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Visualizzazione risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Il premier: Evadete le Tasse

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  1. #1
    Neo-Atlantideo L'avatar di Marcus85
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    Il premier: Evadete le Tasse

    Il premier e la sua riforma delle tasse: evadere

    Non ha scelto la platea più adeguata Berlusconi per incitare all’evasione fiscale. Lo ha fatto giovedì mattina davanti al comando generale della Guardia di Finanza quando, in un passaggio del suo discorso, ha giustificato quanti, potendo, non pagano le tasse. Una sorta di esproprio proletario di governo sintetizzato in questo modo: «Lo stato deve chiedere ai propri cittadini non più di un terzo di quanto guadagnano altrimenti si tratta di una sopraffazione» contro cui bisogna ingegnarsi «per trovare sistemi elusivi o addirittura evasivi che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, che non ti fanno sentire colpevole».

    Non è la prima volta che il premier giustifica gli evasori fiscali. Ripete la performance davanti ad esperti della materia che per la prima volta ricevono in casa loro un presidente del Consiglio che si affretta alla battuta per esorcizzare eventi più volte accaduti: «Il sottoscritto non potrebbe dire altrettanto su una visita della Guardia di finanza a casa sua». La questione tasse ora è diventata di stringente attualità dato che la soglia massima di aggravio fiscale indicata come quella oltre cui uno stato non può andare con «una richiesta giusta in cambio dei servizi che vengono resi» va a collimare perfettamente con quella che lui vorrebbe fosse l’aliquota massima della sua contrastata riforma. Quel 33 per cento che si allontana sempre più. Quell’intervento epocale che è stato ridotto a «timido tentativo» perché «la concretezza delle cifre non ci consentono di andare ad una riduzione maggiore».

    L’occasione è di quelle succose per ripercorrere la strada in salita che si trova a percorrere nel tentativo di portare a casa una riforma spendibile in campagna elettorale. Quel tanto che basta a non sentirsi dire che lui non ha mantenuto le sue promesse e, quindi, può anche tornarsene a casa come da più parti ieri gli è già stato detto attraverso i giornali ma che per il premier sono ancora «critiche dure e cattive».

    Lui ce l’ha messa tutta pur in presenza di una situazione di deficit che, ovviamente, «viene dal passato». Che lui ha ereditato. Che non è assolutamente colpa sua. Il governo, conferma il premier alle Fiamme gialle schierata, ha fatto tutto il possibile. E non saranno state rispettate le date, non saranno state rispettate le aliquote, non si sa se alla fine la riforma si farà, ma lui l'impegno l’ha mantenuto. Se poi si riuscisse ad ottenere una revisione dei parametri di Maastricht «la riduzione delle imposte sarebbe maggiore di quello che si è potuto fare».
    Ovviamente ai finanzieri è stato omesso l’elenco dei veti incrociati da parte degli esponenti della maggioranza di governo che sono il vero ostacolo contro cui va a sbattere la voglia di Berlusconi di realizzare quanto campeggiava sui manifesti elettorali della campagna 2001. «Meno tasse per tutti». Non andrà così. Già arrivare alla riduzione dell’Irap sta creando non pochi malumori tra gli alleati. La coperta è corta. Se si aiutano le aziende grandi ne soffriranno le piccole. E viceversa. Con diverse conseguenze sui diversi elettorati.

    Tutto condizionato dall’inevitabile rimpasto di governo. Almeno per la parte che prevede la sostituzione del neo commissario europeo, Franco Frattini. Alla Farnesina ci dovrebbe andare Gianfranco Fini che in questi giorni sta riscaldando i muscoli girando il mondo in lungo e in largo. Mentre sulla nomina di Marco Follini a vicepremier c’è da registrare un altro no della Lega che insiste, dovendo per forza di cose fare a meno di Bossi, ad avere una poltrona di governatore in una regione importante del Nord. Di qui, a scendere, le diverse necessità di collocazione per Urso, La Russa, Baccini, e giù a scendere fino ai socialisti e i repubblicani che continuano a chiedere visibilità. Se continua così si potrebbe arrivare solo alla nomina di Fini. E basta.


    http://news.google.it/nwshp?hl=it&gl=it
    Repubblica della nuova Atlantide 1,2,3

    GLI DEI TORNERANNO (?)

    Moderazione in rosso e grassetto.Chiarimenti ne Il forum del forum o in privato.

