volta che la devo posare ho paura che si stropiccia"

    "E poi ti sembra normale che devo andare ad un evento dove si fa festa, si mangia, balla e beve tutto il giorno e devo pure stare attento a non sporcare il vestito buono mentre sono storto?"
    Era una cosa che mi seccava, perfino al pranzo di Natale mentre tutti erano pseudo eleganti mi presentavo con la polo ed i pantaloni della tuta tattici con il bordo elastico che si tendeva quanto la mia pancia si espandeva.

    "Robbè, non sei un miliardario amministratore delegato di una società che anche se va in giro vestito come un senzatetto viene socialmente accettato ed acclamato nonostante si presenti con le infradito ad una cena di lavoro...quindi in sintesi ti attacchi a sto gran minchione e segui l'etichetta come fanno tutti, anvedi sto pischello viziato a zì" disse lo zio Giovanni Rana™ con fare paterno
    Quella mattina c'era un tempo splendido, il cielo era limpido senza neanche una sola nuvola, non si poteva sperare in condizioni migliori per l'evento in programma.

    "Senti ma alla fine cosa gli hai reg...cosa gli abbiamo regalato allo sposo?"
    In effetti, cosa si poteva regalare ad un uomo che aveva già tutto ed in caso contrario aveva un conto corrente con molti zeri per poter colmare qualsiasi vuoto materiale nella sua vita?

    "Una cosa che gli piacerà tantissimo, fidati Robbè tuo zio la sa lunga sui gusti del suo migliore amico"
    Inutile sforzarsi di immaginare, visto i precedenti, dato che il concetto di "regalo" per quelle persone equivaleva a qualcosa di malatissimo.

    "Se sei pronto possiamo andare, così passiamo a prendere Lisa, le dico che saremo li tra poco" dissi allo zio Giovanni Rana™
    guardandolo mentre indossava i suoi mocassini eleganti
    "Non ti avevo avvisato? Mi passano a prendere i miei amici, tu inizia ad andare che poi ci vediamo li"

    "Ah e famme un favore Robbè, prendi la maghena nuova che così gli fai un su qualche km e finiamo il rodaggio"
    Uscii di casa facendo il calcolo mentale di tutti i soldi che lo zio aveva speso nell'ultimo anno, tra automobili, minchiate e spese oscure varie...era un totale spaventoso, ma in fondo se le meritava quelle cose.


    Dentro al garage c'erano così tante auto che non sapevo dove guardare, così presi in mano il telecomando che mi aveva passato lo zio e lo premetti davanti a me cercando di sentire qualche auto avevo sbloccato. Non riuscii a sentirlo.

    "Hmm...che marchio è questo, sembra la lettera L...ah si, Lexus"
    Scoprii con mia enorme delusione che ad essersi aperta non era la LFA, quella che stava nel posto d'onore della collezione personale dello zio.


    Non era l'edizione speciale come quella de Il Presidente™, era "semplicemente" uno dei normali 500 esemplari così com'erano stati concepiti,

    Poi realizzai.

    "...E così hai pensato che la mia piccola Yaris fosse comoda, consumava poco ed era facile da guidare, però eravamo ancora lontani dai tuoi standard, vero?"
    Salii sulla IS 300h semi nascosta vicino al muro, aveva appena 108 km sul contachilometri: era nuova.

    Avvolto dal silenzio più totale, attraversai il cancello ed iniziai a guidare per raggiungere la mia ragazza.

    Nel frattempo un furgone parcheggiò davanti al portone di casa Rana e diede un colpo di clacson.

    "Arrivo! Arrivo! DAJE!"
    Era la crew al completo, il grande gruppo dell'addio al celibato, nel retro del furgone c'era una grande cassa di legno con dentro il regalo di nozze per Il Presidente™.

    Lo zio Giovanni Rana™ salì e prese posto all'interno del mezzo, salutando uno dopo l'altro i suoi amici.

    "Ragazzi siete i numeri uno, posso sempre contare su di voi per questo tipo di cose...ma piuttosto, non avete lasciato qualcuno per strada?"
    Effettivamente, mancava Iacchetti.

    "Te lo spieghiamo dopo con calma, diciamo solo che non verrà al matrimonio" disse Il Presidente Putin®
    facendo il suo classico occhiolino
    Per non creare disagio fu però scelto un rimpiazzo flash per onorare la presenza e non lasciare un posto vuoto al tavolo degli ospiti.

    "SCHIACCIA IL PEDALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE"
    Un urlo della durata di 17 minuti squarciò i timpani di tutti i presenti ed introdusse il nuovo ospite: Richard Benson.

    Beppe Grillo annuì e con un rapido movimento passò dalle lenti da vista a quelle solari, innestando la prima marcia al contempo e partendo con una sonora sgommata.

    Finestrini giù, volume al massimo e nuvole di fumo selvaggio che uscivano dall'abitacolo.

    Già alla prima rotonda il Ford Transit a trazione posteriore si prodigò in un giro intero in derapata, lasciandosi dietro una scia della musica d'elezione per questo tipo di guida.

    Era sempre lui: l'eurobeat.



    Ogni volta che il loro furgone sfrecciava accanto a dei gruppi di persone Richard Benson si affacciava dal finestrino ed urlava delle profanità facendo spaventare chiunque incrociassero, incluso un gruppo di persone al gazebo di propaganda elettorale del PD che scapparono vedendosi piombare addosso il van guidato da Beppe Grillo con un sottofondo di spari di pistola ed urla assortite:

    "I COBBOLDI, LE OSSA DER NEMICOOO, FABBRIZZIOOOOOOO!!!1!uno!!1"
    Io nel mentre avevo appena accostato a lato del marciapiede sotto casa di Lisa, quando la vidi varcare l'uscio della sua abitazione e dirigersi verso di me dopo avermi calorosamente salutato agitando il braccio.

    Non l'avevo mai vista così elegante da quando la conoscevo, aveva un vestito lungo ed un ciondolo al collo, un cuore d'argento, in mano l'immancabile pochette coordinata dove riporre l'infinità di oggetti che le donne si portano appresso.

