• In diretta da GamesVillage.it
    • News
    • -
    • In Evidenza
    • -
    • Recensioni
    • -
    • RetroGaming
    • -
    • Anteprime
    • -
    • Video
    • -
    • Cinema

Visualizzazione risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: Legacy of kain : Defiance

Cambio titolo
  1. #1
    Parenthesis Man L'avatar di Valigrant
    Registrato il
    06-04
    Messaggi
    74

    Legacy of kain : Defiance

    Legacy of Kain : Defiance

    Titolo: Legacy Of Kain : Defiance
    Lingua: Italiano
    Versione: Ps2

    L'origine

    A distanza di sette anni dall'uscita del suo primo episodio la saga di Legacy of Kain si impreziosisce di un nuovo capitolo. Nato su PsOne e Pc come un Action Rpg dall'estro dei Silicon Knight il primo Blood Omen raccontava la storia del nobile Kain, brutalmente assassinato una notte da alcuni briganti, al quale veniva data la possibilità di vendicarsi dei propri assassini dal negromante Mortanius a patto di accettare la sua nuova condizione di vampiro. Nel progredire della sua avventura il neo vampiro Kain andava scoprendo come la sua uccisione facesse in realtà parte di un oscuro progetto manovrato da potenti entità intenzionate ad intervenire sul futuro stesso delle lande di Nosgoth. Il finale del gioco poneva dunque lo stesso giocatore nel difficile compito di decidere il futuro di Nosgoth offrendogli come alternative il sacrificio dello stesso Kain che avrebbe portato al ristabilimento dell'ordine o il rifiuto dello stesso con conseguente decadimento di Nosgoth. Nonostante la trama accattivante e il comparto sonoro di alto livello (è stato uno dei primi giochi ad avere i dialoghi interamente recitati da attori) il gioco non ebbe il successo meritato e ciò assieme al successivo abbandono della serie da parte dei Silicon Knight sembrava destinare Kain a rimanere segregato nell'oscurità (da bravo vampiro) dei titoli sottovalutati e snobbati dai videogiocatori.


    Rinascita

    Questo fino all'acquisizione della sconosciuta ( a quei tempi) Crystal Dynamic che rilasciò tre anni dopo nel periodo di massimo splendore della PsOne il secondo episodio della serie, ricco di una grafica tridimensionale, effetti speciali all'avanguardia ( ho ancora indelebile nella mia mente il ricordo del mio primo viaggio dal mondo spettrale a quello materiale) una trama ulteriormente sviluppata appoggiata ancora una volta da dialoghi di ottima fattura (con completa localizzazione anche in italiano) e interessanti soluzioni di gameplay che offrivano un'esperienza dall'impronta meno "action" e più ragionata. La storia raccontava di Raziel,luogotenente di Kain, il quale avendo raggiunto per primo lo stadio più avanzato nel ciclo evolutivo dei vampiri, segnato dalla crescita di un paio di ali, veniva gettato dai suoi stessi fratelli su ordine di Kain nell'Abisso,un vortice di anime dannate, destinato all'oblio. Dopo secoli di sofferenze anche a Raziel viene offerta una possibilità da un'entità divina la quale tramutatolo in un cacciatore di anime lo invita a vendicarsi. Vagando per Nosgoth secoli dopo la decisione di Kain di lasciare il mondo decadere Raziel trova e affronta tutti i suoi fratelli ( a parte uno..) fino ad arrivare allo scontro decisivo con il proprio nemico. Ritrovatosi a faccia a faccia con Kain il gioco terminava senza la vittoria del protagonista e l'uccisione di Kain, il quale invece con un oscuro discorso sul destino scappava lasciandosi inseguire dallo stesso Raziel. Accolto dalle parole profetiche di Moebius, il guardiano del tempo già conosciuto nell'originario Blood Omen, il gioco terminava lasciando così il giocatore in attesa di un nuovo episodio desideroso di capire cosa realmente si stesse abbattendo su Nosgoth.


