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Visualizzazione risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Cerco [Racconto Breve]

Cambio titolo
  1. #1
    Ghibellin Fuggiasco L'avatar di candyskull
    Registrato il
    01-03
    Località
    Roma
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    3.186

    Cerco [Racconto Breve]

    Premessa:
    Ho scritto questo "colpo di testa" tutto di getto in meno di mezz'ora, con tutto e niente in mente - quindi avra' sicuramente di qualche riguardata e spolverata in futuro. Per adesso, ditemi che ne pensate e cosa vi comunica
    Cerco
    Era sfinito.
    Distrutto.
    'Non ce la faro' mai...'
    Era come se ci fossero due voci nella sua testa.
    'Devi alzarti forza'
    'No...'
    Chiariamoci, non il classico diavoletto&angioletto, era qualcosa di piu' sottile, come se due partiti politici con idee ragionevoli si litigassero il
    governo
    'Alzati'
    La sveglia suono' ancora. Si alzo'. Le sette e quaranta
    '*****...'
    Si alzo' velocemente, barcollo' verso il bagno, si spruzzo' dell'acqua fredda sul viso e sul petto
    'Chi ha detto che l'acqua fredda sveglia?'
    Dieci minuti dopo, era fuori di casa. Non pioveva, ma il cielo era coperto di un grigio scuro e minaccioso. Scese velocamente le scale della
    metropolitana, accogliendo con un'impercettibile espressione di sollievo la ventata di aria calda e puzzolente che saliva sul suo viso.
    Il treno arrivo' dieci minuti dopo, sali' sopra e occupo' velocemente un posto, sedendosi. Si asciugo' il sudore dalla fronte
    "Scusi, signore"
    Che caldo
    "Scusi..."
    Ma sta parlando con me o sbaglio?
    "Signore!"
    Si giro' verso la bambinetta che lo guardava dal basso in alto, nonostante fosse seduto. Aveva il viso reso scuro dal troppo sporco.
    "Si?" disse con voce stanca
    Questi figli dei ROM (non si dice piu' zingari, per carita') erano sempre li', chiedendo l'elemosina, ma ormai per lui erano parte dell'ambiente metropolitano, una cornice senza la quale si sarebbe sentito molto strano
    "Ha qualche spicciolo da darmi?"
    "Niente mi spiace" Ero vero, tra l'altro

    Era la sua fermata, scese.
    Sali' le scale mobili a due due, arrivo' in cima. Cinque minuti dopo stava sull'ascensore, insieme a due suoi colleghi.
    'Scendi, torna indietro'
    'Cosa stai dicendo?'
    'Scendi'
    'Ma ci sono i miei colleghi, cosa penseranno se...'
    'C'e' qualcuno che ti sta aspettando, non vedi?'
    Alzo' gli occhi, i suoi due colleghi lo stavano guardando. Capi' che si aspettavano che rispondesse qualcosa.
    "Scusate, la stanchezza..." bofonchio', e scese al piano sbagliato
    I due ricominciarono a chiaccherare, li poteva sentire mentre le porte si chiudevano.
    Chiamo' l'ascensore. Per scendere, stavolta. Aspetto' un po', tutti salivano a quell'ora.
    'Cosa stai facendo esattamente?'
    'Non senti la sua ansia?'
    'Cosa?'
    'Non la senti?'
    'E' tutta autosuggestione, su. Non crederai veramente che...'
    Le porte si aprirono, simmetriche, con un leggero ding.
    Era li'.
    La ragazzina sorrise lievemente.
    "Signore... non sta cercando qualcosa?"
    "Cosa?"
    "Qualcosa che ha perso"
    "Si"
    Senza dire una parola, la bambinetta si volto', e si incammino' verso l'uscita. Attraverso le porte a vetri poteva vedere la gente che passava, il traffico, poteva sentire lo smog, l'agitazione.
    Segui' la zingarella, e siccome la seguiva, prese ad osservare i suoi capelli. Aveva dei bei capelli chiari, leggermente striati di scuro, che l'andatura e la brezza facevano ondeggiare leggermente, ora a destra ora a sinistra. Svoltarono a destra.
    'E' assurdo'
    'Fai silenzio'
    'Stai seguendo una zingarella e non guardi neanche dove stai andando!'
    'Non mi importa'

    Svolta a sinistra, semaforo. Rosso, naturalmente.
    "Da quanto tempo cerca?"
    Avrebbe voluto dire da sempre, ma non era vero. Ripenso' alla sua infanzia. Ai suoi sogni. Ai compagni di scuola. Alla sua prima ragazza e a quelle che seguirono. All'universita', e alla prima volta che aveva fatto l'amore. Da quanto tempo cercava? Da tanto.
    "Da tanto"
    "Bene"
    La ragazza si volto' verso di lui e annui' lievemente, poi scatto' il verde e ricominciarono a camminare.