    Avvertii una sensazione molto piacevole e nuova allo stesso tempo vedendola avvicinarsi alla mia auto, fu come se per un certo verso il matrimonio al quale stavamo per partecipare fosse l'occasione per festeggiare anche il nostro amore, mi sentii quasi come se la conoscessi da anni ed ebbi proprio l'impressione che sarebbe stata affianco a me per ancora moltissimi anni a venire, forse per tutta la vita.

    Il viaggio verso la villa di Arcore sarebbe stato breve, per un istante desiderai che durasse molto di più, era tutto troppo perfetto e lei era così bella che appena potevo staccavo gli occhi dalla strada solo per guardarla e mangiarla con gli occhi.

    Alla fine, come per tutti i viaggi si arriva poi a destinazione.

    Posteggiai l'auto in una zona che era stata ricavata appositamente per gli ospiti più importanti - ero un VIP - in uno spazio affianco alla villa.

    Mi venne un attimo di panico perchè mi ricordai che non avevo nessun regalo di nozze, anche Lisa aveva partecipato con me e lo zio Giovanni Rana™, quindi sperai che all'ingresso nessuno del personale ci chiedesse di consegnare i doni facendoci fare una figura magra davanti a tutto il resto delle persone.

    Notai subito degli ospiti illustri, tra facce note, quelle già viste in precedenza e anche molte nuove.

    Fui calorosamente salutato dal senatore Antonio Razzi, che era in compagnia del premier Siriano Bashar Al-Assad.



    Consegnammo gli inviti al personale all'ingresso ed entrammo nella villa, che per l'occasione era stata decorata con un tappeto rosso che la percorreva per tutta la sua lunghezza, dall'ingresso principale fino al varco sul giardino esterno, il luogo dove si sarebbe svolta la cerimonia.

    Arrivò subito un cameriere del servizio catering a servirci due calici di prosecco e delle tartine di benvenuto, spiegandoci che tutte le consumazioni sarebbero poi state in stile open bar.

    "Senti ma...io ti ho già visto, possibile?" disse Lisa afferrando una tartina al salmone
    Ora che lo guardavo bene, anche a me sembrava un volto noto.

    "Ma si! Tu sei Ciccio, il bambino della sitcom Un medico in famiglia! Cosa ci fai a lavorare qui?"
    Ciccio espresse uno strano sollievo nel sentire quelle parole.

    "Si sono io, finalmente qualcuno se n'è accorto"
    Per quanto visceralmente odiassi quel personaggio, dal vivo vedere l'attore in carne ed ossa mi suscitò più che altro una punta di nostalgia. Sarà.

    "Da quando ho iniziato a lavorare ho sempre fatto la parte del bambino tutto casa e chiesa e la gente anche adesso che ho quasi 30 anni mi considera e mi tratta sempre come un moccioso, e non solo perchè ho effettivamente quell'aspetto...in pratica ho trovato impiego qui solo perchè mi sono spacciato per un ragazzino e mi hanno preso in nero. Praticamente mi pagano meno del minimo sindacale..."
    Una lacrima scese lungo la guancia di Ciccio che, malinconicamente, guardava verso terra sconsolato mentre noi ci allontanavamo per sfuggire dall'imbarazzo generale visto che non sapevamo cosa dire.

    Alle mie spalle arrivò un uomo dall'aria distinta, probabilmente era uno dei membri del personale della residenza, che si rivolse a me dopo avermi chiamato Signorino Rana™.

    "Ho un messaggio per Lei" disse
    Si schiarì la voce.

    "Lo sai chi ti saluta?"
    Mi arrivò un coppino sul collo.

    "STOCAZZO!" urlò lo zio Giovanni Rana™
    Finalmente era arrivato, lui ed il suo gruppetto di squilibrati famosi.

    Gerry Scotti fu il primo a notare Lisa.

    "Hey Roberto, ma non ci presenti la bernarda qui? E' la tua famosa ragazza?" lo disse dopo aver fatto un tiro dalla sua sigaretta elettronica
    Avvertii un brivido lungo la schiena e guardai negli occhi Lisa, che come sempre manteneva la calma e la compostezza.

    "S-si, lei è Li..."
    Neanche finii con le presentazioni che lo zio Giovanni Rana™ mi prese per un braccio e mi trascinò via.

    "Te lo porto via un attimo, ti lasciamo in compagnia dei ragazzi così vi potete presentare e bere qualcosa mentre sbrighiamo una faccenda"
    Entrammo in un salone nella parte centrale della villa, molto grande ed elegante, che in pratica era la sala dove avremmo poi pranzato.

    Al centro c'era una grande cassa di legno.

    Lo zio voleva che lo aiutassi ad aprirla, perchè lì dentro c'era il regalo di nozze per Il Presidente™ e voleva consegnarglielo di persona lontano dalla folla, così che potesse apprezzare meglio e con calma.

    "Ok, schioda le assi di la che io faccio da questa parte" mi disse
    Tolsi tutti i chiodi e aprimmo la parte superiore della cassa.

    Mentre tiravamo via i pannelli laterali restai senza parole.

    "Non te lo aspettavi, vero?" chiese lo zio Giovanni Rana™
    Ero sbalordito.

    "No, davvero...questo è ancora più prestigioso"
    Sentimmo dei rumori alle nostre spalle, dei passi rimbombavano e facevano eco in tutta la sala facendo spola dai muri al pavimento in marmo.

    Era Il Presidente™, attirato nella sala con un inganno.

    "GIURO CHE SE AVETE TAGLIATO MALE LA BAMBA GRAN RISERVA CADRANNO DELLE TESTE, E NON SCHERZO" disse scocciato
    Si fermò e cambiò espressione di colpo. Il regalo sortì l'effetto sperato.


    "OH CAZZO NON CE LA FACCIO"
    Il Presidente™ era felice come un bambino.

    "SORPRESA!"
    Di colpo saltarono fuori tutti gli amici più cari del gruppo, c'era anche Lisa con loro.

