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Discussione: ricordi...

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  1. #1
    capo del "VAN FAN CLAN" L'avatar di nian
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    ricordi...

    Non arrivavo a vedere quel fottuto schermo. No, accidenti, mi serviva uno sgabello.

    Era un'estate di parecchi anni fa... probabilmente venticinque anni fa, forse di più. Mio cugino stava divertendosi alternando adrenalina a concentrazione assoluta davanti a un blocco di legno con uno schermo.

    Questo blocco di legno aveva dei comandi, o perlomeno vedevo chiaramente mio cugino impartire input senza capire cosa fossero esattamente. Inseriva la moneta, arrivavano dei suoni, quindi cominciava a proiettarsi in mondi virtuali, aiutato dalla manualità sui comandi a disposizione.

    Io lo seguivo interessato, ammirandolo, tant'è che mi disse "vuoi giocare? Quando te lo dico io premi questo tasto". Fui reso partecipe in qualcosa che andava oltre le mie percezioni abitudinarie della realtà. Così a comando premevo quel tasto, e a volte lo premevo di testa mia. A volte riscuotendo successi, altre volte ricevendo frasi del tipo "premilo quando te lo dico io".

    Presumibilmente si trattava di Asteroids, e il tasto a me deputato era il deleterio teletrasporto: serviva a uscire dalle situazioni più complesse, ma non garantiva la sua riuscita. Per una buona percentuale significava morte. Ma io non vedevo nulla, non ci arrivavo a quel fottuto schermo. Sentivo solo suoni e rumori.

    Ah, gli sgabelli. Grande invenzione. Grazie a loro riuscii a capire cosa diavolo stesse intrattenendo mio cugino. Grazie a loro amai i classici, con una impersonificazione tale da rendersi possibile solo in quell'età dove ogni stimolo viene percepito senza quel senso di sufficienza che va gravando con gli anni, vero peso del videogiocatore più smaliziato.

    Oggi prima di entrare nella dimensione parallela del videogioco trovo necessari una serie di fattori, in mancanza dei quali sto solo premendo un tasto ogni tanto, muovendo il pad e osservando le reazioni. Magari con uno sbadiglio di accompagnamento. Magari pur attribuendo al prodotto videoludico qualità intrinseche innegabili.

    Se venticinque anni fa mi bastava un attimo per sentirmi il pilota di un'astronave le cui gesta interagivano fortemente col destino del mondo, oggi sono più esigente.

    No, non si tratta di qualità tecniche, poligoni, effetti speciali del caso. Il gioco deve avere il suo stile, deve possedere il suo universo. Deve riuscire a traslarmi nella sua dimensione, con tutte le inerzie del caso dovute a una concentrazione oscillante, dettata dal percorso della vita, dalle sue incognite, dal suo presente, passato e dal suo misterioso quanto inconcepibile futuro.

    Con mio cugino, che incontro sempre meno spesso, creo un senso di affiatamento. Lui sa cosa mi fa luccicare gli occhi di gioia.

    Mi trovo alle medie, forse. Sono in visita dai miei parenti. Natale, Pasqua, chi lo sa. A casa ho già le mie piattaforme videoludiche, i famosi home computer di Commodore, un VCS e un Apple IIc. Non nego di aver avuto le mie fortune.

    Mio cugino propone una visita al Galaxy, salagiochi bolognese che ora non so nemmeno se esista. O magari oggi è solo un ritrovo di spacciatori.

    La prima volta che ci capitai, il mio stupore era pari solo alla grandezza e alla possibilità di cimentarsi in innumerevoli realtà alternative. Realtà oddio. Prodotti confezionati. Forse anche ora sto vivendo / state vivendo un prodotto confezionato, chi lo sa. E' Probabile. Ma chissene frega, questo passa il convento. Volete cambiare qualcosa? Non aspettate che cambi da solo.

    Inserii il gettone dentro al cabinato di Splatterhouse. Poi passai ad altri cabinati di ogni genere. Tornai sul caposaldo NamcoT. Poi la memoria si offusca, alternando ricordi più recenti a ricordi più lontani.

    Dagli pseudo giochi Light Gun dove con un fucile di plastica/ferro bisognava abbattere soldatini nemici di cartoncino, alle interminabili sfide a Street Fighter II, a Virtua Fighter.

