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Discussione: Riviste e mercato

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  1. #1
    Redattore L'avatar di pape
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    Riviste e mercato

    Per rimediare a un vergognoso OT nel quale ci siamo cacciati io e Sarrko, proporrei di continuare la discussione iniziata in questo thread (http://forum.gamesradar.it/showthrea...0&pagenumber=3) qui.

    Il discorso è degenerato da una piccola bagarre fra me e Sarrko, pacifica lite che si è poi rivelata un ottimo spunto di riflessione su quello che propongono le riviste di VG, il perché e le esigenze del pubblico.
    Uno dei trhead a mio avviso più interessanti degli ultimi tempi... dateci un'occhiata, visto soprattutto che potreste aiutarci a migliorare le pubblicazioni.

    Pape

  2. #2
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Re: Riviste e mercato

    "Se credi che una qualunque rivista sia davvero indipendente come dice di essere allora io sono un alieno"

    Sono d'accordo col buon vecchio Prof. Sarkko... o almeno, potrebbe essere che i recensori siano davvero capaci, ma potrebbe anche non esserlo... allora non mi fido a prescindere mai al 100%... a questo punto giudico una recensione un elemento puramente indicativo, e non un giudizio completo in se. A prescindere dalla non sempre certa competenza del redattore, la recensione è un giudizio di un singolo. E il video gioco è divertimento, niente è più soggettivo del divertimento...

    La rivista è solo una fonte di spunti... internet, con i suoi siti amatoriali e non e i forum e le chat, è un veicolo più affidabile. Hai tante opinioni, diverse, ma date tutte da appassionati... puoi farti un idea migliore del gioco...

  3. #3
    io in linea di massima mi fido delle recenzioni,non compro mai se prima non leggo e ascolto un paio di campane e fino ad ora sono rimasto sempre soddisfatto...soprattutto le riviste ufficiali,come si fà a dire che vengono portate avanti da incompetenti...non avrebbero futuro..nè presente
    La tua firma supera il limite massimo d'altezza

  4. #4
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    Sorrisone Re: Riviste e mercato

    Inviato da pape
    Per rimediare a un vergognoso OT nel quale ci siamo cacciati io e Sarrko, proporrei di continuare la discussione iniziata in questo thread (http://forum.gamesradar.it/showthrea...0&pagenumber=3) qui.

    Il discorso è degenerato da una piccola bagarre fra me e Sarrko, pacifica lite che si è poi rivelata un ottimo spunto di riflessione su quello che propongono le riviste di VG, il perché e le esigenze del pubblico.
    Uno dei trhead a mio avviso più interessanti degli ultimi tempi... dateci un'occhiata, visto soprattutto che potreste aiutarci a migliorare le pubblicazioni.

