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Visualizzazione risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: [1]Che Guevara

Cambio titolo
  1. #1
    Utente L'avatar di vegeth85
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    [1]Che Guevara

    Per vedere la parte precedente di questo thread clicca qui: http://forum.gamesradar.it/showthread.php?t=39332

  2. #2
    Utente L'avatar di cerberus
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    E' facile ora, seduti al computer, dare giudizi sull'operato di Che Guevara e di Fidel Castro, è facile perchè noi prendiamo la carta della costituzione, leggiamo i diritti dell'uomo, guardiamo Cuba o le azioni di Che Guevara e diciamo...
    Bhe... se non sbaglio proprio tu sostenevi ( nel topic sulle torture ) che per giudicare ottimamente bisogna essere il più distaccati possibili... comunque capisco il tuo punto di vista... ma non lo condivido... ci sono svariate situazioni in cui il passaggio ad una democrazia è problematico, solitamente quando diverse fazioni si contendono il potere ( come avviene oggi in Irak... ), ma se il potere lo detiene una sola persona, basta che questa lo voglia perchè si formi una democrazia... il problema è che Castro, per ambizione o acciecato di ideologia non lo ha voluto...( io opto per l'ambizione, dato che l'ideologo tra Castro e Guevara era quest'ultimo... )...
    Engineers do it better
    "Lo scienziato non studia la natura perché è utile, ma perché ne prova piacere e ne prova piacere perché è bella. Se la natura non fosse bella, non varrebbe la pena studiarla e la vita non varrebbe la pena di essere vissuta”.( Henri Poincaré )
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  3. #3
    Utente L'avatar di BILBAO
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    ed allora contestualizziamo anche la nascita del fascismo e della rivoluzione bolscevica ed allora scatterebbe la sospensione del giudizio, visto che il clima, il sentire di quel periodo "poteva" preludere alle svolte sche storicamente si sono avverate: personalmente NON nego, in quanto sarei evidentemente ipocrita, che la rivoluzione cubana abbia avuto il merito di deporre un regime, avesse alla base ideali + che codividibili, ma allo stesso modo, pur concedendo le attenuanti del caso, come tu gendo hai evidenziato in una corretta disamina, mi pare che quegli ideali siano stati stuprati ANCHE e forse in max misura dallo stesso fidel, dallo stesso lenin anni prima; mi pare che l'analisi possa essere multifattoriale