    Capcom e Sega mi son sempre state care. Ho splendidi ricordi, legati a mie performance che a oggi considero inarrivabili, come le 61 vittorie consecutive a Virtua Fighter, un sabato pomeriggio in sala giochi (New York/Roky Game, in P.ta Venezia, Milano), alla maestria ottenuta con i picchiaduro Capcom quando abitavo con amici e le centinaia di sfide erano all'ordine del giorno. E Namco? E Atari? E tutti gli altri? Quanti ricordi...

    Ogni tanto entravo in quella condizione che i miei amici definivano "Power Play" in cui ero praticamente immortale. Poteva essere Tekken 3, poteva essere il Winning Eleven / l'ISS Pro di turno, ma non perdevo neanche a piangere nemmeno facendo decine e decine di partite (e orari che oggi reputo improponibili).

    C###o se mi divertivo! Adrenalina, vittorie, sconfitte, invincibilità, manualità, il vedere a schermo ogni mio pensiero sparato alla velocità del frame di animazione. Vincere a Street Fighter Zero 3 utilizzando Akuma a suon di perfect, con counter e scambi di colpi che manco nei film di azione di Hong Kong si vedono.

    Poi il tempo passa. Arrivano flashback di quando giocavo a Yie Ar Kung Fu di Konami versione arcade, o a giochi orribili sul C-64. Non parliamo del Vic-20. Ma il Tic Tac è inarrestabile. Il doppio joystick senza tasti di Karate Dou rimane una chimera, i tanti giochi di cui non ricordavo il nome (fino al recupero della rom) componevano un puzzle di un disegno astratto.

    E arriviamo a stasera. Metto su Tekken 5. Gioco in solitario con lo scopo di sbloccare i personaggi. Una volta ottenuti, finisco col visionare e provare i primi tre Tekken, inclusi nel -finalmente godibile- picchiaduro Namco. Alla visione del primo Tekken mi balenano ricordi legati a quell'epoca. Per esempio la fortuna di esser stato a Las Vegas per lavoro e di aver provato "in anteprima" il primo picchiaduro poligonale di Namco. E mi viene in mente lo staff di Sega che non vuole che io entri a visionare il Saturn ("deve venire qui a orari prestabiliti e seguire la visita guidata" - "Ehi, ma io da queste parti non ci passo più!" - "Sono problemi suoi").

    E ancora, pensando ai giochi e agli avvenimenti nel mondo del videoludo che più mi son rimasti impressi ho come delle fotografie e dei filmati a cinque sensi di quei periodi. Non c'è un contorno e un contenuto principale. E' tutto un insieme, un percepire i sensi a distanza del tempo, dall'acqua della località marittima che mi teneva a galla, al camminare sui sassi roventi sulla spiaggia, al sudare sotto il sole, al sentire l'odore della panetteria che sfornava a manettone, all'odore del bar che ospitava sull'esterno quei cabinati, ombreggiati dalla struttura metallica che li abbracciava, al toccare il volante di Out Run, i joystick e i relativi tasti, alla percezione del sudore delle monete inserite nel cabinato che tanto stava convergendo la mia attenzione, anche se si trattava di Kageki.

    "Si", dunque, è la risposta alla domanda "Anche i videogiochi son legati ai ricordi?", al pari di musiche, immagini, filmati, pensieri, parole, gusti, rappresentazioni di ogni genere che segnano il percorso del trascorrere della vita.

    Sono dunque indispensabili, una volta conosciuti? Azzardo una risposta positiva, d'altronde non riuscirei proprio a sopportare un mondo dipinto come nel film Equilibrium, se non per lucidi momenti di follia evasiva.

  2. #2
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Citazione nian
    "Si", dunque, è la risposta alla domanda "Anche i videogiochi son legati ai ricordi?", al pari di musiche, immagini, filmati, pensieri, parole, gusti, rappresentazioni di ogni genere che segnano il percorso del trascorrere della vita.
    Beh, se ti rispondi da solo non so proprio cosa dirti, se non che è dannatamente ovvio... credo che l'intera esperienza umana, non solo quella dei viggì, si riassuma nei ricordi. L'attimo, di per se, è troppo breve per goderne. I ricordi adeguatamente sedimentati e ritoccati sono il sale per il godimento, sempre a patto che il piatto principale sia il presente.

