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Discussione: Per autore articolo GMC feb 2003,news di rete, mmorpg addiction

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  1. #1
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    Per autore articolo GMC feb 2003,news di rete, mmorpg addiction

    Ciao,
    sono un lettore affezionato della rivista. Questo articolo mi interessa particolarmente perchŔ sto facendo una tesi di laurea in sociologia inerente all'argomento. Sto traducendo un testo in inglese che si chiama "Computer addiction? A study of computer dependency". E' stato scritto nel 1984 ( i primi micro computers erano disponibili e c'era ,al solito, la paura di una vera e propria malattia che potesse diffondersi, ma l'autrice nega colpe al medium e fa una analisi psicologica dei soggetti che usano i computers... per riassumerla brevemente).
    Visto che devo fare anche una introduzione mia per spiegare anche come Ŕ mutata la scena, i link da te messi mi sono stati utilissimi. Hai qualche altra dritta per caso? Si parla da altre parti di mmorpg addiction?

    Sul mio testo si parla in una parte dei MUD e mi sembra appropriato fare un paragone con gli mmorpg attuali.
    Ti ringrazio anticipatamente dell'interesse e di eventuali nuovi consigli, giÓ cmq mi sei stato utilissimo, chiunque tu sia.
    Ciao da Piggi

  2. #2
    Utente L'avatar di Vincenzo Beretta
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    Sulla rete puoi trovare diversi articoli che si occupano di questo fenomeno, alcuni dei quali radicalmente a favore della tesi che si tratta di una "malattia" e non di un "sintomo". E' bene pero' notare come la scienza ufficiale, sebbene non si sia ancora espressa in modo definitivo, propende di piu' per la seconda ipotesi, e distingue saldamente la "MMORPG" addiction da quelle che sono catalogate come reali sindromi ossessive compulsive (come la tendenza a dilapidare il proprio denaro o il demone del gioco d'azzardo). E' altresi' bene notare, ovviamente, come ogni volta che si parla di una patologia mentale la linea di confine tra causa e effetto spesso diventa confusa.

    Al di la' delle ricerche sul campo specifico dei videogiochi, per la tua tesi ti consiglio cosi' di contattare comunque uno psichiatra, che potra' chiarirti molto le idee sulla differenze tra le due cose.

    Parlando della rete, invece, alcuni link che ho trovato interessanti sono stati:

    But in the end, they're still nothing more than video games
    http://jivemagazine.com/content_articles.php?ID=104

    On-Line Gamers Anonymous
    http://www.olganon.org/Gamer/Ideas_t...ddiction_.html

    A Queen Obsession (un editoriale di Stratics)
    http://www.stratics.com/content/edit...ddiction.shtml

    Mother Blames Everquest for His Son's Suicide (CNN)
    http://www.cnn.com/2002/TECH/industr...idg/index.html

    E poi naturalmente c'e' THE HUB, il sito che raccoglie i link che gia' hai trovato sulla rivista.

    Ciao! E in bocca al lupo per la tua tesi!

    Vincenzo

  3. #3
    !!!!Control!!!! L'avatar di Death
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    Ti consiglierei ti contattare anche Bittanti (MBF), pobrebbe aiutarti.
    Sc. Madre ASUS A7V8X Proc. ATHLON XP 2000+ Ram 512 MB PC333 Sc. Video Hercules 3D Prophet 9800 Pro (128MB) Sc. Audio SoundBlaster Audigy Player Ctrl SCSI ADAPTEC 2904 HDD IBM Desktar 80GB & 60GB 7200 RPM e SEGATE BARRACUDA 80GB 7200 RPM & MAXTOR 200GB 7200 RPM Masterizzatore PLEXTOR 12-10-32 SCSI
    Masterizzatore DVD PLEXTOR PX708A Lettore CD PLEXTOR Ultraplex 40x SCSI Lettore DVD Toshiba 16XDVD-ROM EIDE Scanner EPSON 1670 Photo Monitor Sony 17'' S71R LCD
    Una stella nel cielo brilla + delle altre: il suo nome Ŕ Z
    Reduce W:A: 2002 & 2003 & 2004 ^_^ (Wacken Open Air)

  4. #4
    artista da strada L'avatar di Monkey Rufy
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    Inviato da Vincenzo Beretta
    Sulla rete puoi trovare diversi articoli che si occupano di questo fenomeno, alcuni dei quali radicalmente a favore della tesi che si tratta di una "malattia" e non di un "sintomo". E' bene pero' notare come la scienza ufficiale, sebbene non si sia ancora espressa in modo definitivo, propende di piu' per la seconda ipotesi, e distingue saldamente la "MMORPG" addiction da quelle che sono catalogate come reali sindromi ossessive compulsive (come la tendenza a dilapidare il proprio denaro o il demone del gioco d'azzardo). E' altresi' bene notare, ovviamente, come ogni volta che si parla di una patologia mentale la linea di confine tra causa e effetto spesso diventa confusa.