  2. #2
    BANANAREPUBLIC! L'avatar di neosamus
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    Wow, belle dichiarazione davanti alla Guardia di Finanza. Ma non è istigazione a delinquere? Beh, tanto poi ci sono i condoni.
    33% come aliquota massima... Quali benefici porterebbe un annullamento della progressività fiscale? Non sto ironizzando, è una domanda seria. Io ci vedo solo una maggiore iniquità nella distribuzione della ricchezza.
    Se esistesse un gioco di società sulla religione, sulla casella 2005 ci sarebbe scritto: "Ratzinger diventa Papa: torna indietro alla casella 1900".

  3. #3
    Neo-Atlantideo L'avatar di Marcus85
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    Citazione neosamus
    Wow, belle dichiarazione davanti alla Guardia di Finanza. Ma non è istigazione a delinquere? Beh, tanto poi ci sono i condoni.
    33% come aliquota massima... Quali benefici porterebbe un annullamento della progressività fiscale? Non sto ironizzando, è una domanda seria. Io ci vedo solo una maggiore iniquità nella distribuzione della ricchezza.
    Io penso che la contribuzione debba essere proporzionale al reddito, ma non progressiva all'aumentare del reddito, in quest'ultimo caso si rischia di discriminare. Se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge non vedo perchè alcuni cittadini debbano pagare tributi ed essere vessati dal fisco in misura maggiore, spesso considerevolmente maggiore di altri. Benefici: maggiori liquidità da investire, incentivi all'imprenditoria, impulso, in generale, all'intero sistema produttivo. Non è iniquo potersi godere ciò che si è guadagnato senza che lo Stato te ne sottragga la larga parte, certo, è necessario che tutti contribuiscano alla spesa pubblica, ma non progressivamente, ma in proporzione al reddito. Il sistema del welfare state è fallito davanti all'enormità della spesa pubblica, non dico di passare ad un modello di stampo americano, quello, forse, sarebbe iniquo, ma almeno riquilibrare tra quelli che sono i contributi e i servizi realmente percepiti.
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  4. #4
    Utente L'avatar di costanet
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    Citazione neosamus
    Wow, belle dichiarazione davanti alla Guardia di Finanza. Ma non è istigazione a delinquere? Beh, tanto poi ci sono i condoni.
    33% come aliquota massima... Quali benefici porterebbe un annullamento della progressività fiscale? Non sto ironizzando, è una domanda seria. Io ci vedo solo una maggiore iniquità nella distribuzione della ricchezza.
    L'imposta progressiva sul reddito è una delle più grandi conquiste del nostro paese, un frutto di sinergia tra il pensiero socialista e quello del cattolicesimo democratico (dossettiano ma non solo). Alla base c'è un concetto di meritocrazia che si traduce in solidarietà e non in egoismo e discriminazione. E le obiezioni sulle presunte paradossali lamentele di ingiustizia da parte degli egoisti è facile ribattere che mai a nessuno sono date uguali possibilità.
    Sto giocando: Uncharted waters Gioco su:PS3

  5. #5
    EXEC_SPHILIA/. ♥ L'avatar di Glenn
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    Citazione Marcus85
    Io penso che la contribuzione debba essere proporzionale al reddito, ma non progressiva all'aumentare del reddito, in quest'ultimo caso si rischia di discriminare. Se tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge non vedo perchè alcuni cittadini debbano pagare tributi ed essere vessati dal fisco in misura maggiore, spesso considerevolmente maggiore di altri. Benefici: maggiori liquidità da investire, incentivi all'imprenditoria, impulso, in generale, all'intero sistema produttivo. Non è iniquo potersi godere ciò che si è guadagnato senza che lo Stato te ne sottragga la larga parte, certo, è necessario che tutti contribuiscano alla spesa pubblica, ma non progressivamente, ma in proporzione al reddito. Il sistema del welfare state è fallito davanti all'enormità della spesa pubblica, non dico di passare ad un modello di stampo americano, quello, forse, sarebbe iniquo, ma almeno riquilibrare tra quelli che sono i contributi e i servizi realmente percepiti.
    Ma è inutile produrre s epoi la gente non ha soldi per comprare.
    E visto che se anche le aziende guadagnano i salari mica li alzano (chiedi ai tuoi quanti aumenti hanno ricevuto in questi 3 anni...) il potere d'acquisto resta basso, il malcontento generale regna, l'economia non riparte.
    Ripeto, prima di partire dai ceti alti, si pensi a quelli più diffusi: i medio-bassi.

  6. #6
    Bannato
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    Che bel premier che abbiamo.

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