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Discussione: L'evoluzione dei videogiochi

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  1. #1
    Utente L'avatar di Phoenix
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    Lampadina L'evoluzione dei videogiochi

    L'evoluzione dei videogiochi... è un pensiero che mi frulla in testa ultimamente... con le possibilità offerte dalla potenza di calcolo sempre più incredibile dei calcolatori futuri, dove andranno a parare i rappresentati del nostro passatempo preferito? :9
    Ma soprattutto... dove VOGLIAMO che vadano a parare?

    Una volta un videogame era solo un modo per divertirsi o per passare del tempo; si giocava ad arkanoid per svagarsi, e ad out run per tenere in mano un volante.
    Non si chiedeva ai videogames nulla più di questo: divertimento, relax, e al massimo un brivido di soddisfazione dopo aver passato un punto particolarmente difficile.

    Non ci si sarebbe mai aspettati che un videogioco potesse farci emozionare, provare rabbia, dolore, o commozione... che un videogioco potesse farci pensare, riflettere, e crescere.

    I videogiochi si sono avvicinati e si stanno avvicinando sempre più ad altri tipi di media... ma che dico, ad altri tipi di arte ) ci guerderanno storto se parliamo di Max Payne come se parlassimo di un romanzo d'autore o di un film con 10 oscar. Saremmo da manicomio, forse... eppure, questo e moltri altri videogiochi si avvicinano molto a una concezione di videogame più vicina al cinema e al libro che non al "gioco" stesso.

    E in futuro, come procederanno le cose? come volete che procedano? preferireste che i videogames mantengano la loro impostazione arcade o che cerchino di narrare in modo credibile una storia, con tutte le emozioni che essa può portarsi dietro?

    Riflettevo molto anche sulla difficoltà di certi videogiochi; mi chiedo che senso abbia fare un gioco difficile: renderlo longevo?
    questo aveva senso ai tempi di space invaders, ma oggigiorno regge ancora come ragionamento?
    Credo che troverei più piacevole se un gioco come Soldier of Fortune II avesse avuto una trama più ricca e originale, piuttosto che limitarsi a farmi bestemmiare già al secondo livello (colombia); anche Return to Castle Wolfenstein, gran gioco, gran trama e sceneggiatura, bellissimi effetti speciali e ambientazioni... ma che senso ha fare livelli con parti che devo ripetere 5-6 volte per riuscire a finirle?
    Capisco che "un soldato solo contro un esercito è per forza difficile!", ma è un'obiezione priva di efficacia dato che dal punto di vista "realismo" vale poco, un gioco in cui si prendono al volo i proiettili dei soldati nemici e li si uniscono automaticamente alle proprie munizioni, oppure un gioco in cui ci si becca un razzo in faccia e "la vita ci scende di 30", dovrebbe dimenticare la parola realismo.

    Forse quello che non mi piace è proprio questo voler ibridare per forza diverse caratteristiche, "un po' realistico un po' no"... certo, ci permette di avere un'ottima via di mezzo tra la frustrazione di Operation Flashpoint e il vuoto totale di Serious Sam... ma allo stesso tempo mi lascia con l'amaro in bocca.
    Preferirei un gioco con 100 livelli di difficoltà contenuta, piuttosto che con 30 ad alta difficoltà; certo per i programmatori è più facile e sbrigativo metterci qualche sprite armato in più nei livelli piuttosto che costruire nuove ambientazioni e postille alla trama...

    Per concludere... ) che se siete arrivati a leggere fin qui siete già dei grandi... ) Cosa vogliamo dai giochi futuri?
    Io vorrei più trama, più interattività, più emozioni, e meno frustrazione arcade... giochi come Max Payne o i Final Fantasy, che pur senza farci imprecare in continuazione per una parte particolarmente difficile, ci emozionano, ci fanno provare rabbia, dolore, felicità e ci trasportano in una sorta di universo parallelo solo loro...
    Magari con la possibilità di evoluzioni diverse nella trama, a seconda delle scelte fatte dal giocatore, per elevarne la longevità...
    Il bello è che tutto questo lo vorrei in un bizzarro genere, quello degli FPS, in cui cmq non dovrebbero mancare momenti di "strage arcade" a mitra spianato... però tutto ciò non dovrebbe essere frustrante, e dovrebbe essere accompagnato da una trama coinvolgente e più dinamica; come ha detto MicioMiao nel topic della violenza, basta con i finali scontati e i nemici chiari fin da subito... un po' di mistero, di dinamismo, di realismo (inteso come trama non ovvia) e di umanità in più... certo ci sono stati anche in passato (chi ha detto Resident Evil? uh, e Broken Sword?) dei giochi con una trama che si sviluppava parallelamente all'azione del giocatore, ma sono perle rare, ahimè...