    Pape
    Allora, innanzitutto benvenuti a tutti.
    Riprendendo il filo del discorso che avevamo iniziato mi sembra che su un punto siamo d’accordo: bisogno di una maggiore di un maggiore coinvolgimento della stampa specializzata nell’educare il pubblico a capire cosa siano veramente i videogiochi, a migliorarne la qualità, ecc. Sono state dette molte cose tra noi e Par nel thread precedente, ma su una vorrei tornare; l’esigenza di avere nel mercato almeno una rivista che non sia indirizzata necessariamente ai lettori occasionali ma che miri a svolgere un’azione di critica, anche dura, contro le attuali tendenze del mercato, che mortificano l’originalità, che impongono la produzioni di giochi “seriali”, che puntano ad un pubblico “massificato” e non si rendono conto che accanto a giocatori occasionali ci sono anche appassionati stufi di vedere i soliti titoli tiriti e ritriti, le solite “spazzature” strombazzate per capolavori, di vedere in cima alle classifiche di vendita Lara Croft (che sarà anche una bella ****, ma la cui ultima avventura è indegna di chiamarsi videogioco), Enter the Matrix (vero e proprio prodotto di marketing splendidamente confezionato e sublimamente pubblicizzato, ma orripilante per pochezza tecnica e artistica).
    Se mi sarà concesso ritornerò su questo punto in un prossimo post, accennando al tema della "serialità" che sta rovinando la verve di creatività dei videogiochi...l
    Per adesso, come mio primo contributo a questo nuovo topic ci tengo a sottolineare che vorrei esistesse una rivista “colta”, che sia in grado di valorizzare l’aspetto artistico e culturale dei videogiochi, una rivista che sia aperta al contributo di chiunque (anche dei non addetti ai lavori) sia in grado di portare avanti un discorso nuovo, che non sia quello solito di riviste come PSM o GMC (per carità, nulla contro di loro. Cito queste perché le conosco abbastanza bene) che porto ad esempio di un modo un po’ sbagliato di occuparsi di vg. So che Pape si arrabbierà, ma credo che entrambe abbiano un target adolescenziale e tardo adolescenziale (specie PSM) a cui viene propinato esattamente quello che vuole: recensioni con linguaggio “bambinesco”, il solito votarello finale di giudizio che sprime boccatura o promozione del gioco, le solite anteprime che magnificano i futuri “capolavori”, le solite rubriche diposta tutte frizzi e lazzi, qualche rubrica di hardware (specie su GMC) utile a pochi ( chi si può permettere di aggiornare un PC con costosissimo chi grafici e quant’altro ogni 6 mesi?).
    L’unica nota realmente positiva è la straordinaria simpatia del gruppo di redattori delle due riviste, che hanno instaurato un feeling del tutto particolare con i lettori (e probabilmente, correggimi se sbaglio, Pape) è proprio il segreto del successo delle due testate. Ecco, e qui concludo con una provocazione: perché non mettere al servizio di una rivista”nuova” un gruppo affiatato, che desti simpatia e disponibilità al dialogo con il lettore?
    A voi la parola...
    Ultima modifica di sarrko; 17-08-2003 alle 21:59:52

  5. #5
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Re: Re: Riviste e mercato

    Bello a pensarsi, ma l'ideazione di una rivista per "dotti" dei VG è mera utopia... o meglio, una contraddizione in termini.

    Le riviste sono fatte per vendere, e gli utenti a bassa "erudizione" videoludica sono più di quelli più "esperti". Non ho dati statistici alla mano, ma vedendo come si muove l'editoria videoludica e l'industria videoludica in genere, penso che un dato del genere sia più che plausibile.

    "Dotti"... "Esperti"...L'uso delle virgolette non è casuale. Gioco da quasi 20 anni ormai e non credo che esistano giocatori "esperti" e giocatori "novizi". Il video gioco è divertimento, ed è alquanto sterile insegnare alla gente come divertirsi... uno si diverte come può, no? Allora ci sono solo modi di divertirsi diversi... certo, c'è chi approfondisce la propria conoscenza in tema, sviluppando un gusto più sottile e una maggiore esigenza, ma non è detto che chi giochi per giocare e basta sia un giocatore di serie B...

    Allora per me va benissimo che le riviste strizzino maggiormente l'occhio ai nuovi arrivati o a i giocatori seppur di vecchia data, "occasionali" (c'è infatti anche chi videogioca da tempo ma poco), è normale che lo facciano come è altrettanto normale che eventuali reclami di "indipendenza" devono essere presi per quello che sono: slogan, iperbole. Se voglio un parere diverso ho Internet. QUESTO FORUM è di per se una validissima alternativa alle riviste. Possiamo avere il parere di un 12enne fino ad avere quello del prof. Sarkko (prof., la mia non è ironia malevola, beneinteso )...

    Per esempio, Sarkko ha citato "Enter The Matrix".
    Le riviste lo hanno indegnamente graziato.
    Il Forum lo ha bocciato.
    Eppure ogni tanto si sente anche la voce di chi, come me, pur riconoscendo la pochezza del lavoro, si sono divertiti a giocarci...
    Punti di vista, di appassionati, forse non tutti "esperti", ma accomunati dalla stessa passione e, soprattutto, indipendenti... insomma... c'è da che farsi un'idea più che completa del titolo in questione....

