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Visualizzazione risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Caro direttore.......

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  1. #1
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Caro direttore.......

    La Lettera
    Sul taglio delle tasse sto andando avanti
    di Silvio Berlusconi


    Egregio direttore, la perentorietà con cui il professor Panebianco, nell’editoriale di ieri, dichiara «archiviata la promessa con cui Berlusconi vinse le elezioni del 2001, una generalizzata riduzione delle tasse», mi ha francamente sorpreso. Panebianco è un osservatore attento e scrupoloso della vita politica e mi colpisce che, in questa occasione, gli siano sfuggiti molti, evidenti fatti.
    Vale la pena allora ricordarne alcuni, a beneficio non solo di Panebianco, ma dei lettori del Corriere.
    «Meno tasse per tutti» non è stato solo uno slogan elettorale, ma una linea costante dell’azione di governo in questi tre anni. Con la Legge finanziaria per il 2003 il governo ha tagliato le tasse sui redditi personali per quasi 6 miliardi di euro, a beneficio dei redditi medio-bassi al di sotto dei 25 mila euro all’anno.


    Ed è stato anche un modo per difendere le famiglie meno fortunate dalla fiammata dei prezzi determinata dal passaggio dalla lira all'euro, le cui modalità non sono state definite dal nostro governo che invece ha varato una vasta area di totale esenzione, la «no tax area», l'abolizione dell'imposta di successione, dell'imposta sulle donazioni, e altre numerose facilitazioni per i contribuenti.
    Accanto a questi provvedimenti per le persone, il governo ha adottato una serie di misure di riduzione fiscale a favore delle imprese, come ad esempio la legge Tremonti-bis, l'abbassamento al 33% della tassa sul reddito delle società, una prima riduzione dell'Irap, l'esenzione dalla tassazione delle plusvalenze, il nuovo regime semplificato dei dividendi e delle plusvalenze dei gruppi di imprese. Tutti questi provvedimenti, insieme al primo taglio delle tasse, hanno abbassato la pressione fiscale al 41,3%, rispetto al 42,1% a cui l'avevano portata i governi precedenti, e ciò al netto dei condoni, che sono ad adesione spontanea e rappresentano il recupero di somme non pagate a tempo debito.
    Ma veniamo all'oggi.
    Con il Documento di programmazione economica e finanziaria, il governo ha deciso di ridurre, nel biennio 2005-2006, l'imposizione fiscale per 12 miliardi di euro, un punto del prodotto interno lordo. E ha stabilito di ridurre, dal 1° gennaio 2005, le aliquote sul reddito personale a tre: 23%, 33%, 39%. (Una ulteriore riduzione di 12 miliardi, se gli italiani ci confermeranno la loro fiducia, sarà realizzata nel 2007 e nel 2008, in modo da arrivare ad abbassare la pressione fiscale globale al 39% del Pil). Questo obiettivo - che è e che resta al primo posto degli impegni del presidente del Consiglio, del governo, della maggioranza ed è pienamente condiviso dal Tesoro - sarà realizzato attraverso due strumenti: la legge finanziaria e un provvedimento ad hoc per il taglio delle tasse e il rilancio della competitività. I due provvedimenti procederanno insieme in Parlamento e saranno approvati entro il 31 dicembre, per entrare in vigore il 1° gennaio.
    Con la legge finanziaria - che, detto per inciso, non contiene, come invece asserisce Panebianco, le "manette agli evasori" né l'aumento della pressione fiscale da parte degli enti locali - si rispettano, per il quarto anno consecutivo, gli impegni previsti dal Trattato di Maastricht: contenimento del rapporto del deficit sul Pil sotto il 3% e riduzione del debito pubblico.
    Con la riduzione fiscale in preparazione si realizzerà la politica economica del governo. Che è esattamente quella che Panebianco, nel suo articolo, descrive e che io per primo ho sintetizzato nella equazione per lo sviluppo: meno Stato, meno tasse sulle persone, sul lavoro e sulle imprese, uguale: più competitività, più sviluppo, più lavoro. Quindi, maggiori entrate dell'erario, nuova ricchezza e più risorse per trasformare lo Stato sociale in un vero «Stato amico».
    La scelta di presentare prima la Finanziaria e poi la riduzione fiscale è dettata da un'unica esigenza: dare immediatamente un segnale forte ai mercati internazionali sull'affidabilità finanziaria del nostro Paese, gravato dal terzo debito pubblico del mondo che abbiamo ereditato dai precedenti governi e che abbiamo ridotto al 106% del Pil. E quindi, una volta incassata la credibilità sui conti pubblici, realizzare gli obiettivi di politica economica.
    Questo è il programma del governo.
    C'è un punto, però, degli argomenti di Panebianco che condivido e che mi sta particolarmente a cuore. Esiste un partito delle tasse e degli sprechi, un complesso blocco sociale che è trasversale ai blocchi politici. Questo partito è ben rappresentato dall'opposizione che in queste settimane sta discutendo se proporre, nel suo programma elettorale, la reintroduzione dell'imposta sulla successione e una tassa sul patrimonio.
    Concordo anche sull'affermazione che le maggioranze disorganizzate difficilmente prevalgono sulle minoranze organizzate. E il partito delle tasse è una sommatoria di quelle minoranze.
    Mi limito a dire, però, che se dieci anni fa decisi di lasciare la mia attività di imprenditore, che pure non mi aveva lesinato soddisfazioni, e decisi di affrontare quella che considero la più impegnativa fatica della mia esistenza, è perché ho voluto e voglio organizzare - e mi pare di esserci finora riuscito - quella maggioranza degli italiani che sono convinti della necessità di cambiare profondamente l'Italia.
    Come intendo farlo? Con le 24 riforme che abbiamo in parte realizzato e che stiamo portando a termine. E con la riduzione della pressione fiscale, che comprende anche la riduzione delle aliquote che sarà in vigore dal 1° gennaio 2005. Soltanto allora vedremo se il partito del benessere e dello sviluppo, per il quale mi batto, sconfiggerà definitivamente il partito delle tasse. Cordialmente



