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Visualizzazione risultati da 1 a 15 di 16

Discussione: Film che ammazzano la Fantasia

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  1. #1
    Utente Tostapane L'avatar di WarriorXP
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    Film che ammazzano la Fantasia

    Non so veramente se i film siano un bene o un male per questo mondo... Mi spiego meglio: una volta visto Il signore degli anelli (per esempio) al cinema, ogniqualvolta leggerò il libro penserò necessariamente alla faccia di quel froge nel mio avatar, niente spazio per la fantasia... Quando penserò all'arrivo dei non morti a Gondor penserò ad uno sciame verde come il fumo di una canna mentre la fumi, senza più immaginare nulla, far spaziare la fantasia libera.

    Voi cosa ne pensate?

  2. #2
    Old times rock and roll! L'avatar di dirkpitt
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    Citazione WarriorXP
    Non so veramente se i film siano un bene o un male per questo mondo... Mi spiego meglio: una volta visto Il signore degli anelli (per esempio) al cinema, ogniqualvolta leggerò il libro penserò necessariamente alla faccia di quel froge nel mio avatar, niente spazio per la fantasia... Quando penserò all'arrivo dei non morti a Gondor penserò ad uno sciame verde come il fumo di una canna mentre la fumi, senza più immaginare nulla, far spaziare la fantasia libera.

    Voi cosa ne pensate?
    Qualcuno ti ha obbligato a vedere il film senza aver letto il libro?
    E' risaputo che i film uccidono la fantasia. Io il Dirk Pitt dei libri me lo posso immaginare quasi liberamente, dato che descrizioni precise non ci sono mai, come per molti altri personaggi, poi nel film mi becco questo tizio e dimmi tu dove sta la caratteristica principale di Dirk Pitt, gli occhi "color verde opale intenso". E lo stesso succede con altri personaggi, ad esempio il comandante Ramius di La grande fuga dell'Ottobre Rosso nel libro è descritto "basso e tarchiato", nel film lo fa Sean Connery. Se vedi il film e dopo leggi il libro, resti condizionato ad immaginarti i personaggi come gli attori, se leggi prima il libro, potresti restare deluso da chi interpreta il personaggio.
    "Il pistolero si destò da un sogno confuso dominato da un'unica immagine, quella del Mazzo di Tarocchi con il quale l'uomo in nero gli aveva predetto (non si sa quanto onestamente) l'amaro destino. Affoga, pistolero, gli diceva l'uomo in nero, e nessuno gli getta una cima. Il giovane Jake. Ma non era un incubo. Era un bel sogno. Era bello perché era lui ad annegare, quindi non era affatto Roland, bensì Jake e questo gli era di consolazione perché sarebbe stato mille volte meglio annegare come Jake che vivere nei panni di se stesso uomo che, nel nome di un gelido sogno, aveva tradito un bambino che in lui aveva riposto tutta la sua fiducia."

  3. #3
    el Bunkyo L'avatar di Bunky
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    Il Miglio verde, molto meglio il libro...
    anche se il film non scherza!

  4. #4
    Old times rock and roll! L'avatar di dirkpitt
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    Citazione Bunky
    Il Miglio verde, molto meglio il libro...
    anche se il film non scherza!
    Diciamo che li c'è Tom Hanks, che quando si tratta di calarsi in una parte si mette d'impegno e da una girata a tutti. Anche Coffee è stato recitato bene. Che immaginavo più bastardo e più antipatico era il carceriere raccomandato, mi pare fosse Percy, quello che all'inizio urla "Uomo morto che cammina".
    "Il pistolero si destò da un sogno confuso dominato da un'unica immagine, quella del Mazzo di Tarocchi con il quale l'uomo in nero gli aveva predetto (non si sa quanto onestamente) l'amaro destino. Affoga, pistolero, gli diceva l'uomo in nero, e nessuno gli getta una cima. Il giovane Jake. Ma non era un incubo. Era un bel sogno. Era bello perché era lui ad annegare, quindi non era affatto Roland, bensì Jake e questo gli era di consolazione perché sarebbe stato mille volte meglio annegare come Jake che vivere nei panni di se stesso uomo che, nel nome di un gelido sogno, aveva tradito un bambino che in lui aveva riposto tutta la sua fiducia."

