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Visualizzazione risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Tre[racconto]

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  1. #1
    None
    Ospite

    Tre[racconto]

    Quello che vi pubblico è la prima parte del mio racconto che ho chiamato Tre se vi interessa e vi piace ditemelo:

    Erano le quattro del mattino,e la palude agli occhi umani era ormai una landa oscura tenebrosa,li' vicino le luci della città cercavano di rischiarirla,inutile l'oscurità era intatta perfetta,un assasino poteva nasconderci mille corpi che nessuno si accorgeva di nulla,ma io non voglio parlarvi di assasini,o di lupi mannari,o di vampiri streghe o folletti per carità......

    La humvee si era infangata ai margini della palude il macchinone nero risplendeva al quel poco chiaro di luna,dalla nera carrozeria della jeep,usci' un uomo scuro al giorno piu' scuro alla notte teneva una pila che scompariva nelle nere e gigantesche mani dell'omone,che fece tre passi avanti dalla portiera avvolto nel giubotto ancora piu' scuro di lui,tre passi e un piede messo male provocarono in lui un urto e uno sbalzo che lo ritrovò a faccia a terra tra fango o chissà che, imprecando.

    -PARTE 1:VENDETTA-

    CAPITOLO 1:UN NUOVO PEZZO DI STORIA.

    L'uomo nero si rialzò sputando pezzi di qualcosa che sperava fosse fango..ora aveva un motivo in piu' per rientrare velocemente a casa:una doccia.l'uomo con scatto deciso si precipitò al bagagliaio della sua macchina,chiavi in mano e molta fretta provocarono in lui nervosismo e varie paranoie portandolo a fare il suo primo passo falso,oltre a uscire di strada ovviamente,ma di ciò non ne era tanto sicuro,le chiavi si spezzarono nella serratura,non badò alle bestemmie ormai,doveva tornare sulla strada gli attendeva dieci chilometri di campagna e di sicuro nemmeno una pecora,"perfetto" sussurò tra i denti.

    John lee stava proseguendo sulla sua cabrio sulla statale obbiettivo:casa,per lui non era mai stato un problema la guida notturna,figurarsi ora quando il cielo è cosi chiaro e bello e la notte ancora piu' chiara cento chilometri,un'ora circa minuto piu' minuto minuto meno.

    nellala campagna,non passava neanche una foglia l'unico suono anzi gli unici suoni proveninti erano due diversi passi andatura che andavano ad incotrarsi,uno stava bestemmiando in modo poco ortodosso,l'altro,in cuor suo l'aveva molte decadi fa.....non se ne penti da quella bocca in pace con se stessa veniva fuori un motivetto sforzato ma orecchiabile."please allow me, to introduce myself,i am man of wealt and taste ,i am been around for long long years stolen many men soul and faith" continuava a ripetere quelle parole migliorando di volta in volta,il suono,era concentrato solo su di essa su di quella canzone.

    l'uomo nero Jason Lort, proseguiva sulla sua via mentre le ombre lo assalivano e la nebbia saliva,rovinando la serata splendida,tanto per cambiare ma aveva la senzazione che la serata non sarebbe,finita col suo arrivo su una autostrada.qualcosa pian piano cambiava.

    John guidava ora piu' lento attento,pian piano vidde la nebbia salirema cio non lo spaventava seguiva ritto la strada,tanto che poteva accaderli?per cosi' poca nebbia.il suo futuro lo immaginava già:moglie,casa e figli,già il futuro....oramai troppo prevedibile.

    La canzone migliorava di passo a passo,il suono si faceva piu' pulito,piu' dolce,molto piu, melodico il sentiero non lo preoccupava,nemmeno lo guardava cantava ad occhi chiusi proseguendo su di una,linea ritta e dritta,senza andarne fuori dai bordi sicuro di se..come lo era sempre stato.

    Jason lanciò un urlo,cercò di farsi sentire batendo pure i piedi,urlando a piu' non posso,sussurò un altra bestemmia,ora era piu' calmo,piu' sereno già come quel fuoco la avanti forse il sentiero era finito?

    john usci' dalla carrozzeria con graffi e contusioni,strisciando,provò ad alzarsi ma la gamba destra pareva bloccata,impreco' e si allontanò dalla propria macchina,che piano piano prendeva fuoco,si sedette ai bordi dell' autostrada chiuse la mano sinistra in un pugno ed alzò il pollice mentre l'altra si tamponava la ferita alla testa,in un male non invidiabile.

    L'incendio oramai era finito.miracolosamente,e Jason corse a percorse corrando a perdifiato il sentiero,e tra cadute nel fango e le solite imprecazioni,arrivo finalmente dove voleva,sull' autostrada dove vi trovò un uomo,sembrava morto....

    Sorrise diabolicamente, nel vedere l'incendio iniziare e finire, ora camminava con piu' calma,lentezza..tutto si stava aggiustando tutto andava come doveva andare,tutto rientrava nel destino,prosegui' in direzione dei sui nuovi due amici,canticchiando,canticchiando.

    Jason diede degli scossoni all' uomo davanti a se,esso,si girò e guardò il suo nuovo compagno,sorridendoli si alzò a malapena,presentandosi:"piacere, mi chiamo lee,,john lee."

  2. #2
    None
    Ospite
    ok la grammatica fa un pò pena(non so scrivere bene a tastiera),ma dite dei commenti per favore...

  3. #3
    Utente L'avatar di Super Game-guru
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    8.883
    .............non è il genere di racconti che leggo.....ma è fatto bene......complimenti!