    _____________________________________________________

    Caro Silvio,
    aldilà del fatto che non sei sceso in campo per senso civico, ma per interesse ( "altrimenti mi avrebbero distrutto" cit. ) non puoi raccontare agli italiani la storiella del partito delle tasse. Purtroppo in Italia abbiamo un debito pubblico elevato che non permette di fare grandi voli pindarici. Inoltre, la situazione economica ci mette del suo. Sicuramente se l'andamento economico fosse stato migliore in questi anni, avresti potuto tagliare le tasse. Ma bisogna scontrarsi con la realtà...inoltre quasi tutte le famiglie si sentono più povere e hanno ridotto i consumi. Devi tagliare le tasse ai redditi più bassi, perche questa gente non arriva allla fine del mese...se poi avanzano dei soldi taglia le tasse anche ai più ricchi! Hanno fatto bene gli alleati a consigliarti di partire dalle fascie deboli...e qualcosa è stato fatto(come ricordi giustamente sopra). Ma se non abbassi le tasse - e lo sai bene - non sarai rieletto! Quindi datti da fare e riduci ste benedette tasse, ok?
    Hai fatto bene a cassare la tassa immorale sulle successioni e sulle donazioni...il mio voto te lo giochi con i radicali(ancora meglio se i radicali saranno nella compagine governativa nel 2006), ma non voterò certo la sinistra che vuole mettere ulteriori tasse!!!!

    Ciao zio silvio........ (e invitami a cena qualche volta che suoniamo con apicella...e io ti baccaglio la martina )

  2. #2
    Phemt
    Ospite
    ... psicosi da Silvio...

  3. #3
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione Phemt
    ... psicosi da Silvio...

    In due minuti hai letto il topic, pensato la risposta(molto breve tra l'altro) e postato???

    Hai frequentato qualche corso di lettura rapida?
    Sai io sono interessato a farlo, mandami qualche info



    Sarà anche per questo che agorà è in decadenza, la gente posta senza leggere il topic....perche troppo lungo?

    Cmq fine OT, non rispondete a questo mio mess, ma leggete il primo post e se volete rispondete a tono....

  4. #4
    Mvesim
    Ospite
    Ho letto il post... (anche se velocemente... lo ammetto)

    Mi pare che la dimostrazione sta nel fatto che realmente Silvio ha abbassato le tasse e come si dice nel secondo paragrafo iniziando dai più poveri.

    Ma poi è passato ai ricchi...

    Ora non ho capito bene dove vuole arrivare (se non le rielezioni), ma da dove prende i soldi per far tornare in vita l'economia italiana???


  5. #5
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione Mvesim
    Ho letto il post... (anche se velocemente... lo ammetto)

    Mi pare che la dimostrazione sta nel fatto che realmente Silvio ha abbassato le tasse e come si dice nel secondo paragrafo iniziando dai più poveri.

    Ma poi è passato ai ricchi...

    Ora non ho capito bene dove vuole arrivare (se non le rielezioni), ma da dove prende i soldi per far tornare in vita l'economia italiana???


    Ai ricchi le ha abbassate indirettamente ad esempio cassando la tassa sulle successioni e sulle donazioni, anche se il centrosinistra pensa di proporle quindi siamo da punto e da capo.

    Abbassare le aliquota beneficia tutti, ma soprattutto chi non è proprio povero. E' giusto farlo per rilanciare TUTTI i consumi, ma ripeto che occorre fare di piu per la classe media!