  5. #5
    esule L'avatar di Melkor
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    Comunque i Morti nel film del SdA li hanno fatti proprio brutti, sono meglio quelli che mi immaginavo io...

  6. #6
    Utente L'avatar di Skyflash
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    Citazione WarriorXP
    Non so veramente se i film siano un bene o un male per questo mondo... Mi spiego meglio: una volta visto Il signore degli anelli (per esempio) al cinema, ogniqualvolta leggerò il libro penserò necessariamente alla faccia di quel froge nel mio avatar, niente spazio per la fantasia... Quando penserò all'arrivo dei non morti a Gondor penserò ad uno sciame verde come il fumo di una canna mentre la fumi, senza più immaginare nulla, far spaziare la fantasia libera.

    Voi cosa ne pensate?
    Non sono d'accordo, ma posso capire questo ragionamento in caso venga fatto da chi non ha mai letto il Libro ed intende avvicinavisi solo dopo aver visto i film. Errore immane, IMHO.

    Vedi, uno dei piu' grandi pregi del Libro e' proprio la capacita' descrittiva. Tutto e' descritto in un modo cosi' perfetto che sfido CHIUNQUE abbia letto il Libro a non riconoscere al primo sguardo la Contea nelle prime scene del film. A non "rivederla" esattamente come noi tutti la avevamo "vista". Stessa cosa per Moria, per i Nazgul, per Gollum e per tutti i personaggi del film.
    Uno degli enormi meriti di Peter jackson e' stato proprio questo: prendere cio' che era gia' scritto in modo tanto perfetto e semplicemente riportarlo su pellicola, senza mai cambiare nulla. Ma solo "correggendo" parti per renderle un po' piu' commerciali (e credibili, se pensiamo alla battaglia del Fosso di Helm).

    Per cui no, non sempre le immagini ammazzano la fantasia. Anzi, nel caso de Il Sigonre degli Anelli, non hanno fatto altro che rendere un enorme omaggio di quasi 12 ore alla piu' grande opera letteraria mai scritta, semplicemente "traducendo" in video cio' che era riportato su carta.

    Ogni volta che rileggero' il Libro non avro' bisogno di pensare alle immgini del film, semplicemente perche' il film non ha fatto altro che farmi vedere cio' che era gia', ESATTAMENTE, nella mia mente.
    Lo Skyblog e' su www.skyflash.it
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  7. #7
    Oggettivista L'avatar di space king
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    Ritengo che cinema e libri siano due forme di mediazione differenti. Il libro permette fastasia immaginativa a livello di immagini, ma per il resto ha un campo abbastanza ristretto, costituito dalle parole. Questo può essere un vantaggio, dal momento che il libro lo si legge in tutte le sue parti. Ma nel cinema c'è qualcosa che sfugge sempre all'occhio umano: sono gli sfondi, certe peculiarità dei personaggi, caratteristiche di ambientazioni, melodie di sottofondo. Queste particolarità sono miscelate sapientemente dal regista (se è bravo, ovviamente) e permettono allo spettatore di percepire qualcosa senza quasi vederlo: produce sensazioni, emozioni. Il libro le produce attraverso la fantasia, e la descrizione diverrà tanto più accurata quanto il nostro livello di percezione riuscirà ad essere alto. In parole povere, non è necessario che un libro abbia descrizioni molto particolareggiate per immaginarci esattamente i luoghi - ad esempio - che sta descrivendo, ma a contribuire alla nostra forza immaginativa intervengono diversi altri fattori (la nostra conoscenza, il bagaglio culturale, lo stato d'animo, le esperienze...).
    In sostanza credo che bisognerebbe riuscire a "conquistare" la capacità di discernere la fantasia e la percezione, l'immaginazione e la sensazione, per poi riamalgamarle, riuscendo così a non farsi rovinare un libro da un film o un film da un libro.
    Ultima modifica di space king; 10-05-2004 alle 14:40:32
    Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincie ma bordello! (VI Purgatorio)

    Di rider finirai pria dell'aurora!


  8. #8
    el Bunkyo L'avatar di Bunky
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    Citazione dirkpitt
    Che immaginavo più bastardo e più antipatico era il carceriere raccomandato, mi pare fosse Percy, quello che all'inizio urla "Uomo morto che cammina".
    Beh... quello del film non è che sia proprio così dolce?!!?!?

