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Visualizzazione risultati da 1 a 15 di 49

Discussione: The Day After Tomorrow

Cambio titolo
  1. #1
    Utente L'avatar di Metal2001
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    The Day After Tomorrow

    Ho visto qualche trailer su questo film che uscirà a Maggio. dicono che sarà un successone, soprattutto anche grazie agli effetti speciali
    Riguardo la trama il film parla di una catastrofe climatica a livello mandiale, infatti nel film si vedono maremoti, terremoti e tornado
    Io lo andrò a vedere sicuramente (spero) perchè questi film di catastrofi mi piacciono, e voi? Che ne pensate?
    _

  2. #2
    Les encompetent L'avatar di melaQ
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    Citazione Metal2001
    ...dicono che sarà un successone, soprattutto anche grazie agli effetti speciali...
    Togli 'soprattutto anche' e metti solo.
    aka ConiglioFrank

    In this world, a man himself, it's
    nothing...

  3. #3
    Bannato L'avatar di semio
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    cyzon
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    Citazione melaQ
    Togli 'soprattutto anche' e metti solo.
    in effetti...

  4. #4
    Down is the New Up. L'avatar di Cold Winter
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    Sarà la solita vaccata alla Armageddon o Deep Impact senza meteore però...

  5. #5
    rifondista L'avatar di grullo
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    Citazione semio
    in effetti...

    in effetti speciali
    il buon rolando farà un pastrocchio dei suoi

  6. #6
    Gamer since Atari 2600 L'avatar di Underground DJ
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    Citazione Metal2001
    Ho visto qualche trailer su questo film che uscirà a Maggio. dicono che sarà un successone, soprattutto anche grazie agli effetti speciali
    Riguardo la trama il film parla di una catastrofe climatica a livello mandiale, infatti nel film si vedono maremoti, terremoti e tornado
    Io lo andrò a vedere sicuramente (spero) perchè questi film di catastrofi mi piacciono, e voi? Che ne pensate?
    Ohhhh! Finalmente qualcuno che è d'accordo con me su questo film! Anche a me piacciono i films catastrofici, e andrò senz'altro a vederlo.

    Non capisco perchè c'è gente che ne parla male... Vabbè che i gusti sono gusti, però criticare un film ancora non visto, solo per qualche rancore verso il regista, mi sembra senza senso.

  7. #7
    utente old L'avatar di undertaker
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    bello bellissimo,un altro film da vedere a tutti i costi.

  8. #8
    Utente L'avatar di lefantome
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    Citazione undertaker
    bello bellissimo,un altro film da vedere a tutti i costi.
    potrebbe essere un belliximo film la trama promette bene e visto quello che hanno fatto con indipendence day....

  9. #9
    utente old L'avatar di undertaker
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    Citazione lefantome
    potrebbe essere un belliximo film la trama promette bene e visto quello che hanno fatto con indipendence day....
    indipendence day è uno dei miei film preferiti in assoluto.

  10. #10
    Utente L'avatar di Metal2001
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    Citazione undertaker
    indipendence day è uno dei miei film preferiti in assoluto.
    anche a me ID piace moltissimo cosi come Armageddon, Dante's Peak e molti altri film riguardanti le catastrofi naturali in generale quindi penso che The Day After Tomorrow mi piacerà moltissimo
    _

  11. #11
    . L'avatar di Sandopep
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    Mi sa di bello

  12. #12
    Bannato L'avatar di Painkillero
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    In chat un giorno ho spnsorizzato sto film a tutto spiano.. uscirà il 28 maggio ed andrò a vederlo cascasse il mondo! (tanto per estare in tema ) .
    Il bello di questo film è che non c'è il solito figaccione di turno che salva il mondo.. maremoti , tornando , tempeste di neve e altri cataclismi si verificano davvero!!! chissà il finale perchè tutto viene distrutto e innevato! chi ha fatto sto film con gli effetti speciali è un mostro! si vede la statua della libertà sommersa.. se andate a vedere il sito ucciciale www.thedataftertomorrow.com restrete cosi:

