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Visualizzazione risultati da 1 a 13 di 13

Discussione: La PSP come ulteriore evoluzione del rapporto utente vs utente

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  1. #1
    ... L'avatar di maxlee
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    La PSP come ulteriore evoluzione del rapporto utente vs utente

    Vorrei riproporre la questione presentata nell'articolo di presentazione delle anteprime "Let's get together" Videogiochi#012 (pg031)

    (...) Cosa dobbiamo fare quando la nostra psp ci informa che ha trovato un giocatore nei paraggi? Dobbiamo alzarci e salutarlo? Dobbiamo correre da un capo all'altro dell'università, approcciando tutti coloro che sembrano far finta di leggere? O dobbiamo tenere la testa abbassata, sperando che le cortesie 'da ascensore' che seguirebbero a un incontro fisico non compromettano la nostra concentrazione e l'immersione nel titolo SOE? (...)
    Il rapporto con il videogioco è mutato grazie alla sua diffusione e alla conseguente diversificazione delle tipologie dell'utente che ha permesso il nascere di diversi approcci al videogioco: dal misantropo da cameretta che usufruisce dell'antagonista artificiale per sopperire alla mancanza di un compagno di giochi reale a quello da sala giochi che si accuccia nel suo cabinato nonostante sia immerso nella folla, dal socievole dell'online logisticamente isolato all'individuo espansivo che utilizza il videogioco nelle feste per consolidare il suo rapporto con gli altri.
    In qualunque caso finora il comportamento poteva dirsi certo, stabilito dal mezzo (es. una ps* a cui occorre una presa di corrente) o dal luogo di fruizione (es. sala giochi); la nascita dell'interazione tramite PSP elimina questa costante con la conseguenza che ci si ritrova a dover compiere delle scelte.

    Dando per scontato che qualsiasi atteggiamento resterà comunque soggetto alla propria personalità, sarebbe interessante sentire le vostre opinioni in proposito. In pratica come vi comporterete o pensate si comporterà il videogiocatore tipo quando verrà a trovarsi nella situazione esposta da Videogiochi?
    Ultima modifica di maxlee; 23-04-2005 alle 15:49:52

  2. #2
    painful under rain clouds L'avatar di xpeter
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    Per ora, visti gli esiti di diffusione della console e della distribuzione del software, non mi sembra che PSP sia destinata a mutare l'approccio globale al videogaming...
    In tutti i modi, io vedo l'atto del videogiocare in senso puro come un fatto "privato", personale, intimista... un pò come la lettura di un romanzo o la visione di un film (al cinema ci si va con più persone e ci si siede insieme ad una folla di individui, ma le singole "teste" pensanti durante la proiezione rimangono isolate).
    Penso che il multiplayer (online o dal vivo) e tutte le sue "estensioni" come le sessioni di gioco "pubbliche" tramite portatile siano un fenomeno "satellitare", un surrogato che assume connotazioni differenti dall'attività videoludica nel vero senso del termine.
    Wonderland Tavern
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  3. #3
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    In realtà non credo che la diffusione di psp renderà altamente probabile la situazione descritta da videogiochi.Ma forse questa mia convinzione dovrà essere suffragata da una scarsa diffusione dell'hardware...Credo che il multi-player sia un fatto meramente soggettivo,e cioè che dipenda da scelte individuali.In un momento in cui xbox sembra dominare le scene del gioco in rete,sony lancia una funzionalità fondata sul wireless per una mera scelta di marketing.Credete davvero che con la diffusione del gioco in rete le persone abbiano ancora voglia di cercare partners fisici?La verita è che psp è solo un prodotto ibrido le cui funzionalità accessorie sono state esaltate per nascondere la povertà dell'offertà ludica.E come se mi dicessero:ti faccio giocare agli stessi giochi ma in una scatola piu bella...