    Eppure, ci sono situazioni che probabilmente non si potranno più rivivere. Quanto meno, potrò più passare giornate assieme ad un mio amico facendo turno con il mouse a giocare ad adventure grafiche. Tre giorni al massimo, e risolvevamo di tutto, dalle adventure Sierra a quelle Lucasfilm. Full immersion a turni, fatti di cambi di posizioni, mouse sulle ginocchia (non avevamo un piano fisso, figurati), innumerevoli swap disc e guru meditation. Anche qualche grappino imoscato a volte. E non posso dimenticare i primi floppy disc con slide show pornografici e le interminabili sedute esegetiche sul tema: "Ma è fisicamente possibile?"... Ora non ho più il tempo, non ci sono più le avventure grafiche di un tempo e, sopratutto, questo mio amico non abita più in città. Neanche i siti zozzi su internet hanno lo stesso sapore...

  3. #3
    capo del "VAN FAN CLAN" L'avatar di nian
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    Citazione giobbe
    Beh, se ti rispondi da solo non so proprio cosa dirti, se non che è dannatamente ovvio... credo che l'intera esperienza umana, non solo quella dei viggì, si riassuma nei ricordi. L'attimo, di per se, è troppo breve per goderne. I ricordi adeguatamente sedimentati e ritoccati sono il sale per il godimento, sempre a patto che il piatto principale sia il presente.
    Dai Giobbe, non sindacare per forza su tutto, le mie erano riflessioni e volevo condividerle con voi, ovvio che mi son risposto da solo sennò che riflessioni erano?
    Per dirla alla Marzullo mi son fatto una domanda e mi son risposto da solo, la prox volta contesta anche lui.

  4. #4
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Citazione nian
    Dai Giobbe, non sindacare per forza su tutto, le mie erano riflessioni e volevo condividerle con voi, ovvio che mi son risposto da solo sennò che riflessioni erano?
    Per dirla alla Marzullo mi son fatto una domanda e mi son risposto da solo, la prox volta contesta anche lui.
    Ops, non era mia intenzione sindacare, ti assicuro... è che sono allergico alla risposte che constano di un semplice "quoto", problema derivante probabilmente dalla mia logorrea compulsiva. Epura il mio post da qualsiasi riferimento malizioso (a parte quello al porno, abbastanza difficile da demaliziosizzare), non prenderlo come un "azzo dici, è ovvio" ma piuttosto, per l'appunto, come un semplice quoto...

  5. #5
    capo del "VAN FAN CLAN" L'avatar di nian
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    Citazione giobbe
    Ops, non era mia intenzione sindacare, ti assicuro... è che sono allergico alla risposte che constano di un semplice "quoto", problema derivante probabilmente dalla mia logorrea compulsiva. Epura il mio post da qualsiasi riferimento malizioso (a parte quello al porno, abbastanza difficile da demaliziosizzare), non prenderlo come un "azzo dici, è ovvio" ma piuttosto, per l'appunto, come un semplice quoto...
    Tranquillo ero ironico e cmq sn d'accordo con te, preferisco una banalissima mezza incomprensione di un quoto!

  6. #6
    BANANAREPUBLIC! L'avatar di neosamus
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    Mio cugino propone una visita al Galaxy, salagiochi bolognese che ora non so nemmeno se esista. O magari oggi è solo un ritrovo di spacciatori.
    Che colpo al cuore... Purtroppo ora non esiste più... L'epoca delle sale giochi è finita.

    Citazione nian
    "Si", dunque, è la risposta alla domanda "Anche i videogiochi son legati ai ricordi?", al pari di musiche, immagini, filmati, pensieri, parole, gusti, rappresentazioni di ogni genere che segnano il percorso del trascorrere della vita.

    Sono dunque indispensabili, una volta conosciuti? Azzardo una risposta positiva, d'altronde non riuscirei proprio a sopportare un mondo dipinto come nel film Equilibrium, se non per lucidi momenti di follia evasiva.
    Che i videogiochi siano legati ai ricordi è senza dubbio vero, che siano indispensabili... Non lo so, sicuramente io ne sentirei la mancanza.

    Bel thread, comunque.
    Se esistesse un gioco di società sulla religione, sulla casella 2005 ci sarebbe scritto: "Ratzinger diventa Papa: torna indietro alla casella 1900".

  7. #7
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Citazione neosamus
    Che colpo al cuore... Purtroppo ora non esiste più... L'epoca delle sale giochi è finita.
    Beh... la cosa vista con il "cuore" è un male... ma siamo sicuri che le sale giochi fossero davvero questo idillio?

    Pare che lo rete della memoria trattenga meglio i ricordi di pomeriggi passati in doppio con amici, di sequenze di sfide vinte, dell'emozione dei grandi cabinati. Quelli dei tasti malfunzionanti, delle diagonali inesistenti, dei gettoni mangiati e di quelli prelevati dai bulli chi se li ricorda?