    Benvenuto al tuo destino

    Inevitabilmente l'originario Soul Reaver ha così un seguito due anni dopo nel 2001 caricato di aspettative, dato l'alto livello del suo predecessore, e con il difficile compito di riuscire a sedare la sete di conoscenza dei giocatori sui retroscena più oscuri di Nosgoth. Uscito su Ps2 e Pc il gioco presentava una grafica ulteriormente sviluppata ma in controtendenza con l’originario, data la svolta prettamente più "action" assunta dal gioco. Iniziata così come finiva la precedente, l’avventura seguiva ancora una volta le peripezie di Raziel nella sua ricerca di Kain presentando nel contempo approfondimenti su alcuni personaggi già noti nella serie come Moebius e il vampiro Vorador facendo chiaramente capire al giocatore come non tutto era come poteva sembrare cinque anni prima all’uscita del capostipite della saga. Ricco di dialoghi e colpi di scena il gioco però peccava nel non riuscire a spiegare nulla con precisione di quanto fosse accaduto nei precedenti giochi limitandosi ad accennare qua e là qualcosa finendo piuttosto con l’arricchire ulteriormente la mente dei giocatori di nuove domande destinate ancora una volta a rimanere senza una risposta di fronte ad un finale ancora più confusionario di quanto lo fosse quello del primo Soul Reaver.


    La ruota del fato

    Fin da prima l’uscita del successore di Soul Reaver 2 voci piuttosto fondate affermavano quindi che il successivo episodio sarebbe stato l’ultimo della serie, e essendo tale, sarebbe stato l’episodio che avrebbe chiarito finalmente tutti i dubbi di questa controversa serie. In risposta a tutte queste voci esce quindi Legacy of Kain : Defiance, anticipato da Blood Omen 2 che risultò essere quasi un capitolo a parte in quanto non completamente inerente alla saga di Soul Reaver se non in alcuni punti. Defiance si presenta quindi nel migliore dei modi, proponendo finalmente ai giocatori di poter usare entrambe le due nemesi Kain e Raziel nella loro lotta contro il destino. Dal punto di vista tecnico ancora una volta il lavoro svolto è assolutamente impeccabile: gli scenari sono ripresi sempre in modo molto cinematografico, rendendo alla perfezione le imponenti architetture gotiche (magnifica la villa di Vorador) e le vaste ambientazioni esterne arricchite di vegetazione e effetti ambientali come la neve che risultano nel complesso sempre più che soddisfacenti. Piccola pecca è però riscontrata proprio nella regia data la scelta dei programmatori di non lasciare al giocatore il completo controllo della telecamera che rimanendo sempre nella posizione di default può essere solo leggermente ruotata. I personaggi ben disegnati presentato animazioni convincenti e fluide come anche la maggior parte degli altri personaggi. I nemici non molto vari non presentano nella maggior parte dei casi una vera e propria sfida limitandosi a apparire in grande quantità per fornire un discreto livello di difficoltà. Il design generale dei personaggi segue quanto già visto nei precedenti capitoli della saga con i modelli di Raziel e Kain che sono gli stessi di quelli visti in Soul Reaver 2 arricchiti da un maggior numero di poligoni. Il sistema di controllo pressoché identico per entrambi i personaggi, che sono guidati in fasi alterne per tutta la durata del gioco, risponde bene e in modo immediato ma è in parte minato dal problema della telecamera che finisce con il complicare leggermente alcune fasi di salto creando difficoltà nel riuscire a capire l’esatta posizione di alcune pedane con conseguenti problemi nel riuscire a calibrare alla perfezione alcuni salti. I cambiamenti rispetto i precedenti Soul Reaver sono allo stesso tempo apprezzabili e superflui con la rimozione del tasto per potersi piegare ed eseguire salti più lunghi e la diversa disposizione di alcuni tasti come quello adibito al risucchio di anime \ sangue spostato sul pulsante R1 e l’adozione delle frecce direzionali per il cambiamento delle armi. Nel reparto delle armi e del combattimento si riscontrano i maggiori cambiamenti: entrambi i personaggi saranno infatti armati dall’inizio alla fine della loro arma iniziale (la Soul Reaver appunto) potenziabile nel corso del gioco. I potenziamenti stessi non sono più gestiti come nel precedente episodio nel quale bisognava ogni volta trovare una forgia elementale per poter potenziare l’arma con il corrispondente potere ma una volta acquisiti i vari poteri essi sono sempre richiamabili tramite le frecce direzionali. Questa decisione riesce così parzialmente a variare i combattimenti, ancora più frequenti che negli altri episodi, anche perché più difficilmente evitabili, dando al giocatore l’illusione di avere diverse armi. Illusione perché in realtà la differenza tra una spada e l’altra si limita solo a un colpo speciale attivabile dopo aver riempito una barra uccidendo nemici, colpo che risulta tra l’altro nella maggior parte dei casi piuttosto inutile a parte alcuni casi come la mietitrice di tenebre di Raziel che dona allo stesso la possibilità di diventare invisibile, indispensabile per riuscire a risolvere certi enigmi e tra l’altro esaltata da un pregevole effetto grafico. La barra per il colpo speciale è accompagnata da una seconda barra dell’esperienza che arricchisce, come ormai ogni gioco, di qualche elemento da gioco di ruolo. Il riempimento della barra dell’esperienza per entrambi i personaggi prevede cinque livelli ai quali completamenti corrisponde l’acquisizione di una nuova abilità di combattimento. Per quanto riguarda la storia la Crystal Dynamic ha mantenuto le promesse e nel corso del gioco molti interrogativi sorti nei precedenti episodi trovano finalmente una risposta. La trama riprende da dove si era lasciato i due protagonisti in Soul Reaver 2 fino ad arrivare al finale che sembra poter veramente essere l’epilogo ideale per questa saga. Dal punto di vista sonoro si sottolineano le eccellenti musiche riprese dagli episodi precedenti e gli ottimi effetti sonori ma si registra un piccolo neo nella localizzazione italiana. Il doppiaggio dei personaggi risulta infatti completamente rivoluzionato per i due protagonisti nonostante l’ottimo lavoro svolto nei due precedenti episodi specialmente da parte del doppiatore di Raziel (memorabili i suoi soliloqui). Le nuove voci risultano essere ugualmente certamente di alta qualità ma lasciano un po’ l’amaro in bocca specialmente pensando a versioni come quella americana in cui il doppiatore di Kain è sempre stato addirittura fin dal primo Blood Omen l’ottimo Simon Templeman. Delusione a parte i dialoghi sono ancora numerosi e ben narrano la storia specialmente tramite le riflessioni dei due personaggi. La longevità offre la solita quindicina di ore di gioco impreziosita in questo episodio dalla raccolta di alcuni artefatti che permettono di aumentare la barra della vita e della magia e da alcuni Tomi che una volta raccolti sbloccano degli extra nella schermata del titolo.