    Il Presidente™ scoppiò in lacrime e ci abbracciò tutti, gli avevamo portato un pezzo prestigiosissimo.

    La salma di Mike Bongiorno in confronto era stato un gioco da ragazzi averla, perchè essendo circolante sul mercato nero era bastato comprarla, ma qui trattandosi invece di un cadavere legit si è dovuta mettere in moto la macchina della delinquenza e del profano.

    "Oddio ma vedo adesso che anche il Mike Bongiorno è stato migliorato, ora ha gli occhi!"
    Beppe Grillo sorrise e rispose in modalità full weaboo.

    "Già, lo abbiamo portato da uno specialista che gli ha craftato gli occhi su misura e gli abbiamo anche fatto installare tutte le migliorie del Sight & Tactical Enhancements DLC, così potrai cambiargli i pezzi a piacimento con tutti quelli compatibili. In pratica lo abbiamo patchato all'ultima release"
    Lo zio Giovanni Rana™ approvava, non avrebbe saputo usare termini migliori per descrivere la cosa.

    "Come avete fatto a prenderlo?" chiese Il Presidente™
    Il Presidente Putin® si avvicinò per rispondere.

    "Ti risparmio i dettagli del lavoro, non è stato facile e abbiamo anche avuto la DIGOS sulle nostre tracce...ma questo inconveniente è stato risolto facilmente e con grande piacere, puoi godertelo in pace.

    Per loro è come se fosse già sparito chissà dove nel mondo: irrecuperabile"

    "Venendo qui in autostrada qualcuno di noi *ride* ha fatto una soffiata alla polizia e subito dopo si è dimenticato di una persona specifica mentre era nel bagno dell'autogrill, cosa che ha finito per farla arrestare facendole ricadere addosso tutte le accuse per il furto ed il commercio illegale della salma sparita"

    "...e questo spiega perchè Enzo Iacchetti non è qui con noi oggi, sto ritardato coglione ladro di salme"
    Nessuno si mostrò dispiaciuto, giustamente.

    Ci ricomponemmo e tornammo nel giardino della villa ad ingannare il tempo prima della cerimonia, era questione di un'oretta al massimo.

    Gli ospiti continuavano ad arrivare, c'era proprio una bella atmosfera, e tutti quanti sembravano felici ed a loro agio.

    Io e Lisa facevamo quello che facevano le varie coppie: parlare con le altre coppie.

    In due era tutto più facile e la gente veniva da noi spontaneamente, senza disagio o autismo vario, ma quello che al momento ci premeva di più era andare al bar a farci fare un paio di cocktail, cercando di ricordarsi il nome di quelli - ottimi - che avevamo bevuto nel locale de Il Presidente™ quella magica sera di diverse settimane addietro.

    A pochi metri da noi lo zio Giovanni Rana™ ed i suoi amici erano già pesantemente alticci e si prodigavano in un gioco.

    "Ok regà allora questo è il /pol/ drinking game, capito? Ogni volta che sentirete qualcuno degli ospiti dire qualcosa che è stata causata da o per colpa degli ebrei deve chiamare e a quel punto tutti berremo uno shot di Samb-"
    "Di Sambuca, signor Rana™?" interruppe Lisa come al solito
    "Eh no, Principessa, questa è diversa: è Sambamba. Ha l'aggiunta"
    Quasi dejà vu.

    Incuriosito, decisi di osservarli.

    Si misero ad origliare le conversazioni altrui ed a spiare la gente vicino a loro.

    I primi furono due ragazzi al bancone del bar.

    "Sabato scorso sono andato in quel locale che mi hai consigliato, come si chiamava...Chiringuito, o qualcosa del genere"
    "Comunque sono dei merdosi, siamo andati ad ordinare dei cocktail con gli scontrini già fatti e quando ho chiesto un Jack & Cola il barman mi ha guardato male e mi ha detto che per l'aggiunta del Jack avrei dovuto pagare 2€ in più mentre gli altri hanno preso i loro cocktail normali tutti ghiaccio e poco alcol per la cifra già pagata...e niente alla fine glieli ho anche dati..." disse uno dei due
    Lo zio si attivò.

    >asking extra money after already having paid
    >asking 2€ in nero
    >being jewed this hard

    "BAM!"
    Il primo shot era andato. Gerry Scotty aveva sniffato l'alcolico direttamente dal bicchiere.

    La caccia andava avanti, questa volta toccava ad un paio di coppie di mezza età.

    "Lascia perdere che questa settimana sono piena d'impegni...tra riunioni ed il trasloco a casa non so quando avremo un buco per quella cena"
    "Hmm, probabilmente domenica prossima siamo liberi visto che non andiamo più da mia suocera. Che giorno del mese sarà esattamente?" chiese una delle due donne
    "Domenica 11 settembre, cara"


    Beppe Grillo saltò in piedi sul tavolo ed indicò quelle persone.

    "AYY LMAO" urlò a pieni polmoni
    E giù il secondo shot.

    Questo gioco era veramente accattivante, mi resi conto che avevo davvero tante cose da imparare da mio zio ed i suoi amici.

    Il garante del M5S non era l'unico ad urlare, perchè proprio a due passi da me c'era Richard Benson che si stupì della pietanza che aveva nel piatto, presa al banchetto dell'aperitivo.

    "UN POLLOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!"
    In men che non si dica era già passata un'ora ed era il tempo della cerimonia.

    Fu una cosa inaspettatamente rapida, come poi ci spiegò Il Presidente™ decisero di fare così perchè entrambi i consorti erano già abituati al rituale avendo già avuto precedenti matrimoni alle spalle. Severo ma giusto.

    Ci alzammo tutti in piedi, rivolti in direzione dell'antenna di Mediaset, ed ascoltammo il giuramento della coppia mentre guardavo la statua di ghiaccio che raffigurava a scala realistica Il Presidente™ sciogliersi e gocciolare via come il tempo dalle nostre vite.