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  2. #2
    Siamo con te! L'avatar di rusfabio
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    INTERAZIONE.
    Ecco cosa ci riserveranno le console del futuro,oltre naturalmente ad una grafica che,col passare del tempo,si avvicinerà sempre di piu' alla CG;e magari,ancora piu' avanti,identica alla realtà...

    Il saggio parla quando ha qualcosa da dire,lo stolto parla per dire qualcosa.


  3. #3
    Old Hobbit L'avatar di Karluz
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    Io apprezzo tutto ciò che possono offrire: trama, grafica... e difficoltà! Ad esempio, Maximo mi è piaciuto per questo, è una sfida ardua ma non impossibile.

  4. #4
    POPolarmente imPOPolare L'avatar di theblackpages
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    Io sono favorevole all'evoluzione, purché essa sia "illuminata".
    Apprezzo il nuovo stile adottato dal medium ludico, che lo avvicina ad altre forme d'arte, ma non si può prescindere, a mio avviso, dalle caratteristiche peculiari del VG, come meccanica di gioco, sistema di controllo, design dei livelli, etc.
    In sostanza, il gameplay non dovrebbe mai essere posto in secondo piano rispetto a grafica e trama.
    Pertanto, è più che lecito ambire a giochi dall'elevata difficoltà, purché essa non sfoci gratuitamente nella frustrazione.
    Se l'evoluzione prosegue in maniera ponderata, avremo in futuro, anche grazie all'evolversi delle tecnologie riguardanti l'IA (intelligenza artificiale), giochi con cosmesi e intreccio narrativo non dissimili da quelli cinematografici, con una corrispondente cura realizzativa riservata agli aspetti legati all'interattività.
    Attualmente, non posso ritenermi soddisfatto dell'evoluzione dei VG, giacché si reputano massimi capolavori titoli come MGS e FF, dove assumono assoluto rilievo resa cosmetica e trama, piuttosto che il gameplay.
    Phoenix, voglio complimentarmi con te per il post e per il tuo modo di ragionare, ambedue decisamente interessanti.
    Moderazione in rosso e grassetto. Chiarimenti ne Il forum del forum o in privato.
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  5. #5
    Utente L'avatar di Phoenix
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    Grazie..)

    Riguardo al discorso sull'evoluzione dei vg, devo ammettere di non avere le idee ben chiare in merito nemmeno io; di certo il gioco non deve diventare un mero film interattivo, però ci si deve avvicinare... la chiave sta nel definire dove sta il limite tra videogame ben congeniato e strutturato e film interattivo.
    Il gameplay ci deve essere e deve essere evidente, ma deve anche avere due caratteristiche: rimanere invisibile ed essere originale.
    Invisibile perchè il giocatore non deve "capire" di trovarsi in un videogame, in questo modo si resterebbe distanti dall'esperienza ludica e non la si godrebbe appieno. Per fare un esempio, sempre giocando a RtCW, mi capita di sentirmi dentro Alex Kidd: "nella prossima stanza ci sono tanti omini devo stare attento".
    Questo non va bene. I nemici devono essere più intelligenti e meno prevedibili; ma non i nemici in sé (che peraltro in RtCW sono molto 'autonomi') ma il gameplay stesso; non devono essere previste zone piene di omini, ma piuttosto una curva di difficoltà stabile. Alla fine questi giochi si riassumono quasi sempre nel "salvare, vedere cosa c'è più avanti, ricaricare la partita, fare il pezzo nel modo migliore". Bisogna trovare un modo di evitare questo meccanicismo. Il gioco dev'essere dinamico e continuo, non fatto a tratti. Sarebbe utile che magari non ci fossero pezzi sempre uguali... ma che ogni zona cambi in continuazione, rendendo così ogni partita differente, meno prevedibile, più interessante.
    Originale perchè... il gameplay "anni 80" è sorpassato, o almeno è sorpassato in un certo tipo di vg moderni. Non si può pretendere che io giochi a RtCW come se fosse Aero Fighters 2. Sparare va bene, sparare molto va bene, ma non in modo così statico e automatico. (Preciso che RtCW è solo un esempio, dato che lo sto giocando in questi giorni, e che cmq è un gioco che apprezzo veramente moltissimo). Il giocatore deve avere altre possibilità per compiere una missione, e non un unico corridoio di sangue davanti e dietro di sé: devono esserci più strade, più porte, più modi, lo stile di gioco dev'essere personalizzabile e unico per ogni giocatore e per ogni partita.
    Il giocatore non deve sapere quello che lo aspetta, né nella trama, né nel gameplay: può semmai immaginarlo, tentare di intuirlo, ma non "saperlo".

