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Discussione: [DIF] Usa: Forze Armate e tagli di bilancio

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  1. #1
    boh L'avatar di Jack89
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    Bolzano (Alto Adige)
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    [DIF] Usa: Forze Armate e tagli di bilancio

    I preannunciati tagli al bilancio del Pentagono - già anticipati da un precedente intervento di Pagine di Difesa - stanno scatenando negli Stati Uniti polemiche piuttosto roventi, motivate dalla portata del sacrificio cui saranno chiamate le Forze armate. A più di un mese di distanza dalla presentazione del documento che ha formalizzato le intenzioni dell'amministrazione Bush in materia di bilancio (la TBD 753, Program Budget Decision), tutte le parti in causa si sono prodigate in discussioni e piagnistei che non sempre - osservano i commentatori più smaliziati - appaiono giustificati.
    Al netto degli stanziamenti supplementari per l'onerosa missione in Iraq, il bilancio previsto per l'anno fiscale 2006 assegna al Pentagono 418 miliardi di dollari, 17 in più di quelli stanziati per l'anno in corso. I fondi sono ripartiti in ragione di 98 miliardi allo US Army, 125 alla US Navy e 126 alla US Air Force. Gli incrementi alle singole voci - dove concessi - sono sensibilmente inferiori a quelli preventivati e, fatti due conti, si è scoperto che nel 2006 si dovranno attuare tagli per 6 miliardi di dollari. Quasi la metà dovranno provenire da risparmi nel settore del procurement e della ricerca e sviluppo. Il resto sarà ottenuto da economie nella gestione del personale, delle operazioni e nel mantenimento in genere.

    È noto che Marina e Aeronautica sono le Forze armate più colpite dai tagli, mentre l'Esercito vedrà gradualmente crescere la propria fetta di stanziamenti, destinata a salire a 114 miliardi nel 2007 e a ben 126 nel 2011. Gli obiettivi di potenziamento riguardano l'organico (+30.000 militari) e gli assetti per le moderne missioni assegnate: meno artiglieria e reparti per la difesa aerea, più unità per gli affari civili e polizia militare.

    Tutt'altro che potenziate saranno la US Navy e la US Air Force. Per quanto riguarda la prima, si sono subito levate grida di dolore al pensiero di dover ridurre il numero di portaerei (da 12 a 11), di nuovi caccia e di nuovi sottomarini. La US Navy, travolta in pieno dall'uragano, dunque, e per di più abbandonata dai suoi responsabili: il segretario alla Marina, Gordon England, dovrebbe passare a ricoprire analogo incarico per l'Aviazione, portandosi dietro come sottosegretario l'attuale responsabile delle acquisizioni, John Young. Privata dei suoi vertici, la Marina sembra aver desolatamente affidato la propria difesa a politici e amministratori delegati, preoccupati di perdere rispettivamente poltrone e commesse.

    E così, senatori e deputati della Florida sono terrorizzati al pensiero di perdere la portaerei Kennedy, ormeggiata in riserva nel porto di Mayport. I repubblicani del Maine, dal canto loro, associano al taglio dei nuovi caccia DD(X) la perdita di posti di lavoro nella cantieristica e, soprattutto, di voti. Anche i rappresentanti della Georgia non se la passano meglio: il loro spettro si chiama Lockheed Martin, messa a dura prova dai tagli sui programmi dell'Aeronautica (F/A-22 e C-130J). Assurto a sintesi di questo movimento trasversale di protesta, il presidente della Commissione Difesa del Senato, John Warner, promette battaglia in nome di una revisione del bilancio che non metta a repentaglio l'occupazione.

    Una lettura più attenta della Tbd attenua sensibilmente le tinte fosche fino ad oggi dipinte: considerato che la macchina del procurement non può certo essere arrestata dall'oggi al domani, nessun programma delle Forze armate conoscerà battute d'arresto prima del triennio 2007-2009. Qualche esempio. Northrop Grumman e General Dynamics, entrambe coinvolte nella costruzione dei primi sei caccia DD(X), paventano il taglio di due unità e di tre miliardi di dollari, dopo aver già dovuto incassare la decisione del Pentagono di costruire un solo sottomarino nucleare classe Virginia all'anno invece dei due inizialmente previsti.

    Ebbene, per il programma DD(X) la TBD prevede un incremento di 115 milioni nel 2007 e di 78 nel 2008, e solo nel 2009 le prime decurtazioni. Per i Virginia, analogamente, il 2006 vede un incremento di 64 milioni e tagli a partire dall'anno successivo. Tuttavia, lo stanziamento di 600 milioni per un'attività di ricerca nell'ambito della guerra subacquea potrebbe rappresentare l'avvio di un programma per nuovi e più economici sottomarini. Sempre per rimanere alla Marina: le navi anfibie LPD-17 riceveranno 140 milioni del 2006 e 285 nel 2007. I tagli previsti nel 2008 dovrebbero tradursi nella cancellazione della decima unità in programma.