    Alla pronuncia del "Si" ci fu un boato e dopo essersi scambiati le fedi nuziali, il Signore e la Signora Il Presidente™ corsero verso la folla per il consueto lancio del riso.

    Partì la musica ed iniziò la festa ed i balli, in attesa di avviarci verso il gran pranzo.



    Quella che seguì fu una giornata memorabile.

    Lisa ed io, oramai inevitabilmente alterati da tutto il bere, iniziammo a disturbare le foto ricordo dei vari fotografi inserendo Mike Bongiorno e Raimondo Vianello a caso.



    La giornata stava giungendo al termine, ma c'era ancora tempo per un ultimo momento di raccolta attorno agli sposi.

    Questa volta Il Presidente™ decise di soddisfare la richiesta di uno degli ospiti e perciò iniziò a raccontare di come conobbe sua moglie Francesca.

    "E' una storia che risale alla mia giovinezza, hehe, bei tempi spensierati quando non ero ancora asceso al livello di bomber"

    "Ero un giovane adulto, avrò avuto 18 o 19 anni circa, ricordo che ero stato invitato a festeggiare il capodanno nello chalet di montagna di proprietà della famiglia di questa ragazza che avevo conosciuto all'epoca e di fatti ci andai facendomi accompagnare da un mio caro amico che aveva l'automobile"

    "Questa persona assieme a me era un ragazzo timidissimo molto impacciato con le donne, assolutamente insicuro di sè per qualche motivo, andava nel panico spesso e ogni tanto gli capitava di perdere il controllo...io ero la sua guida, quello forte tra i due. Oltretutto era anche vergine all'epoca e quella sera dovevo farlo scopare"

    "Insomma andammo a questa festa e partecipammo al cenone, mi ricordo una scorpacciata di pizzoccheri e fiumi di grappa al mirtillo, e come tutte le feste in montagna che si rispettino appena si può si esce a giocare a palle di neve e si va sullo slittino, cose che in effetti avevamo fatto"

    "Il mio amico dopo circa mezzora fuori al freddo, brillo, a giocare e a sudare iniziò a sentire un po' di fastidio allo stomaco, così disse, e rientrò in casa mentre io avevo abbordato una ragazza fresca fresca che da li a breve mi sarei voluto chiavare con tutta l'anima da giovane pervertito traboccante di testosterone"

    "Ritornati nello chalet vidi il mio compare seduto da solo sul divano, tristezza infinita, intento ad evitare ogni contatto umano. Era sudato e mi guardava preoccupato"

    "Gli chiesi cosa succedesse e lui mi rispose che non si sentiva bene e se potevo accompagnarlo a casa"

    "Il problema era che mancavano giusto 6 minuti alla mezzanotte ed io ero mezzo fuori ed arrapato, senza contare che non potevamo andarcene proprio sul più bello"

    "Alle mie rimostranze il mini bomber iniziò ad agitarsi tantissimo e ad andare in modalità full autismo come suo solito, io poi ammetto di aver fatto finta di niente sperando che la cosa si risolvesse da sola...non avevo voglia di andarmene via, che cazzo"

    "Qualcuno urlò che mancavano 30 secondi ed il mio amico mi guardò preoccupatissimo, gli si poteva vedere tutto il volto sudato con tanto di gocce che scendevano velocemente lungo le mascelle e poi giù sul collo."

    " << P-Presidente... >> mi chiamava"

    "Nel frattempo iniziava il conto alla rovescia, sentivamo la padrona di casa iniziare a scandire i secondi mancanti alla mezzanotte"

    "DIECI, NOVE, OTTO, SETTE, SEI..."

    " << P-PRESIDENTE, AIUTAMI! AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH >> "

    "TRE, DUE, UNO. Silenzio"

    "Si potè sentire solo il rumore di una bottigia di spumante rompere il silenzio assoluto mentre tutti guardavamo con orrore e shock il mio amico"

    "Una pozza di merda semi liquida si era appena adagiata sul tappeto sotto ai nostri piedi, un flusso di materia fecale dalla consistenza simile al fango torbido continuava a fluire con lentezza ed una certa decisione dalla gamba destra dei pantaloni del mio amico, mentre questo piangeva disperato lasciandosi sfuggire qua e la dei gemiti liberatori"

    "Una scorreggia bagnata, rapida e tagliente, sancì la fine del movimento intestinale del ragazzo"

    " << MI HAI CAGATO SUL TAPPETO! PORCA PUTTANA QUESTO STRONZO MI HA CAGATO SUL TAPPETO, CRISTO MI VIENE DA VOMITARE! QUESTO COGLIONE E' VENUTO QUI E HA CAGATO SUL PAVIMENTO DI CASA MIA PORCA DI QUELLA TROIA ORA LO AMMAZZO CON LE MIE MANI >>"

    "Il cagone molesto singhiozzava ed ingoiava lacrime tremando come una foglia"

    "Senza dire una singola parola che fosse una, lo presi per un braccio e lo portai fuori tra il silenzio di tomba generale ed il suo pianto in sottofondo. Gli dicevo di smetterla ma lui non ce la faceva, era veramente a pezzi"

    "Gli chiesi di ricomporsi e di salire in auto che ce ne saremmo andati, e lui in tutta risposta si mise al volante ma ogni volta che tentava di premere i pedali della merda usciva dalle gambe dei suoi pantaloni andando ad impiastrarsi sulla moquette ed i pedali dell'auto, talmente era zuppo e ripieno di merda sotto ai vestiti"

    "Ricordo distintamente che mi venne da vomitare e sboccai sul sedile del passeggero, fu veramente una scena meschina"

    "Insomma alla fine il ragazzo si tolse pantaloni e mutande ed usò il maglione come carta igienica per ripulirsi da tutta la merda che ancora non gli si era seccata addosso dopodichè gettò tutti i vestiti sporchi a terra e si sdraiò sul divano posteriore per poi crollare addormentato a furia di piangere"

    "Non so come feci (hehehe feci) ma alla fine riuscii a portarci a casa vomitando ancora una volta nell'auto a causa dei vari odori e dello scagazzo sui pedali, che oltretutto mi faceva scivolare il piede quando premevo la frizione"

    "Fu allora che suonando il campanello di casa mi aprì questa bellissima ragazza: Francesca, la sorella del malcapitato"

    "Le raccontai cos'era successo e lei per ringraziarmi si offrì di uscire a cena con me per la gentilezza mostrata nei confronti del fratello, poi una cosa tirò l'altra e ci fidanzammo per qualche mese prima di perderci di vista per molti anni...beh, oggi siamo marito e moglie. Strana la vita vero?"