    In sintesi, diamo alla stampa quello che è della stampa, senza demonizzarla e senza prenderla come bibbia. Una preoccupazione quale quella di Sarkko poteva essere seria fino a 10 anni fa, ma ringraziando il cielo il videogiocatore medio può benissimo fare a meno della stampa... e può fare a meno di "corrispondenti dall'estero" completamente fittizzi e beaoti... ops, mi è scappata, ma è la cosa che più non riesco a digerire di PSM... è chiaro che è un orpello per rendere più accattivante la rivista, ma si vede lontano un miglio la fittizietà di "chibi" e dei suoi Sayonara e delle "biondona" e dei suoi continui "yeah!"... sono cose che mi indispongono... non riesco sempre a prendere sul serio una rivista così impostata... dico questo solo come esempio di "degenarazione" di una rivista di video giochi...

  6. #6
    Io SO! Tu impara, quindi L'avatar di iamalfaandomega
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    Chibi e Sonia sono, appunto, meri orpelli. Nè più nè meno del trucco dei giornalisti televisivi, non assolvono alcuna funzione se non quella di "abbellire" la notizia, e ciò é vitale per le vendite. In una società in cui persino i telegiornali, i quotidiani, le riviste d'attualità si piegano alla spettacolarizzazione, al gadget (provate a comprarvi Repubblica... vi ci vuole la carriola per portare a casa gli inserti), alle tette e culi in primo piano per attirare pubblico, trovo che le riviste di videogame siano persino contenute. Ciò non vuol dire ch'io disprezzi l'idea di una rivista di tipo tecnico-culturale, auspicata da Pape; dico solo che l'eventuale realizzatore di suddetta rivista deve comprendere fin dall'inizio che le sue vendite, il suo pubblico, sarà composto da una minoranza di una minoranza di una minoranza (videogiocatori - videogiocatori appassionati - videogiocatori appassionati acculturati). Quel che al limite mi infastidisce, é l'atteggiamento di Pape nel ritenere questa minuscola briciola di mercato più importante del mercato nel suo insieme, senza rendersi conto che una parte del tutto non può esistere senza il tutto;i videogiocatori appassionati acculturati non possono esistere senza i videogiocatori appassionati, i quali non esistono senza videogiocatori. Insomma, vi piace essere quel che siete? Ok, ma sappiate di essere la ruota di scorta, anche se vi credete il piantone dello sterzo.
    I am Alpha and Omega, the Beginning and the End, the First and the Last

    Né dei, né giganti

  7. #7
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Inviato da iamalfaandomega
    Chibi e Sonia sono, appunto, meri orpelli. Nè più nè meno del trucco dei giornalisti televisivi, non assolvono alcuna funzione se non quella di "abbellire" la notizia, e ciò é vitale per le vendite. In una società in cui persino i telegiornali, i quotidiani, le riviste d'attualità si piegano alla spettacolarizzazione, al gadget (provate a comprarvi Repubblica... vi ci vuole la carriola per portare a casa gli inserti), alle tette e culi in primo piano per attirare pubblico, trovo che le riviste di videogame siano persino contenute. Ciò non vuol dire ch'io disprezzi l'idea di una rivista di tipo tecnico-culturale, auspicata da Pape; dico solo che l'eventuale realizzatore di suddetta rivista deve comprendere fin dall'inizio che le sue vendite, il suo pubblico, sarà composto da una minoranza di una minoranza di una minoranza (videogiocatori - videogiocatori appassionati - videogiocatori appassionati acculturati). Quel che al limite mi infastidisce, é l'atteggiamento di Pape nel ritenere questa minuscola briciola di mercato più importante del mercato nel suo insieme, senza rendersi conto che una parte del tutto non può esistere senza il tutto;i videogiocatori appassionati acculturati non possono esistere senza i videogiocatori appassionati, i quali non esistono senza videogiocatori. Insomma, vi piace essere quel che siete? Ok, ma sappiate di essere la ruota di scorta, anche se vi credete il piantone dello sterzo.
    Più o meno quello che intendevo io... almeno riguardo ai videogiocatori acculturati e al mercato dell'editoria.

