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Discussione: La violenza sulle donne

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  1. #1
    uno di passaggio L'avatar di Wiald
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    La violenza sulle donne

    Mezzo milione di donne violentate
    da amici, fidanzati, mariti

    Indagine Istat 2002: in undicimila ammettono di aver subito una molestia sessuale. Non hanno fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell'ordine
    Cinquecentomila, cinquecentoventimila per l'esattezza, sono le donne, tra i 14 e i 59 anni, che nel corso della loro vita hanno subito almeno una volta uno stupro o un tentativo di stupro. L'indagine dell'Istat, svolta nel 2002, su un campione di 60mila famiglie, per un totale di 22mila donne, rivela un paese tutt'altro che civile. I dati riferiti agli ultimi tre anni prima della rilevazione sono ancora più allarmanti: ben 118 mila sono state vittime di almeno una violenza. Mentre undicimila di loro ha ricevuto una molestia sessuale.
    Contrariamente a quello che solitamente si vuole credere, il violentatore raramente è un estraneo, molto più spesso si tratta di un coniuge o di un compagno, di un parente, di un amico. Lo stupro non avviene in un parco, in una strada buia, nelle periferie. Ma in casa propria o di conoscenti, al lavoro o nei luoghi pubblici. Viene ripetuto più volte con cadenza regolare, diventa sempre più violento. Il fenomeno è in crescita al Nord.

    In attesa che l'Istat faccia un'inchiesta altrettanto particolareggiata su chi è il maschio violentatore, l'analisi attenta dei dati mostra una realtà che sfata alcuni luoghi comuni, ma anche la persistenza della cultura patriarcale nel tessuto metropolitano. Pronta ad adattarsi ai nuovi costumi, senza però mutare nella sostanza. In questo quadro si inserisce il silenzio delle donne: circa il 90% non denuncia il fatto, solo una su tre ne parla con gli amici, meno con i parenti. Spesso il motivo è perché si vergogna. Ha paura.

    Fenomeno in estensione
    Le donne, che hanno subito uno stupro o un tentativo di stupro con più frequenza, hanno tra i 25 e i 40 anni (3,6%), percentuale che cala per le giovani sotto i 24 anni (1,9%). Ma se si guardano i dati degli ultimi tre anni la tendenza si capovolge: le giovani donne sono quelle più sottoposte a violenza (1,4% contro una media dello 0,7%). Il fenomeno è più diffuso al Nord (3,4% Nord-est e 3,3% Nord-ovest) e nei comuni centro delle aree metropolitane (3,6%).

    Quello che più colpisce è l'identità del violentatore. Si tratta di persone conosciute, se non intime. E' un dato che il movimento delle donne ha sempre denunciato e che ora trova nuova conferma: non è dall'esterno che arriva la minaccia, ma dalla famiglia, dall'intimità delle relazioni. Nel corso della vita infatti solo il 18,3% è stata violentata da un estraneo e il 14,2% da un conoscente di vista. La graduatoria dei violentatori vede in prima fila gli amici (23,5%), i datori o colleghi di lavoro (15,3%), i fidanzati o ex (6,5%), coniugi o ex (5,3%). La percentuale cresce quando la violenza viene consumata: gli amici salgono al 23,8%, i conviventi al 20,2%, i fidanzati al 17,4%. La violenza da parte di estranei scende al 3,5%. Stessa tendenza, ma al rialzo negli ultimi tre anni: gli amici raggiungono il 29%.

    I luoghi più a rischio confermano il quadro. Sono la propria a casa (15,8%), il lavoro (11,8%), casa di amici, parenti o conoscenti (9,3%), casa dello stesso aggressore (6,9%). Più è grave la violenza, più si ripete: il 24,2% delle donne violentate nel corso della vita e il 29,4% degli ultimi tre anni hanno subito violenza più volte dalla stessa persona. La cadenza è settimanale o mensile.

    In silenzio
    I dati raccolti dall'Istat vanno considerati sempre dentro una dinamica di autocensura. Nelle percentuali riportate mancano i padri e i fratelli, Eppure chi lavora nei centri antiviolenza o chi legge attentamente la cronaca sa bene che non si tratta di pochi casi.