    "Comunque sia tutto è andato nel migliore dei modi, inoltre il mio amico ha risolto i suoi problemi di ansia ed ha avuto una brillante carriera" concluse Il Presidente™
    Dalla folla di persone attorno emerse l'uomo, l'amico della storia, che prese parola.

    "E' vero! Inoltre il mio rapporto con le feci è drasticamente migliorato"
    Che bella storia...inoltre devo dire che mi era sempre stato molto simpatico Gianni Morandi.

    Mi girai per chiedere cosa ne pensasse Lisa della storia ma non la vidi. Che strano.

    Iniziai a cercarla chiedendo ai presenti se l'avessero vista, continuai così fino a che non venni indirizzato al lago nella parte estrema del parco della villa.

    Il sole stava tramontando, il cielo rosso fuoco, e lei era li in piedi sulla spiaggia con i piedi nell'acqua e le scarpe in mano.

    Mi avvicinai facendo una fatica immensa.

    Sentivo i miei passi pesanti, mi muovevo quasi a rallentatore, ed immaginai che avevo proprio alzato il gomito quel giorno. Lei invece sembrava così sobria e leggera.

    La chiamavo ma non mi rispondeva, nè mi guardava.

    Alla fine riuscii ad arrivare dietro di lei senza inciampare nei sassi a terra.

    Purtroppo ancora una volta mi prese quella brutta sensazione allo stomaco, il vuoto, il malessere, sentii il mio cuore diventare pesante e battere sempre più forte, la vista mi si annebbiava ed ebbi delle allucinazioni visive per pochi secondi, ma passò rapidamente.

    "Lisa?"
    Lisa si girò e mi guardò, sorridendo.

    "Lisa che stai facendo? Sei ubriaca? Non sei stanca e vuoi andare a casa? Voglio coccolarti tutta la sera"
    Lisa continuò a sorridere.

    "LISA, NO TI PREGO"
    Tremai e sudai freddo. Avevo paura.

    Feci uno scatto verso di lei, fluido e deciso, allungando le mani per afferrarla e stringerla tra le mie braccia.



    Il suo volto era sempre più vicino a me man mano mi avvicinavo, ma quando la strinsi lei...non c'era più.

    Caddi nell'acqua.


    ...BIP...BIP...BIP...


    .


    [FINALE PARTE 1]

  5. #20
    Fag1olo
    Ospite
    .


    ......BIP......BIP......BIP......


    Cara mamma, caro papà,

    Non sto bene.

    Sono passati cinque anni da quando la mia vita ha iniziato a perdere senso, da quando giorno dopo giorno ho perso la speranza e la fiducia nel prossimo e tutto quello in cui ho creduto ha iniziato a disintegrarsi lentamente rivelando il nulla dietro la maschera di illusioni.

    Avrei voluto dirvi così tante cose, se solo fossi riuscito a parlare...il dolore mi ha fatto tenere tutto dentro, non sono riuscito a comunicare il mio malessere.

    Ad ogni modo vorrei dirvi di non preoccuparvi per me, la decisione di fare quello che ho fatto è stata presa in modo lucido dopo aver finalmente realizzato che per me in questo mondo non c'è più niente e nessuno per cui valga la pena alzarsi la mattina e soffrire pene oramai per me insopportabili.

    Una volta era tutto diverso, le stesse cose che prima mi appassionavano, mi davano forza e propositi per il futuro ora mi ricordano dei miei fallimenti personali e mi lasciano l'amaro nel cuore, mi hanno avvelenato l'anima.

    Mi spiace darvi l'addio in questo modo ma sono sicuro che capirete che questa era per me l'unica soluzione, l'unica via d'uscita da un mondo che non mi ha mai compreso o che forse non ho saputo capire...

    Non dispiacetevi troppo, ora potrei aver trovato la pace oppure una seconda chance, chissà.

    Vi voglio bene.


    Luca
    L'incessante suono del macchinario che scandiva il ritmo dei battici cardiaci e gestiva la ventilazione meccanica era diventato un triste sottofondo per i visitatori che frequentavano il reparto rianimazione dell'ospedale. Nessuno ci faceva caso, era un suono che il cervello dei presenti aveva automaticamente imparato ad ignorare essendosi abituato.

    Due persone, un uomo ed una donna di mezza età, fissavano un letto.

    Sdraiato lì sopra, attaccato a tubi e cavi, c'era loro figlio Luca.

    "Dottore, quali novità ci sono?" chiese la donna
    .....BIP.....BIP.....BIP.....

    "Purtroppo c'è una grande novità, di quelle che non vorrei comunicare mai in questi casi"

    "Vostro figlio ha contratto la polmonite, purtroppo non è un'evenienza così rara per chi è in coma da diversi anni" rispose il medico di turno
    "Lui...lui sentirà dolore? Soffrirà?" chiese questa volta il padre
    "No, non sentirà niente in qualsiasi caso, se dovesse poi accadere il peggio saremo pronti per dargli una morte serena e completamente indolore"
    Chissà quante volte solo quel giorno stesso il medico aveva detto la stessa frase ad altri familiari di persone ricoverate in quel posto.

    I genitori non dissero nulla, evidentemente erano già stati preparati all'evenienza.