    C'è anche il countdown... come se i cataclismi accadessero davvero

  13. #13
    Bannato L'avatar di Painkillero
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    The Day After Tomorrow
    L'alba del giorno dopo





    Paese: USA
    Anno: 2004
    Uscita USA: 28/05/2004
    Uscita Italia: 28/05/2004
    Genere: Fantascienza

    Titolo: The Day After Tomorrow
    Titolo Italia: L'alba del giorno dopo

    Regia: Roland Emmerich

    Cast: Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Sela Ward, Emmy Rossum



    Trama: The Day after Tomorrow, un altro film catastrofico diretto da Roland Emmerich in cui Dennis Quaid interpreta il ruolo del professor Adrian Hall, che prova a salvare il mondo dagli effetti di una nuova era glaciale. Molte bellissime sequenze del film in cui New York sarà completamente ricoperta di ghiaccio.




    Nei cinema di tutto il mondo il 28. Maggio 2004







    New York innevata

  14. #14
    Bannato L'avatar di Painkillero
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    In "The day after tomorrow", che uscirà nelle sale il 28 maggio, si ipotizza la distruzione del pianeta messo a ferro e fuoco da grandinate bibliche e inondazioni

    La politica ambientale di Bush nel mirino di Hollywood

    Il presidente Usa ha invitato gli esperti della Nasa a non rilasciare dichiarazioni sul film



    Nuovi problemi in vista per l'amministrazione Bush. Questa volta la minaccia viene da Hollywood e si chiama The day after tomorrow, un film costato oltre 125 milioni di dollari, che racconta i disastri climatico-ambientali causa della fine del mondo e della scomparsa della specie umana.



    Come riportato dal New York Times alcuni esperti non ritengono la pellicola, che uscirà nelle sale il 28 maggio, così irrealistica e lontana dala realtà. Anzi secondo molti potrebbe trattarsi di una eventualità non troppo lontana. Ma l'idea che gli spettatori possano mettersi in allarme tanto da criticare l'amministrazione Bush per la scarsa attenzione prestata alle questioni ambientali e al rispetto dell'ecosistema, ha costretto i funzionari della Casa Bianca a correre ai ripari.



    A tutti gli scienziati e agli addetti ai lavori del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, in Maryland, della Nasa, l'agenzia spaziale americana, è stata infatti inviata una lettera nella quale si impone di mantenere il massimo riserbo sul film, evitando di fare alcun commento al riguardo.



    The Day after tomorrow, che uscirà in Italia il 28 maggio col titolo L’alba del giorno dopo, è prodotto dalla 20th Century Fox, e diretto da Roland Emmerich, già regista di Independence Day. Il protagonista interpretato da Dennis Quaid, è un esperto di paleocolimatologia, che indaga per conto della National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), sulle cause e gli effetti del rapido cambiamento del clima che affligge il mondo da anni.



    E solo quache tempo fa l'amministrazione Bush aveva proposto un taglio di stanziamenti proprio nei proprio nei confronti dell'"agency's paleoclimatology program", il programma di recupero ambientale avviato nel corso della prima amministrazione Bush. Alcuni funzionari del Noaa sostengono che il film debba essere interpretato come un'opportunità e non come un problema. "Ogni volta che qualcuno o qualcosa riesce a focalizzare l'attenzione sulla nostra agenzia è per noi un importante successo" ha detto Jordan St. John, direttore degli affari pubblici della Noaa. "E' l'ennesimo tentativo di mettere a tacere chi sostiene che qualcosa debba essere fatto subito per salvaguardare l'ambiente" ha confermato uno scienziato federale che ha voluto conservare l'anonimato.



    The Day After Tomorrow ipotizza un'improvviso blocco della corrente del Golfo, con una serie di effetti a catena che portano al crollo improvviso delle temperature e all'arrivo dei ghiacci anche nelle basse latitudini. Scene apocalittiche mostrano ondate gigantesche che si abbattono sulla Quinta Avenue a Manhattan e la Statua della Libertà che sparisce sotto le onde.