    Denunciare il padre o il fratello significherebbe però compiere un atto forte di rottura con il tabù profondissimo e insormontabile dell'incesto. Molte donne non se la sentono. Preferiscono stare zitte. Tacere. Solo 7,4% ha denunciato la violenza subita, il 9,3% negli ultimi tre anni. Che cosa le spinge a non parlare? A subire la reiterazione della violenza? E' un vecchio dibattito, una spina nel fianco del femminismo che su questo ha scritto fiumi di analisi. Ha indagato, si è messo in gioco. Le donne che stanno zitte davanti alla violenza indicano qualcosa che va al di là della loro scelta.

    Dal racconto riportato dall'istituto di ricerca esce fuori la lista delle motivazioni: paura di essere giudicate male, timore di non essere credute, senso di vergogna o di colpa. Tra i fattori determinanti c'è la paura dell'uomo che le ha già violentate e sfiducia nella capacità delle forze dell'ordine e della giustizia. Che, fuori dalla ricerca, si deve ricordare sono quasi sempre altri uomini.

    La donna allora si chiude. Si sente accerchiata. Non solo non denuncia lo stupratore, ma neanche riesce a parlare dell'accaduto. Qualcuna (il 16,8%) perché dichiara che il fatto non è abbastanza grave, le altre perché ne restano due volte vittime. Un terzo del campione non ha parlato con nessuno dell'esperienza subita. Quasi nessuna prende parola in pubblico. Se decidono di parlare lo fanno con un familiare, un'amica, una vicina. E' residuale la percentuale di coloro che si rivolgono ai servizi sociali, alle forze dell'ordine, a uno psicologo o a un medico.

    Le conseguenze
    Quali conseguenze comporta la violenza subìta? Anche su questo punto il movimento delle donne ha molto discusso. L'Istat ci dice che dal punto di vista fisico la violenze degli ultimi tre anni sono state caratterizzate dalla presenza di maggiori ferite (l'11,8% lievi, il 6,8% gravi). La cifra sale nel caso di stupri avvenuti: il 34,6% ha riportato ferite profonde. Le conseguenze psicologiche variano molto. Si registrano mutamenti di atteggiamento in chiave relazionale (per esempio si diventa più fredde e più diffidenti), in chiave comportamentale (paura degli spazi pubblici), si ha una diminuzione del benessere psicofisico.

    Il capitolo dedicato alle molestie sessuali è forse meno drammatico, ma non per questo meno sconvolgente. Circa la metà delle donne intervistate hanno subito almeno una molestia a sfondo sessuale. In ordine di importanza si tratta di molestie verbali o telefoniche, seguono il pedinamento o gli atti di esibizionismo, le molestie fisiche. Le più colpite sono le giovani e, a differenza che per la violenza sessuale, gli autori sono più spesso estranei.

    Sul lavoro il clima non cambia. Nel corso della vita lavorativa l'1,8% è stata sottoposta a ricatto sessuale per essere assunta, stessa percentuale di molestate per avanzare di carriera: il 55,6% ha rinunciato al posto di lavoro, il 4,4% ha continuato a lavorare, mentre il 3,5% è stata licenziata. Solo nell'1,8% dei casi ad andarsene è stato il molestatore.

    Che fare?

    L'immagine che viene fuori è quella di una donna sotto assedio da parte degli uomini che la circondano. La legge del '96 ha introdotto l'importante modifica che riconosce la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la morale pubblica. Ha anche aumentato le pene. Decisione criticata da una parte consistente del femminismo, a partire dalla convinzione che non si cambia la situazione per via punitiva. Lo si capisce anche dalle risposte che le donne danno sulla scarsa fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell'ordine. Si cambia mutando il rapporto tra le donne e gli uomini. Lanciando una sfida di civiltà a una cultura che era e resta patriarcale. Il rapporto Istat pone molte domande. Per esempio: perché se le violenze avvengono soprattutto in famiglia o tra gli amici la reazione è quella di chiudersi nel proprio mondo, di non uscire? Perché invece non scappare da quella famiglia, da quegli amici? Tante domande, quindi. Ma anche pochi dubbi sulla gravità della situazione.

    Angela Azzaro angela. [email protected] it

    http://www.liberazione.it/giornale/041218/archdef.asp

    la via per il superamento di sé è la liberazione dalle aspirazioni mediocri

  2. #2
    stoner L'avatar di mixonth
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    E con ciuo' ?