    Ho letto molto bene di Deus Ex da questo punto di vista, ma ancora non lo ho provato... anche perchè mi han detto che è veramente difficile, e siccome spesso affianco questo termine a "frustrazione", non mi sono deciso a prenderlo... magari in futuro... vedrò )


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  6. #6
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    Qui l'ambito di discussione si fa spinoso: iniziamo a parlare di gusti. Perché ci sono giocatori che pretendono dal gioco la sola azione, altri che vogliono semplicemente godersi la trama e superare gli ostacoli con la materia grigia (ostacoli quindi rappresentati da enigmi, non nemici da freddare a fucilate).
    Come al solito la virtù sta nel mezzo. E Deus Ex è un esempio di "mezzo", nel senso che abbina una notevole quantità d'azione (mutuata dal genere FPS) ad un intreccio narrativo così complesso e originale come se ne vedono pochi. Deus Ex fa riflettere sul futuro dell'umanità, sui i pro e i contro delle varie forme di governo e sulla necessità di difendere la dignità umana contro l'azione invasiva dell'ingegneria genetica applicata sull'essere umano. Pochi film e libri possono vantarsi di tanto! Il problema, andando a cercare il pelo nell'uovo, sono gli enigmi. Di sicuro non mettono in crisi nessun giocatore, ma non offrono alcun spunto interessante. Si tratta semplicemente (troppo a dire il vero) di trovare il codice o la password giusti: questione di esplorare i livelli in lungo ed in largo, o di parlare con il NPC giusto.
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  7. #7
    Utente L'avatar di Phoenix
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    Beh sì, è ovvio che alla fine si parli di gusti, la domanda è appunto "come vorreste l'evoluzione dei videogiochi"? )

    Cmq mi sono appena sparato il livello degli X-LAB in RtCW... madonna... questo è quello che chiamo un videogioco!
    capace di stupire, di sorprendere, di emozionare, di coinvolgere... vedere gli "esperimenti falliti" ribellarsi contro scienziati e guardie, fare guerra a colpi di lanciarazzi contro uno di questi quasi imbattibili, enormi, nemici... vedere la vita attorno a me in un videogame... sono sbucato in un area segreta e ho visto, attraverso un vetro protetto, un "esperimento fallito" massacrare un soldato... si è girato, mi ha visto... mi ha fissato... ha lanciato un razzo contro la parete... ed è venuto a prendermi...
    poi vabè l'ho riempito di piombo
    avrei trovato il tempo dopo per raccogliere la mia mascella

    Vedere questa vita, un livello così dinamico (era da quello delle catacombe che non ne vedevo) mi ha davvero sbalordito... peccato che l'Uber Soldat non l'ho ucciderò mai ) 8(


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  8. #8
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    All'attuale stadio d'evoluzione raggiunto dal VG, la trama non può essere del tutto contestualizzata nel gameplay.
    E' meraviglioso vivere le scene da te citate di Return To The Castle Wolfenstein, io l'ho finito giusto un mesetto fa.
    In tal senso, Half-Life ha fatto scuola: esso per primo ha proposto lo svolgimento cinematografico della trama in tempo reale, laddove gli altri titoli scendono a compromessi.
    I compromessi significano scene precalcolate.
    Alcuni giochi abusano nell'uso di tale soluzione (MGS in primis), altri le usano con maggior parsimonia e (quindi) efficacia: Max Payne e Deus Ex, ad esempio.
    Il problema è che non si può ancora fare a meno delle cut-scene: esse sono indispensabili per sottolineare alcuni episodi fondamentali della trama e per fornire all'utente vitali informazioni necessarie all'avanzamento nel gioco.
    Come ho detto, credo che col progredire delle tecnologie applicate all'IA, un giorno riusciremo a fare a meno delle cut-scene. Oggi no. In Half-Life tutto avviene in tempo reale, il che ha rappresentato un ottimo esperimento utile all'evoluzione del medium ludico: tuttavia non è il massimo cazzeggiare mentre un personaggio ci parla rivelandoci dati preziosi per lo svolgersi di trama e giocabilità.
    Siamo in una fase di transizione. Questo è quello che penso.
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  9. #9
    Utente L'avatar di Phoenix
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    Concordo su tutta la linea riguardo ad Half Life
    difetti compresi (

    ma perchè nessun'altro partecipa al topic?