  4. #4
    Rivoluzionario L'avatar di Gendo Ikari
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    Citazione cerberus
    Bhe... se non sbaglio proprio tu sostenevi ( nel topic sulle torture ) che per giudicare ottimamente bisogna essere il più distaccati possibili... comunque capisco il tuo punto di vista... ma non lo condivido... ci sono svariate situazioni in cui il passaggio ad una democrazia è problematico, solitamente quando diverse fazioni si contendono il potere ( come avviene oggi in Irak... ), ma se il potere lo detiene una sola persona, basta che questa lo voglia perchè si formi una democrazia... il problema è che Castro, per ambizione o acciecato di ideologia non lo ha voluto...( io opto per l'ambizione, dato che l'ideologo tra Castro e Guevara era quest'ultimo... )...
    Certo, bisogna essere distaccati, infatti io non ho mai detto che è giusto fucilare, che è giusto uccidere, ma per lo stesso motivo non dico neanche che nelle loro condizioni non avrei fatto lo stesso.
    Noi dobbiamo capire, e per questo rispondo anche al topic di BILBAO, che la situazione di Cuba è completamente diversa da un qualsiasi fascismo o nazismo. PRIMA non c'era alcuna democrazia. Tutto è nato come lotta ad una dittatura. Un altro esempio eclatante è la rivoluzione russa, nata come lotta contro lo zar.
    Noi dobbiamo distinguere la fase rivoluzionaria, e la fase dittatoriale, differenza che per il nazismo e il fascismo non esiste.
    A Cuba, in Russia, in Cina, abbiamo una fase di lotta contro il potere dittatoriale, una fase in cui il comunismo si contrappone al sistema e si fa portatore di ideali di libertà e democrazia. Dove la rivoluzione ha successo avviene il dopo-rivoluzione. Tutto il mondo isola il paese in questione e fomenta le forze reazionarie per riportare il vecchio dittatore al potere, per riportare lo zar al potere, etc..etc... il tutto combattendo contro la popolazione e le forze rivoluzionarie. In questa fase la libertà e la democrazia desiderata dai rivoluzionari stessi viene messa da parte per sopravvivere. Perchè ripeto che i cari e buoni capitalisti di tutto il mondo non è che vogliono riprendere il potere con delle elezioni o con le caramelle, ma con le armi, le bombe, il terrorismo, la guerra, gli embarghi, i sabotaggi, i colpi di stato, le fucilazioni, etc..etc...
    Io non provo nemmeno, come vedete, e non mi lancio in difese per Che Guevara o Castro, ma sto solo analizzando un processo storico.
    E' oltremodo normale che un paese circondato da nemici, in perenne rischio di sconfitta, con i nemici dentro e fuori, rimanga una paese non democratico. Sottolineo RIMANGA, e non DIVENTI, perchè non c'è mai stato un paese democratico che contaminato dal comunismo sia piombato in una dittatura.
    Io pongo ai vostri occhi una linea interpretativa diversa dal solito, come vedete.
    Perchè io vi chiedo cosa avreste fatto voi. Vi sareste sottomessi al dittatore messo lì dal tale stato o dal tal'altro paese, o vi sareste ribellati? Dopo avreste acconsentito a farvi fucilare dai reazionari, o avreste preso le armi per difendervi? Alla fine avreste tentato di democratizzare il paese, di fronte al pericolo imminente di un'invasione (sotto varie forme) o avreste pensato a tutt'altre cose?
    Basta la volontà perchè si formi una democrazia? Certo, Castro avrebbe potuto far diventare Cuba una democrazia in qualsiasi momento, ma si sarebbe ritrovato una situazione totalmente diversa. In una democrazia c'è un minor controllo, c'è più instabilità, c'è più libertà, il che significa più occasioni e possibilità a eventuali terroristi o reazionari, etc..etc...
    Ripeto, e lo ridirò fino alla nausea, non sto giustificando nessuno in nessun modo, sto solo contestualizzando (il che non significa farsi sopraffare dalle emozioni del momento, ma solo capire meglio le cose) sto solo ponendo dei problemi che nessuno si pone.
    Sto solo cercando di farvi capire come siamo soggettivi nel lodare la rivoluzione francese e poi nel condannare quella Cubana al 100%. Il bianco e il nero non esistono.
    E di queste cose parlo anche con una certa passione perchè io capisco e comprendo come Castro e Che Guevara abbiano agito, perchè se io fossi vissuto a Cuba in quegli anni avrei molto probabilmente partecipato anch'io alla rivoluzione.
    Viva l'Itaglia!