    Al di la' delle ricerche sul campo specifico dei videogiochi, per la tua tesi ti consiglio cosi' di contattare comunque uno psichiatra, che potra' chiarirti molto le idee sulla differenze tra le due cose.

    Parlando della rete, invece, alcuni link che ho trovato interessanti sono stati:

    But in the end, they're still nothing more than video games
    http://jivemagazine.com/content_articles.php?ID=104

    On-Line Gamers Anonymous
    http://www.olganon.org/Gamer/Ideas_t...ddiction_.html

    A Queen Obsession (un editoriale di Stratics)
    http://www.stratics.com/content/edit...ddiction.shtml

    Mother Blames Everquest for His Son's Suicide (CNN)
    http://www.cnn.com/2002/TECH/industr...idg/index.html

    E poi naturalmente c'e' THE HUB, il sito che raccoglie i link che gia' hai trovato sulla rivista.

    Ciao! E in bocca al lupo per la tua tesi!

    Vincenzo
    Vincenzo Berretta ne approfitto per la tua presenza (posso darti del tu vero? ) per complimentarmi!! I tuoi articoli sono sempre al massimo

  5. #5
    Demente
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    Al di la' delle ricerche sul campo specifico dei videogiochi, per la tua tesi ti consiglio cosi' di contattare comunque uno psichiatra, che potra' chiarirti molto le idee sulla differenze tra le due cose.
    Ho parlato di tutto ci˛ in parte con mia cugina che Ŕ laureata in psicologia, cmq io devo solo fare una introduzione al libro (che affronta i videogiochi in maniera abbastanza marginale) quindi il materiale da te indicatomi mi Ŕ pi¨ che sufficiente per fare un quadro della situazione attuale. In realtÓ si approfondisce poco il lato psichiatrico perchŔ l'autrice del mio libro tende ad escludere che possa esistere una patologia dovuta ai computers. Al limite ci possono essere difficoltÓ giÓ presenti nell'individuo singolo, che poi vengono esacerbate dalla interazione con i computers (e qui andiamo sull'articolo del suicidio da te suggerito). Il mio libro Ŕ pi¨ diretto a criticare chi giudica e sentenzia senza una ricerca scientificamente provata. E per chiarire che il computer non Ŕ una droga che attira irrimediabilmente chiunque gli si avvicini, facendogli perdere qualsiasi contatto con la realtÓ, ma Ŕ solo un hobby, o al limite una delle tante "strategie di sopravvivenza" adottate dall'uomo che ha la personalitÓ schizoide (non schizofrenico, attenzione, che sarebbe una patologia).
    Bene mi Ŕ partito il disco, meglio fermarmi qui.
    Comunque ti ringrazio per l'interessamento ed il preziosissimo aiuto.
    Ma sei tu il redattore dell'articolo?
    Se credi, quando il lavoro sarÓ finito potrei inviartene una copia...
    Ciao Piggi

  6. #6
    Utente L'avatar di Vincenzo Beretta
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    Inviato da piggi
    Il mio libro Ŕ pi¨ diretto a criticare chi giudica e sentenzia senza una ricerca scientificamente provata.
    In questo caso, in bocca al lupo, visto che l'argomento e' vastissimo!

    Si', l'autore dell'articolo sono io. Io ero partito dall'aspetto psichiatrico perche, frequentando uno psichiatra (ehm, per altre ragioni, sia ben chiaro ) un giorno mi ero soffermato a parlare con lui di quelle patologie all'interno delle quali il malato si "rifugia" in un proprio mondo staccando la spina con la realta'. Parlo di patologie ancora piu' serie di quelle trattate nell'articolo, eppure con aspetti simili, come nel caso di individui quarantenni che (non scherzo) vivono in un mondo che si costruiscono con i lego, o disponendo pile di libri a formare una casa e cosi' via. I casi conclamati sono infiniti.

    Ovviamente in questi casi nessuno viene in mente di dare la colpa ai lego o ai libri, e questi oggetti vengono naturalmente considerati come sintomi attraverso i quali si manifesta la malattia. A questo punto e' stato quasi immediato fare un parallelo con altre forme di "addiction", come i MMORPG, ove ESSENDO LA PATOLOGIA ORIGINARIA PIU' LIEVE, si crea il paradosso che tale patologia non viene (o non vuole essere) accettata come tale, e quindi la colpa diventa del sintomo, MMORPG, lego o libri. Da questa conversazione e' poi nata l'idea per l'articolo (che il mio amico psichiatra ha letto e approvato, prima della pubblicazione).

    Ovviamente tutte le considerazioni sul dannosissimo ruolo dei "santoni" che predicano sui media facendo piu' male che bene sono solo mie

    Ciao!

    Vince (che torna alle sue macchinine...)

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