    "Sapete, da quando Luca è in coma ha sempre manifestato una grande attività cerebrale...molto più degli altri pazienti, è molto probabile che stia facendo dei sogni molto intensi nella sua testa, dei viaggi direi visto che oltre il ritmo sonno e veglia attorno a lui c'è solo la sua mente e solo quella può vedere"
    "Il paziente comatoso può essere in grado di sentire le nostre voci, sentire i nostri discorsi ed in un certo modo reagire agli stimoli, il problema è che tra lui e la sua mente c'è un filtro che elabora tutte le sensazioni, le voci e quello che succede attorno a lui trasformandolo in immagini e percezioni che solo lui conosce, senza riuscire però a comunicare finchè non si sarà svegliato"

    "Probabilmente sta ascoltando questo nostro dialogo, e forse sarebbe il caso che, se volete, comunicaste con lui...la vostra voce lo farà calmare e gli farà visualizzare delle belle immagini. Vi lascio soli, se avete bisogno fatemi pure chiamare" disse il dottore avviandosi a proseguire il giro delle visite.
    ....BIP....BIP....BIP....

    Chissà cosa si prova a guardare impotenti il proprio figlio più morto che vivo, chissà cosa si prova nel sapere di non essere riusciti a vedere la propria creatura realizzarsi e vivere felice, anche se non si ha nessuna colpa e si è fatto tutto il possibile perchè cio accadesse.

    Forse è uno di quei momenti in cui bisogna attaccarsi alle proprie credenze, quando si mette a prova la fede, quando ci si può solo augurare che non sia finita qui e che ci sia ancora qualcosa dopo, una redenzione o semplicemente un nuovo inizio che non renda tutta quella sofferenza vana.

    La porta della stanza si aprì ed entrarono due persone.

    "Ah...buongiorno...aspettiamo fuori, vi lasciamo da soli fino a quando non avete finito" disse una voce familiare
    "No Lisa, resta pure qui, non c'è problema"
    "Lui è...l'hai trovato?" disse la madre
    "Si, lui è Francesco"
    ...BIP...BIP...BIP...

    Due fantasmi erano stati riuniti. Ora in tutto nella stanza ce n'erano tre.

    Francesco spiegò la sua storia ai genitori di Luca, spiegò di come un suo problema personale lo aveva fatto scappare in modo molto brusco dai suoi amici, impedendogli di proferire parola e di salutarli tanta era la vergogna per il suo fallimento personale.

    Il padre lo aveva minacciato di tagliargli i fondi e le spese per l'università, in caso di ulteriore fallimento di un certo numero di esami, cosa che purtroppo accadde e che gettò il ragazzo nello sconforto e gli diede l'impulso di tagliare via di netto il suo recente passato piuttosto che dover spiegare l'amara realtà ai suoi amici.

    Ognuno ha i suoi demoni, ma mai il ragazzo si sarebbe potuto immaginare che indirettamente le sue azioni avrebbero fatto così male al suo ex amico.

    Ci fu un attimo di silenzio durante il quale tutti furono assorti nei propri pensieri.

    Forse giunsero tutti alla conclusione a cui Luca era arrivato ben prima di loro, probabilmente capirono che la natura umana è essenzialmente corrotta e magari iniziarono anche a poter sentire con mano il dispiacere che l'egoismo di una persona aveva instillato nel cuore di un'altra ad esso cara.

    Sicuramente non c'era volontà di fare male e ferire, ma come si sa ad ogni azione corrisponde una reazione.

    La scomparsa repentina di Francesco aveva dato il colpo di grazia a Luca, che non solo si era convinto che riporre fiducia nel prossimo era inutile e dannoso, peggio, oltre a ciò anni di amicizia e momenti condivisi potevano scomparire in una frazione molto piccola di tutti quegli attimi messi assieme.

    "E tu Lisa, perchè anche tu sei andata via dalla sua vita?" chiese Francesco riuscendo a malapena a nascondere il suo stupore dopo aver appreso quella storia
    ..BIP..BIP..BIP..

    "Perchè...perchè anche io sono stata egoista" rispose la ragazza lasciandosi sfuggire una lacrima
    Lisa chiese di poter restare sola con il suo amico e venne accontentata.

    Dalla borsetta tirò fuori un piccolo altoparlante bluetooth, di quelli che si usano per ascoltare la musica senza fili, e la appoggiò sul comodino affianco a Luca.

    "Te la ricordi questa canzone, vero?" disse al corpo addormentato


    "Era la tua preferita...ti ricordi quante versioni live avevi scaricato sul tuo pc? Quante volte me l'hai fatta sentire...con le cuffie, in macchina, dallo stereo, probabilmente l'ho anche odiata per un periodo"
    Gli occhi di Luca si aprirono e si mossero.

    Lisa non ci fece caso, non era la prima volta che accadeva e non era segno di un risveglio imminente, purtroppo.

    "Ti ricordi che la suonavi sempre con la tua chitarra e che volevi insegnare anche a me a suonare quello strumento così che potessi strimpellare pure io facendo la parte di accompagnamento?"
    << Vero, ricordo bene...da quando ho iniziato ad imparare ad usare la chitarra il mio desiderio era sempre stato quello di suonare quella canzone alla ragazza che avrei amato, di farle una sorta di piccolo concerto, volevo condividere quella canzone e tutte le sensazioni che mi provocava. Non ci sono mai riuscito >>
    "Non mi sarei mai aspettata che finisse in questo modo, anche se ci siamo persi di vista giuro che era l'ultima cosa che desideravo quella di venire a saperti in coma ed essere qui al tuo capezzale a spiegarti le mie ragioni...giuro non lo volevo, davvero"
    << Eppure sei scappata comunque quando ne hai avuto la possibilità, prima hai costruito un rapporto con me, sei diventata la mia unica amica, ti ho voluto tanto bene, ti ho confidato tutte le mie paure e sogni, sapevi della mia condizione, della mia depressione e del fatto che già anni fa la mia vita andava in discesa...ma questo non ti ha fermata dal seguire ciecamente il tuo sogno >>
    "Se solo potessi sentirmi..."
    << Ah, io ti sento eccome >>


    Dopo aver costruito un solido rapporto di amicizia con Luca, negli anni dell'università, Lisa era passata dall'essere il centro della vita del suo amico a nulla più che un ricordo.

