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Visualizzazione risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Recensione di Z.O.E.

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  1. #1
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    Recensione di Z.O.E.

    Zone of the Enders

    Leo Stenbuck, il protagonista, è un ragazzo schivo, vessato dai suoi coetani e non gradito ai genitori. Vive su Antilia, una colonia orbitante attorno a Giove, e quando essa viene attaccata dalle forze indipendentiste di Bahram si trova per caso ad entrare nella cabina di comando di un potentissimo mech noto come Jeuthy. Entrato, il computer di bordo, l’intelligenza artificiale A.D.A., lo invita a riconsegnare il Jeuthy alle forze terrestri. Prima di poter fare ciò, Leo dovrà svolgere varie missioni per soccorrere quanto resta della colonia. Z.O.E. è un videogioco nato con l’intento dichiarato di rendere omaggio all’animazione robotica giapponese. Necessario quindi esaminare la sua trama ed i suoi personaggi che, duole dirlo, hanno una personalità assai piatta e poco intrigante. Leo non vuole uccidere, e manifesta questa intenzione moltissime volte. Ha visto morire chi lo scherniva davanti ai propri occhi e forse se ne sente in colpa. Di certo non lo dà a vedere più di tanto. In genere i dialoghi che lo coinvolgono si svolgono così:
    Leo: ”non voglio uccidere, cavatevela da soli, non sono affari miei
    Base: ”abbiamo bisogno di te, poche storie e fai come ti diciamo
    Leo: ”ah, sì, avete ragione, farò come dite
    Il suo comportamento è innaturale, visibilmente fasullo. Tedia il giocatore per svariati minuti con le sue lamentele per poi fare quello che gli viene ordinato. E’ un personaggio che vorrebbe essere ricalcato sullo Shinji di Evangelion ma che a differenza di questi non cresce, non matura una volontà propria. Come dice lui stesso, obbedisce agli ordini perchè si sente necessario a chi lo comanda, non per una sua scelta realmente libera ed indipendente. Quasi un rovesciamento del messaggio di Evangelion.
    Viola, la principale antagonista di Leo, è essenzialmente una psicopatica i cui scopi sono uccidere e manifestare la propria abilità nel pilotare i mech. Giusto di sfuggita informerà il giocatore del suo tragico passato.
    ADA, l’intelligenza artificiale, per la quasi totalità del tempo non fa che ripetere che il comportamento di Leo è illogico, salvo poi uscirsene a fine gioco con una osservazione vagamente umana che nelle intenzioni di Okamura (il director del gioco) rappresenterebbe uno sviluppo del personaggio.
    Il fatto poi che il gioco si interrompa prestissimo è da considerarsi come una scelta azzeccata piuttosto che un difetto, perchè risparmia al giocatore ulteriori dialoghi strappalacrime (o grotteschi, a seconda della sensibilità di chi gioca). La trama, infatti, è una mera parodia di quella di un animè robotico, risultando per i motivi sopra esposti e per la banalità degli incarichi affibbiati al giocatore assolutamente noiosa e priva di interesse. Il giocatore si ritoverà infatti a vagare per una mezza dozzina di locazioni abbastanza scialbe (sono quasi tutte uguali, monotone) alla ricerca di chiavi d’accesso, password ed altre amenità. Assurdo è che a volte (p.e. nelle gole della montagna) la password per sbloccare l’uso di un’arma e il distributore dell’arma stessa siano visibilmente a pochi metri di distanza. Per differenziare un po’ l’azione sono state inserite missioni in cui si deve sconfiggere il nemico provocando danni minimi alle infrastrutture civili; purtroppo solo il caso (e non l’abilità) può assistere il giocatore in tale impresa. Più volte è dato di ritornare in locazioni già visitate (evidente espediente per ovviare al fatto che le locazioni sono pochissime) soggette a nuovi attacchi nemici. Durante il suo girovagare si affrontano mech avversari, in genere in gruppi di 3. Peccato che esistano solo 4 tipologie di nemici, con ovvie ripercussioni sulla varietà dell’azione di gioco. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto c’è da dire che i controlli sono intuitivi, forse troppo intuitivi. Il lock-on, per quanto indispensabile, lascia vulnerabili agli attacchi dei nemici non “lockati” ed è indubbiamente frustrante essere colpiti da un laser proveniente da un avversario che non è neppure inquadrato. Ciononostante Z.O.E., anche giocato a livello di difficoltà hard, risulta comunque assai facile ed i pochi GameOver giungeranno quasi solamente negli scontri con i boss, piuttosto divertenti (alcuni raderanno al suolo mezza città pur di distruggere il Jeuthy) ma anche assai pochi. Tranne i suddetti boss, l’azione di gioco risulta per lo più monotona e poco ragionata, ed a ridurre ulterormente la varità degli scontri contribuisce il fatto che le armi secondarie siano quasi tutte inutili; si può tranquillamente finire il gioco usandone solo una (che il gioco obbliga ad usare in un determinato frangente e che poi si può tranquillamente trascurare). Per finire si segnalano due o tre musiche discrete, ma purtroppo per il giocatore l’azione è accompaganta da temi pittosto anonimi o fastidiosi.
    In sintesi, Z.O.E. è un gioco che, malgrado gli evidenti sforzi sviluppativi (tecnicamente era notevole), fallisce totalmente nel proprio scopo. Non a caso Kojima disse in relazione ad esso che “i giocatori si divertiranno molto con la demo di MGS2”. E non a caso Okamura è stato il più possibile allontanato dai “piani alti” dei game designer di Konami. Meno male. Agli appassionati di Robot Animation non resta che rivolgersi al suo ben più appagante seguito.