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  10. #10
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    Inviato da Phoenix
    Concordo su tutta la linea riguardo ad Half Life
    difetti compresi (

    ma perchè nessun'altro partecipa al topic?
    credo che al momento gli altri siano tutti impegnati ad azzuffarsi per dire se Splinter Cell mostra 900.000 poligoni al secondo o 900.003. Chissà chi avrà ragione
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  11. #11
    Utente L'avatar di Phoenix
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    eheh... rotfl )


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  12. #12
    con la mia balotta L'avatar di Bandicot1
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    Inviato da Karluz
    Io apprezzo tutto ciò che possono offrire: trama, grafica... e difficoltà! Ad esempio, Maximo mi è piaciuto per questo, è una sfida ardua ma non impossibile.

    quoto!


    Il talento non esiste! Esistono soltanto l'ispirazione e l'ambizione, e le mie sono roventi!

  13. #13
    Utente L'avatar di Phoenix
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    Uh, mi è venuto in mente che ho affrontato questo tema senza tenere quasi conto di un aspetto fondamentale: il gioco on-line!

    Sicuramente avrà una parte fondamentale nell'evoluzione dei videogames, ma siamo sicuri che sia tutto oro quello che luccica? Nelle mie anfetaminiche riflessioni pensavo a una possibile soppressione, perlomeno morale, del single-player
    Quando ormai tutti saranno muniti di connessioni iperveloci, e il pensiero generale sarà "chi se ne frega della trama, vogliamo solo divertirci", credo che anche le software house più attente al single player abbandoneranno lentamente questo genere per "convertirsi" quasi totalmente a produrre giochi con una struttura indirizzata unicamente al multiplayer (UT2003 docet), che è il futuro dei videogames.
    Secondo me questo è male, perchè non potremmo più goderci dei capolavori emozionanti senza doverli condividere con altre decine di persone contemporaneamente... non potremo più "vivere" realmente una storia, come abbiamo magari fatto con Max Payne... e pian piano i giochi abbandoneranno la complessità della storia per essere semplicemente degli arcade strutturati per divertire on-line.
    Ora questa mia visione è forse troppo pessimistica, però è effettivamente una paura realizzalibile: dubito che fra 10 anni i videogames saranno ancora come quelli di oggi, e i giochi da giocare in casa da soli saranno forse meno del 10% delle uscite.

    Di certo il multiplayer on-line può aprire però nuove, esaltanti, strade |) Pensate quando si sarà tutti bene organizzati, ci saranno dei tornei abbastanza diffusi a cui sarà facile iscriversi, si potrà formare coi propri amici una squadra di PES 2 (o 3... o 4... o 5... )e iscriversi a un torneo, in cui si tenterà di riempire di gol un gruppo di amici che stanno dall'altra parte della nazione, del continente, o del pianeta.
    Oppure si creeranno squadre a "selezione", tipo provinciali, regionali, nazionali... dal che ne salterà fuori un qualche organizzatissimo torneo mondiale di calcio on-line, ma il discorso è ovviamente ampliabile a molti altri generi, oltre a tutti gli sportivi, anche agli FPS o ai giochi di guida (Gran Turismo on-line? :9 diventare i migliori piloti del MONDO?).

    Inoltre immaginate un gioco d'avventura, meglio un Survival tipo Resident Evil/Dino Crisis... in cui ci si trova in 'sta mansione, ci si divide, e si gironzola per la villa separatamente... chissà, aprendo una porta potremmo trovarci uno zombie, o spaventarci per nulla, accorgendoci che era solo il nostro vicino di casa e dal quel momento proseguire insieme, o dividersi ancora... elaborare una strategia...

    che ne so... le strade paiono essere infinite... spero solo però, che non siano a senso unico


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  14. #14
    POPolarmente imPOPolare L'avatar di theblackpages
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    io credo che continueranno sempre ad esistere i giochi in cui il divertimento deriva dal coinvolgimento nell'intreccio narrativo.
    il gioco on-line non spazzerà via tutto, tranquillo

    certo fra 10 anni la situazione non sarà uguale a quella attuale, però dubito che l'unico videogiocatore che sopravviverà sarà il gladiatore di UT
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  15. #15
    In game dal 1989.. L'avatar di Conte Wolfers
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