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Visualizzazione risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Qualche domanda sul potere politico

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  1. #1
    (un po' meno) cattivo L'avatar di L33T
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    Qualche domanda sul potere politico

    Per chiarezza riporto tre definizioni (le parti tra virgolette sono tratte da Max Weber, “La politica come professione”).
    Non vi spaventate, il thread non è tutto così ._.

    “Lo stato è quella comunità di uomini che, all'interno di un determinato territorio, pretende per sé (con successo) il monopolio della forza fisica legittima) [..] A tutti gli altri gruppi sociali o alle singole persone si attribuisce il diritto all'uso della forza fisica soltanto nella misura in cui sia lo stato stesso a concederlo per parte sua”.

    “Con il termine 'politica' intendiamo piuttosto riferirci soltanto alla direzione o all'influenza esercitata sulla direzione di un gruppo politico, vale a dire – oggi – di uno stato”.
    E visto che lo stato esercita la sua azione in virtù di un potere sui cittadini “[..] 'politica' per noi significherà l'aspirazione a partecipare al potere o ad esercitare una qualche influenza sulla distribuzione del potere”

    La definizione relazionale di 'potere' recita che, nel contesto di un rapporto tra due individui A e B, A detiene il potere se è in grado di imporre la sua volontà a B anche quando questi non è d'accordo.
    Il potere (o meglio: il suo esercizio) è quindi una forma di coercizione, d'imposizione: un atto di forza.


    ---

    Un politico che abbia successo si trova a disporre del potere dello stato.
    Ogni volta che decide la sua volontà si manifesta in una forma ufficiale: una legge, un decreto..
    Per la natura stessa del potere, ogni opposizione alla decisione (che si manifesti nell'azione: l'opinione è un'altra cosa) deve essere eliminata; e visto che stiamo parlando dello stato ciò significa o minacciare di ricorrere alla forza fisica (prevista dalla pena) o ricorrervi effettivamente quando c'è una trasgressione.
    Per quanto animato dalle migliori intenzioni, il politico si trova quindi a contatto con la violenza. Scende, per dirlo con Weber, “a patti con potenze diaboliche”.

    A partire da questo punto volevo proporre alcune domande:

    1) Il fine giustifica i mezzi?
    Un politico che cerchi di realizzare la sua idea senza curarsi della violenza che necessariamente ne deriva è un visionario, un leader o solo un cattivo politico, che utilizza gli strumenti di cui dispone in modo irresponsabile? E' giusto che ritenga che la frittata (il suo nobile ideale) giustifichi le uova rotte (le sofferenze patite da chi subisce le sue decisioni) oppure dovrebbe ritenersi innanzitutto responsabile delle uova rotte e rinunciare, se causa troppe sofferenze, alla frittata?

    1a) Nel caso che nella domanda sopra si siano privilegiati i principi.
    Siamo sicuri che ricercare l'altro mondo – quello che “deve essere” – senza curarsi della specificità del mezzo usato in questo mondo – quello che “è” – non significhi che, di come funziona questo mondo e delle conseguenze delle decisioni prese, non c'è che una idea vaga?

    1b) Nel caso che nella domanda sopra si sia privilegiata la responsabilità.
    C'è ancora un qualche posto per gli ideali o la politica dovrebbe trasformarsi completamente, per così dire, in ingegneria del benessere? Nel secondo caso, non c'è il rischio che il politico pensi soprattutto al suo, di benessere, e si limiti a non decidere niente per non fare danni, godendo nel frattempo dei vantaggi legati al possesso del potere?

    2) Si dice che la politica sia una cosa sporca, in cui è meglio non rimanere invischiati. Se con sporca si intende “moralmente discutibile” in qualche misura è vero, visto i mezzi che le sono proprii. E' per questo che tra chi siede in parlamento si vede tanta gente con pochi scrupoli morali (eufemismo) oppure, tutto sommato, è una situazione patologica, ed è pensabile un parlamento pieno di persone che mettono a rischio la salvezza della propria anima solo nella misura richiesta dalla salvezza dello stato?

    A voi la parola.
    Ultima modifica di L33T; 1-08-2005 alle 09:27:43
    Es ist nichts schrecklicher als eine tätige Unwissenheit.