    Per rilanciare i consumi e la produzione occorrono soldi da spendere(per le famiglie). Se le famiglie hanno più denaro da spendere, rilanciano l'economia. E cosi aumentano le entrate per l'erario. Questa è una concezione neoliberista che approvo in pieno, ma per metterla in pratica occorre fare le cose con moderazione altrimenti sale troppo il debito pubblico e noi siamo legati al 3% del rapporto deficit/pil(detto con parole semplici)
    Ultima modifica di IL CONTE; 3-10-2004 alle 14:32:29

  6. #6
    Mvesim
    Ospite
    Citazione IL CONTE
    1- Ai ricchi le ha abbassate indirettamente ad esempio cassando la tassa sulle successioni e sulle donazioni, anche se il centrosinistra pensa di proporle quindi siamo da punto e da capo.

    2- Abbassare le aliquota beneficia tutti, ma soprattutto chi non è proprio povero. E' giusto farlo per rilanciare TUTTI i consumi, ma ripeto che occorre fare di piu per la classe media!

    3- Per rilanciare i consumi e la produzione occorrono soldi da spendere(per le famiglie). Se le famiglie hanno più denaro da spendere, rilanciano l'economia. E cosi aumentano le entrate per l'erario. Questa è una concezione neoliberista che approvo in pieno, ma per metterla in pratica occorre fare le cose con moderazione altrimenti sale troppo il debito pubblico e noi siamo legati al 3% del rapporto deficit/pil.
    1- Questo non è un certo un bene... in ogni caso purtroppo sarà quasi sempre così poichè qualcuno dovrà pagare i partiti e molti di questi saranno i ricchi che vorranno purtroppo dei privilegi dopo nelle leggi.

    2-3 Io personalmente sono contrario alla diminuzione delle tasse... è vero che sarebbe di vantaggio alle famiglie... ma solo dei privati andando contro tutti i lavori a livello governativo (scuola, pompieri, ospedali, ecc...) provocando quindi più ricchi da una parte (i privati) e più poveri dall'altra (gli statali).


  7. #7
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione Mvesim
    1- Questo non è un certo un bene... in ogni caso purtroppo sarà quasi sempre così poichè qualcuno dovrà pagare i partiti e molti di questi saranno i ricchi che vorranno purtroppo dei privilegi dopo nelle leggi.

    2-3 Io personalmente sono contrario alla diminuzione delle tasse... è vero che sarebbe di vantaggio alle famiglie... ma solo dei privati andando contro tutti i lavori a livello governativo (scuola, pompieri, ospedali, ecc...) provocando quindi più ricchi da una parte (i privati) e più poveri dall'altra (gli statali).

    Non è solo un vantaggio per i privati. L'ho detto piu volte che si deve partire dalla fascia media(quindi siamo daccordo su questo punto), e la fascia media non guadagna certo grandi cifre. L'abbassamento delle tasse crea ricchezza per tutti, e non impoverisce nessuno perche rilancia l'econoimia e quindi ci sono piu entrate per l'erario statale

  8. #8
    Mvesim
    Ospite
    Citazione IL CONTE
    Non è solo un vantaggio per i privati. L'ho detto piu volte che si deve partire dalla fascia media(quindi siamo daccordo su questo punto), e la fascia media non guadagna certo grandi cifre. L'abbassamento delle tasse crea ricchezza per tutti, e non impoverisce nessuno perche rilancia l'econoimia e quindi ci sono piu entrate per l'erario statale
    Il ragionamento potrebbe essere giusto se fosse tutto in regola... (dopottutto l'IVA aiuterebbe)

    Purtroppo aggiungendo anche che si può evitare di fare lo scontrino (secondo alcune ultime leggi) molti soldi vengono perduti automaticamente. 8(


  9. #9
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione Mvesim
    Il ragionamento potrebbe essere giusto se fosse tutto in regola... (dopottutto l'IVA aiuterebbe)

    Purtroppo aggiungendo anche che si può evitare di fare lo scontrino (secondo alcune ultime leggi) molti soldi vengono perduti automaticamente. 8(


    Sono soldi che si perdevano prima, perche giustamente molti commercianti non facevano lo scontrino per risparmiare le tasse (non esiste un commerciante che non abbia fatto in tutta la sua vita almeno un pò di nero, NON ESISTE!)

    Il concordato preventivo evita questo e toglie al commerciante un fastidioso pensiero in più...quello della macchinetta "fiscale"....

  10. #10
    Neo-Atlantideo L'avatar di Marcus85
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    Citazione IL CONTE
    Ai ricchi le ha abbassate indirettamente ad esempio cassando la tassa sulle successioni e sulle donazioni, anche se il centrosinistra pensa di proporle quindi siamo da punto e da capo.

    Abbassare le aliquota beneficia tutti, ma soprattutto chi non è proprio povero. E' giusto farlo per rilanciare TUTTI i consumi, ma ripeto che occorre fare di piu per la classe media!