  9. #9
    Old times rock and roll! L'avatar di dirkpitt
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    Citazione Bunky
    Beh... quello del film non è che sia proprio così dolce?!!?!?
    Lo so, ma quello del libro l'ho odiato molto di più. Ma forse, sapendo già che fine avrebbe fatto, nel film ho avuto una sorta di pietà "inconscia".
    "Il pistolero si destò da un sogno confuso dominato da un'unica immagine, quella del Mazzo di Tarocchi con il quale l'uomo in nero gli aveva predetto (non si sa quanto onestamente) l'amaro destino. Affoga, pistolero, gli diceva l'uomo in nero, e nessuno gli getta una cima. Il giovane Jake. Ma non era un incubo. Era un bel sogno. Era bello perché era lui ad annegare, quindi non era affatto Roland, bensì Jake e questo gli era di consolazione perché sarebbe stato mille volte meglio annegare come Jake che vivere nei panni di se stesso uomo che, nel nome di un gelido sogno, aveva tradito un bambino che in lui aveva riposto tutta la sua fiducia."

  10. #10
    Old times rock and roll! L'avatar di dirkpitt
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    Citazione space king
    Ritengo che cinema e libri siano due forme di mediazione differenti. Il libro permette fastasia immaginativa a livello di immagini, ma per il resto ha un campo abbastanza ristretto, costituito dalle parole. Questo può essere un vantaggio, dal momento che il libro lo si legge in tutte le sue parti. Ma nel cinema c'è qualcosa che sfugge sempre all'occhio umano: sono gli sfondi, certe peculiarità dei personaggi, caratteristiche di ambientazioni, melodie di sottofondo. Queste particolarità sono miscelate sapientemente dal regista (se è bravo, ovviamente) e permettono allo spettatore di percepire qualcosa senza quasi vederlo: produce sensazioni, emozioni. Il libro le produce attraverso la fantasia, e la descrizione diverrà tanto più accurata quanto il nostro livello di percezione riuscirà ad essere alto. In parole povere, non è necessario che un libro abbia descrizioni molto particolareggiate per immaginarci esattamente i luoghi - ad esempio - che sta descrivendo, ma a contribuire alla nostra forza immaginativa intervengono diversi altri fattori (la nostra conoscenza, il bagaglio culturale, lo stato d'animo, le esperienze...).
    In sostanza credo che bisognerebbe riuscire a "conquistare" la capacità di discernere la fantasia e la percezione, l'immaginazione e la sensazione, per poi riamalgamarle, riuscendo così a non farsi rovinare un libro da un film o un film da un libro.
    Non mi trovo del tutto d'accordo. Non credo che le parole restringano il campo, nè che sfondi, melodie ed altro creino sensazioni ed emozioni come fanno le parole. Secondo me è più facile soffermarsi a riflettere su come immaginare un paesaggio descritto in un libro, i suoni e gli odori che sentiremmo se ci fossimo dentro, che fare la stessa cosa con lo stesso paesaggio trasportato in un film. Li ti trovi davanti l'opera compiuta, e non penso che stai ad immaginare cosa sentiresti se fossi immerso in quel luogo, anche perchè altrimenti ti distrai e perdi un pezzo di film.
    "Il pistolero si destò da un sogno confuso dominato da un'unica immagine, quella del Mazzo di Tarocchi con il quale l'uomo in nero gli aveva predetto (non si sa quanto onestamente) l'amaro destino. Affoga, pistolero, gli diceva l'uomo in nero, e nessuno gli getta una cima. Il giovane Jake. Ma non era un incubo. Era un bel sogno. Era bello perché era lui ad annegare, quindi non era affatto Roland, bensì Jake e questo gli era di consolazione perché sarebbe stato mille volte meglio annegare come Jake che vivere nei panni di se stesso uomo che, nel nome di un gelido sogno, aveva tradito un bambino che in lui aveva riposto tutta la sua fiducia."

