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Discussione: Evoluzione del Beat'em up

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  1. #1
    painful under rain clouds L'avatar di xpeter
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    Evoluzione del Beat'em up

    Il genere che più sembra soffrire nell’attuale panorama videoludico, probabilmente in modo ancora più eclatante delle avventure grafiche, è quello dei picchiaduro. Dopo un eccesso di uscite tale da causare una saturazione del mercato durante il periodo d’oro dell’era bidimensionale, e una successiva maturazione 3d che ci ha regalato pietre miliari come Tekken e Virtua Fighter, i game designer e l’utenza di tutto il mondo sembrano aver perso interesse nei confronti delle arti marziali digitali.
    I pochi programmatori che continuano a portare avanti il genere, vedi Capcom e Playmore nel versante 2d e Namco in quello poligonale, non sembrano comunque intenzionati ad evolvere le meccaniche di gioco e sperimentare gameplay innovativi, rimanendo ancorati ai canoni del passato; la produzione odierna di beat’em up appare orientata verso i gusti dei nostalgici di un passato più o meno recente, e comunque anche nei casi di maggior originalità non riesce a discostarsi dal “classico”.
    Per aver prova della summenzionata tendenza basta notare le recenti numerose riedizioni in chiave revival delle serie di Street Fighter 2 e King of Fighters, senza contare gli inediti e più recenti episodi, che generalmente si limitano a presentare rose di personaggi già visti, “rippati” senza cura dai vecchi titoli, in un trionfo di bassa risoluzione e pixellosità.
    Volgendo lo sguardo al prossimo futuro, una sola occhiata al trailer di Tekken 5 presentato all’E3 di quest’anno già ci rivela una grado di evoluzione prossimo allo zero, mostrando animazioni, collisioni e uno stile di gioco virtualmente invariati dai tempi del terzo episodio per PSone, se tralasciamo le scontate rifiniture grafiche apportate a modelli poligonali e sfondi.
    Risulta per questo molto evidente il contrasto con altre tipologie di videogiochi che attualmente vanno per la maggiore; racing games, FPS e sportivi si avvicinano a passi da gigante al fotorealismo grafico, vengono perfezionati nella riproduzione delle leggi fisiche, sono esplorati sia dal lato rigorosamente simulativo che su quello più arcade.
    Tanti team di sviluppo si cimentano nella loro ideazione, una forte concorrenza nel campo spinge alla ricerca di nuovi sbocchi creativi, un maggior numero di titoli e una superiore qualità arricchiscono costantemente il mercato.
    La crisi del picchiaduro è quindi doppiamente grave, poiché si manifesta non solo nel numero estremamente ridotto di giochi, ma di conseguenza anche nell’intrinseco valore dei pochi esponenti della categoria. E’ difficile riuscire ad individuare le cause del decadimento del genere; forse quest’ultimo dipende da una mancanza di ispirazione e di stimoli intellettuali dei programmatori, viziati dalla comodità dell’autocitazione, spaventati dalla responsabilità di creare nuovi francise, tecnicamente incapaci di calibrare con la cura e l’esperienza necessarie nuovi modelli di gameplay. O forse è semplicemente il risultato di un cambiamento nelle esigenze degli acquirenti videogiocatori, alcuni maturati verso altre aspirazioni, altri (definibili come “casual gamers” e in numero sempre crescente) atterriti dalla complessità tecnica delle meccaniche di gioco, che spesso richiedono abilità manuale e capacità di memorizzazione.
    Il fatto che il genere dei picchiaduro si stia avviando, ormai quasi abbandonato, lungo la strada dell’estinzione, è un danno per l’industria videoludica ed un dolore per gli appassionati; sarebbe un peccato non assistere al pieno sviluppo del potenziale di questo genere, ormai realizzabile grazie all’impiego delle nuove tecnologie nel campo della programmazione, le quali consentirebbero nuovi approcci simulativi nella rappresentazione delle tecniche di lotta e del comportamento bio-meccanico del corpo umano, rendendo possibili incontri più spettacolari ed appaganti.
    La speranza è quella di una prossima rinascita del beat’em up, una nuova era che sancisca la fine delle legnose movenze da manichini di Akira e Wolf, degli improbabili voli d’angelo post-uppercut dell’antigravitazionale Tekken e di quelle famigerate combo a mezz’aria (vedi “juggle”) che farebbero rivoltare nella tomba il povero Newton.
    Nell’attesa che si compia la rivoluzione, possiamo tranquillamente tornare a giocare a Street Fighter Alpha 3…
    Ultima modifica di xpeter; 7-09-2006 alle 16:58:38