  2. #2
    Moderatore Apple L'avatar di sgtbash
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    Citazione L33T
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    1) Il fine giustifica i mezzi?
    Un politico che cerchi di realizzare la sua idea senza curarsi della violenza che necessariamente ne deriva è un visionario, un leader o solo un cattivo politico, che utilizza gli strumenti di cui dispone in modo irresponsabile? E' giusto che ritenga che la frittata (il suo nobile ideale) giustifichi le uova rotte (le sofferenze patite da chi subisce le sue decisioni) oppure dovrebbe ritenersi innanzitutto responsabile delle uova rotte e rinunciare, se causa troppe sofferenze, alla frittata?
    Secondo me il fine non giustifica mai i mezzi, anche se tutto questo cade in alcuni casi, mi spiego. Mettiano caso che c'è un treno con 100 persone a bordo con una bomba che sta per arrivare alla stazione di Port Terminal a new york con 50000 persone..Per me il fine giustica i mezzi solo nel caso in cui si scelga per il principio del meno male (non so come spiegarmi, spero che capiate °-°)
    1b) Nel caso che nella domanda sopra si sia privilegiata la responsabilità.
    C'è ancora un qualche posto per gli ideali o la politica dovrebbe trasformarsi completamente, per così dire, in ingegneria del benessere? Nel secondo caso, non c'è il rischio che il politico pensi soprattutto al suo, di benessere, e si limiti a non decidere niente per non fare danni, godendo nel frattempo dei vantaggi legati al possesso del potere?
    Il punto secondo me è che quando noi eleggiamo qualcuno è perchè noi ci sentiamo parte del partito al quale noi diamo il voto. E' ovvio che per un benestante va più che bene che un politico faccia leggi per se stesso e per tutti quelli del suo "rango".
    2) Si dice che la politica sia una cosa sporca, in cui è meglio non rimanere invischiati. Se con sporca si intende “moralmente discutibile” in qualche misura è vero, visto i mezzi che le sono proprii. E' per questo che tra chi siede in parlamento si vede tanta gente con pochi scrupoli morali (eufemismo) oppure, tutto sommato, è una situazione patologica, ed è pensabile un parlamento pieno di persone che mettono a rischio la salvezza della propria anima solo nella misura richiesta dalla salvezza dello stato?
    A voi la parola.
    E' uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo. Daltronde usciti da quella aula non si può dire che vivano in condizioni disagiate..

    An a day keeps microsoft away | Il nostro punto di Vista? Mac OS X 10.5 Leopard

    Moderazione in rosso e grassetto. Chiarimenti ne Il forum del forum o in privato.

  3. #3
    Bannato L'avatar di Rey Mysterio
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    questo sì ke è un topic interessante

  4. #4
    Standing by L'avatar di TEC_MrHide
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    Citazione L33T
    ...
    1) Il fine giustifica i mezzi?
    ...
    Se la frittata merita di essere fatta sì, altrimenti no.
    E comunque, qualsiasi decisione venga presa, si dovrà sempre rompere qualche uovo. Pensa solo alla costruzione di un depuratore (o una discarica): nessuno lo vuole vicino nonostante tutti ne trarrebbero beneficio.

    1a) Nel caso che nella domanda sopra si siano privilegiati i principi.
    Siamo sicuri che ricercare l'altro mondo – quello che “deve essere” – senza curarsi della specificità del mezzo usato in questo mondo – quello che “è” – non significhi che, di come funziona questo mondo e delle conseguenze delle decisioni prese, non c'è che una idea vaga?
    Perchè?
    Solo perchè un'idea costi qualche uovo rotto non significa automaticamente non conoscerne le conseguenze. Anzi, è indispensabile tenere conto di tutto ciò che può succedere prima di rompere qualche uovo. Altrimenti se la frittata esce male corri il rischio, come cuoco, di essere licenziato.
    2)..., ed è pensabile un parlamento pieno di persone che mettono a rischio la salvezza della propria anima solo nella misura richiesta dalla salvezza dello stato?
    Certamente: lo Stato prima di tutto.
    Almeno, così dovrebbe essere. Ma il potere corrompe e dunque la tentazione di pensare prima a se stessi (e al proprio portafogli) è forte.
    Nonostante ciò, dubito provino scrupoli nel prendere decisioni difficili (se giuste).
    "It is by will alone I set my mind in motion. It is by the juice of sapho that thoughts acquire speed, the lips acquire stains, the stains become a warning. It is by will alone I set my mind in motion." - mentat Piter De Vries.

  5. #5
    Araldo della Dea
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    La politica ha la funzione di organizzare e guidare un popolo. Per adempiere a queste sue funzioni può anche avvalersi della coercizione nei confronti del popolo, ovvero la conosciuta tecnica del bastone e della carota (che ingiusta non è).

    Essere parte della politica (sto parlando di persone oneste che antepongono i bisogni della nazione anche a loro stessi, ammettendo che esistano ancora) è un impegno gravosissimo. Per fare un paragone azzardato potrei citare quanto è difficile educare un figlio. Bisogna accudirlo, assecondare i suoi desideri, proteggerlo senza diventare ossessivi, aiutarlo a trovare un equilibrio tra giusto e sbagliato, e permettergli di crescere ed essere felice, per quanto possibile. (sono esempi, poi ovviamente c'è molto altro)
    Questo è ciò che dovrebbe riuscire a fare la politica per il popolo. Facile di sicuro non è, considerando quanto velocemente diventi ingestibile la gente. E qui entra in ballo il potere: leggi e punizioni. Sono giuste? Nel caso di politica intesa come ho appena scritto la risposta è SI. Sinceramente, non c'è verso che la gente riesca ad autoregolarsi, e non necessariamente perchè siamo tutti criminali, ma semplicemente perchè siamo TANTI, inutile sperare che ognuno abbia gli stessi desideri e lo stesso modo di vedere le cose degli altri. Per questo la politica deve riuscire a trovare un equilibrio e puntare a raggiungere interessi comuni. Se il popolo è in grado di concepire il sacrificio necessario al miglioramento, ecco che si crea il rapporto ideale fra politica e popolo.

    MA, come sempre, dalla teoria alla realtà l'abisso è in agguato.

    Infatti tendenzialmente, ognuno persegue i suoi obiettivi personali. E se si ha il potere, il rischio di permettere che questo ci corrompa è elevatissimo (per non dire scontato). E allora si crea un circolo vizioso in cui la politica si distacca sempre più dal popolo, che , percependo il fascino del potere, un pò per invidia, un pò per "giustizia" (perchè lui si ed io no?) finisce per cercare suddetta "giustizia" nella protesta (violenta o meno), e nel guadagno facile, tendenzialmente a scapito di altri. Costringendo così la politica ad usare (e ad abusare) il potere in maniera ancora più coercitiva. E via dicendo.
    Se a questo aggiungiamo una scarsità dilagante di valori, sostanzialmente imparati ma non percepiti, completiamo (o quasi) questa paradisiaca visione.
    (ho volutamente tralasciato la criminalità e il desiderio di prevaricazione insito nell'uomo, per non andare troppo OT. Se poi ci sono finito lo stesso scusate.)


    Il fine giustifica i mezzi? Nella prima delle due eventualità che ho citato, indubbiamente si. La politica, proprio per la sua natura, DEVE prendere delle decisioni. E siccome non può accontentare tutti, deve avere la possibiltà di dirigersi verso il bene comune, anche se non tutti i passaggi sono piacevoli.




    N.B.: Tutto ciò che ho scritto è IMHO. Sarò ben lieto di essere smentito da chi ne sa più di me.


  6. #6
    Il fine non giustifica i mezzi, perchè mezzi illeciti sporcano il fine rendendendo il suo raggiungimento futile. I danni al tessuto sociale generati dai mezzi illeciti sono di tale rilevanza e così difficili da riparare che può essere convienente applicarli solo se si pensa esclusivamente al brevissimo termine. (sì, avete trovato un organicista di sinistra)
    Quindi non c'e scelta. Se si è onesti e non si vogliono sfruttare i mezzi illeciti a proprio vantaggio. (Bush)
    Ah, tanto per sfatare un mito, nemmeno Machiavelli era d'accordo con quella massima, è una citazione impropria, per chi non lo sapesse.

    Quanto alla sporcizia della politica, beh, non è certo connaturata. Essa è interamente colpa degli uomini, che potrebbero evitarla se fossero più onesti. Purtroppo tende ad andare al potere chi lo desidera, il che non è sempre una buona idea.
    "Il sonno della ragione genera mostri"

  7. #7
    Utente L'avatar di cerberus
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    Citazione L33T

    1) Il fine giustifica i mezzi?
    Un politico che cerchi di realizzare la sua idea senza curarsi della violenza che necessariamente ne deriva è un visionario, un leader o solo un cattivo politico, che utilizza gli strumenti di cui dispone in modo irresponsabile? E' giusto che ritenga che la frittata (il suo nobile ideale) giustifichi le uova rotte (le sofferenze patite da chi subisce le sue decisioni) oppure dovrebbe ritenersi innanzitutto responsabile delle uova rotte e rinunciare, se causa troppe sofferenze, alla frittata?
    Il fine giustifica i mezzi adeguati al conseguimento del fine stesso...


    1a) Nel caso che nella domanda sopra si siano privilegiati i principi.
    Siamo sicuri che ricercare l'altro mondo – quello che “deve essere” – senza curarsi della specificità del mezzo usato in questo mondo – quello che “è” – non significhi che, di come funziona questo mondo e delle conseguenze delle decisioni prese, non c'è che una idea vaga?
    La domanda contiene già la risposta...

    1b) Nel caso che nella domanda sopra si sia privilegiata la responsabilità.
    C'è ancora un qualche posto per gli ideali o la politica dovrebbe trasformarsi completamente, per così dire, in ingegneria del benessere? Nel secondo caso, non c'è il rischio che il politico pensi soprattutto al suo, di benessere, e si limiti a non decidere niente per non fare danni, godendo nel frattempo dei vantaggi legati al possesso del potere?
    Come sopra: la risposta è già nella domanda... è possibile che un politico sia tanto intriso di ideologia da perdere il senso della realtà, ed è possibile che un politico sia così povero di iniziativa da sedersi sugli allori nell'attesa di finire il mandato. Sono i rischi da mettere in conto.


    2) Si dice che la politica sia una cosa sporca, in cui è meglio non rimanere invischiati. Se con sporca si intende “moralmente discutibile” in qualche misura è vero, visto i mezzi che le sono proprii. E' per questo che tra chi siede in parlamento si vede tanta gente con pochi scrupoli morali (eufemismo) oppure, tutto sommato, è una situazione patologica, ed è pensabile un parlamento pieno di persone che mettono a rischio la salvezza della propria anima solo nella misura richiesta dalla salvezza dello stato?
    No, no è un male cronico... c'è da sperare che gli interessi dei politici e del popolo coincidano...
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