  4. #4
    Oltretutto non è un novità: già lo sfortunato (per vari motivi) n-gage offriva funzionalità assimilabili.
    "Il sonno della ragione genera mostri"

  5. #5
    ... L'avatar di maxlee
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    Citazione xpeter
    (...) In tutti i modi, io vedo l'atto del videogiocare in senso puro come un fatto "privato", personale, intimista... un pò come la lettura di un romanzo o la visione di un film (al cinema ci si va con più persone e ci si siede insieme ad una folla di individui, ma le singole "teste" pensanti durante la proiezione rimangono isolate) (...)
    E quando non lo fanno rendono il film qualcosa di completamente diverso; o c'è il tipo che non riesce a trattenere scontate battute sull'onnipresente scena di sesso o l’altro che si annoia e vorrebbe abbandonare la sala portandosi dietro tutta la comitiva; il peggio è il "rompiglione" che ha già visto il film e si sente in dovere di attirare l'attenzione dei compagni spettatori con continui inviti del tipo <<attento adesso, vedrai che massacro...>> o << senti questo ti farà morire dal ridere...>>; ciò che accade, più che una risata, è un travaso di bile causando dall’’intromissione nel tuo "sogno" e conseguente forzato risveglio.

    Sono solo alcuni esempi di esperienze vissute che mi spingono a darti pieno appoggio riguardo la tua visione poetica della fruizione in solitario, concepita come unica e reale esperienza, dove se un film deve darti qualcosa è solo in quel caso che ci riesce; idem chiaramente per i videogiochi e per tutto ciò che ti porta al di là della realtà. Tutto il resto può essere considerato una fruizione diversa, certamente più superficiale ma non per questo indegna di essere vissuta, anzi. Estesi capolavori come Gran Turismo (ma a volte anche semplici giochini in flash) che sembrano aver esaurito la loro funzione in single player, resuscitano in presenza di antagonisti umani. Tutto ciò è valido nel rapporto casalingo con persone amiche, diverso (come da topic) in luoghi estranei al gioco con altrettanti esseri estranei alla propria vita.

    Per una comunità variegata come quella dei motociclisti, fermarsi o essere fermato in corrispondenza di sconosciuti colleghi centauri in panne o semplicemente in sosta ad ammirare il paesaggio, è un evento piuttosto frequente e naturale.
    La stessa cosa potrebbe accadere con un collega-appasionato di videogiochi possessore di PSP? Non ne sono certo; è il contesto (l'ambiente) in cui dovrebbe avvenire a farmi sorgere qualche perplessità. Il motociclista ha la strada e quando è là, è inserito nel suo contesto, ma il videogiocatore?
    All'università dice Videogiochi, in fila alla posta, in una panchina del centro commerciale o in treno aggiungo io; non sembra "fuori luogo" pensare di sfidare qualcuno in questi ambienti? Non è un comportamento troppo irreale quanto può esserlo quello du Ash e le sue sfide di Pokemon? Che i videogiochi abbiano bisogno di un luogo preciso per essere fruiti al di fuori del quale tutto diventa strano, come girovagare in boxer per la spiaggia è diverso che farlo in tangenziale? Come andare in giro con un mazzo di carte e pensare di sfidare a briscola un pari appassionato in metropolitana o magari agitare in mezzo alla folla la racchetta da tennis nella speranza di trovare un avversario per una sfida in strada come in quella vecchia pubblicità?

    Forse, l’interazione fra possessori di PSP in spazi estranei al videogioco, sarebbe possibile se al loro interno ci fosse uno spazio dedicato; ad esempio sul treno una carrozza riservata ai psp-iomani così come accade (accadeva) per i fumatori.

    Un altro possibile problema è il riuscire a trovare uno sfidante di pari livello. La PSP oltre ad indicare la presenza di un collega dovrebbe anche indicarne la forza per evitare che dopo difficili manovre di avvicinamento, ci si ritrovi ad avere a che fare con un mostro di bravura e conseguente umiliazione dal vivo.


  6. #6
    Citazione maxlee

    Un altro possibile problema è il riuscire a trovare uno sfidante di pari livello. La PSP oltre ad indicare la presenza di un collega dovrebbe anche indicarne la forza per evitare che dopo difficili manovre di avvicinamento, ci si ritrovi ad avere a che fare con un mostro di bravura e conseguente umiliazione dal vivo.

    Nel multiplayer di Warcraft III questo è risolto piuttosto bene (se gli utenti non si creano account multipli).
    "Il sonno della ragione genera mostri"

  7. #7
    Utente L'avatar di shoryuken
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    Ciao a tutti, frequento il forum da tempo ma non posto quasi mai, percio' mi scuso per 'l'intrusione'...
    Vorrei esprimere il mio pieno consenso nei confronti delle affermazioni di xpeter "io vedo l'atto del videogiocare in senso puro come un fatto "privato", personale, intimista... un pò come la lettura di un romanzo o la visione di un film".
    Ritengo personalmente che il videogioco vada vissuto come "personal experience", perche' , come la lettura di un buon libro , va portato avanti con la dovuta accuratezza, intimamente, per assaporarne a fondo la storia.
    Propongo pero' un 'caso limite':terminare un'avventurta in due.
    Non pensate che la possibilita' di commentare il gioco direttamente mentre lo si gioca (beh, piu' o meno ovviamente) aumenti la fruibilita' dello stesso?
    Shoooryuken!!

  8. #8
    ... L'avatar di maxlee
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    Citazione shoryuken
    Ciao a tutti, frequento il forum da tempo ma non posto quasi mai, percio' mi scuso per 'l'intrusione'...
    Vorrei esprimere il mio pieno consenso nei confronti delle affermazioni di xpeter "io vedo l'atto del videogiocare in senso puro come un fatto "privato", personale, intimista... un pò come la lettura di un romanzo o la visione di un film".
    Ritengo personalmente che il videogioco vada vissuto come "personal experience", perche' , come la lettura di un buon libro , va portato avanti con la dovuta accuratezza, intimamente, per assaporarne a fondo la storia.
    Propongo pero' un 'caso limite':terminare un'avventurta in due.
    Non pensate che la possibilita' di commentare il gioco direttamente mentre lo si gioca (beh, piu' o meno ovviamente) aumenti la fruibilita' dello stesso?
    In linea di massima accettando come buona l'intuizione di xpeter assolutamente no, perchè si avrebbe una contraddizione di affermazioni.

    L'interazione durante un'avventura vissuta in due o più (pensiamo alla comunicazione che avviene fra utenti del gioco online) è comunque un'esperienza valida, ma non è la "vera".
    Doom 3 in solitario mi ha fatto venire più di un brivido; quando l'ho condiviso, la tensione provata in precedenza è scemata, perchè il contatto con un individuo che ti sta di fianco e che commenta ti tiene ancorato alla realtà, la sua intrommissione disturba l'inganno dei sensi.

    Per associazione d'idee il tuo intervento mi ha fatto venire in mente la moltitudine di spettatori occasionali che rischiano di ritrovarsi alle spalle i primi utenti di PSP. Ammettetelo, anche voi se in metropolitana vedrete uno che giochicchia con un piccolo fighissimo affare nero vi avvicinerete per buttarci l'occhio, stile lettura a sbaffo di quotidiano.
    Questa immagine mi ricorda di aver letto qualcosa in proposito; forse di Matteo Bittanti nella sua vecchia rubrica MBFToday (Super Console). Mi sembra che fosse il racconto di sguardi fra lui e un possessore di Game Boy; non ricordo se si parlava di imbarazzo o di complicità. Se ho tempo cerco il pezzo, dovrebbe essere attinente visto il thread e interessante considerando la fonte.

  9. #9
    ... L'avatar di maxlee
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    Citazione maxlee
    Per associazione d'idee il tuo intervento mi ha fatto venire in mente la moltitudine di spettatori occasionali che rischiano di ritrovarsi alle spalle i primi utenti di PSP. Ammettetelo, anche voi se in metropolitana vedrete uno che giochicchia con un piccolo fighissimo affare nero vi avvicinerete per buttarci l'occhio, stile lettura a sbaffo di quotidiano.
    Questa immagine mi ricorda di aver letto qualcosa in proposito; forse di Matteo Bittanti nella sua vecchia rubrica MBFToday (Super Console). Mi sembra che fosse il racconto di sguardi fra lui e un possessore di Game Boy; non ricordo se si parlava di imbarazzo o di complicità. Se ho tempo cerco il pezzo, dovrebbe essere attinente visto il thread e interessante considerando la fonte.
    Ho trovato quello che cercavo, ma non so se è del tutto attinente; considerando la faticaccia che ho fatto per trovarlo ne riporto comunque uno stralcio sperando che il buon Matteo mi perdoni .

    Si trattava dell'into alla posta di SC estate '97 ( ma che cacchio di informazioni si trovano nella mia testa?) scritto dal Bittanti.


    (In metropolitana) (...) un tipo mi si siede davanti... Ha un Pocket Boy in mano (...) Butto gli occhi sul visore LCD, rimango interdetto, non riesco a vedere l'immagine (...) mi sposto in avanti con fare indifferente, niente, il sonoro è a zero e non posso intuire di che titolo si tratti... Comincio a innervosirmi... (...) Scorgo qualche pixel, non basta, maledico la scarsa risoluzione del portatile Nintendo, mi affido - vanamente - al riflesso del finestrino, niente da fare... ora quasi glielo chiedo, ma no, che loser, lascio perdere, aspetta! Ora magari si alza e volta il pocket boy così riesco a vedere il titolo. Si! Raccoglie l'eastpak e si avvia all'uscita. Riesco finalmente a leggere il nome del gioco: Nemesis di Konami. (...) Sbuffo una certa quantità di aria e mi tranquillizzo. Si accorge che lo sto guardando. Mi sorride. Rispondo con un leggero imbarazzo. Le porte della metropolitana si aprono. Sono le quattro e diciotto di un mercoledì qualunque.
    Ultima modifica di maxlee; 8-05-2005 alle 18:51:30

  10. #10
    Utente L'avatar di shoryuken
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    Risposta per Maxlee:

    Beh, non intendevo una situazione nella quale ci si trovi a commentare in continuazione quello che succede a video, ma piu' che altro lo scambio di alcuni commenti, magari alla fine di un filmato chiave o in una parentesi di 'difficile comprensione' della trama (esempio classico: mgs2)
    Inoltre ti ricordo di aver introdotto questa modalita' come 'caso limite' ed in due persone (non >= 2) e soprattutto entrambi nella stessa stanza (il gioco online putroppo non ho mai avuto modo di provarlo e me ne rammarico...)

    Per questi motivi non mi pare di essermi contraddetto... anche se chi mi conosce affermerebbe che lo faccio in continuazione!!

    Per quanto riguarda l'aneddoto del Bitta esprimo il mio piu' profondo rispetto.
    Grande MBF!!
    Shoooryuken!!

  11. #11
    You win...perfect! L'avatar di Conrad
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    Bell' argomento...a mio parere la visione del medium "intimista e personale" non è insita nella natura stessa del videogioco...anzi, il videogioco nasce come esperienza multilaterale...mi spiego...

    tipica scena di una salagiochi anni80-primi 90: giochi in singolo, un tipo (che non conosci) ti infila un gettone e via di sfida (o di partita in cooperativa), con magari 10 persone (tipicamente babanetti) che ti urlano dietro.

    Poi la rivoluzione anni 90 che ha portato alla morte delle sale giochi e alla nascita di una nuova concezione, quella ben espressa da xpeter, che vede io e il mio televisore al centro del (mio) mondo.

    A mio parere, se la PSP offrirà veramente questa opportunità, semplicemente si tornerà 1 po' indietro, in una sala giochi più grande (lacittà), dove spazio e tempo si dilatano, magari dove le persone non si guardano più in faccia (ma in sala giochi lo facevano?), e sicuramente dove non bisogna inserire quei maledetti gettoni
    Ultima modifica di Conrad; 10-05-2005 alle 22:41:21

  12. #12
    ... L'avatar di maxlee
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    Citazione shoryuken
    Risposta per Maxlee:

    Beh, non intendevo una situazione nella quale ci si trovi a commentare in continuazione quello che succede a video, ma piu' che altro lo scambio di alcuni commenti, magari alla fine di un filmato chiave o in una parentesi di 'difficile comprensione' della trama (esempio classico: mgs2)
    Provo a rinterpretare la tua risposta metaforando; se fosse come al cinema la prima situazione come all'uscita dalla sala, per la seconda la pausa primo e secondo tempo. In questo caso concordo ; è stata la tua affermazione contenente il "mentre lo si gioca" ad avermi fatto affermare che si trattava di una contraddizione.

    Inoltre ti ricordo di aver introdotto questa modalita' come 'caso limite' ed in due persone (non >= 2) e soprattutto entrambi nella stessa stanza (il gioco online putroppo non ho mai avuto modo di provarlo e me ne rammarico...) Per questi motivi non mi pare di essermi contraddetto... anche se chi mi conosce affermerebbe che lo faccio in continuazione!!
    Ehm... nel mio esempio di Doom eravamo giusto appunto in due .
    L'online era proprio un esempio che voleva darti ragione per quanto riguarda il fatto che giocare in due (o più) può risultare ugualmente positivo;tu l'hai chiamato caso limite io esperienza (ugualmente) valida, ma non è la "vera" (imho).

    Per quanto riguarda l'aneddoto del Bitta esprimo il mio piu' profondo rispetto.
    Grande MBF!!
    Sento ancora un leggero senso di colpa per aver citato una roba vecchia di otto anni ; MBF ha scritto cose ben più meritevoli di mensione di una presentazione ironica che ho estrapolato dal contesto massacrandola un po' in fase di trascrizione. Va' be' comunque da quel poco che conosco di lui dai suoi scritti immagino che possieda abbastanza ironia da non prendersela ...
    Ultima modifica di maxlee; 14-05-2005 alle 03:09:27

  13. #13
    ... L'avatar di maxlee
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    Citazione Conrad
    Bell' argomento...a mio parere la visione del medium "intimista e personale" non è insita nella natura stessa del videogioco...anzi, il videogioco nasce come esperienza multilaterale...mi spiego...

    tipica scena di una salagiochi anni80-primi 90: giochi in singolo, un tipo (che non conosci) ti infila un gettone e via di sfida (o di partita in cooperativa), con magari 10 persone (tipicamente babanetti) che ti urlano dietro.

    Poi la rivoluzione anni 90 che ha portato alla morte delle sale giochi e alla nascita di una nuova concezione, quella ben espressa da xpeter, che vede io e il mio televisore al centro del (mio) mondo.
    Mi trovo d'accordo con la tua descrizione dell’interazione fra utenti in sala giochi. Non ricordo di aver fatto amicizia con nessun partner o avversario durante la fruizione ludica fronte cabinato. In genere pur stando spalla a spalla si interagiva in modo indifferente, quasi che l’altro non esistesse. Non aiutava certo il primo contatto rappresentato dall'intrusione dello sfidante fra le parti basse del cabinato alla ricerca della fessura in cui inserire le monete (un tipo che fruga davanti alle gambe non è il massimo per mantenere l’attenzione).
    Come hai accennato l’interazione si presentava fondamentalmente in due modi; sfida o collaborazione. Entrambe a mio modo di vedere erano fonte di frustrazione. Nella prima ci si ritrovava spesso con un campione che con tre mosse mandava in fumo rapidamente il tuo prezioso credito. Nella seconda, pur ricevendo una mano, si doveva ugualmente lottare sia per ottenere l'ultimo power up prima del compagno-avversario, sia perché essendo la natura umana piuttosto irascibile bastava un calcetto dato per sbaglio al suo alter ego digitale (dice qualcosa il titolo Double Dragon?) che la partita poteva trasformarsi in un’autentica rissa digitale fra "compagni" umani. Stranamente anche in questo caso tutto terminava contemporaneamente al game over che vedeva i due interessati allontanarsi per due opposte direzioni nel più assoluto silenzio.
    Fra i possibili approcci al videogioco quello impersonale da sala non è ciò a cui si dovrebbe aspirare e come hai giustamente detto, la PSP sembra promettere proprio questo tipo d’interazione.



    A mio parere, se la PSP offrirà veramente questa opportunità, semplicemente si tornerà 1 po' indietro, in una sala giochi più grande (lacittà), dove spazio e tempo si dilatano, magari dove le persone non si guardano più in faccia (ma in sala giochi lo facevano?), e sicuramente dove non bisogna inserire quei maledetti gettoni
    Ennesima similitudine: se videogiocare fosse come comunicare si potrebbe affermare che la PSP sta alla PS2 come la comunicazione orale a quella scritta? La voce come il portatile della comunicazione, lacitta come un immenso spazio dove utilizzarla? La metropoli un'enorme sala giochi grazie alla PSP, ma anche Forum grazie alla comunicazione verbale? (certo che se fosse Forum, considerando il comportamento dei miei concittadini, sono certo di essere stato inserito in parecchie liste ignore; nick\avatar femminili su tutti).
    Se due utenti di GR (che chiaramente non si conoscono) andassero in giro per la metropoli con il logo del Forum in bella evidenza sulla t-shirt, nell'incontrarsi, interagirebbero con il linguaggio portatile (voce) come si presume i due utenti PSP farebbero con il loro strumento videoludico? A farla da padrone sarebbe l'imbarazzo di un luogo estraneo che minerebbe la genuinità dell'interazione?

    Se la risposta fosse affermativa si avrebbe che la tua cittàtutta non è il luogo adatto per certi tipi di contatti e che gli spazi appositi che ho proposto in un altro dei precedenti logorroici post sia più indicato.
    La rinascita delle sale giochi sì, ma intese come dei locali vuoti (spazi circoscritti, dedicati) dove il cabinato è portato da casa dagli stessi utenti, come i pub per il portatile della comunicazione verbale.

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