    Laureatasi aveva mandato all'aria tutti i progetti architettati con il suo amico per seguire il suo personalissimo fantasma, il suo vecchio amore terminato in modo brusco con tante incomprensioni e questioni irrisolte.

    Andò a cercare fortuna cambiando vita e città gettandosi tra le braccia della sua ex fiamma, lasciandosi anni di amicizie ed esperienze alle spalle come se nulla fosse e senza prendersi del tempo per capire se stesse facendo qualcosa di sensato.

    Luca ci restò così male che troncò di netto i rapporti con lei - quasi allo stesso modo che fece Francesco con loro due - anche se i due non avevano litigato e si isolò definitivamente nella sua prigione domestica.

    << Lo vedi Lisa? Siamo tutti egoisti, fondamentalmente cerchiamo solo il nostro benessere e spesso non ci rendiamo conto di causare del male ai nostri cari >>

    << Eravamo davvero amici? Tenevi a me allo stesso modo mio? Me lo sono sempre chiesto e non ho mai trovato risposta, solo dolore >>
    Luca aveva conosciuto la depressione fin dalla giovane età quando ebbe i primi problemi a capire perchè la gente attorno a lui si uniformava e seguiva delle strane mode, arrivando perfino ad isolare o a trattare in modo diverso chi non la pensava il gruppo.

    L'annientamento della personalità, il bisogno di competere non essendo sè stessi ma interpretando una parte prestabilita al meglio e attenendosi espressamente al copione che qualcun altro aveva scritto.

    La conseguente perdita di fiducia e difficoltà a relazionarsi con il prossimo avevano fatto il resto, creando una persona estremamente chiusa e diffidente, in cerca solo di qualche amico sincero e di qualcuno da amare restando puntualmente deluso nello scoprire ad ogni tornata la solita realtà: è tutta finzione.

    Era stato sfortunato ogni volta? Aveva ragione? Non importa.

    Il mondo attorno a lui procedeva allo stesso modo delle relazioni che tanto odiava: sui binari.

    Informazione controllata, pensiero unilaterale, impossibilità di rivalutare il passato, tutto secondo lui andava a sopprimere il suo tanto amato concetto di individualità.

    Alla fine realizzò semplicemente che non voleva più vivere in un mondo del genere, non c'era davvero posto per lui.

    Tutto quello che chiedeva al mondo e alle persone era solo di essere sinceri e di considerare i suoi sentimenti, lo pretendeva come se ne avesse avuto il diritto.

    << Vedi, Lisa, una volta ti avevo detto fantasticando che semmai avessi sentito il bisogno suicidarmi non essendo un credente avrei desiderato che il mio cervello venisse estratto dal mio corpo e collegato ad una macchina che avesse potuto farmi vivere DENTRO me stesso, in un lungo sogno lucido >>

    << Fantascienza vero? A me è sempre piaciuto immaginarmi le cose più malate, eppure oggi mi sa che ci sono riuscito, non come mi immaginavo ma ce l'ho fatta a realizzare questa cosa >>
    In tutti questi anni spesi in coma, Luca era riuscito in a ringiovanire di dieci anni e aveva compiuto il miracolo: si era creato una seconda occasione.

    Con la forza di volonta era resuscitato dopo il tentativo di suicidio fallito ed era tornato proprio dove era iniziato tutto, pronto per rivivere la vita da padrone potendo scegliere quale direzione avrebbe preso.

    Non più una vita da studente universitario solitario, svogliata e senza le esperienze che i ragazzi della sua età normalmente facevano...a questo giro i voti e gli esami scorrevano via rapidi senza problemi, seppure pochi aveva comunque buoni amici e anche una ragazza.

    Qualcosa che lo collegava alla sua vera personalità riusciva comunque a sfuggire ed infiltrarsi nel suo mondo fittizio, ma erano cose di poco conto in confronto a tutta la felicità che provava.

    Le persone, gli avvenimenti storici e tutto il resto che la sua mente creava erano l'interpretazione di fatti e luoghi realmente visti e accaduti più tutte le informazioni che percepiva durante il periodo di coma. Le voci dei medici e delle infermiere, i dialoghi di chi lo andava a trovare, la radio, la tv che la sera faceva eco in corridoio dalla saletta delle infermiere...tutti tasselli di un puzzle costruito nei confini di una mente addormentata ma mai così viva.

    E così Luca era diventato Roberto, il suo alter ego.

    Ogni tanto Luca faceva capolino nella "vita" di Roberto, facendo riaffiorare il malessere ed i ricordi della vita realmente vissuta.

    Gli ricordava che in realtà lui l'università la aveva già finita e stava anche già lavorando, faceva ben altro che quello che gli avevano fatto immaginare avesse fatto quando era uno studente, non c'erano i contratti a tempo indeterminato e la carriera da project manager che aveva sognato, no, c'erano gli stage sottopagati e quel lavoro ripetitivo che lo gli aveva tolto la voglia di vivere...per 8 ore al giorno era una macchina, non era più un uomo, e lui lo odiava con tutto il cuore.

    Ogni tanto tornava a ricordargli che Lisa non era davvero li con lui e che i momenti felici che stava vivendo non avrebbero mai potuto essere perfetti come lui desiderava, perchè in fondo era solo finzione generata dal suo inconscio.

    I soldi, il potere che indirettamente esercitava, il rapporto quasi fraterno con il suo parente, erano lo specchio dei suoi problemi interiori che affioravano in modo perverso, traducendosi in manifestazioni positive di qualcosa che per lui rappresentava un problema e non poteva controllare.

    .BIP.BIP.BIP.

    << Non ho proprio idea del perchè tu sia qui davanti a me sulla riva di questo lago...fino a poco fa eri sparita e ti stavo cercando, però adesso che sei qui con me mi sento più forte >>
    Nella stanza entrarono anche i suoi genitori assieme a Francesco.

