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Partecipanti
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  • ...terrorismo

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  • ...resistenza

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Discussione: le parole del conflitto.

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  1. #1
    dreadful imbroglio L'avatar di the doctor
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    le parole del conflitto.

    ripropongo un sondaggio presente sul sito de "l'Unità".....rispondete
    Le parole del conflitto. Gli atti di guerra dei vari gruppi iracheni sono da considerarsi?

  2. #2
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Terroristi perche sono contro il popolo iracheno.

    Prima di rispondere leggete questa risposta di Paolo Mieli, grande giornalista del Corriere.

    Lunedi' 3 Maggio 2004
    Iraq: la loro resistenza e quella dell’Occidente

    Interessanti le tesi di Ian Buruma e Avishai Margalit di cui lei si è occupato a proposito del loro libro «Occidentalismo». L’Occidente sarebbe dunque agli occhi dei suoi nemici islamici qualcosa di impuro a cui possono essere ricondotti tutti i loro mali e che quindi merita solo di essere distrutto. Se le cose stanno così, altro che «resistenza afghana» o «resistenza irachena»: siamo noi che dobbiamo resistere prima di essere definitivamente sopraffatti. Badi bene che non sono né un militarista né un guerrafondaio e, anzi, negli ultimi due anni ho partecipato a ogni genere di manifestazione e corteo contro la missione militare in Iraq. Ma la minaccia a questo punto mi sembra reale.

    Eugenio Mascheroni - Milano,


    --------------------------------------------------------------------------------
    Caro signor Mascheroni, esorto lei (e me stesso) ad una maggiore prudenza. Del resto, a conclusione del libro cui lei fa riferimento, i due studiosi avvertono: dobbiamo stare in guardia dalla tentazione di combattere il fuoco con il fuoco, l’islamismo con le nostre personali forme di intolleranza; pensare di essere in guerra contro l’islamismo in nome della Cristianità come credono alcuni fanatici è un errore fatale perché significa adattarsi alla visione manichea di coloro che cercano di sconfiggerci. Certo, ai musulmani che vivono in Occidente non deve essere consentito di unirsi alla guerra santa contro l’Occidente stesso. Ma i loro diritti di europei o americani devono essere rispettati. «La sopravvivenza delle nostre libertà», scrivono Buruma e Margalit, «dipende dalla nostra volontà di difenderle dai nemici esterni, ma anche di resistere alla tentazione dei nostri stessi leader di usare le nostre paure per annientare le nostre libertà». Proprio così: i tempi ci impongono questo tipo di «resistenza».
    E a proposito della parola «resistenza» più volte comparsa, a proposito di Iraq, su questa pagina di corrispondenza con i lettori (pur se accompagnata, sempre, dalla doverosa precisazione che, almeno da parte mia, così come avevo rifiutato ogni parallelo tra Saddam e Hitler, adesso non si volevano stabilire paragoni tra gli iracheni e quei popoli che nella prima metà degli anni Quaranta si batterono contro i nazisti) desidero ricordare delle parole che mi sono rimaste impresse. Lo scorso autunno, mentre qui da noi venivano convocate le prime manifestazioni per la «resistenza irachena», il leader curdo Jalal Talabani, presidente del consiglio a Bagdad, non si stancava di ripetere: «I nemici della libertà irachena non fanno parte di una "resistenza", parola che evoca l’eroismo di quei polacchi che durante la Seconda guerra mondiale si opposero alle forze di occupazione tedesche; coloro che uccidono i liberatori americani, i volontari della Croce rossa, i funzionari dell’Onu e i carabinieri italiani, non possono nemmeno essere definiti "guerriglieri"; sono i malvagi torturatori che hanno oppresso il loro stesso popolo negli ultimi trentacinque anni, uomini che si sono resi colpevoli di genocidio, che hanno massacrato centinaia di migliaia di curdi, di arabi delle paludi, di sciiti; la nascita di una controrivoluzione fascista e antidemocratica guidata da baathisti e fondamentalisti islamici...è un classico esempio di blasfema alleanza mediorientale».
    Ricordiamoci sempre che in Iraq ci sono molte persone che si sono messe in sintonia con il progetto di edificare uno Stato democratico e che, dopo la deposizione di Saddam, si sono impegnate a costruire una società più libera. E, qualsiasi cosa pensiamo di quel conflitto, stiamo attenti a non offenderli.

  3. #3
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Detto in soldoni, chi vota resistenza fa il parallelo storico sbagliato:
    Ovvero i fascisti baathisti uniti al fondamentalismo islamico sono considerati Resistenza...e non collaborazionisti.
    Sarebbe come dire che i repubblichini di saò facevano parte della resistenza!

    Studiate la storia, cari amici dell'Unità, prima di offendere la Bandiera che vi siete appropriati a torto(ovvero la Resistenza).