    Il cerchio si chiude

    In conclusione quest’ ultimo (ma siamo così sicuri?) episodio risulta essere un gioco di buona fattura, forse alla lunga leggermente ripetitivo ma comunque godibilissimo. Forte di una trama che si conferma ancora una volta tra le più intriganti mai viste in una saga di videogiochi questo Legacy of Kain: Defiance è il classico gioco in cui ci si ritrova ad andare avanti anche solo per la curiosità di sapere “cosa succede dopo”. Proprio per questo il titolo che ad un non appassionato della serie può risultare semplicemente un buon action game, se giocato da un appassionato dei precedenti episodi diventa una vera pietra miliare, immancabile nella collezione di qualunque fan.

    Pregi:

    - Ottima presentazione grafica
    - Trama appassionante
    - Potrebbe essere l’epilogo di questa magnifica saga

    Difetti


    - Sistema di telecamere scomodo
    - Localizzazione in italiano non all’altezza
    - Ripetitivo alla lunga



    Grafica : 8.5
    Sonoro : 7.5
    Gameplay: 7
    Longevità : 7


    Voto: 7.5 – 8.5
    " Mi dicono che l'uomo ama se stesso. Ahimè, quanto deve essere grande questo amore... Quanto disprezzo deve superare !.."

    [Friedrich W. Nietzsche]

  2. #2
    samtam90
    Ospite
    Bella recensione. Te la voto 4.

Regole di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •