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Discussione: La rivincita di Bush

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  1. #1
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Messaggio La rivincita di Bush

    http://www.ilbarbieredellasera.com/

    Medioriente: la rivincita di Bush
    di Medialab

    In 2 mesi ha cancellato un regime e riavviato un processo di pace interrotto da 10 anni

    Non c’è niente da fare; solo gli americani hanno l’autorevolezza per imporre l’avvio di una seria trattativa di pace in cancrena da anni. on poteva essere diversamente visto che quella a stelle e strisce è l’unica diplomazia che conta qualcosa sulle rive del Giordano.

    Bush era partito per la guerra in Iraq contro la gran parte dell’opinione pubblica mondiale, compreso chi scrive e frettolosamente definita superpotenza dal Times, contro l’Onu e buona parte del mondo.

    Aveva detto che dopo la guerra in Iraq si sarebbe dedicato al conflitto israelo-palestinese ed è stato di parola. Veniva deriso, dicevano fosse un cafone texano. Invece il cafone texano, facendo travasare un pò di bile ai suoi detrattori, in 20 giorni ha cancellato un regime cancro del Medioriente con la forza militare e con i dollari e due mesi dopo ha fatto in modo che i due leader palestinese e israeliano, dopo 10 anni, si stringessero la mano.

    Certo, il difficile comincia adesso, ma c’è ancora qualcuno che ha voglia di prendere in giro Bush? Mentre il ministro della difesa francese De Villepin confabulava con Arafat senza essere ricevuto da Sharon, Bush scorrazzava per l’Europa in lungo e in largo decidendo con chi, dove e quando parlare. Acclamato in Polonia, nuovo cavallo di ***** per l’entrata Usa nella fragile Europa, tirato per la giacchetta in Russia dall’amico ritrovato Putin, ascoltato con attenzione in Egitto da un pugno di leader arabi chiusi nella loro roccaforte d'oro difesa dallo zio Sam, infine impresso nella storia con la stretta di mano dei leader della Terra Santa.

    In una pausa di questo tour, Bush ha presenziato brevemente anche al G8, pantomima inutile e ridicola: i problemi si risolvono in altre sedi e comunque nulla si muove senza la potenza a stelle e strisce, che piaccia o no. Un incontro, quello di Aqaba, che potrebbe anche essere ricordato come uno dei tanti tentativi di pace andati a vuoto, comunque è significativo l’impegno, la volontà e il cammino intrapreso.

    Significativo anche il luogo scelto per l’incontro, quella Giordania creata sulla carta da Churchill dopo la prima guerra mondiale, indicata in quegli anni come uno stato potenzialmente esplosivo, dalla vita breve. Invece il regno Hascemita governato dal giovane Abdullah (che differenza con il suo omologo siriano), si è sempre rivelato, ad oggi, come uno dei paesi più stabili del Medioriente, pur tra mille difficoltà e senza poter contare su risorse naturali pregiate ampiamente disponibili in altri paesi arabi.

    L’amministrazione americana, nuovo vicino di casa mediorientale con la conquista irakena, avrà ora a che fare con l’intransigenza di Hamas (Mazen ha svenduto il suo popolo dichiarava ieri), che senza intifada non esisterebbe più e con l’integralismo di chi protegge le colonie, una ventina da smantellare subito, un centinaio più tardi. Per non parlare delle prossime tappe: profughi, confini, vicini belligeranti e Gerusalemme.

    Per le difficoltà c’è solo l’imbarazzo della scelta, è certo però che gli Usa di Bush si sono conquistati sul campo il diritto a trattare in prima fila. Conviene anche a Mazen e Sharon non scherzare, perché Aqaba ha segnato uno spartiacque, i giochetti non verranno più tollerati dallo zio Sam in odore di campagna elettorale. Meglio quindi approfittare della dedizione degli Stati Uniti prima di correre il rischio di essere affidati tra le mani incapaci e inconcludenti della diplomazia europea.

    Al momento del bisogno, i leader palestinese e israeliano non saprebbero che numero di telefono comporre per chiamare l’Europa.

    MEDIALAB
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
    Ennio Flaiano


  2. #2
    Oh my iPod! L'avatar di er patata
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    e speriamo la smettano di criticare.

    A volte credo di essere fin troppo nerd. Naa, never too much.
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  3. #3
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    Re: La rivincita di Bush

    Inviato da maverick84
    http://www.ilbarbieredellasera.com/

    Medioriente: la rivincita di Bush
    di Medialab

    In 2 mesi ha cancellato un regime e riavviato un processo di pace interrotto da 10 anni

    Non c’è niente da fare; solo gli americani hanno l’autorevolezza per imporre l’avvio di una seria trattativa di pace in cancrena da anni. on poteva essere diversamente visto che quella a stelle e strisce è l’unica diplomazia che conta qualcosa sulle rive del Giordano.

    Bush era partito per la guerra in Iraq contro la gran parte dell’opinione pubblica mondiale, compreso chi scrive e frettolosamente definita superpotenza dal Times, contro l’Onu e buona parte del mondo.

    Aveva detto che dopo la guerra in Iraq si sarebbe dedicato al conflitto israelo-palestinese ed è stato di parola. Veniva deriso, dicevano fosse un cafone texano. Invece il cafone texano, facendo travasare un pò di bile ai suoi detrattori, in 20 giorni ha cancellato un regime cancro del Medioriente con la forza militare e con i dollari e due mesi dopo ha fatto in modo che i due leader palestinese e israeliano, dopo 10 anni, si stringessero la mano.

    Certo, il difficile comincia adesso, ma c’è ancora qualcuno che ha voglia di prendere in giro Bush? Mentre il ministro della difesa francese De Villepin confabulava con Arafat senza essere ricevuto da Sharon, Bush scorrazzava per l’Europa in lungo e in largo decidendo con chi, dove e quando parlare. Acclamato in Polonia, nuovo cavallo di ***** per l’entrata Usa nella fragile Europa, tirato per la giacchetta in Russia dall’amico ritrovato Putin, ascoltato con attenzione in Egitto da un pugno di leader arabi chiusi nella loro roccaforte d'oro difesa dallo zio Sam, infine impresso nella storia con la stretta di mano dei leader della Terra Santa.

    In una pausa di questo tour, Bush ha presenziato brevemente anche al G8, pantomima inutile e ridicola: i problemi si risolvono in altre sedi e comunque nulla si muove senza la potenza a stelle e strisce, che piaccia o no. Un incontro, quello di Aqaba, che potrebbe anche essere ricordato come uno dei tanti tentativi di pace andati a vuoto, comunque è significativo l’impegno, la volontà e il cammino intrapreso.

    Significativo anche il luogo scelto per l’incontro, quella Giordania creata sulla carta da Churchill dopo la prima guerra mondiale, indicata in quegli anni come uno stato potenzialmente esplosivo, dalla vita breve. Invece il regno Hascemita governato dal giovane Abdullah (che differenza con il suo omologo siriano), si è sempre rivelato, ad oggi, come uno dei paesi più stabili del Medioriente, pur tra mille difficoltà e senza poter contare su risorse naturali pregiate ampiamente disponibili in altri paesi arabi.

    L’amministrazione americana, nuovo vicino di casa mediorientale con la conquista irakena, avrà ora a che fare con l’intransigenza di Hamas (Mazen ha svenduto il suo popolo dichiarava ieri), che senza intifada non esisterebbe più e con l’integralismo di chi protegge le colonie, una ventina da smantellare subito, un centinaio più tardi. Per non parlare delle prossime tappe: profughi, confini, vicini belligeranti e Gerusalemme.

    Per le difficoltà c’è solo l’imbarazzo della scelta, è certo però che gli Usa di Bush si sono conquistati sul campo il diritto a trattare in prima fila. Conviene anche a Mazen e Sharon non scherzare, perché Aqaba ha segnato uno spartiacque, i giochetti non verranno più tollerati dallo zio Sam in odore di campagna elettorale. Meglio quindi approfittare della dedizione degli Stati Uniti prima di correre il rischio di essere affidati tra le mani incapaci e inconcludenti della diplomazia europea.

    Al momento del bisogno, i leader palestinese e israeliano non saprebbero che numero di telefono comporre per chiamare l’Europa.

    MEDIALAB
    intervento ineccepibile...pero' lol,cavallo di *****....
    “Dunque, la vera e perfetta comprensione del bello nell'arte non può ottenersi se non attraverso la visione degli originali stessi e, più che altrove, a Roma. A tutti quelli che dalla natura sono stati dotati della capacità di comprendere il bello e che a ciò sono stati sufficientemente istruiti, è da augurarsi che facciano un viaggio in Italia. Fuori di Roma bisogna, come molti amanti, contentarsi d'uno sguardo e d'un sospiro, cioè apprezzare il poco e il mediocre.”[J.J.Winckelmann];

  4. #4
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    Il barbiere della sera?
    che giornale autorevole

  5. #5
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    pussa via,Pak...
    “Dunque, la vera e perfetta comprensione del bello nell'arte non può ottenersi se non attraverso la visione degli originali stessi e, più che altrove, a Roma. A tutti quelli che dalla natura sono stati dotati della capacità di comprendere il bello e che a ciò sono stati sufficientemente istruiti, è da augurarsi che facciano un viaggio in Italia. Fuori di Roma bisogna, come molti amanti, contentarsi d'uno sguardo e d'un sospiro, cioè apprezzare il poco e il mediocre.”[J.J.Winckelmann];

  6. #6
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    Inviato da vegeth85
    pussa via,Pak...
    Guarda, non ho manco voglia di sfancularti, il nome di quel giornale mi ha piegato

  7. #7
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    Inviato da Saggio
    Il barbiere della sera?
    che giornale autorevole
    guarda che non è un giornale ma uno spazio dove ognuno dice la sua.

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  8. #8
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    Comunque, dopo una fugace lettura dell'articolo posto le mie impressioni riguardo la guerra in Iraq, sorvolando sul G8, sui leader europei etc etc etc.

    L'autore dell'articolo sembra quasi "reclamizzare" il successo degli americani, mentre oggettivamente sta succedendo il contrario.

    Ogni giorno vengono uccisi soldati americani, il ripristino della polizia non ha dato i risultati sperati, anzi il paese continua a vivere in uno stato di anarchia.
    Imperversano le bande armate, le faide, i regolamenti di conti e i sacheggi portati avanti dalla popolazione, che dopo i pesanti bombardamenti e la crisi dovuta alla guerra è rimasta con un pugno di mosche in mano.
    Inoltre, la forte presenza militare da più l'idea di un nuovo regime che dell'arrivo delle "forze di liberazione".
    I soldati non sembrano intenzionati ad abbandonare il paese nella data stabilita, anzi se non sbaglio dovrebbero arrivare altri soldati, ufficialmente per "mantenere l'ordine".
    Io però vedo solo soldati impauriti dalla crescente intolleranza verso il nuovo regime, che sparano a destra e a sinistra al primo fischiar di proiettile.

    Piccola nota riguardo la palestina:
    Anche lì, sta succedendo l'esatto contrario di quello che si augurava Bush, la Jihad Islamica non sembra voler cedere, sostenuta dalla popolazione.

    Insomma, a me sembra stia succedendo tutto il contrario di quello che sperava Bush...

  9. #9
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    Inviato da er patata
    guarda che non è un giornale ma uno spazio dove ognuno dice la sua.
    Ah, è tipo un Blog?

  10. #10
    Morpheus L'avatar di gandalfilbianco
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    è strano ke bush porti la pace solo dove c'è uranio e petrolio (afganistan e iraq). ah...la pace...(

  11. #11
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Inviato da Saggio
    Comunque, dopo una fugace lettura dell'articolo posto le mie impressioni riguardo la guerra in Iraq, sorvolando sul G8, sui leader europei etc etc etc.

    L'autore dell'articolo sembra quasi "reclamizzare" il successo degli americani, mentre oggettivamente sta succedendo il contrario.

    Ogni giorno vengono uccisi soldati americani, il ripristino della polizia non ha dato i risultati sperati, anzi il paese continua a vivere in uno stato di anarchia.
    Imperversano le bande armate, le faide, i regolamenti di conti e i sacheggi portati avanti dalla popolazione, che dopo i pesanti bombardamenti e la crisi dovuta alla guerra è rimasta con un pugno di mosche in mano.
    Inoltre, la forte presenza militare da più l'idea di un nuovo regime che dell'arrivo delle "forze di liberazione".
    I soldati non sembrano intenzionati ad abbandonare il paese nella data stabilita, anzi se non sbaglio dovrebbero arrivare altri soldati, ufficialmente per "mantenere l'ordine".
    Io però vedo solo soldati impauriti dalla crescente intolleranza verso il nuovo regime, che sparano a destra e a sinistra al primo fischiar di proiettile.
    Il processo di democratizzazione è una cosa abbastanza complessa.
    Durerà fino a che nn si saranno riorganizzati gli equilibri politici e le strutture sociali.
    Gli americani andranno via verso la fine di agosto,da ottobre la situazione incomincerà a cambiare.
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
    Ennio Flaiano


  12. #12
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Inviato da gandalfilbianco
    è strano ke bush porti la pace solo dove c'è uranio e petrolio (afganistan e iraq). ah...la pace...(
    intanto nn si muore piu.
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
    Ennio Flaiano


  13. #13
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    Inviato da maverick84
    Il processo di democratizzazione è una cosa abbastanza complessa.
    Durerà fino a che nn si saranno riorganizzati gli equilibri politici e le strutture sociali.
    Gli americani andranno via verso la fine di agosto,da ottobre la situazione incomincerà a cambiare.
    Una cosa non mi è chiara:
    Se gli americani se ne andranno verso Agosto, in che mani rimarrà il paese?
    Sempre in mani americane( e con americane mi riferisco anche ai leader in esilio richiamati dopo la caduta del regime)?
    Inoltre, chi dovrebbe riorganizzare gli equilibri politici e sociali?
    Se non sbaglio una delle cose belle della democrazia è che permette il libero pensiero, quindi secondo me deve essere il popolo a decidere chi mettere al potere, e non i conquistatori.

  14. #14
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    Inviato da maverick84
    intanto nn si muore piu.
    Non proprio....
    Come ho detto, in Iraq si muore ogni giorno... se non ti ammazzano i soldati ci pensano le malattie, i ladri....
    In Iraq si muore, e non lo dico perchè "di parte", è una realtà sotto gli occhi di chi vuole vedere.
    Figurati, muoino i soldati.

  15. #15
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Inviato da Saggio
    Una cosa non mi è chiara:
    Se gli americani se ne andranno verso Agosto, in che mani rimarrà il paese?
    Libere elezioni di leader proposti dagli americani

    Inviato da Saggio
    Inoltre, chi dovrebbe riorganizzare gli equilibri politici e sociali?
    Lo stanno facendo gli americani,dal primo giorno della caduta del regime.Nn è una cosa semplice ridisegnare le strutture sociali di uno stato.

    Inviato da Saggio
    Se non sbaglio una delle cose belle della democrazia è che permette il libero pensiero, quindi secondo me deve essere il popolo a decidere chi mettere al potere, e non i conquistatori.
    Nn sono conquistatori,perche se no nn se andrebbero piu via,sono liberatori la cosa è diversa.
    Il popolo avra la possibilita di scegliere tra leader scelti in modo da favorire l'equilibrio tra le diverse parti del popolo irakeno.
    Nel 45 in italia abbiamo avuto un governo provvisorio del CNL coadiuvato dagli americani,solo in seguito abbiamo avuto elezioni democratiche.
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
    Ennio Flaiano


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