  2. #2
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    beh che dire,hai perfettamente colto nel segno!
    ormai beat'em up puzzano di veccho prima di uscire...peccato a perchè uno come me,cresciuto con la foto di chun li nel portafoglio,farebbe ancora piacere dare 4 sane (virtuali ) ramazzate al mio prossimo!
    diciamo che confido nel passaggio all'online (facile scappatoia dalla carenza di idee nel giochi odierni),e intanto,sotto sotto,prego per una nuova rivoluzione nel genere,come avvenne durante in passaggio al 3d.
    ps:ma chi si ricorda bushido blade,il primo toshinden(con annessa geniale rece su game power:106 prese se non sbaglio...),tekken 2...ok,basta sennò piango...
    pps:ma solo a me non è piaciuto vf4?

  3. #3
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Il picchia duro non si estinguerà mai come genere. Picchiare gente è divertente, sebbene suona male. Che il genere stia stagnando da un po' è dato di fatto, ma non vedo dove sia il dramma. Dopo SF2 ci fu il periodo dell'attacco dei cloni, mica ce la passavamo tanto bene. Pazientate, qualcosa di nuovo uscirà... spero...

    Comunque, certo che mi ricordo Bushido Blade... bellissimo... e, si, non sei il solo a cui è piaciuto VF4

  4. #4
    Utente L'avatar di er_mejo
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    forse il problema e nell'innovazione!!! quali nuove prospettiv puo offrire un picchiaduro??? (prima di arrabbiarvi io sono dei vostri sono un fan di tutti i tekken compreso il 4)
    Ho torto perchè nessuno ha capito quanto ho ragione

  5. #5
    painful under rain clouds L'avatar di xpeter
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    Dai ragazzi, questo forum è moribondo, mi sono spaccato per scrivere quella filippica del cavolo, provate ad aggiungere qualcosa di più interessante e\o sostanzioso, altrimenti la discussione si spegne sul nascere...
    vabbè, va, non ve ne frega niente dell'argomento...
    cmq per dire che bushido blade era bellissimo ci vuole coraggio!!! Si basava su un'idea coraggiosa, ok, ma non esageriamo...

  6. #6
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    la situazione dei picchia picchia mi sembra molto simile a quella degli real time strategy(alla red alert tempo fa):innovazioni una dietro l'altra fino a raggiungere l'apice con 2 o 3 capolavori...eppoi nada,nulla,solo cloni.
    finchè qualcuno non decide di innovare(parola magica come ha giustamente sottolineato er-mejo) abbiamo poco in cui confidare,e tekken 5 non mi pare stia puntando in questa direzione...
    comunque la meccanica stessa del gioco secondo me pone delle oggetive difficoltà evolutive,serve rivoluzionare il modo di intendere il tutto.