  4. #4
    None
    Ospite
    Super Game-guru

    .............non è il genere di racconti che leggo.....ma è fatto bene......complimenti!
    GRAZIE!!!

  5. #5
    SubsOnicA L'avatar di Sakuragi
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    oddio.... aspetta che leggo

  6. #6
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    Fra sintassi, grammatica, periodi, vocaboli non so cosa sia peggio. Torna quando sarai uscito dalle elementari, non fare il passo più lungo della gamba. Leggi e studia, studia e leggi, in un paio d'anni dovresti essere in grado di mettere in fila abbastanza parole per comporre un racconto senza far rabbrividire per qualche strafalcione.
    I am Alpha and Omega, the Beginning and the End, the First and the Last

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  7. #7
    Mangiapanini L'avatar di skar
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    Alcuni punti non sono molto comprensibili, ad esempio:

    John lee stava proseguendo sulla sua cabrio sulla statale obbiettivo:casa,per lui non era mai stato un problema la guida notturna,figurarsi ora quando il cielo è cosi chiaro e bello e la notte ancora piu' chiara cento chilometri,un'ora circa minuto piu' minuto minuto meno.
    In questo punto non sono realmente riuscito a cogliere il significato della frase.
    Quando scrivi, devi immedesimarti in ogni tuo lettore, anche al più ignorante.
    FACITE AMMUINA !!!

  8. #8
    None
    Ospite
    critiche ben accette ragazzi,ma aspettate l'evolversi della trama eccovi la seconda parte!(dai vi prego leggete!):

    CAPITOLO 2:LE LUCI DELLA CITTà.

    Ora non cantava piu',stava in silenzio,era come in trance,oscillava qua e là,come un ubriaco,o ancora peggio,il suo capotto nero seguiva il vento che gli arrivava da dietro, la campagna,ora sentiva i suoi rumori,passi morbidi sulle foglie secche,ogni tanto parlottava qualcosa di incomprensibile,poi zittiva,poi riprendeva,intanto a un chilometro da li' l'incedio si affievoliva,intanto là,la storia veniva scritta,come faceva quella canzone?ah già "please to meet you,oh you know my name!" ,eh i Rolling..che passione.

    Jason aiutò l'altro ad alzarsi,"sei stato fortunato gli disse" caricandolo sulle spalle john ridacchiò "già" gli rispose.
    "ti porterò verso il primo centro abitato" lo rassicurò jason
    Le luci di una città,brillavano molto lontano,jason,con uno sforzo fece il primo passo.
    "ok vediamo quanto resisto".

    Erano le cinque del mattino,e senza stancarsi continuava la sua cantilena,era oramai arrivato sul luogo dell' incendio,ma non vi trovò nessuno,"peccato"sussurò tra se e se ,ora annusando l'aria,ora rigettandola.
    "si va a nord.."disse sorridendo.

    Jason entrò nel primo locale pubblico che gli capitò,ancora a chilometri dalla città:un drugstore,entrò con john in spalla,non vi era nessuno all'interno tranne il commesso,che guardava quell'omaccione nero col suo carico senza parole.
    "ho bisogno d'aiuto"esclamò Jason,mentre sveniva per colpa di quello sforzo immane.

    Un lampo di luce poi di nuovo il buio,la strada,era come un albero di natale ora,piene di luci intermittenti che si spostavano di continuo,poi si fermò,da quella luce comparse quell' uomo e la sua canzonzina,annusando l'aria...."ora sono fermi" disse sussurando con la sua voce roca.la luce ricomparse.

    Il commesso,risvegliò con dei ceffoni Jason,che neanche tanto tempo,si rialzò e come impazzito cercò furiosamente il telefono."dovè!!!??" urlò,"stia calmo signore"disse il commesso "ho chiamato io una ambulanza per il suo amico.

    Erano oramai le nove del mettino e il sole si vedeva già,entro nell'autogrill furioso.prese il commesso per il collo dalla camicia alzandolo un metro da terra,"Dove sono quei due ora?", gli disse con tono minaccioso al commesso,"sono all' ospedale di White Lotter" confessò il commesso spaventato, "grazie" gli disse l'uomo mettendoli qualcosa nel taschino "ecco la tua mancia",e se ne andò via tra un'altra grande luce abbagliante.

    Il commesso guardò,l'oggeto che gli aveva messo nel taschino .quello strano uomo:un coltellino svizzero con una lettera incisa sopra ,"C".

    L'ospedale accolse subito i suoi due nuovi pazienti,uno era un omaccione nero e muscoloso che se non fosse per l'aria strafatta,era piu' che sano,l'altro l'uomo pallido e bianco piu' di un morto non era molto a posto,i primi esami registravano la gamba destra fratturata,lievi bruciature sul corpo,e una ferita alla tempia,non era sempre stato cosciente,sopratutto,nel viaggio sull' ambulanza,era il dottor Rowon a prendersi cura di lui ora.

    Erano quasi le dieci,e john stava pian,piano risvegliandosi,come pian piano riaquisiva le forze,l'omaccione alto e nero che lo portò fino a li' c'era ancora,addormentato su una sedia,lo aveva sorvegliato tutta la notte,e non si ricordava piu' il suo nome...come si chiama quest'uomo?si domandò,james?,jane?,jarod?ah ecco,si Jason,e mentre era li' per li' per riaddormentarsi,ecco vidde entrare un camice bianco,sulla targhetta di quel camice un nome:Peter Rowon.

  9. #9
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    Un solo commento: illeggibile
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