  3. #3
    Inzallanuto innamorato L'avatar di Rafael
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    E' triste vedere che questo fenomeno è in aumento in Italia
    Per questo le donne dovrebbero fare corsi di autodifesa e girare un'pò meno con il sedere all'aria
    E non ditemi che sono maschilista perchè,poichè non denunciano il fatto,a meno che non ci sia l'eroe di turno,è difficile intervenire
    Ultima modifica di Rafael; 24-12-2004 alle 08:21:14
    Preferisco il silenzio ora, sono stanco di questo mondo, di questa gente, di essere invischiato nel groviglio delle loro vite. Dicono di aver lavorato tanto per aver costruito il paradiso per poi scoprire che è popolato di orrori. Forse il mondo non viene creato, forse niente viene creato. Un orologio senza orologiaio. E' troppo tardi. E' sempre stato e sarà sempre troppo tardi.

  4. #4
    Mines L'avatar di The Matrix
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    La situazione è grave, ma devono essere le donne per prime ad intervenire per far sì che ciò non si ripeta più. Per esempio denunciare gli aggressori...cosa che molte donne non fannno semplicemente per paura o perchè troppo buone con fidanzati/mariti perdonando troppo facilmente loro atti di violenza.
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  5. #5
    Adelferius
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    devono denunciare i loro aguzzini.
    questo devono fare

  6. #6
    Indagatore dell'Incubo L'avatar di savior
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    la violenza sulle donne è uno dei crimini peggiori che possano essere concepiti dalla mente umana

  7. #7
    Mines L'avatar di The Matrix
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    Citazione savior
    la violenza sulle donne è uno dei crimini peggiori che possano essere concepiti dalla mente umana
    c'è di molto peggio.
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  8. #8
    Inzallanuto innamorato L'avatar di Rafael
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    Citazione The Matrix
    c'è di molto peggio.

    Concordo
    Non è che ogni cosa deve essere ingigantita,altrimenti poi risulteremmo ridicoli.....
    Preferisco il silenzio ora, sono stanco di questo mondo, di questa gente, di essere invischiato nel groviglio delle loro vite. Dicono di aver lavorato tanto per aver costruito il paradiso per poi scoprire che è popolato di orrori. Forse il mondo non viene creato, forse niente viene creato. Un orologio senza orologiaio. E' troppo tardi. E' sempre stato e sarà sempre troppo tardi.

  9. #9
    kelzar
    Ospite
    Le donne non vanno toccate,quelli sono edegli stronzi colossali

  10. #10
    Bannato L'avatar di Cercatore
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    Condanno la violenza sessuale in modo assoluto, ma sono anche convinto che almeno un quarto di quei stupri sono evitabili.

  11. #11
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    Citazione Adelferius
    devono denunciare i loro aguzzini.
    questo devono fare
    Psicologicamente non e' cosi semplice



  12. #12
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    Citazione The Matrix
    c'è di molto peggio.
    Per chi l'ha vissuto non c'e' cosa peggiore e piu umiliante invece.



  13. #13
    Mines L'avatar di The Matrix
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    Citazione Beatrice
    Per chi l'ha vissuto non c'e' cosa peggiore e piu umiliante invece.
    Non metto in dubbio che per chi vive tale esperienza sia una cosa traumatica ( è bastato vedere cosa è successo ad una mia amica ) , ma oggettivamente c'è di peggio.
    La tua firma supera il limite massimo di altezza (158 pixel). Ti invitiamo a leggere il regolamento per non ripetere l'errore.

  14. #14
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    Citazione The Matrix
    Non metto in dubbio che per chi vive tale esperienza sia una cosa traumatica ( è bastato vedere cosa è successo ad una mia amica ) , ma oggettivamente c'è di peggio.
    Accetto le tue parole come magra consolazione..Cmq per fortuna sei nato uomo



  15. #15
    Mauro-k
    Ospite
    Citazione The Matrix
    Non metto in dubbio che per chi vive tale esperienza sia una cosa traumatica ( è bastato vedere cosa è successo ad una mia amica ) , ma oggettivamente c'è di peggio.
    secondo me dipende molto dalla sensibilità che ognuno di noi ha. Premetto che non voglio comparare le due cose, ma se tu uccidi un uomo ammazzi sia la sua anima sia il suo corpo, se stupri una ragazza invece uccidi la sua interiorità pur lasciandola vivere con il suo corpo "vuoto"...
    Magari The Matrix hai ragione, non so, ma rimane comunque un gesto terribile.

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