    Per rilanciare i consumi e la produzione occorrono soldi da spendere(per le famiglie). Se le famiglie hanno più denaro da spendere, rilanciano l'economia. E cosi aumentano le entrate per l'erario. Questa è una concezione neoliberista che approvo in pieno, ma per metterla in pratica occorre fare le cose con moderazione altrimenti sale troppo il debito pubblico e noi siamo legati al 3% del rapporto deficit/pil(detto con parole semplici)
    Guarda, ti dico una cosa, i miei, avendo un'azienda, pagano il 53% di tasse, comprensive di imposte dirette e indirette, all'anno. Il 53%, ti rendi conto? Ciò significa lavorare per lo stato. La realtà è che, se la situazione continua, l'alternativa è, per molte imprese, o chiudere o trasferirsi all'estero, dove si ha una tassazione ragionevole. Sono d'accordo che sia necessario rilanciare i consumi e abbassare le tasse, soprattutto ai ceti medi, dai quali dipende la larga parte della domanda economica, ma è necessario che anche le imprese siano tutelate, in quanto continuano a costituire il motore dell'economia, un motore che, allo stato attuale, rischia di fermarsi, e i primi segnali sono già evidenti.
    Repubblica della nuova Atlantide 1,2,3

    GLI DEI TORNERANNO (?)

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  11. #11
    Mvesim
    Ospite
    Poichè dubito di poter proseguire la discussione senza le giusti basi te le chiedo... (scusami per il disturbo)

    Che cosa dice chiaramente il "concordato preventivo"???


  12. #12
    boh L'avatar di Jack89
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    E' una buona cosa l'abbassamento delle tasse...


  13. #13
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione Marcus85
    Guarda, ti dico una cosa, i miei, avendo un'azienda, pagano il 53% di tasse, comprensive di imposte dirette e indirette, all'anno. Il 53%, ti rendi conto? Ciò significa lavorare per lo stato. La realtà è che, se la situazione continua, l'alternativa è, per molte imprese, o chiudere o trasferirsi all'estero, dove si ha una tassazione ragionevole. Sono d'accordo che sia necessario rilanciare i consumi e abbassare le tasse, soprattutto ai ceti medi, dai quali dipende la larga parte della domanda economica, ma è necessario che anche le imprese siano tutelate, in quanto continuano a costituire il motore dell'economia, un motore che, allo stato attuale, rischia di fermarsi, e i primi segnali sono già evidenti.

    Con me sfondi una porta aperta, ma io pensavo a chi sta peggio, non agli imprenditori

    Oddio, se si continua cosi....gli imprenditori saranno i nuovi poveri perche dovranno chiudere i battenti(se nn fanno un po di nero o se non spostano all'estero l'attvitià per risparmiare sulla manodopera).

    Infatti dovrebbero essere previsti sgravi fiscali per l'azienda.

    Cmq noi non siamo tassati al 50% (magariii). Noi siamo tassati al 70/80%, perche dopo aver sudato il guadagno, pagato il 50% di tasse, devi pagare benzina, vestiti, servizi....sui cui ci paghi altri 20/30% di tasse !
    Ultima modifica di IL CONTE; 3-10-2004 alle 14:58:13

  14. #14
    Inno alla gioia L'avatar di IL CONTE
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    Citazione Mvesim
    Poichè dubito di poter proseguire la discussione senza le giusti basi te le chiedo... (scusami per il disturbo)

    Che cosa dice chiaramente il "concordato preventivo"???


    http://www.tidona.com/pubblicazioni/aprile03_1.htm

    E' lungo, ma interessante. Cmq il commerciante dopo aver seguito un iter burocratico paga "concordando" con lo stato le tasse. E' una stima su quanto potrà incassare. Quindi non sempre ci guadagna....anzi!

  15. #15
    Neo-Atlantideo L'avatar di Marcus85
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    Citazione IL CONTE
    Con me sfondi una porta aperta, ma io pensavo a chi sta peggio, non agli imprenditori

    Oddio, se si continua cosi....gli imprenditori saranno i nuovi poveri perche dovranno chiudere i battenti(se nn fanno un po di nero o se non spostano all'estero l'attvitià per risparmiare sulla manodopera).

    Infatti dovrebbero essere previsti sgravi fiscali per l'azienda.

    Cmq noi non siamo tassati al 50% (magariii). Noi siamo tassati al 70/80%, perche dopo aver sudato il guadagno, pagato il 50% di tasse, devi pagare benzina, vestiti, servizi....sui ci paghi altri 20/30% di tasse !
    Hai perfettamente ragione, e la realtà è la palese asimmetria tra ciò che paghiamo in termini di tasse e la (scarsa) qualità dei servizi pubblici offerti al cittadino.
    Repubblica della nuova Atlantide 1,2,3

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