    Quanto ai corrispondenti fittizzi... la notizia non ha bisogno di essere abbellita... non in questo modo almeno. Una corrispondente americana che in ogni intervento faccia "yeah", "ok, bros" e "noi yankee" mi fa intorcinare lo stomaco: è demenzialità, non è abbellimento... e i vari baloon e le azzate che fanno dire a Chibi... sono cose che impoveriscono i contenuti. Eppure PSM ha buoni redattori, e ha il Ualo che, col suo (talvolta cinico) pragmatismo, è di sicuro uno dei redattori con cui più mi sono mai trovato d'accordo ... certo, i tempi del Grande Toniutti sono lontani (non è un caso che K sia finita male), ma in fondo non c'è male...

    Va bene creare "personaggi" sui redattori. Va bene tenere un tono ironico e non troppo serioso. Ma certe cose rendono la lettura di PSM fastidiosa... ma se proprio vogliamo essere demenziali, c'è da ricordare che c'è demenzialità e demenzialità: c'è Mel Brooks di "Frankestein Jr." ed Ezio Greggio del "Silenzio dei Prosciutti"...

  8. #8
    Utente L'avatar di Carter
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    Inviato da duke
    .soprattutto le riviste ufficiali,come si fà a dire che vengono portate avanti da incompetenti...non avrebbero futuro..nè presente

    Nn sempre le riviste ufficiali sono buone,alcuni nbumeri di xmu mi spiace dirlo ma sono veramente brutti per la pochezza di informazioni!Cmq la rivista ke voi auspicate c'era già,ma o nessuno se n'è accorto oppure è vero ke certi tipi di riviste nn vendono niente,visto ke tale rivista nn c'è più.

  9. #9
    Redattore L'avatar di pape
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    Quel che al limite mi infastidisce, é l'atteggiamento di Pape nel ritenere questa minuscola briciola di mercato più importante del mercato nel suo insieme, senza rendersi conto che una parte del tutto non può esistere senza il tutto;i videogiocatori appassionati acculturati non possono esistere senza i videogiocatori appassionati, i quali non esistono senza videogiocatori.
    Questa briciola non è certo la più importante, anzi, in termini di spinta del mercato (inteso come vendite) è l'ultima ruota della carovana. Ma ritengo anche che sia l'unica ancora capace di una spinta verso l'innovazione. Il VG si è evoluto a mercato (come musica e cinema), e sta stagnando. O meglio, quella nicchia che permette di creare ancora capolavori di design si sta riducendo sempre di più, strangolata da cloni e licenze. Se vogliamo che il gioco acquisti un'identità artistica è fondamentale preservare questa nicchia. La musica ha praticamente perso la sua vena artistica, non vorrei vedere anche il gioco ridursi a tali livelli.

    Pape

  10. #10
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Inviato da pape
    Questa briciola non è certo la più importante, anzi, in termini di spinta del mercato (inteso come vendite) è l'ultima ruota della carovana. Ma ritengo anche che sia l'unica ancora capace di una spinta verso l'innovazione. Il VG si è evoluto a mercato (come musica e cinema), e sta stagnando. O meglio, quella nicchia che permette di creare ancora capolavori di design si sta riducendo sempre di più, strangolata da cloni e licenze. Se vogliamo che il gioco acquisti un'identità artistica è fondamentale preservare questa nicchia. La musica ha praticamente perso la sua vena artistica, non vorrei vedere anche il gioco ridursi a tali livelli.

    Pape
    Bah... la musica ha perso questa vena artistica? non è sempre vero... certo il Pop è imperiante, ma qualche buon gruppo e/o autore caccia sempre la testolina fuori... non sono tanti, ma ci sono.... e poi il mercato della musica Pop sta collassando... troppa poca qualità congiunta a troppi titoli imposti congiunta a troppa pirateria...

    E' vero, siamo nel periodo della massificazione totale, ma non sempre le cose sono così nere come sembrano... figurati c'è gente che si lamenta della commercialità anche nell'ambito GDR.
    Probabilmente avremo un periodo di stanca (già iniziato, a dire il vero, da un bel pò), probabilmente non avremo più concept originali a raffica, ma credo che ci sarà ancora da divertirsi.

    E' così, si va a fasi alterne... penso sia del tutto naturale...

  11. #11
    Redattore L'avatar di pape
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    Inviato da giobbe
    Bah... la musica ha perso questa vena artistica? non è sempre vero... certo il Pop è imperiante, ma qualche buon gruppo e/o autore caccia sempre la testolina fuori... non sono tanti, ma ci sono.... e poi il mercato della musica Pop sta collassando... troppa poca qualità congiunta a troppi titoli imposti congiunta a troppa pirateria...

    E' vero, siamo nel periodo della massificazione totale, ma non sempre le cose sono così nere come sembrano... figurati c'è gente che si lamenta della commercialità anche nell'ambito GDR.
    Probabilmente avremo un periodo di stanca (già iniziato, a dire il vero, da un bel pò), probabilmente non avremo più concept originali a raffica, ma credo che ci sarà ancora da divertirsi.
    Musicalmente troviamo roba carina, sforzandoci di cercarla. Ma sono anni che non si vedono rivoluzioni che invece sembravano all'ordine del giorno negli anni 50, 60, 70 e anche 80. Dal 90 in poi non ho trovato nulla che i posteri ricorderanno, nulla che emerga, spazzi via quello che c'era e crei nuove regole. E così nel videogioco. I pochi capolavori che vengono pubblicati raramente sono concept davvero originali, e per lo più si tratta di rivisitazioni di temi abbandonati anni fa.
    E, a mio avviso, questo non va ricercato nella pirateria che ammazza. Sarò fuori dal coro, pur lavorando nel settore, ma sono convinto che la pirateria sia solo la scusa dei CEO per pararsi il fondoschiena quando non mantengono le aspettative promesse.
    Certo, la pirateria succhia qualche margine di giadagno, ma sono pronto a scommettere che, se in qualche modo si trovasse il modo di debellarla definitivamente, le vendite non si alzerebbero di tanto. La gente disposta a spendere è quella che cerca la qualità, chi copia solitamente lo fa perché per lui il gioco o la musica sono passatempi, non passioni, e potrebbe vivere senza senza problemi.

    Pape

  12. #12
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    "Musicalmente troviamo roba carina, sforzandoci di cercarla. Ma sono anni che non si vedono rivoluzioni che invece sembravano all'ordine del giorno negli anni 50, 60, 70 e anche 80. Dal 90 in poi non ho trovato nulla che i posteri ricorderanno, nulla che emerga, spazzi via quello che c'era e crei nuove regole. E così nel videogioco."

    Pape, ho fatto lo stesso identico discorso con un altro utente... allora ti dico che sono quasi completamente d'accordo con te (tranne che sugli "anni 80", ma è più una repulsione personale che altro ) Eppure un piccolo moto di innovazione musicale c'è stata: l'affermarsi del Rap (che sinceramente non adoro), l'ingresso della tecnologia digitale nella musica (processo iniziato in maniera malcerta negli anni '80) e la maggiore contaminazione dei generi sono passi non da poco nella musica. Certo, la tecnologia può portare a pezzi sempre più simili fra loro, ma intanto è nato il Dub tipo Portishead, l'Elettronica tipo Massive Attack o i più eclettici Bluvertigo (non sempre originalissimi, ma Metallo Non Metallo è un capolavoro, sebbene leggero in alcuni punti), mentre per la contaminazione possiamo citare Gabriel (seppur non giovanissimo) ed il suo Ovo, strapieno di contaminazioni Leggere/Rap/Elettroniche/Etniche...

    "I pochi capolavori che vengono pubblicati raramente sono concept davvero originali, e per lo più si tratta di rivisitazioni di temi abbandonati anni fa."

    Creami, sul momento, un concept originale...
    E' gìà stato fatto molto, Pape. Non dico che è stato fatto tutto... ma è stato fatto molto... i generi si sono cristallizati, i canoni sono ormai stabiliti... credo che sia del tutto fisiologica l'assenza di nuovi concept. Allora vanno anche bene giochi fatti per bene, piuttosto che giochi originali a tutti i costi.

    "E, a mio avviso, questo non va ricercato nella pirateria che ammazza. Sarò fuori dal coro, pur lavorando nel settore, ma sono convinto che la pirateria sia solo la scusa dei CEO per pararsi il fondoschiena quando non mantengono le aspettative promesse.
    Certo, la pirateria succhia qualche margine di giadagno, ma sono pronto a scommettere che, se in qualche modo si trovasse il modo di debellarla definitivamente, le vendite non si alzerebbero di tanto. La gente disposta a spendere è quella che cerca la qualità, chi copia solitamente lo fa perché per lui il gioco o la musica sono passatempi, non passioni, e potrebbe vivere senza senza problemi."

    D'accordissimo. Ma, se fai più attenzione, noterai che avevo messo la pirateria per utlima nella mia scala dei "mali" del mercato... la pirateria non è il male maggiore, ma probabilmente, concedimi questo, la pirateria fa più male ai videogiochi che alla musica...

  13. #13
    Redattore L'avatar di pape
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    Inviato da giobbe
    Pape, ho fatto lo stesso identico discorso con un altro utente... allora ti dico che sono quasi completamente d'accordo con te (tranne che sugli "anni 80", ma è più una repulsione personale che altro ) Eppure un piccolo moto di innovazione musicale c'è stata: l'affermarsi del Rap (che sinceramente non adoro), l'ingresso della tecnologia digitale nella musica (processo iniziato in maniera malcerta negli anni '80) e la maggiore contaminazione dei generi sono passi non da poco nella musica. Certo, la tecnologia può portare a pezzi sempre più simili fra loro, ma intanto è nato il Dub tipo Portishead, l'Elettronica tipo Massive Attack o i più eclettici Bluvertigo (non sempre originalissimi, ma Metallo Non Metallo è un capolavoro, sebbene leggero in alcuni punti), mentre per la contaminazione possiamo citare Gabriel (seppur non giovanissimo) ed il suo Ovo, strapieno di contaminazioni Leggere/Rap/Elettroniche/Etniche...
    In parte ti sei risposto da solo. tralasciando i bluvertigo che non ritengo eccezionali (ma acidi e basi è carino), i Massive Attack non hanno fatto che riportare in auge le sonorità che avevano iniziato a sperimentare i Kraftwerk. Come del resto gli Air e i daftpunk. Roba geniale, per carità, la adoro. Ma è solo il migliorare di un vecchio genere, non lo stravolgimento apportati dgli Iron Maiden, da elvis, dai Led Zeppelin, da Battiato o altri.


    Creami, sul momento, un concept originale...
    E' gìà stato fatto molto, Pape. Non dico che è stato fatto tutto... ma è stato fatto molto... i generi si sono cristallizati, i canoni sono ormai stabiliti... credo che sia del tutto fisiologica l'assenza di nuovi concept. Allora vanno anche bene giochi fatti per bene, piuttosto che giochi originali a tutti i costi.
    Anche i giochi fatti bene scarseggiano, a mio avviso. Manca la playability, la sfida, l'immedesimazione. Non mancano i prodotti fuori dal coro (Tron 2.0 è diventato una vera e propria droga in questi giorni per me e qualche collega), ma sono troppo pochi. Ikaruga non è originale, ma è geniale. Idem Vietful Joe.
    Ma luigi mansion era originale nel suo piccolo, Killer 7 si prospetta tale, ICO lo è stato. Non manca la possibilità di sperimentare, manca il coraggio di farlo.

    D'accordissimo. Ma, se fai più attenzione, noterai che avevo messo la pirateria per utlima nella mia scala dei "mali" del mercato... la pirateria non è il male maggiore, ma probabilmente, concedimi questo, la pirateria fa più male ai videogiochi che alla musica... [/B]
    Si, fa più male ai giochi perché è un mercato più ristretto e meno massificato. Senza contare la necessità di chip e ricerca di crack nel caso dei PC... con la musica è più facile ^_^
    Ma ora basta col wareza che se no andiamo ancora OT ^_^

    Pape
    Ultima modifica di pape; 18-08-2003 alle 00:36:28

  14. #14
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    Sorrisone



    L'amico Giobbe, con cui ho dialogato una volta nimatamente su questo forum sul tema delle modifiche alle consolle, dice:
    "Bello a pensarsi, ma l'ideazione di una rivista per "dotti" dei VG è mera utopia... o meglio, una contraddizione in termini.

    Le riviste sono fatte per vendere, e gli utenti a bassa "erudizione" videoludica sono più di quelli più "esperti". Non ho dati statistici alla mano, ma vedendo come si muove l'editoria videoludica e l'industria videoludica in genere, penso che un dato del genere sia più che plausibile.

    "Dotti"... "Esperti"...L'uso delle virgolette non è casuale. Gioco da quasi 20 anni ormai e non credo che esistano giocatori "esperti" e giocatori "novizi". Il video gioco è divertimento, ed è alquanto sterile insegnare alla gente come divertirsi... uno si diverte come può, no? Allora ci sono solo modi di divertirsi diversi... certo, c'è chi approfondisce la propria conoscenza in tema, sviluppando un gusto più sottile e una maggiore esigenza, ma non è detto che chi giochi per giocare e basta sia un giocatore di serie B...

    A tutto ciò io rispondo di fare attenzione di andarsi a rileggere ben i post dell'altro topic. Non ho mai parlato di rivisa dotta, per pochi iniziati (che senso avrebbe un'idiozia simile?) Quella che io, vorrei esistesse è una rivista “ svincolata dalle inveitabili “dipendenze” che moltissima stampa specializzata è costretta a subire dal mercato e da chi lo controlla. Perché vedete, malgrado Pape lo neghi (e lo faccia penso in buona fede), è molto difficile coniugare una vantata “indipendeza al 100%” con l’esigenza di dire realmente le cose come stanno. Non basta dare un brutto voto a titoli che lo meritano, si deve spiegare perché questi giochi vengono prodotti, quali sono gli interessi in gioco (nel caso di Enter the Matrix, per esempio, il sempre più stretto connubio tra industria cinematografica e industria videoludica, che esiste, credetemi, anche se molti qui sul forum non lo ammettono e che non si limita alla mera trasposizione filmica di titoli ludici, ma ì frutto di un’operazione sinergica volta a guadagnare il massimo da un prodotto, ecc ), come vengono pubblicizzati e perché. Questo significa far capire al lettore che i videogiochi, come prodotto culturale del nostro tempo, sono diventati un immensa possibilità di business per aziende che puntano solo al facile guadagno, proponendo sempre i soliti brand e lasciando al margine la creatività. E significa spiegare, e Pape lo ha fatto bene in uno degli ultimi post del nostro “battibecco”, perché Nintendo sia, in questo senso, una sorta di isola più o meno felice in mezzo ad un mare di noia.
    E non mi si venga a dire che una rivista simile non interesserebbe a nessuno: che discorso è, questo? Allora restiamo così, tutti begli imbecilli, pronti a seguire le sirene della pubblicità e a fiondarci sulla spazzatura che ci circonda.
    Quando dico che in giro c'è tanta ignoranza ho ragione; la gente, anche qui sul forum, dice; io gioco da tot anni, mi diverto, che me ne frega di queste stronzate? Eh, no, cari signori: no ci siamoQuesta è apatia, vuol dire seguire la massa, diventare tutti come i personaggi di un celebre libro di Huxley ed emarginare chi, come il protagonista di quel libro, ha il coraggio di parlare e dire qualcosa di diverso dalla massa.
    Si dice che le riviste sono fatte per vendere: ecco il nocciolo della questione: qui nasce la £dipendenza£, perch* per vendere si deve dire e fare ciò che vuole il lettore. E non mi ventie a dire che non è così, perché è la realtà dei fatti a dimostralo.
    E poi chi ha detto che uno che gioca per giocare e basta è un giocatore di serie B? Io non l'ho mai detto né pensato. Siamo tutti appassionati, siamo tuti giocatori, non ci sono categorie, solo che c'è chi si interessa solo al mero gioco e chi desidere anche approfondire un èò quel che c'è dietro. Non ci vedo nulla di male. Io porto l'esempio di Halo. ho apprezzato ancora di più questo capolavoro quando ho avuto modo di òeggere du internet due belle interviste con Marcus Letho e John Greisemeir, due membri del team Bungie, per a ricerca che stavo facendo sul rapporto tra piccole case produttrici e Microsoft. Le informazioni che mi hanno fornito mi hanno fatto "entrare" nel gioco e capire megli il suo indubbio valore artistico.
    E' vero che gli utenti con bassa erudizione videoludica sono molto maggiori, ma non credete che questo spieghi l'attuale tendenza del mercato? Le aziende sanno di avere davanti un pubblico disposto a comprare tutto ciò che vien ben venduto, indipendentemente dal suo vaore tecnico e artistico. ' proprio qui il problema: la scarsa cultura videoludica che c'è in giro
    Ultima modifica di sarrko; 18-08-2003 alle 00:49:39

  15. #15
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    Inviato da sarrko

    E' vero che gli utenti con bassa erudizione videoludica sono molto maggiori, ma non credete che questo spieghi l'attuale tendenza del mercato? Le aziende sanno di avere davanti un pubblico disposto a comprare tutto ciò che vien ben venduto, indipendentemente dal suo vaore tecnico e artistico. ' proprio qui il problema: la scarsa cultura videoludica che c'è in giro [/B]
    Colpito e affondato.
    Ma sono le stesse aziende che vogliono tenere il pubblico nell'ignoranza. Un errore che costerò loro caro, nonostante i facili guadagni dei primi tempi. Si parla di crollo del mercato dell'HI-Fi e dell'industria conematografica, e questo è dovuto al fatto che gli utenti sono stati tenuti ignoranti. E dopo tanta ignoranza subentra la noia, il giocattolo nuovo che dopo un po' si butta.
    Perché la gente non sente la necessità di cambiare o upgradare lo stereo se non sa distinguere la differenza di qualità sonora da un compattone a un bel sistema audiophile. Perché dopo tanto successo di Britney Spears ci si stufa di ragazzine ttute uguali che vanno e vengono, che non lasciano il segno.
    E il rischio è che anche il gioco diventi così, una massa di cloni, concetti triti e ritrtiti, che se per ora attirano, vuoi per la novità, vuoi perché è trendy, fra un po' si afflosceranno.
    A mio avviso un mercato che duri va ricercato sulla qualità e la costanza, non sui grandi numeri. Ma a quanto pare le nuove generazionidi manager hanno male interpretato le teorie frattali e le leggi statistiche esaltati dai primi picchi del grafico, senza estendere il calcolo oltre le prime, prevedibili, iterazioni.

    Pape

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