  11. #11
    Utente L'avatar di lefantome
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    non sono d'accordo i film non fanno male ai libri! sono le fiction e le soap opera.. che fanno male ai giornali e ai libri d'attualità

  12. #12
    Uomo in nero L'avatar di LAGUNA400
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    Citazione dirkpitt
    Non mi trovo del tutto d'accordo. Non credo che le parole restringano il campo, nè che sfondi, melodie ed altro creino sensazioni ed emozioni come fanno le parole. Secondo me è più facile soffermarsi a riflettere su come immaginare un paesaggio descritto in un libro, i suoni e gli odori che sentiremmo se ci fossimo dentro, che fare la stessa cosa con lo stesso paesaggio trasportato in un film. Li ti trovi davanti l'opera compiuta, e non penso che stai ad immaginare cosa sentiresti se fossi immerso in quel luogo, anche perchè altrimenti ti distrai e perdi un pezzo di film.
    Totalmente d'accordo...e poi ritornando al tuo discorso di prima bisogna sempre leggere prima il libro e poi vedere il film...e cmq sempre meglio il libro... fare il lavoro di casting di un film tratto da un buon libro poi è sempre difficile...io non oso immaginare una trasposizione della torre nera di king, praticamente dovrebbero ringiovanire clint estwood per dare un degno protagonista ^^", oppure lo scenggiato del conte di montecristo dove De pardieu ( mi scuso ma non so un acca di francese scritto ^^") coincide poco o niente col Edmond dantes...
    Adesso considera questi quà davanti. Hanno preoccupazioni, contano i chilometri, pensano a dove dovranno dormire questa notte... e in tutti i casi ci arriveranno lo stesso, capisci. Però hanno bisogno di preoccuparsi e ingannare il tempo con necessità fasulle o di altro genere, le loro anime puramente ansiose e piagniucolose non saranno in pace finche non riusciranno ad agganciarsi a una preoccupazione affermata...
    http://immaginiriflesse.splinder.com/

  13. #13
    Oggettivista L'avatar di space king
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    Citazione dirkpitt
    Non mi trovo del tutto d'accordo. Non credo che le parole restringano il campo, nè che sfondi, melodie ed altro creino sensazioni ed emozioni come fanno le parole. Secondo me è più facile soffermarsi a riflettere su come immaginare un paesaggio descritto in un libro, i suoni e gli odori che sentiremmo se ci fossimo dentro, che fare la stessa cosa con lo stesso paesaggio trasportato in un film. Li ti trovi davanti l'opera compiuta, e non penso che stai ad immaginare cosa sentiresti se fossi immerso in quel luogo, anche perchè altrimenti ti distrai e perdi un pezzo di film.
    Siamo d'accordo che è più semplice soffermarsi su un libro piuttosto che in un film, ed è quello che ho cercato di dire anch'io. Ma nel film l'opera compiuta - completa, conclusa in sè - è solo oggettivamente esistente, ma non del tutto compresa (a volte persino neanche percepita). Infatti ho detto che qualcosa sfugge, sebbene ne avvertiamo l'esistenza, la percepiamo - come può accadere per un sottofondo musicale. E in sostanza è quello che noi avvertiamo, ciò che conta realmente. Nel libro le parole non "limitano", ma restringono il campo di percezione, non d'immaginazione. Ovvero, abbiamo chiara davanti a noi la base su cui costruire le nostre immagini. Possiamo interrompere la lettura per poi riprenderla, le parole saranno sempre lì, le costruzioni sintattiche ci permetteranno di immaginare nuovamente. Ma le parole sono sempre limpide davanti a noi. Nel cinema c'è uno sfondo che sfuma, che possiamo non avere ben chiaro, ma di cui avvertiamo l'esistenza, ne percepiamo l'essenza. E da quella base, più sfumata e meno trasparente, riusciamo talvolta a ricavarne emozioni.
    In definitiva, il cinema può donare emozioni qualora sia fatto bene, così come il libro, ma il principio che ne determina la base immaginativa è diverso, sebbene avente a mio parere lo stesso medesimo valore.
    Spero di essermi spiegato, stavolta.
    Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta,
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  14. #14
    SNAKE fan88
    Ospite
    concordo con te warrior xp , hai perfettamente ragione.

  15. #15
    Utente L'avatar di mapix
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    Secondo me dipende soltanto dalla sensibilità individuale, non mi immaginerò mai i personaggi del Signore degli Anelli come quelli del film ma questo non mi capita nemmeno ad esempio con La Storia Infinita che ho letto solo dopo...dipende anche da quanto ti piace il libro
    Voglio che tu mi colpisca più forte che puoi

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