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Visualizzazione risultati da 1 a 11 di 11

Discussione: Metal Gear Solid 3 - Snake Eater

Cambio titolo
  1. #1
    Cowboy in Love L'avatar di Loto.Nero
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    Metal Gear Solid 3 - Snake Eater

    Provo a dire la mia su Metal Gear Solid 3 - Snake Eater.




    “Costruire il futuro e tenere vivo il passato sono la stessa medesima cosa..”


    Hideo Kojima torna alle origini, raccontando la favola della buona notte che tutti i fan di Metal Gear hanno aspettato in questi tre anni di silenzio.

    La realizzazione di un prequel, perché di questo si tratta, un episodio precedente alle avventure narrate nei primi due capitoli della serie, è un’opera assai ardua in ogni campo in cui si faccia riferimento. Cinema, libri, videogiochi. La facilità con cui si può cadere nella prevedibilità e la mancanza di suspance sono due delle più temibili trappole a cui un progetto può andare incontro.
    La mano di un’equipe di professionisti e soprattutto la mente di un genio come quella di Hideo Kojima insegnano però che esistono delle eccezioni.


    Storicamente parlando Metal Gear Solid 3 – Snake Eater ( da ora in poi MGS 3 ) pone le sue fondamenta tra il 1960 e il 1964. Usa e Russia sono sull’orlo di un conflitto nucleare e la crisi missilistica di Cuba tiene con il fiato sospeso gli abitanti del vecchio e del nuovo continente. Niente accordo di Kyoto ancora, solo la corsa allo spazio e al nucleare tra le due super potenze economiche e politiche. Una guerra invisibile combattuta sul filo di un telefono e informatori segreti, spionaggio e paura. Questa, è la guerra fredda. Gli eroi della seconda guerra mondiale sono ormai materia per i libri di storia e non c’è nessuna favola da raccontare se la speranza di un mondo migliore è offuscata dall’ombra di un conflitto nucleare. E’ questo il contesto in cui MGS 3 pone il suo “C’era una volta”, proponendo una storia di lealtà, tradimento, e sopratutto patriottismo.

    Come si suol dire, la conferma viene dal cielo. Le splendide sequenze di intermezzo, realizzate interamente con il motore del gioco ci lanciano ( nel vero senso della parola ) nel pieno dell’azione svelandoci subito la verità più attesa. Vestiremo i panni di “Jack” ( nome in codice Naked Snake ), colui che verrà ribattezzato alla mondo con il nome di Big Boss e che paradossalmente Solid Snake affronterà nelle sue avventure su NES come suo padre genetico. Colui coronando il suo sogno di Outer Heaven inseguendo il suo ideale di libertà è stato indicato come traditore della nazione. Colui i quali cloni sono stati utilizzati per la creazione del soldato perfetto. Questa però è un’altra storia.. Esattamente, MGS 3 propone al giocatore la partecipazione alla leggenda, attraverso una storia solamente sussurrata o appena accennata nei precedenti capitoli di Metal Gear. Chi è Big Boss? Questa è la domanda a cui vuole rispondere il gioco. Un uomo è la risposta. Un uomo come tanti altri che passo dopo passo si è avvicinato al suffisso di leggenda per il suo nome. Leggenda che attraverso saremo noi stessi a scrivere durante il gioco.

    Come la tradizione vuole, il teatro bellico ideato da Hideo Kojima conta la presenza di personaggi caratterizzati nei minimi particolari, collegati fra loro in un intreccio logico e soprattutto cronologico che si lega alla perfezione con i due capitoli precedenti. Fanno così da sfondo personaggi al limite tra il naturale e il soprannaturale, personaggi carismatici e graditi ritorni, senza contare i più che piacevoli benvenuti nel firmamento delle indimenticabili presenze ad alcuni di loro. Fa da cornice allo splendido intreccio narrativo un quadro ambientale che va dalla giungla tropicale alla cima delle montagne e che vi lascerà senza ombra di dubbio pietrificati da quanto lavoro vi sia stato fatto per renderlo così vero e soprattutto vivo.

    Scendiamo ora nel particolare però, in questo caso trattando il lato tecnico di questo gioiello di casa Konami.

    Graficamente parlando il gioco si attesta sui livelli più alti della sua categoria. Difficilmente vedremo su PS2 titoli altrettanto curati graficamente. Di fatto il gioco, che ricordiamo per ora mantiene ferrea la sua esclusiva per PS2, si mantiene su buoni livelli di frame rate per la sua intera durata dando sicuramente del filo da torcere alla console Sony. Ogni singolo oggetto del gioco è interagibile, raramente infatti ci troveremo impossibilitati dal non toccare o colpire qualcosa davanti a noi. Sorprendentemente MGS si migliora ancora anche per quanto riguarda le espressioni facciali, mai tanto realistiche ed espressive in un titolo su console. Paura, ironia, pura emozione, amore, rabbia, tristezza andranno a giovare sicuramente al fattore di coinvolgimento che il gioco offre. Dal punto di vista dei puri effetti grafici, il gioco si “diverte” ad esprimere ogni minimo dettaglio nei limiti della sua perfezione proponendo sempre qualcosa di nuovo agli occhi dello spettatore.

    Il motore grafico riesce ad offrire il meglio di sé soprattutto nelle sequenze animate realizzate interamente con il motore del gioco e che spesso vi terranno incollati al televisore per la loro imprevedibilità. Di fatto Kojima dopo le “prediche” successive al fenomeno MGS 2 dovute all’eccessiva presenza di filmati sembra essere stato molto attento alla gestione di questi lassi narrativi. Infatti spesso e volentieri durante le sequenze animate ci sarà data la possibilità ( premendo R1 ) di attivare la visione in soggettiva e gustarci altri particolari che verrebbero esclusi per esigenze di regia ( a volte fini alla storia, altre invece piacevoli comparse ). In altre circostanze invece la riproduzione delle sequenze cinematiche viene interrotta da vere e proprie scelte di gioco in cui si può modificare l’andamento della storia e quindi anche l’esito della missione.

    La regia ovviamente, curata dallo stesso Kojima è quanto di più appagante si possa cercare in un videogioco rasentando la perfezione con inquadrature e montaggio magistrali. Questo è Kojima dopotutto.

    Sotto il punto di vista del Sonoro il gioco riesce perfettamente a ricreare l’atmosfera del luogo in cui ci si trova. Effetti ambientali, suoni differenti per ogni arma in possesso del protagonista e soprattutto i versi di ogni animale ( che spesso ne svelerà la presenza ) sono sicuramente di buona fattura. Perfetto come al solito il doppiaggio, ovviamente limitato alla lingua inglese e alle famose voci che lo compongono ( riproponendo per il ruolo di protagonista la voce di David Hayter, novello regista Hollywoodiano, scrittore di sceneggiature quali X-man e X-man 2 e già voce di Solid Snake ). Sposta decisamente l’ago della bilancia verso la perfezione invece la meravigliosa colonna sonora di Harry-Gregson Williams, fresco del successo cinematografico con Shrek 2 e soprattutto gli oneri ricevuti per aver curato le musiche di MGS 2. Il risultato fa impallidire ogni altra produzione videoludica senza aver nulla da invidiare a produzioni cinematografiche hollywoodiane. Ben 34 musiche colme di note epiche, nostalgiche e talvolta esilaranti, disseminate per l’intero gioco e alcune da sbloccare nella divertente trovata della Radio-Cura. Da avere.


    Veniamo ora al punto che più di tutti pregiudica la riuscita di un simile prodotto. La Giocabilità.

    Bene, MGS 3, dona sicuramente alla serie nuova linfa vitale anche sotto questo punto di vista. D’altra parte la libertà di gioco promessa da Kojima durante le presentazioni del titolo sembra essere stata quasi del tutto rispettata. Infatti la necessità di sopravvivere e quindi trovare o cacciare animali per fortificare ( aumentare il vigore ) del personaggio sembra essere stata una scelta equilibrata e perfettamente implementata nel gameplay. Il gioco infatti riesce sempre a presentare nuove situazioni a cui il giocatore deve abituarsi o quantomeno sopravvivere con i mezzi che gli sono stati offerti. E’ possibile cacciare nella giungla, in acqua, rincorrere animali nel sottobosco o tendere loro trappole nella penombra. Il numero di animali catturabili si assesta su ottimi livelli presentando differenziazioni per ognuno di loro soprattutto in termini di guadagno di vigore. Ovviamente Snake non può mangiare ogni cosa. Vi ritroverete infatti a preparare una curiosa lista nera di alimenti non digeribili o velenosi da cui starete lontani nel corso dell’avventura. Parlando proprio di novità è ora di citare il tanto discusso sistema di camuffaggio attraverso le mimetiche. Cosa è esattamente? Ne più ne meno, una possibilità offerta dal gioco per riavvicinare il giocatore ad un approccio più stealth. Infatti attraverso una giusta combinazione di mimetiche e strategie di gioco è possibile superare sequenze altrimenti affrontabili solo con lo spreco di tanti proiettili. In sostanza MGS 3 riesce a fondere nello stesso titolo più meccaniche di gioco, facendo in modo che ognuno possa “costruirsi” il suo Metal Gear. Difficilmente vi ritroverete ad affrontare le stesse sequenze più di una volta nello stesso modo. Lo svariato numero di armi e oggetti permette differenti approcci alle situazioni in cui si incombe. Gli stessi Boss, non sono più scontri subordinati a strette esigenze di gameplay ma presentano più spunti risolutivi ed in alcuni se non tutti i casi a seconda del metodo utilizzato presentano conseguenze differenti sulla storia o sull’inventario del protagonista. Si aggiunge alla lista forse l’unico aspetto del gameplay che ha diviso la critica ( se pur relativamente ), ovvero la gestione della telecamera. MGS 3 presenta la tanto nominata telecamera libera implementata per la prima volta nella serie con questo capitolo. Infatti a seconda del movimento dello stick analogico di destra è possibile muovere la telecamera nella direzione che si preferisce e fissarla premendo la stessa levetta. Questo conferisce una maggior visuale di gioco e permette un quadro della situazione sicuramente superiore rispetto alla normale circostanza. L’uso di questo espediente si mostra invece più che utile nel corso dell’avventura e i giocatori più attenti la troveranno una preziosa alleata nel corso dell’avventura. Nel complesso la giocabilità si assesta su livelli ottimi, risultando nuova e al tempo stesso conservando la tradizione della saga presentando circostanze inedite e altre invece che oltre ad esaltarvi vi riporteranno alla mente gli episodi passati.

    La curva di divertimento invece presenta uno strano andamento.

    Il primo approccio con il gioco è sicuramente incerto. Non solo sono tante le novità a cui andare incontro ma anche il contesto, così diverso dal classico Metal Gear. L’interesse cresce mano a mano che la storia si priva dei suoi veli fino a raggiungere livelli di coinvolgimento estremi che sia ad un fan che ad un giocatore occasionale difficilmente non potranno strappare dell’emozione.

    Il gioco presenta oltretutto un alto fattore di rigiocabilità, risultando piacevolmente colmo di novità da sbloccare nel corso dell’avventura e di extra da gustarsi comodamente. Anche grazie alla molteplicità di approcci che offre il gioco mai una partita sarà uguale ad un'altra ed un po’ per sfizio personale, un po’ per curiosità vi ritroverete ad utilizzare ogni arma presente.



    Nel complesso quindi MGS 3 rispetta le promesse con cui era stato annunciato.
    Rinnovare, preservando la tradizione. Niente di più difficile per un titolo con tanto hype ma altrettanto facile per i programmatori Konami e per una mente come quella di Hideo Kojima.

    Grafica eccellente, sonoro indimenticabile ed una giocabilità sempre assestata su buoni livelli, tutto questo a far da contesto ad una trama meravigliosa. Il gioco non potrà che piacere ai fan e perché no interessare anche a coloro che non hanno mai tentato un approccio alla serie.


    Grafica: 9,7
    Sonoro: 9,5
    Giocabilità: 9
    Longevità: 9
    Trama: 10

    Totale: 9,4



    Ancora una volta Kojima-San ( o San Kojima a questo punto se su di lui bisogna fare affidamento per simili capolavori ), riesce a trasmettere nella forma di un videogame sostanza ben più profonda di quanto un libro di filosofia moderna lasci comprendere. Un mondo così lontano al nostro ma al tempo stesso vicino e che per antitesi si accosta alle vicende future di MGS 2.

    Un mondo di dolore, paura, sofferenza, furia e che inevitabilmente conduce ad una fine ( la metafora non è sottile some sembra ), in cui non tutto è quello che realmente è, che è stato, e fino ai figli di Big Boss inevitabilmente sarà.


    Thank you Hideo,
    You genius,
    Bang.
    Ultima modifica di Loto.Nero; 6-06-2005 alle 03:23:08
    lotonero.deviantart.com // stefanobroli.it

    Citazione Tuco Benedicto Pacifico
    Ciao, sono il sarcasmo, vuoi essere mio amico?

  2. #2
    Cowboy in Love L'avatar di Loto.Nero
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    Ovviamente non mi sono servito nè di guide nè ho preso spunto altrove.

    Fatemi sapere.
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    Citazione Tuco Benedicto Pacifico
    Ciao, sono il sarcasmo, vuoi essere mio amico?

  3. #3
    Wanderer L'avatar di Balmung88
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    Non male...io avrei approfondito il discorso legato alle mimetiche e ai personaggi secondari e anche agli extra (rane giocattolo, scimmie di ape escape e così via) e anche riguardo al cibo e alle nuove azioni che Snake può fare; comunque rimane un buon lavoro 4/5
    I will be reborn. Erasing this painful past and my existence... To be born anew.
    Putting everything on the tentative plain of the past, I offer up my past as a promise...
    To become the one I've always wish to be... Born again as the perfect human being that everyone admires.


  4. #4
    Master Willem was right. L'avatar di Servo di Miyamoto
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    4/5, dovevi approfondire più punti (tipo quelli elencati dal buon Balmung) però dovevi anche essere più sintentico in altri frangenti.
    cmq davvero ottima

    Neither of us want to see you go Hollow

  5. #5
    =Sentenza=
    Ospite
    davvero buona, 4|5

  6. #6
    Fiero di essere Juventino L'avatar di theSorrow
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    Citazione Loto.Nero
    Ovviamente non mi sono servito nè di guide nè ho preso spunto altrove.

    Fatemi sapere.
    so gia cosa vuoi dire cmq buona 4/5 e cmq * in tutto con Balmung




    CHE LEGGI ? fatti gli 'azzi tua

  7. #7
    Bannato L'avatar di LeBron23
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    mi è piaciuta molto,5

  8. #8
    100% Rugby Player L'avatar di Calle7
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    Davvero molto bella


  9. #9
    Utente L'avatar di fabio 91
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    Citazione Servo di Miyamoto
    4/5, dovevi approfondire più punti (tipo quelli elencati dal buon Balmung) però dovevi anche essere più sintentico in altri frangenti.
    cmq davvero ottima

    non credo,a me è piaciuta molto,balmung ha ragione,ma non doveva essere più sintetico in alcuni punti
    vendo wiii + giochi a prezzo basso di soli 6 mesi. contattatemi via mp

  10. #10
    Utente
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    ben fatta

    complimenti
    MoBo: Asus A7N8X-E-Deluxe
    CPU: AMD Barton 3000 ( @2500mhz )
    Dissi: Aero7 CoolerMAster
    Ram: 2Gb XMS C2 Corsair-- D.C. mode
    Vga: PowerColor X800Pro @ 550/1080
    S.A.: Creative Sb Live!

  11. #11
    Teenage Wasteland L'avatar di robus2
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    Una recensione abbastanza obbiettiva, con entusiasmo contenuto e che lascia pochi dubbi a chi non ha provato questo vg....complimenti

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