  4. #4
    dreadful imbroglio L'avatar di the doctor
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    Citazione IL CONTE
    Detto in soldoni, chi vota resistenza fa il parallelo storico sbagliato:
    Ovvero i fascisti baathisti uniti al fondamentalismo islamico sono considerati Resistenza...e non collaborazionisti.
    Sarebbe come dire che i repubblichini di saò facevano parte della resistenza!

    Studiate la storia, cari amici dell'Unità, prima di offendere la Bandiera che vi siete appropriati a torto(ovvero la Resistenza).
    il tuo nazionalismo se cosi si puo definire ti porta a confondere la resistenza con la resistenza dal nazismo....

    gli iracheni vedono nell'america un nemico e la maggior parte degli iracheni che all'inizio vedevano nelle forze della coalizione una forza comune per la libertà dall'oppressore ora vedono una forza occupante quindi gli iracheni possono benissimo essere considerati parte di una resistenza irachena al nemico occupante....

  5. #5
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione the doctor
    il tuo nazionalismo se cosi si puo definire ti porta a confondere la resistenza con la resistenza dal nazismo....

    gli iracheni vedono nell'america un nemico e la maggior parte degli iracheni che all'inizio vedevano nelle forze della coalizione una forza comune per la libertà dall'oppressore ora vedono una forza occupante quindi gli iracheni possono benissimo essere considerati parte di una resistenza irachena al nemico occupante....
    Falso.
    Rileggiti l'articolo.
    Sai se la popolazione facesse davvero resistenza, ogni giorno morirebbero 100/200 americani?

    Sono gruppi armati isolati riconducibili al vecchio partito baath e al fondamentalismo islamico. Questi sono fatti.

  6. #6
    Utente L'avatar di cerberus
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    Mmmm... letto l'articolo votato dal Conte la risposta è un filo scontata...
    non c'è guerra per niente santa... quindi voto auto-terrorismo...
    Engineers do it better
    "Lo scienziato non studia la natura perché è utile, ma perché ne prova piacere e ne prova piacere perché è bella. Se la natura non fosse bella, non varrebbe la pena studiarla e la vita non varrebbe la pena di essere vissuta”.( Henri Poincaré )
    "Scientists discover the world that exists; engineers create the world that never was."

  7. #7
    dreadful imbroglio L'avatar di the doctor
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    Citazione IL CONTE
    Falso.
    Rileggiti l'articolo.
    UN articolo non è la verità...molti articoli dimostrano che nei confronti italiani l'opinione irachena nei confronti degli italiani in particolare e della coalizione in generale è cambiata nel tempo e sta ancora cambiando.
    nel sangue si è fratelli nella nascita, nel chiaretto si è fratelli anche nella morte

  8. #8
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione the doctor
    UN articolo non è la verità...molti articoli dimostrano che nei confronti italiani l'opinione irachena nei confronti degli italiani in particolare e della coalizione in generale è cambiata nel tempo e sta ancora cambiando.
    Come il sondaggio che la maggioranza degli iracheni non è contraria all'occupazione?
    E' uno dei pochi attendibili

  9. #9
    Utente L'avatar di cerberus
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    Citazione the doctor
    UN articolo non è la verità...molti articoli dimostrano che nei confronti italiani l'opinione irachena nei confronti degli italiani in particolare e della coalizione in generale è cambiata nel tempo e sta ancora cambiando.
    L'opinione è un conto ( la gente storicamente è soggetta a facile entusiasmi e a repentini cambi di umore ) l'azione è un'altra...e chi stà portando avanti il terrorismo Irakeno non è la gente, è "certa" gente... e cosa si intende per "certa" lo spiega ampliamente l'articolo...

    EDIT... dimenticavo: il passaggio tra "sarebbe meglio che gli Americani se ne andassere al più presto" e "sterminate le truppe alleate, connazionali, volontari in un turbinio di follia omicida" non è così immediato... ci sono diversi gradi di gradimento e di sgradimento (?)...
    Ultima modifica di cerberus; 3-05-2004 alle 13:38:03
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  10. #10
    Dimension Hatröss L'avatar di Slayer
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    Manca teste di... rapanello, allora voto la prima.

  11. #11
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione cerberus
    L'opinione è un conto ( la gente storicamente è soggetta a facile entusiasmi e a repentini cambi di umore ) l'azione è un'altra...e chi stà portando avanti il terrorismo Irakeno non è la gente, è "certa" gente... e cosa si intende per "certa" lo spiega ampliamente l'articolo...
    Bravo.
    Sicuramente molti iracheni preferirebbero che gli americani e tutte le altre truppe se ne andassero a casa.
    Ma sanno che se ciò succedesse, sarebbe la guerra civile...senza croce rossa, onu, e truppe...addio IRAQ!

