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Discussione: Lavorare con lentezza

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  1. #1
    Guardia del corpo L'avatar di Mr.Playmaker
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    Lavorare con lentezza

    Qualcuno di voi ha visto questo film? Ne ho sentito parlare molto bene (anche nei trailer in onda sulla TV) e mi piacerebbe andarlo a vedere o affittarlo quando uscirà in DVD...
    Con simpatia, Mr.Playmaker
    Daily

  2. #2
    Guardia del corpo L'avatar di Mr.Playmaker
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    Posto qui una recensione trovata sulla Rete:

    Periferia Sud di Bologna. Safagna è il piccolo paesino di Sgualo e Pelo, due ventenni squattrinati e malmostosi che passano le giornate a lamentarsi e ad annoiarsi. Poche le possibilità che la vita gli ha concesso e poca la voglia di reagire. I pomeriggi passati al parco e quelli al bar dove i pensionati giocano a briscola tutto il giorno sono gli unici passatempi di un'esistenza incolore. La periferia è il posto più brutto che ci sia. Questo almeno fino a quando il piccolo ricettatore locale che ogni tanto propone ai due ragazzi qualche lavoretto offre l'ennesima idea strampalata, e i due non possono certo rifiutare i suoi soldi. Obiettivo: costruire un tunnel sotterraneo fino alla Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti, nel centro di Bologna.
    Sgualo e Pelo scavano e scavano... Fino a quando, durante una notte nel ventre di Bologna per quell'avventura alla "soliti ignoti", la radio scassata si sintonizza sulle frequenze di Radio Alice... Incuriositi i due ragazzi si presentano nella sede dell'emittente e lì trovano un mondo completamente nuovo. Ci sono le ragazze, gli ideali poltici, i dischi, le canne, i fumetti e persino un programma radiofonico fatto apposta per loro. C'è veramente di tutto.
    "Lavorare con lentezza", film di Guido Chiesa in concorso alla 61esima edizione del Festival di Venezia è proprio così: caos di citazioni, accozzaglia di riferimenti e groviglio di allusioni. Dispiace sempre non poter apprezzare completamente un film italiano, specie se lo sforzo produttivo è di quelli importanti e se la storia è ben elaborata.
    La sceneggiatura, scritta dal regista insieme con i cinque membri del collettivo Wu Ming, è un romanzo popolare. La linea narrativa cita l'esperienza di Cesare Battisti, il fumetto di Pazienza, il rock trasmesso dalle radio libere, ma tocca anche i disordini del marzo bolognese ricordando i metodi discutibili con cui le forze dell'ordine cercavano di risolvere la grana Radio Alice. Convincenti tutte le scene con Max Mazzotta, già impegnato nel settantasettino "Paz!" di Roberto De Maria. Qui goffo carabiniere calabrese. Quelle recitate insieme con Valerio Mastrandrea, bravo e credibile, non sono solo semplici gag tra i due carabinieri delle barzellette, dietro c'è molto di più. Le forze dell'ordine ascoltavano tutto il giorno Radio Alice per trovare riscontro alle regolari accuse di attività sovversive, ma a furia di sintonizzarsi su quelle frequenze finivano per appassionarsi alla programmazione. Alla fine anche loro condividevano quei messaggi.
    Non si capisce come Radio Alice abbia influito - l'ha fatto? - sull'esito delle contestazioni studentesche. Tuttavia, quell'esperienza rimane irripetibile perché fu una piccola grande rivoluzione culturale: un gruppo di ragazzi riesce a mettere insieme una radio senza nessun mezzo a disposizione. Questa è creatività. Ma proprio in nome di Radio Alice, questo film avrebbe dovuto rischiare un po'di più. Com'era il collettivo di Radio Alice? Siamo sicuri che i ragazzi avevano la spensierata comicità di Massimo Coppola e l'inespressiva immobilità di Claudia Pandolfi? Il film sulla radio libera più creativa e genialoide degli anni Settanta manca clamorosamente perché non riesce ad essere credibile. I giovani rappresentati sono penosamente normali, forse un po' fricchettoni, ma per niente creativi. Anche visivamente, sono molto stereotipati. Basta vestirsi come a carnevale per contestare?
    Sono stati scritti libri e girati documentari su quel gruppo geniale. Tra questi: "Alice è il diavolo. Storia di una radio sovversiva" di cui è coautore Franco "Bifo" Berardi, presente anche in "Lavorare con lentezza", e l'ottimo documentario "Alice è in paradiso" dello stesso Guido Chiesa. Regista apprezzabile come documentarista, leggermente meno come regista di fiction.
    Con simpatia, Mr.Playmaker
    Daily

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