  7. #7
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    14.008
    Gran filippica, xpeter; peccato sia totalmente sballata, dalle premesse alle considerazioni finali passando per gli esempi negativi
    Per cominciare da questi ultimi, citi come esempio di evoluzione racing games, FPS e titoli sportivi, che non hanno subito la minima (minima) evoluzione del gameplay dall'alba della loro creazione ad oggi; nei giochi di corsa si corre, si è sempre corso e mai altro si farà, tutto ciò che è cambiato è stata semplicemente la rappresentazione grafica del mezzo e della pista, evolutasi dal 2d al 3d, senza contare che questo è l'unico genere in cui questa evoluzione non ha assolutamente portato alcun cambiamento o rinnovamento all formula di gioco. Negli FPS si avanza e si spara, l'introduzione del 3d ha permesso di sparare in alto e in basso, e poi? Basta. Niente. Piattume completo, da Doom a Doom 3 la meccanica di questo genere non ha subito alcun cambiamento. Tristizia Citi infine i tioli sportivi, ovverosia quei titoli che, dichiaratamente, cercano solo di riprodurre uno sport; anche qui, unica evoluzione, il lato grafico. Ma che pena, come parti malissimo!
    Ora, il beat'em up che non si evolve: a parte l'enorme differenza d'impatto da 2d a 3d, che ha portato una spettacolarità prima assente nel genere, le stesse meccaniche sono state profondamente rivoluzionate, eliminando i salti acrobatici di SF sostituendoli con gli spostamenti laterali e il movimento libero. Senza contare le diversità di stili di combattimento nei vari picchiaduro, con la totale libertà di un Tobal 2 e il suo sistema di prese e controprese, le onde energetiche succhia-vita, i colpi stellari richiedenti tempismo perfetto; un VF solido, dalle mosse realistiche, meccanico nell'attuazione delle strategie e più improntato alla memorizzazione che alla tattica; un Tekken basantesi su distanza e tempismo, sulla conoscenza dell'avversario più che sulla propria; un DoA semplice clone di VF evolutosi in un DoA2 più spettacolare, maggiormente improntato su riflessi e velocità, forse il più simile ad un combattimento vero; un Bushido Blade basato sulle armi e sui veri effetti di queste ultime (un colpo, un morto; poche palle); un Evil zone sorprendente, con due tasti per eseguire una serie di mosse una più spettacolare e coreografica dell'altra senza per questo rinunciare ad una profondità di gioco di tutto rispetto basata su precedenze e tempismo; un Kengo simulatore di samurai, con addestramenti e crescita del personaggio, numerosi stili differenti far cui scegliere la propria via; e per ora basta così.
    Insomma, mai come ora il mondo dei beat'em up ad incontri si rivela ampio, variegato e vitale ai nostri occhi; ed il futuro? Bhé, il futuro incombe; chissà cos'altro potranno propinarci i game designer, anche se la loro attenzione sembra ultimamente spostarsi verso il quasi scomparso beat'em up a scorrimento incrociato con la precisione dei vecchi shoot'em up (Devil may cry e cloni vari).
    Riprova, sarai più fortunato
    I am Alpha and Omega, the Beginning and the End, the First and the Last

    Né dei, né giganti

  8. #8
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    Citazione iamalfaandomega
    nei giochi di corsa si corre, si è sempre corso e mai altro si farà, tutto ciò che è cambiato è stata semplicemente la rappresentazione grafica del mezzo e della pista, evolutasi dal 2d al 3d, senza contare che questo è l'unico genere in cui questa evoluzione non ha assolutamente portato alcun cambiamento o rinnovamento all formula di gioco.
    qua mi pare che quello che si sbaglia sei tu: il 3d, o meglio, l'introduzione di nuovi motori grafici e fisici, sempre + accurati, ha portato eccome a variazioni nei giochi di macchine,nello stile di guida,nella rappresentazione e nel feedback che il mezzo in pista è in grado ora di darti:motogp3 come super hang on?wrc3 come rally trophy?gt3 come...bu(neanche provavano a farla una cosa del genere!)?naaaa
    Citi infine i tioli sportivi, ovverosia quei titoli che, dichiaratamente, cercano solo di riprodurre uno sport; anche qui, unica evoluzione, il lato grafico. Ma che pena, come parti malissimo!
    non per ripetermi ma...kickoff come pes3?
    anche qui una maggior potenza di calcolo ha permesso di introdurre variabili in gioco prima solo accennate,ecco di nuovo la riproduzione di un modello fisico:la palla che rimbalza e non + attaccata al piede per esempio,cioè tutta una serie di migliorie forse minime se prese singolarmente,ma globalmente capaci di stravolgere il gioco
    Ora, il beat'em up che non si evolve:
    ..cut cut...
    si,ok ma alla fine siamo sempre alla mezzaluna+pugno per quel colpo,all'avanti avanti salto calcio per la sfera energetica/affondo/low kick ritornato ecc ecc...nessuna innovazione nella meccanica,chessò poter mettere fuori uso il braccio all'avversario per limitarne l'uso,abolire i round,un sistema di controllo diverso dal solito:non dico che sia facile per carità,ma almeno sforzarsi...
    Insomma, mai come ora il mondo dei beat'em up ad incontri si rivela ampio, variegato e vitale ai nostri occhi;
    ti dirò tutta questa abbondanza proprio non la vedo...
    ps:tutto ciò assolutamente imho eh!