    Voto: 5 su 10


    postata originariamente da me all'indirizzo: http://www.tfpforum.it/viewtopic.php?t=1607
    Ultima modifica di Gargoyle; 16-04-2005 alle 21:33:26

  2. #2
    Cloud8519
    Ospite
    Bella rece, complimeti ^^
    Anche se sono in completo disaccordo con le tue opinioni sul gioco, ma quello è imho, of course

  3. #3
    Utente L'avatar di cloud87
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    bella rece.cmq se avessi visto l'anime di zoe avresti capito xche viola combatte e non è una psicopatica

  4. #4
    ibernato L'avatar di hixen
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    Non mi piace la rece a parte che è troppo personale, si limita solo ad offendere il gioco e spiega davvero poco sulle meccaniche di zoe, poi è stata esposta in modo discutibile senza una minima suddivisione in paragrafi il che può rendere noiosa la lettura, e poi è davvero molto corta, insomma 1/5




  5. #5
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    Citazione hixen
    Non mi piace la rece a parte che è troppo personale, si limita solo ad offendere il gioco e spiega davvero poco sulle meccaniche di zoe, poi è stata esposta in modo discutibile senza una minima suddivisione in paragrafi il che può rendere noiosa la lettura, e poi è davvero molto corta, insomma 1/5
    Be', è implicito che non abbia apprezzato il gioco, ma parlare di "offese" mi sembra eccessivo. Poi è inevitabile che il parere espresso in una recensione sia personale, per il solo fatto che il recensore è un uomo e non dio.
    La non suddivisione in paragrafi è cosa ormai comune alle migliori riviste di Vg, e serve a rendere più leggibile e meno schematica una recensione.
    La lunghezza in sè mi è parsa superiore a quella delle recensioni di (per esempio) Videogiochi. Ho cercato di essere sintetico insomma (nel senso buono).
    Quanto alle meccaniche, partivo dal presupposto che il lettore fosse vagamente informato di cosa si parlava, non è che i vg piovono dal cielo all'improvviso...
    comunque ogni critica è sempre benvenuta.
    Ultima modifica di Gargoyle; 17-04-2005 alle 17:43:02

  6. #6
    ibernato L'avatar di hixen
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    Citazione Gargoyle
    Be', è implicito che non abbia apprezzato il gioco, ma parlare di "offese" mi sembra eccessivo. Poi è inevitabile che il parere espresso in una recensione sia personale, per il solo fatto che il recensore è un uomo e non dio.
    La non suddivisione in paragrafi è cosa ormai comune alle migliori riviste di Vg, e serve a rendere più leggibile e meno schematica una recensione.
    La lunghezza in sè mi è parsa superiore a quella delle recensioni di (per esempio) Videogiochi. Ho cercato di essere sintetico insomma (nel senso buono).
    Quanto alle meccaniche, partivo dal presupposto che il lettore fosse vagamente informato di cosa si parlava, non è che i vg piovono dal cielo all'improvviso...
    comunque ogni critica è sempre benvenuta.
    Ho capito, la tua è 1 recensione come stile simile a quelle che ci sono nelle riviste di videogame, messa sotto questo aspetto le cose cambiano, infondo le riviste il più delle volte le fanno anche peggio di cosi, in questo caso cambio il mio voto , messa cosi 3/5 è il minimo mi sembra




  7. #7
    Utente L'avatar di .:Dante 89:.
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    Citazione hixen
    Non mi piace la rece a parte che è troppo personale, si limita solo ad offendere il gioco e spiega davvero poco sulle meccaniche di zoe, poi è stata esposta in modo discutibile senza una minima suddivisione in paragrafi il che può rendere noiosa la lettura, e poi è davvero molto corta, insomma 1/5
    quoto 8(

  8. #8
    di tutto un pò L'avatar di darkmanor'skaz
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    nel culo di tuo padre
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    una buona critica a un gioco sopravvalutato...per me 5 è troppo.
    Nel momento in cui ti puntano una pistola sulla fronte hai poche scelte; inginocchiarti e chiedere pietà sperando che l'assassino si impietosisca, cercare di reagire e farti sicuramente ammazzare, oppure accettare il tuo destino e quindi la morte, a questo punto ti resta solo una cosa da fare, cioè riflettere sulla tua intera vita, ma devi fare in fretta, il tempo scorre inesorabile...

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