    << Sto percependo qualcosa di bello...guarda com'è cambiato il cielo, è stellato e siamo completamente illuminati dalla luna, non avevo mai visto così tanta luce di notte in vita mia >>
    "Ciao Luca" disse Lisa nella stanza, e così con lei fecero tutti gli altri
    Il tempo delle visite era terminato.

    << Mamma...Papà...siete tornati dal viaggio di lavoro? Siete stati invitati pure voi al matrimonio? Non vi avevo visto >>
    Non risposero, stavano solo li a sorridere.

    << Vi voglio bene, mi siete mancati >>
    C'era anche Francesco li con loro, era sereno ed era stato perdonato da Luca, che aveva già sentito tutta la confessione.

    Nel mondo reale quelle persone avevano già lasciato il reparto ed erano sulla loro strada, ma nella mente di Luca erano rimaste lì ancora per qualche istante prima di scomparire per chissà quale motivo ad hoc avesse creato il suo subconscio.

    << Uh, che freddo...è il caso che ritorni a casa, lo zio mi starà aspettando >>


    BIPBIPBIP


    Luca chiuse gli occhi e si addormentò, aveva capito che è inutile cercare spiegazioni a tutto e che alle volte nella vita bisogna solo smettere di pensare.

    Si aprì di nuovo la porta della stanza ed entrò un medico, uno diverso dal precedente, e si rese conto immediatamente che c'era qualcosa che non andava: il battito cardiaco di Luca era molto accelerato ed il respiro era diventato molto faticoso.

    Suonò l'allarme e chiamò a raccolta l'infermiera con i vari macchinari e strumenti per affrontare l'emergenza.

    "RESTA CON NOI, VOGLIO VEDERTI SVEGLIARE E USCIRE DI QUI!" urlò il medico
    Dopo qualche manovra ed un'iniezione l'allarme rientrò.

    "Non è ancora il tuo momento, ti tocca rimanere qui ancora"
    << Intrappolato in un sogno dal quale non posso e non voglio svegliarmi >>
    Il medico e l'infermiera uscirono dalla stanza come se niente fosse accaduto, allenati com'erano a mantenere calma e distacco dai pazienti e dalle loro emozioni nei momenti critici.

    "Senta dottore...gliel'hanno mai detto che somiglia ad una persona famosa?" chiese l'infermiera
    "A chi?" rispose il medico
    "A Giovanni Rana" rispose la giovane infermiera ridendo
    "Solo da 5 anni. Da quando sono venuto a lavorare in questo reparto, me lo ripetono colleghi ed infermiere...chiunque"

    ......BIP......BIP......BIP......





    .


    [FINE]
    Ultima modifica di Fag1olo; 10-08-2018 alle 17:11:18

  6. #21
    Fag1olo
    Ospite
    Ecco, finito.

    Volete sapere la bella notizia? Anche questa storia, questo thread specifico, inclusa ogni immagine in esso contenuta sono stati rimossi dai risultati di ogni motore di ricerca...mi chiedo perchè.

    Forse tutto ciò è una metafora ironica della storia stessa, un messaggio destinato a restare confinato in un unico posto e ascoltato solo da chi vede fisicamente la discussione e decide di cliccarci sopra, senza che questa possa arrivare ai più per altre vie. Anche traverse.

    .

  7. #22
    Mr 4 cm L'avatar di titan2010
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    Ecco, finito.

    Volete sapere la bella notizia? Anche questa storia, questo thread specifico, inclusa ogni immagine in esso contenuta sono stati rimossi dai risultati di ogni motore di ricerca...mi chiedo perchè.

    Forse tutto ciò è una metafora ironica della storia stessa, un messaggio destinato a restare confinato in un unico posto e ascoltato solo da chi vede fisicamente la discussione e decide di cliccarci sopra, senza che questa possa arrivare ai più per altre vie. Anche traverse.

    .
    Wut? Sul serio? che roba strana

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  8. #23
    Tenshi Kara Buko di Kiull L'avatar di regulusirius 2.0
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    Citazione Fag1olo Visualizza Messaggio
    Ecco, finito.

    Volete sapere la bella notizia? Anche questa storia, questo thread specifico, inclusa ogni immagine in esso contenuta sono stati rimossi dai risultati di ogni motore di ricerca...mi chiedo perchè.

    Forse tutto ciò è una metafora ironica della storia stessa, un messaggio destinato a restare confinato in un unico posto e ascoltato solo da chi vede fisicamente la discussione e decide di cliccarci sopra, senza che questa possa arrivare ai più per altre vie. Anche traverse.

    .
    Cercando il titolo su Google mi trova il thread non quello su ign, però

  9. #24
    Fag1olo
    Ospite
    Citazione regulusirius 2.0 Visualizza Messaggio
    Cercando il titolo su Google mi trova il thread non quello su ign, però
    Ok giuro che fino a ieri non c'era, tant'è che neanche l'immagine principale nell'OP appariva più su google immagini (nè lo fa ora).

    EDIT = come non detto, sparito di nuovo.

    EDIT 2 = wew è ritornato
    Ultima modifica di Fag1olo; 12-08-2018 alle 13:19:59

  10. #25
    Utente
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    AHAHAHAHAHAHAHA, stupendo., grande

  11. #26
    Mi sembra interessantissima, la leggerò a settembre tutta d'un fiato.
    La pazzia dilagherà... un giorno...

  12. #27
    Mister Y L'avatar di Mister Y
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    Complimenti! Davvero, non ho altre parole, bravo.

  13. #28
    Fag1olo
    Ospite
    Citazione Lord Skop's Visualizza Messaggio
    Mi sembra interessantissima, la leggerò a settembre tutta d'un fiato.
    Skop's che legge le mie storie, come ai bei tempi.

    Citazione Mister Y Visualizza Messaggio
    Complimenti! Davvero, non ho altre parole, bravo.
    Citazione Giorgia Cusumano Visualizza Messaggio
    AHAHAHAHAHAHAHA, stupendo., grande
    Grazie!

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