  9. #9
    painful under rain clouds L'avatar di xpeter
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    Ringrazio per la risposta corposa Iamaalfandomega (spero di averlo scritto correttamente).
    Probabilmente non ha inteso bene ciò che ho scritto, viste le osservazioni negative (legittime ma, come dire, poco pertinenti) da lui riportate in risposta; vediamo di chiarire la faccenda.
    Non era mio obbiettivo criticare in maniera assoluta il genere picchiaduro a partire dall’alba dei tempi, cosa che invece Iamaalfandomega tenta di fare nei confronti di FPS e racing games; non a caso ho parlato in positivo di “età d’oro bidimensionale” dei classici Capcom e SNK e di “pietre miliari come Tekken e Virtua fighter”. Sono un estimatore del genere beat ‘em up, non un detrattore.
    Il messaggio non è che il picchiaduro non si è mai evoluto, ci mancherebbe altro, ma che il picchiaduro ha smesso di evolversi in quest’ultimo periodo, essendo un genere sempre meno programmato e al momento privo di grosse prospettive.
    Iamaalfandomega cita tutti i pregi innegabili e riconosciuti delle più famose serie di rullacartoni, senza tenere conto che tali saghe appartengono ai tempi di PSone e sono ormai morte (Tobal, Bushido Blade) o sono cmq dirette verso il capolinea dopo essersi strascicate fino ai 128bit con seguiti ripetitivi che ben poco aggiungono agli originali.
    Dopo l’ottimo Soul Calibur 2 (di certo comunque non rivoluzionario), si prospetta il buio all’orizzonte (e non saranno di certo Tekken 5, Dead or Alive Ultimate e Virtua Fighter Final Tuned, più che seguiti semplici add-on della solita minestra, ad aprire nuove prospettive).
    La situazione “stagnante” del genere picchiaduro è resa ancor più evidente dall’impegno ed il fervore che tantissimi programmatori riservano attualmente ad altre tipologie di videogiochi, indipendentemente dai risultati concreti raggiunti; indubbiamente nonostante tutti gli sforzi negli FPS si continua solo a sparare e negli titoli automobilistici solo a guidare, ma le prospettive di evoluzione in questi campi sono cmq enormi.
    Per rendere l’idea, un’appassionato di FPS attende l’arrivo di Half Life 2 sicuramente con maggior trepidazione di quanto un amante delle botte virtuali non faccia con Tekken 5.
    Personalmente, data la desolante penuria di titoli, se Tekken 5 dov’essere essere convertito per console sarei il primo a comprarmelo, pur sapendo da ora di conoscere già tutte le mosse di Jin…
    A quando un simulatore di lotta greco-romana ???
    E un picchiaduro a scorrimento con Bud Spancer e Terence Hill in cui sia applicato l’Havoc2 ???

    Ufffh, che fatica!
    Iamaalfandomega, avresti potuto leggere con più attenzione il primo post, guarda che lavoro mi fai fare per rimettere le cose in chiaro dopo che hai stravolto ciò che intendevo dire…
    Ciao!!!!

  10. #10
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    Opinioni, solo opinioni... ma il bello del discutere è proprio il sentirne diverse, no?
    Comunque, cosa volevo dire... ho ragione io; e i fatti mi cosano
    I am Alpha and Omega, the Beginning and the End, the First and the Last

    Né dei, né giganti

  11. #11
    Kokiri L'avatar di GordonFreeman
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    Cmq non si può dire che gli fps non si siano evoluti dal primo doom! vuoi compararlo con Half Life o con Call of Duty?? la struttura di gioco sarà la stessa ma l'evoluzione del comparto tecnico porta anche più conivolgimento, più realismo! la stessa cosa vale per i giochi di guida secondo me.

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