    Per la U

    S Air Force le industrie connesse il quadro è identico. Il sofisticatissimo caccia F/A-22 sarà interessato dai tagli non prima del 2009, nella misura comunque pesante di 10,5 miliardi di dollari. La riduzione di 20 C-130J sarà invece compensata dall'acquisizione, da parte dei Marines, della variante da rifornimento in volo del medesimo aereo. La sorte dei C-130J apre comunque inedite prospettive, visto che a Washington si inizia a parlare di un team congiunto Lockheed-Airbus per l'offerta di A-400M all'Usaf.

    Politici e industriali tacciono però dei benefici che ricaveranno dai programmi di Bush. I signori di Lockheed, ad esempio, non vedranno intaccate le risorse assegnate all'F-35 Joint Strike Fighter, che pure comporta enormi investimenti da parte dello Stato. Sempre loro, vedranno incrementati i fondi per l'acquisizione di altri missili nucleari Trident e di missili anticarro Hellfire, questi ultimi da impiegarsi da velivoli non pilotati Predator.

    I piani di espansione dell'Esercito significano altre ingenti commesse. L'aumento del numero di brigate medie da 33 a 43 e l'adozione del Future Combat System richiederà nuove forniture a colossi del calibro di Boeing, United Defense Industries, Alliant TechSystem e la stessa General Dynamics. Nella lista della spesa un po' di tutto, da nuove forniture di elicotteri UH-60 all'aggiornamento degli AH-64 Apache, dai drone ai robot, dai veicoli tattici ai sistemi per le telecomunicazioni.

    Che le polemiche lanciate dalle lobby industriali siano in buona misura ingiustificate è testimoniato soprattutto dagli umori che circolano in queste settimane a Wall Street. Gli analisti sono unanimi nel credere a un trend positivo sul lungo periodo, e per questo consigliano agli investitori di acquistare azioni di aziende della difesa. Per il resto, i toni più pacati delle Forze armate fanno credere che la politica militare elaborata negli Stati Uniti possa ammortizzare senza grossi problemi i tagli che oggi si preannunciano. Forse, la sperimentazione della dottrina Rumsfeld per la guerra aero-terrestre nel corso di Iraqi Freedom e la mobilitazione della flotta navale durante l'imponente esercitazione Summer Pulse '04 hanno contribuito a delineare e a validare nuove configurazioni delle Forze armate.

    Altrimenti, seppur pressato dall'esigenza di arrivare al bilancio di pareggio nel 2006, non si spiegherebbe la volontà di Bush di comprimere le spese e gli investimenti militari proprio mentre gli scenari di oggi e di domani lasciano presagire un intenso impiego delle Forze armate.

    -----------------------------------------------------------------------

    Ciò conferma la non rosea situazione economica americana, che si ripercuote su tutti i settori, compreso quello della Difesa. Tuttavia non vi saranno danni gravi perchè comunque i tagli non sono stati consistenti e i fondi restano piuttosto alti. Ciò implica però un abbassamento del potenziale bellico, soprattutto nell'ambito dei teatri esteri, più precisamente della lotta al terrorismo. Probabilmente il 2005 sarà un anno piatto sotto questo punto di vista, non mi aspetterei dei conflitti. Vedremo ciò che accadrà nel 2006.


  2. #2
    AttrattoreStrano
    Ospite
    hanno speso in irak la metà di quanto speso nella seconda guerra mondiale e l'analogo di quanto speso in vietnam.......
    pur con i tagli che tu dici la spesa usa è colossale e assurda.

  3. #3
    Garuda1 L'avatar di RA|KIKKO
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    Mi spiace per il rinvio del mitico F-22 Raptor....caspita sono appasionato di aerei e non vedro il SIGNOR AEREO PRIMA DEL 2009!!!
    "Un Re non uccide, redime dai peccati."
    Gestisco una community, la Regia Armata, se volete un po' di compagnia per Battlefield, War Thunder o altri giochi, aggiungetemi su Steam

  4. #4
    Πολύτρουπος L'avatar di Hobbit83
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    L'F-22 sarà pure ridotto a 96 esemplari.... rendetevi conto, avremo più EF-2000 noi che F-22 gli USA.

    Fra
    3 sono i Re, il 3° era chiamato non ti scordar di me, perchè metteva foto giganti del suo viso: rimase incastrato nel suo proprio sorriso...

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