  8. #8
    Utente L'avatar di Hallo
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    che tristezza e malinconia che mi avete messo addosso io posto un dubbio: sono i videogiochi che sono cambiati o siamo noi che vediamo i vecchi giochi con nostalgia solo perchè appartengono alla nostra infanzia? per me la rivelazione è stata alle medie quando un mio amico prese il super nintendo, per me super mario è rimasto come una divinità ma forse sono io che non riesco più a concepire i vg come emozione ma solo come valvola di sfogo di una giornata lavorativa stressante. e provo nostalgia. nostalgia, nostalgia canagliaaa... (chi se la ricorda?)
    chi balla è spesso considerato pazzo da chi non può sentire la musica.

  9. #9
    Bannato L'avatar di legion
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    Citazione giobbe
    Beh, se ti rispondi da solo non so proprio cosa dirti, se non che è dannatamente ovvio... credo che l'intera esperienza umana, non solo quella dei viggì, si riassuma nei ricordi. L'attimo, di per se, è troppo breve per goderne. I ricordi adeguatamente sedimentati e ritoccati sono il sale per il godimento, sempre a patto che il piatto principale sia il presente.

    Eppure, ci sono situazioni che probabilmente non si potranno più rivivere. Quanto meno, potrò più passare giornate assieme ad un mio amico facendo turno con il mouse a giocare ad adventure grafiche. Tre giorni al massimo, e risolvevamo di tutto, dalle adventure Sierra a quelle Lucasfilm. Full immersion a turni, fatti di cambi di posizioni, mouse sulle ginocchia (non avevamo un piano fisso, figurati), innumerevoli swap disc e guru meditation. Anche qualche grappino imoscato a volte. E non posso dimenticare i primi floppy disc con slide show pornografici e le interminabili sedute esegetiche sul tema: "Ma è fisicamente possibile?"... Ora non ho più il tempo, non ci sono più le avventure grafiche di un tempo e, sopratutto, questo mio amico non abita più in città. Neanche i siti zozzi su internet hanno lo stesso sapore...
    Mi vuoi sposare?

  10. #10
    Bannato L'avatar di Hyperwolf
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    Citazione nian
    Non arrivavo a vedere quel fottuto schermo. No, accidenti, mi serviva uno sgabello.

    Era un'estate di parecchi anni fa... probabilmente venticinque anni fa, forse di più. Mio cugino stava divertendosi alternando adrenalina a concentrazione assoluta davanti a un blocco di legno con uno schermo.

    Questo blocco di legno aveva dei comandi, o perlomeno vedevo chiaramente mio cugino impartire input senza capire cosa fossero esattamente. Inseriva la moneta, arrivavano dei suoni, quindi cominciava a proiettarsi in mondi virtuali, aiutato dalla manualità sui comandi a disposizione.

    Io lo seguivo interessato, ammirandolo, tant'è che mi disse "vuoi giocare? Quando te lo dico io premi questo tasto". Fui reso partecipe in qualcosa che andava oltre le mie percezioni abitudinarie della realtà. Così a comando premevo quel tasto, e a volte lo premevo di testa mia. A volte riscuotendo successi, altre volte ricevendo frasi del tipo "premilo quando te lo dico io".

    Presumibilmente si trattava di Asteroids, e il tasto a me deputato era il deleterio teletrasporto: serviva a uscire dalle situazioni più complesse, ma non garantiva la sua riuscita. Per una buona percentuale significava morte. Ma io non vedevo nulla, non ci arrivavo a quel fottuto schermo. Sentivo solo suoni e rumori.

    Ah, gli sgabelli. Grande invenzione. Grazie a loro riuscii a capire cosa diavolo stesse intrattenendo mio cugino. Grazie a loro amai i classici, con una impersonificazione tale da rendersi possibile solo in quell'età dove ogni stimolo viene percepito senza quel senso di sufficienza che va gravando con gli anni, vero peso del videogiocatore più smaliziato.

    Oggi prima di entrare nella dimensione parallela del videogioco trovo necessari una serie di fattori, in mancanza dei quali sto solo premendo un tasto ogni tanto, muovendo il pad e osservando le reazioni. Magari con uno sbadiglio di accompagnamento. Magari pur attribuendo al prodotto videoludico qualità intrinseche innegabili.

    Se venticinque anni fa mi bastava un attimo per sentirmi il pilota di un'astronave le cui gesta interagivano fortemente col destino del mondo, oggi sono più esigente.

    No, non si tratta di qualità tecniche, poligoni, effetti speciali del caso. Il gioco deve avere il suo stile, deve possedere il suo universo. Deve riuscire a traslarmi nella sua dimensione, con tutte le inerzie del caso dovute a una concentrazione oscillante, dettata dal percorso della vita, dalle sue incognite, dal suo presente, passato e dal suo misterioso quanto inconcepibile futuro.

    Con mio cugino, che incontro sempre meno spesso, creo un senso di affiatamento. Lui sa cosa mi fa luccicare gli occhi di gioia.

    Mi trovo alle medie, forse. Sono in visita dai miei parenti. Natale, Pasqua, chi lo sa. A casa ho già le mie piattaforme videoludiche, i famosi home computer di Commodore, un VCS e un Apple IIc. Non nego di aver avuto le mie fortune.

    Mio cugino propone una visita al Galaxy, salagiochi bolognese che ora non so nemmeno se esista. O magari oggi è solo un ritrovo di spacciatori.

    La prima volta che ci capitai, il mio stupore era pari solo alla grandezza e alla possibilità di cimentarsi in innumerevoli realtà alternative. Realtà oddio. Prodotti confezionati. Forse anche ora sto vivendo / state vivendo un prodotto confezionato, chi lo sa. E' Probabile. Ma chissene frega, questo passa il convento. Volete cambiare qualcosa? Non aspettate che cambi da solo.

    Inserii il gettone dentro al cabinato di Splatterhouse. Poi passai ad altri cabinati di ogni genere. Tornai sul caposaldo NamcoT. Poi la memoria si offusca, alternando ricordi più recenti a ricordi più lontani.

    Dagli pseudo giochi Light Gun dove con un fucile di plastica/ferro bisognava abbattere soldatini nemici di cartoncino, alle interminabili sfide a Street Fighter II, a Virtua Fighter.

    Capcom e Sega mi son sempre state care. Ho splendidi ricordi, legati a mie performance che a oggi considero inarrivabili, come le 61 vittorie consecutive a Virtua Fighter, un sabato pomeriggio in sala giochi (New York/Roky Game, in P.ta Venezia, Milano), alla maestria ottenuta con i picchiaduro Capcom quando abitavo con amici e le centinaia di sfide erano all'ordine del giorno. E Namco? E Atari? E tutti gli altri? Quanti ricordi...

    Ogni tanto entravo in quella condizione che i miei amici definivano "Power Play" in cui ero praticamente immortale. Poteva essere Tekken 3, poteva essere il Winning Eleven / l'ISS Pro di turno, ma non perdevo neanche a piangere nemmeno facendo decine e decine di partite (e orari che oggi reputo improponibili).

    C###o se mi divertivo! Adrenalina, vittorie, sconfitte, invincibilità, manualità, il vedere a schermo ogni mio pensiero sparato alla velocità del frame di animazione. Vincere a Street Fighter Zero 3 utilizzando Akuma a suon di perfect, con counter e scambi di colpi che manco nei film di azione di Hong Kong si vedono.

    Poi il tempo passa. Arrivano flashback di quando giocavo a Yie Ar Kung Fu di Konami versione arcade, o a giochi orribili sul C-64. Non parliamo del Vic-20. Ma il Tic Tac è inarrestabile. Il doppio joystick senza tasti di Karate Dou rimane una chimera, i tanti giochi di cui non ricordavo il nome (fino al recupero della rom) componevano un puzzle di un disegno astratto.

    E arriviamo a stasera. Metto su Tekken 5. Gioco in solitario con lo scopo di sbloccare i personaggi. Una volta ottenuti, finisco col visionare e provare i primi tre Tekken, inclusi nel -finalmente godibile- picchiaduro Namco. Alla visione del primo Tekken mi balenano ricordi legati a quell'epoca. Per esempio la fortuna di esser stato a Las Vegas per lavoro e di aver provato "in anteprima" il primo picchiaduro poligonale di Namco. E mi viene in mente lo staff di Sega che non vuole che io entri a visionare il Saturn ("deve venire qui a orari prestabiliti e seguire la visita guidata" - "Ehi, ma io da queste parti non ci passo più!" - "Sono problemi suoi").

    E ancora, pensando ai giochi e agli avvenimenti nel mondo del videoludo che più mi son rimasti impressi ho come delle fotografie e dei filmati a cinque sensi di quei periodi. Non c'è un contorno e un contenuto principale. E' tutto un insieme, un percepire i sensi a distanza del tempo, dall'acqua della località marittima che mi teneva a galla, al camminare sui sassi roventi sulla spiaggia, al sudare sotto il sole, al sentire l'odore della panetteria che sfornava a manettone, all'odore del bar che ospitava sull'esterno quei cabinati, ombreggiati dalla struttura metallica che li abbracciava, al toccare il volante di Out Run, i joystick e i relativi tasti, alla percezione del sudore delle monete inserite nel cabinato che tanto stava convergendo la mia attenzione, anche se si trattava di Kageki.

    "Si", dunque, è la risposta alla domanda "Anche i videogiochi son legati ai ricordi?", al pari di musiche, immagini, filmati, pensieri, parole, gusti, rappresentazioni di ogni genere che segnano il percorso del trascorrere della vita.

    Sono dunque indispensabili, una volta conosciuti? Azzardo una risposta positiva, d'altronde non riuscirei proprio a sopportare un mondo dipinto come nel film Equilibrium, se non per lucidi momenti di follia evasiva.
    hai 22 anni.

  11. #11
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Citazione Hyperwolf
    hai 22 anni.
    In effetti avere malinconia per ricodi proto-spermatozooici è abbastanza difficile... che si tratti di vita passata?

  12. #12
    Bannato L'avatar di Hyperwolf
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    e' un copia ed incolla preso da un post probabilmente di un altro forum

  13. #13
    does not wear any pants L'avatar di ezed
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    Citazione Hyperwolf
    hai 22 anni.
    Quindi?
    Citazione Hyperwolf
    e' un copia ed incolla preso da un post probabilmente di un altro forum
    Quindi?
    Non so se te ne sei accorto ma hai postato ben (mmm) due volte andando ot.
    Ricordo anche io con un po' di nostalgia il mio primo computer, un 386 scassato, i vari Monkey Island, Day of Tentacles, King's Quest e vari.
    Comunque tutti sti topic nostalgici cosa sono?
    E' l'effetto della primavera?

  14. #14
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    Mare. Per me il mare era la sala giochi, fatta a L, con più di cinquanta cabinati, dove provai Star wars (quello a vettori, con la cloche a 4 pulsanti).
    Bicicletta. Per me la bici era la strada per Castellanza, nella cui sala giochi trovavo da passare le ore, quando non era chiusa per droga. Quando la chiusero definitivamente, passai al bowling di Busto, dove scoprii l'avvento di Street fighter II, venni derubato del portafoglio e frequentai anche dopo l'avvento della patente.
    Asteroids. Lo giocavo al bar dell'Arci, fra un ghiacciolo e l'altro.
    Ora quel bar non c'è più. Al bowling ci son solo videopoker. La sala giochi al mare si è ridotta ad un decimo. La bici la uso per andare dal giornalaio in piazza.
    Ma loro sono qui, adesso, con me; i ricordi e la passione sono ancora con me, come può testimoniare il mio elenco di giochi in firma, come si evince entrando in casa mia e trovandosi quattro console sotto la tv, come la mia stessa presenza qui ora e adesso urla prepotentemente "Ludo, ergo sum!" (non conosco il latino quindi accetterò volentieri eventuali variazioni al motto ).
    Videogiocare è bello e mi piace... ancora.
    I am Alpha and Omega, the Beginning and the End, the First and the Last

    Né dei, né giganti

  15. #15
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Citazione ezed
    Quindi?
    Non ha scritto lui il post di cui sopra?

    Quindi?
    Boh, sai com'è... è un fatto buffo che abbia ricordi risalenti a due anni prima della nascita...

    Non so se te ne sei accorto ma hai postato ben (mmm) due volte andando ot.
    Miiii... vabbè che hyperwolf è uno scassaballe, ma almeno in tale circostanza sono solidale con costui...

    Ricordo anche io con un po' di nostalgia il mio primo computer, un 386 scassato, i vari Monkey Island, Day of Tentacles, King's Quest e vari.
    Comunque tutti sti topic nostalgici cosa sono?
    E' l'effetto della primavera?
    Probabile.

    Citazione Iamalfaandomega
    Ora quel bar non c'è più. Al bowling ci son solo videopoker. La sala giochi al mare si è ridotta ad un decimo. La bici la uso per andare dal giornalaio in piazza.
    La storia di un giocatore di vecchia data è una sequenza di locali chiusi. Credo che questo sia l'elemento più deprimente dei ricordi da sala.

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