    Chi invece si batte FISICAMENTE ha un obiettivo POLITICO e non vuole che la DEMOCRAZIA o uno stato di diritto prenda corpo in iraq.
    Vi ricordo che la costituzione provvisoria irachena è il documento più democratico dell'intero mondo arabo.

  12. #12
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Inoltre e concludo, il sondaggio non si basa sull'opinione della maggioranza degli iracheni, ma sugli atti di guerra dei gruppi(LO RIPETO) EX BAATHISTI(fascisti) e FONDAMENTALISTI ISLAMICI (al qaeda).

    Resistenza per noi italiani ha un significato troppo importante per essere accostato al terrorismo. Ed è questa la cosa che è oscena intellettualmente.
    Per dare contro agli americani si appoggia il terrorismo iracheno.

  13. #13
    The Nightreplyer L'avatar di Blue_Demon
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    Ho votato terroristi...
    Non stanno combattendo contro un invasore, un dittatore..non sono nemmeno la maggior parte della popolazione(se lo fossero, il contingente americano sarebbe svanito da tempo...in caso di "resistenza" ed effettiva guerriglia urbana, sarebbe stato un massacro).
    Questi terroristi non solo danneggiano gli americani, ma anche la popolazione stessa...non stanno resistendo contro nulla(perchè gli americani non hanno CONQUISTATO l'Irak, IMHO), non la mettono sul religioso(almeno, non abbastanza per una guerra santa), sono troppo pochi per una guerriglia efficace(i Vietcong erano guerriglia, questi deficienti sono solo autolesionisti), lotta armata contro cosa? L'oppressore? va bene l'Unità ma questa proprio non la capisco...

    Terroristi...danneggiano sia la coalizione che il popolo stesso

  14. #14
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Resistenza, si è verificata la non adesione dei valore degli occupati ai valori degli occupanti, così come avvene in Jugoslavia o in Italia durante l'occupazione nazista.
    Ora come allora i media degli occupanti li definiscono terroristi, banditen, poichè a loro dire operano contro gli interessi del popolo occupato: poichè ora come allora c'è l'errore di fondo della convinzione dell'universalità dei valori dell'occupante.

    ora come allora il terrorismo è uno strumento della resistenza, e ora come allora l'occupante punta moralisticamente il dito contro tale strumento, perchè annulla differenza di numero e divario tecnologico: sai com'è quando spendi l'improponibile per mezzi ultramoderni e quelli si nacondono e per distruggerti il carro gli mettono una bomba sotto il culo, ti viene da dire: "abbiate il coraggio di venire allo scoperto a prendervi le mie cannonate, io sono bravo, forte e coraggioso perchè vi combatto a viso aperto, voi brutti e cattivi per mettete le bombe di nascosto" l'occupante può fare il leale forte della sproporzione nella differenza di mezzi; avverrebbe lo stesso a parti inverse, cioè se l'esercito x occupasse il suolo statunitense e la gente che non digerisce l'occupazione decidesse di rispondere in qualche modo, ma non potendo reperire carri armati e caccia bombardieri metterebbe bombe.

    ora come allora l'occupante usa i mezi di cominicazione per convincere la gente che l'esercito è li per il loro bene.

    l'unico modo con cui si possono chiamare l'insieme degli atti dei dissidenti irakeni è resistenza

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  15. #15
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    Citazione Blu demon
    Non stanno combattendo contro un invasore, un dittatore..non sono nemmeno la maggior parte della popolazione
    tecnicamente si, è stata un'invasione, la valutazione politica è un'altra cosa, uno la può ritenere invasione al fine di liberare o di conquistare, ma dal punto di vista tecnico ed effettuale è stata un'invasione

    Citazione IL CONTE
    Inoltre e concludo, il sondaggio non si basa sull'opinione della maggioranza degli iracheni, ma sugli atti di guerra dei gruppi(LO RIPETO) EX BAATHISTI(fascisti) e FONDAMENTALISTI ISLAMICI (al qaeda).
    il fatto che non sia la maggioranza della popolazione a combattere non significa niente, non dimostra niente. neanche la Resistenza italiana convolse militarmente la maggioranza della popolazione

    Citazione IL CONTE
    Resistenza per noi italiani ha un significato troppo importante per essere accostato al terrorismo. Ed è questa la cosa che è oscena intellettualmente.
    Per dare contro agli americani si appoggia il terrorismo iracheno
    il terrorismo è uno strumento, ed è stato usato anche dalla Resistenza italiana, ad esempio in un agguato i GAP uccisero il federale fascista di Milano Aldo Resega.

    il giudizio che si da della resistenza di cui si parla è tutta altra cosa.
    le resistenze non sono necessariamente buone in quanto tali, io ho una valutazione differente della resistenza iraqena e di quella italiana, ma questo è un'altro discorso

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

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