  5. #5
    Utente L'avatar di BILBAO
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    Citazione Gendo Ikari
    Certo, bisogna essere distaccati, infatti io non ho mai detto che è giusto fucilare, che è giusto uccidere, ma per lo stesso motivo non dico neanche che nelle loro condizioni non avrei fatto lo stesso.
    Noi dobbiamo capire, e per questo rispondo anche al topic di BILBAO, che la situazione di Cuba è completamente diversa da un qualsiasi fascismo o nazismo. PRIMA non c'era alcuna democrazia. Tutto è nato come lotta ad una dittatura. Un altro esempio eclatante è la rivoluzione russa, nata come lotta contro lo zar.
    Noi dobbiamo distinguere la fase rivoluzionaria, e la fase dittatoriale, differenza che per il nazismo e il fascismo non esiste.
    A Cuba, in Russia, in Cina, abbiamo una fase di lotta contro il potere dittatoriale, una fase in cui il comunismo si contrappone al sistema e si fa portatore di ideali di libertà e democrazia. Dove la rivoluzione ha successo avviene il dopo-rivoluzione. Tutto il mondo isola il paese in questione e fomenta le forze reazionarie per riportare il vecchio dittatore al potere, per riportare lo zar al potere, etc..etc... il tutto combattendo contro la popolazione e le forze rivoluzionarie. In questa fase la libertà e la democrazia desiderata dai rivoluzionari stessi viene messa da parte per sopravvivere. Perchè ripeto che i cari e buoni capitalisti di tutto il mondo non è che vogliono riprendere il potere con delle elezioni o con le caramelle, ma con le armi, le bombe, il terrorismo, la guerra, gli embarghi, i sabotaggi, i colpi di stato, le fucilazioni, etc..etc...
    Io non provo nemmeno, come vedete, e non mi lancio in difese per Che Guevara o Castro, ma sto solo analizzando un processo storico.
    E' oltremodo normale che un paese circondato da nemici, in perenne rischio di sconfitta, con i nemici dentro e fuori, rimanga una paese non democratico. Sottolineo RIMANGA, e non DIVENTI, perchè non c'è mai stato un paese democratico che contaminato dal comunismo sia piombato in una dittatura.
    Io pongo ai vostri occhi una linea interpretativa diversa dal solito, come vedete.
    Perchè io vi chiedo cosa avreste fatto voi. Vi sareste sottomessi al dittatore messo lì dal tale stato o dal tal'altro paese, o vi sareste ribellati? Dopo avreste acconsentito a farvi fucilare dai reazionari, o avreste preso le armi per difendervi? Alla fine avreste tentato di democratizzare il paese, di fronte al pericolo imminente di un'invasione (sotto varie forme) o avreste pensato a tutt'altre cose?
    Basta la volontà perchè si formi una democrazia? Certo, Castro avrebbe potuto far diventare Cuba una democrazia in qualsiasi momento, ma si sarebbe ritrovato una situazione totalmente diversa. In una democrazia c'è un minor controllo, c'è più instabilità, c'è più libertà, il che significa più occasioni e possibilità a eventuali terroristi o reazionari, etc..etc...
    Ripeto, e lo ridirò fino alla nausea, non sto giustificando nessuno in nessun modo, sto solo contestualizzando (il che non significa farsi sopraffare dalle emozioni del momento, ma solo capire meglio le cose) sto solo ponendo dei problemi che nessuno si pone.
    Sto solo cercando di farvi capire come siamo soggettivi nel lodare la rivoluzione francese e poi nel condannare quella Cubana al 100%. Il bianco e il nero non esistono.
    E di queste cose parlo anche con una certa passione perchè io capisco e comprendo come Castro e Che Guevara abbiano agito, perchè se io fossi vissuto a Cuba in quegli anni avrei molto probabilmente partecipato anch'io alla rivoluzione.

    io NON condanno al 100% la rivoluzione cubana, GENDO, in quanto come ho nel cuore i morti che hanno combattuto la barbarie nazifascista, come quei 12 che si opposero al giuramento filo regime fascista in ambiente universitario, come ho ben chiari gli ideali di libertà negata in nome dell'uomo nuovo fascista i cui lo stato era al centro della vita fascista, allo stesso modo plaudo alla scelta di chi in nome di un socialismo condivisibile combattè la dittatira batistana, e su qs punato mi pare di essere stato esplicito.

    ma quello che non tollerò è il DOPO, è la linea di condotta adottata dal leader maximo per realizzare quella democrazia e quel socialismo per il quale furono imbracciate le armi: se i fini erano nobili e condivisibili, il post evento bellico ha brutalizzato quei fini: mi pare che io abbia distinto nettamente ilprima dal dopo, esprimendo nette critiche sul DOPO e non sul prima

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