    Entrarono in un piccolo negozio con le tendine a perlina, che tintinnarono al loro passaggio. Il posto era piccolo, con le pareti ricoperte da scaffali pieni di generi alimentari e prodotti vari. Un'anziana donna stava dietro un vecchio bancone di legno, rugoso almeno quanto lei. Stava scrivendo qualcosa su un pezzo di carta con una biro nera, e il dorso della sua mano strofinandosi con il legno creava un fruscio armonioso e continuo. La donna alzo' gli occhi.
    "Chi e' lui?" disse alla bambina. Non badava a lui, neanche lo guardo'
    "Lui e' uno di quelli"
    "Un altro" disse, a meta' tra domanda e osservazione. Alzo' lo sguardo su di lui. Un brivido lo percorse.
    La bambinetta gli sorrise compiaciuta e usci' dal negozietto, seguita dal tintinnare della plastica contro la plastica. Era solo. Questa consapevolezza lo attraverso' come un getto d'acqua fredda.
    La donna si era girata, gli aveva fatto un cenno e aveva aperto una piccola porta in legno pitturato di verde dietro il bancone. Lui fece il giro e la raggiunse. Guardo' dentro.
    "Questo e' quello che cerchi" disse la donna
    "Questo?" chiese lui.
    Si sforzo' di guardare. Ma vedeva soltanto un'oscurita' profonda. Fece un passo nel buio. La donna lo stava guardando.
    Allungo' il piede ancora un po'.
    'Non succede niente'
    'Che ti aspettavi?'
    Cerco' un aiuto nel viso della donna, ma l'aria tranquilla di quella non lo aiuto' certo. Mise dentro anche l'altro piede. Adesso non riusciva a vedersi la punta del piede.
    'Entra forza'
    'Ma...'
    'Entra. Non cercavi qualcosa forse?'
    Entro' con tutto il corpo. Adesso non vedeva niente. Rimase interdetto qualche secondo, poi fece per girarsi. Non vedeva niente, era come se qualcuno gli avesse appoggiato un pesante velluto nero sulla faccia.
    Poi, lontano, molto lontano, senti lo scricchiolio di una porta di legno che si chiudeva.
    Si rigiro'.
    Il nulla. Il buio.

    E allora capi'. E fu felice.
    The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
    10° Raduno Romani de Roma
    E poi laggiù adesso c'è uno grasso che ci guarda


  2. #2
    "Cacca pupù" metaller L'avatar di Shinyy
    Registrato il
    04-03
    Località
    Sulle patate.
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    774
    Bello.
    Fa pensare.
    Bravo.
    Ciaoz
    La tua firma supera il limite massimo di altezza (158 pixel). Ti invitiamo a leggere il regolamento per non ripetere l'errore.

    Dimostralo.

  3. #3
    Bannato L'avatar di GUNLUCKY
    Registrato il
    03-03
    Località
    sulle ali dell'Arcadia
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    9.411
    Suggestivo, un po' confuso però.

  4. #4
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    Varese
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    14.008
    Ben scritto, a parte qualche errore, ottima forma. Significato zero.
    I am Alpha and Omega, the Beginning and the End, the First and the Last

    Né dei, né giganti

  5. #5
    Astiasti ieri?Eh!?! Poppa L'avatar di cecche88
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    Citazione iamalfaandomega
    Ben scritto, a parte qualche errore, ottima forma. Significato zero.
    Quoto il tuo modo di scrivere mi piace: molto semplice e asciutto. Devi curare di più la storia.

  6. #6
    Ghibellin Fuggiasco L'avatar di candyskull
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    Citazione iamalfaandomega
    Ben scritto, a parte qualche errore, ottima forma. Significato zero.
    mi aspettavo che qualcuno dicesse qualcosa del genere
    adesso che sono in completo (si fa per dire) possesso delle mie facolta' me lo rileggo per bene e pulisco qualcosina...
    poi vi diro': l'ho scritto pensando a una persona. Per me e per quella persona queste righe hanno un senso, ed ero curioso di vedere se ce l'avevano anche per voi ^^
    The dreams in which I’m dying are the best I’ve ever had
    10° Raduno Romani de Roma
    E poi laggiù adesso c'è uno grasso che ci guarda


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