    Grandinate bibliche bersagliano tutto il pianeta e negli Usa si scatenano i tornado: in una scena masochista per un film hollywoodiano, la grande scritta 'Hollywood' che domina Los Angeles viene travolta dalla furia degli elementi. Il film, secondo le anticipazioni, contiene alcuni riferimenti che in effetti possono creare imbarazzi all' amministrazione Bush, accusata di sottovalutare i rischi ambientali fin da quando si ritirò dal trattato di Kyoto. Una portavoce del consiglio ambientale della Casa Bianca, Dana Perino, ha però detto al New York Times che a sua conoscenza ''non c'è stata alcuna discussione alla Casa Bianca su questo film''.

  15. #15
    Bannato L'avatar di Painkillero
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    Hollywood, l'apocalisse in anteprima


    Una scena del film "The day after tomorrow": New York invasa dall'acqua a causa di un'onda anomala

    New York sommersa dalle acque, Los Angeles spazzata via da un tornado, Nuova Delhi sepolta dalla neve: un kolossal catastrofico mette in scena la fine del mondo. E il regista profetizza: «Succederà così, per colpa dell'uomo».

    New York inquieta sotto un cielo livido, New York sorvolata da milioni d'uccelli in fuga verso sud, New York improvvisamente allagata da piogge quasi tropicali, con il traffico impazzito, la gente che non capisce più nulla. Fino a che non arriva l'onda. Immensa, incredibile, si gonfia alta tra i palazzi, spazza le strade e si abbatte sulle scale di pietra della Biblioteca pubblica di Manhattan. Devastando le vetrate, allagando le sale, in un attimo rende chiaro a cosa può servire tutta la nostra cultura, nel momento esatto in cui la natura si mostra crudele e matrigna: un bel niente.
    Niente possono gli umani semiaffogati, intirizziti, impietriti nel guardare, fuori dalla finestra, un cargo russo che va lentamente alla deriva lungo quella che fino a un attimo prima era la Quinta strada e ora è un braccio di mare gelido, in cui navigano carcasse di automobili. Perché New York è ormai perduta. Perché l'intera Terra è alle prese con una nuova glaciazione. Perché nessun eroe salverà il mondo. Non in The day after tomorrow. L'alba del giorno dopo, kolossal ecocatastrofico firmato da Roland Emmerich, il famoso regista di The Patriot e Independence Day, e prodotto da Mark Gordon (Salvate il soldato Ryan).

    Un film dal budget inenarrabile (cento milioni di dollari? Centoventi?), con effetti speciali fino a ieri impensabili, che uscirà in contemporanea in tutto il mondo il 28 maggio. Sarà l'evento cinematografico del 2004, al centro di una promozione e di un marketing straordinari. Ma sarà, all'antivigilia delle presidenziali americane, anche un evento politico, un inevitabile j'accuse nei confronti di una Casa Bianca ritenuta cieca e sorda davanti ai disastri ecologici del nostro tempo.
    Con i risultati che Panorama ha visto sul grande schermo in anteprima: Los Angeles devastata dai tornado nella stupefatta incredulità dell'America e del mondo, New York sommersa dalle acque in una delle scene più emozionanti mai girate, migrazioni bibliche di uomini e mezzi dal nord degli Stati Uniti verso il sud, il caldo, la sopravvivenza...

    Un disaster-movie insieme classico (c'è l'eroe inascoltato, Dennis Quaid, nei panni di un paleoclimatologo che inutilmente dà l'allarme su quello che ci aspetta) e atipico. «Stavolta il nemico non sono gli alieni, non c'è un mostro da battere, non c'è un eroe che salva il genere umano. Il nemico siamo noi. È la natura, è quello che noi abbiamo fatto e facciamo al nostro pianeta» spiega Emmerich, nel suo inglese dall'accento tedesco. Noi? «Gli Stati Uniti in primo luogo. Siamo i responsabili del 70 per cento dell'inquinamento mondiale. Ma la grande industria se ne infischia. Quanto alla Casa Bianca, io mi sento addirittura a disagio per l'atteggiamento dimostrato dal nostro governo nei confronti degli accordi di Kyoto» brontola Mark Gordon, l'uomo che ha fatto incassare a Hollywood oltre 40 milioni di dollari. «L'opinione pubblica americana comincia a essere molto preoccupata dai rischi del riscaldamento globale. Una parte, almeno. Spero che questo film serva a smuovere gli altri».

    Trasformare in kolossal hollywoodiano l'emergenza climatica è una bella sfida. Anche perché il punto di partenza dell'operazione è un libro non propriamente leggerissimo: The Coming Global Super Storm, di Art Bell e Whitley Strieber, casualmente finito in mano a Emmerich durante le riprese di The Patriot. Un paio di tornado avevano sconquassato il set, in North Carolina, «e questa è un'esperienza che ti lascia il segno» racconta «perché in situazioni del genere ti senti veramente piccolo e impotente».
    Era il 2001. Emmerich viveva attaccato al Weather Channel, canale tv meteo, e divorava libri sul clima, sull'effetto serra, sulla glaciazione prossima ventura. Finito il saggio sulla tempesta globale ha pensato: «Se le cose andassero davvero così, ne verrebbe fuori un film grandioso». E nel 2002 era già sul set.

    Ricorda bene quell'anno: a luglio, in Cina, nella regione di Henan, si abbatté una tempesta di grandine con chicchi grandi come uova, 25 morti, centinaia di feriti; ad agosto toccò all'Europa finire sotto l'inondazione del secolo, 108 vittime, decine di migliaia di persone evacuate; a novembre gli Stati Uniti furono flagellati da una serie di uragani, fino a contare 75 tornado in un solo giorno, e 36 morti; e mentre la troupe, rattrappita dal gelo, girava a Montreal le scene surreali di una Nuova Delhi sommersa dalla neve, la temperatura massima raggiungeva a stento i meno 25: l'inverno più rigido mai patito lassù. «Era una cosa incredibile. Il clima aveva cominciato a impazzire, esattamente come aveva previsto il libro e come noi raccontavamo nel film» si stupisce ancora oggi il regista.

    Con una differenza, ammette Gordon: «Le ricerche commissionate dal Pentagono prevedono cambiamenti così drastici non prima di una decina d'anni, mentre noi ci siamo presi la libertà drammaturgica di accelerare il corso degli eventi».
    Nel giro di pochi giorni Los Angeles viene dunque spazzata via dai tornado, Nuova Delhi finisce sepolta dalla neve, su Tokyo cadono chicchi di grandine grossi come ananas, sulle Hawaii si abbattono uragani spaventosi, New York è perduta sotto il supergelo e i morti si contano a milioni. C'è da stupirsi se non sono bastati cento giorni di riprese e una postproduzione infinita (gli ultimi ritocchi vengono dati proprio in questi giorni, «la deadline è il 15 aprile») per un simile kolossal? Che è sempre uno spettacolare popcorn-movie, avverte Emmerich, ma, tiene a dire Gordon, «ha anche un messaggio di cui io, personalmente, sono orgoglioso».

    Tanto uno è lungo, segaligno, serio e tedesco, tanto l'altro è piccolo, paffuto, entusiasta e americano. Pratica coscienziosamente il riciclaggio, cerca di evitare lo spreco e l'inquinamento, si preoccupa dell'emissione di anidride carbonica perfino come produttore cinematografico. The day after tomorrow, giura, «è assolutamente carbon neutral». Ossia, Mr Gordon? «Per bilanciare l'inquinamento prodotto durante la lavorazione del film, abbiamo firmato un sostanzioso assegno alla Future Forest, un'associazione che si occupa del rimboschimento del pianeta. Forse con questo film non riusciremo a cambiare la coscienza del mondo, ma almeno non abbiamo contribuito all'aumento dell'effetto serra». Il che, di questi tempi, è già qualcosa

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