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Discussione: Altri aggiornamenti su Telecom-Serbia

Cambio titolo
  1. #1
    "'nnaggiaasandaaa!!"(cit) L'avatar di Felix486
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    Altri aggiornamenti su Telecom-Serbia

    premetto che l'articolo può sembrare di parte, ma non dice nulla di inventato...


    La fretta del faccendiere e di Taormina nel fare il nome di Ciampi
    ha costretto i "cospiratori" a un veloce cambio di strategia
    L'improvvido Conte Igor
    sbaglia i tempi delle rivelazioni

    di GIUSEPPE D'AVANZO



    LO STATO delle cose è gravissimo, ma così poco serio da volgere al comico. Una maggioranza con cento deputati in più nell'aula parlamentare s'imbarca, grazie a una commissione d'inchiesta, in un'operazione di demolizione dei leader politici dell'opposizione affidandosi a un facchino dell'ortomercato di Brescia (Igor Marini). Un tipo così è stato cercato a lungo. È solo una "seconda scelta".

    La prima scelta era stato un tale di nome Zagami. Si presenta come "Favaro" al vicedirettore del Giornale di Berlusconi. L'"operazione avanspettacolo" comincia in quel momento, a ben pensarci. Zagami racconta al Giornale di Arcore che il 29% di Telekom Serbia è stato pagato da Telecom Italia cash, in contanti infilati in sacchi di iuta che lui stesso, Zagami, ha trasportato in aereo a Belgrado conservandone un bel pacco per una tangente ai "comunisti" dei Ds.
    Purtroppo questo Zagami è addirittura ristretto in un carcere francese per truffa. La faccenda salta fuori e di Zagami - che doveva essere ascoltato con grande urgenza dalla Commissione - non se ne sa più nulla. Zagami scompare, ma una prima patacca resta sul terreno ad avvelenare il campo.

    La patacca è questa: Telecom Italia ha acquistato il 29 per cento di Telekom Serbia "pagando in contanti". Sarebbe sufficiente prendersi la briga di leggere il "Rapporto Torkildsen" depositato alla cancelleria del Tribunale penale internazionale dell'Aja (dove si processa Slobo Milosevic per crimini di guerra) e sapere che il pagamento in contanti è una frottola. In quel Rapporto (pubblico) ci sono copie dei bonifici bancari del pagamento ad Atene, il trasferimento con bonifico da Atene a Belgrado (Repubblica ne ha dato già conto in luglio). Niente da fare. In questa storia l'accertamento dei fatti conta un niente. Secondo gli sceneggiatori di questa cospirazione da operetta c'è bisogno di dire che il pagamento è stato in contanti per poter sostenere che c'è stata una tangente (stupidi, come se non si potesse pagare una tangente anche alla luce del sole, ufficialmente con un bonifico a un mediatore che si incarica poi di distribuirla ai corrotti).

    Come che sia, la frottola ora è sul tavolo. Ha bisogno di trovare un padre (Zagami non vale nulla). Dall'oscurità di una vita affannosa, appare Igor Marini. Sembra l'uomo giusto. È disposto a dire che il pagamento è stato cash e che buona parte di quei soldi - qui pasticcia, dice 100, e poi addirittura 900 (quindi più degli 800 e passa pagati da Telecom) - li ha consegnati addirittura a Prodi, Fassino, Dini e per sovrapprezzo, allunga poi la lista a Rutelli, Veltroni, Mastella.

    Ritorna in campo il Giornale di Arcore. Pagine su pagine. Per giorni e mesi. Un solo tormentone: la leadership del centrosinistra, a cominciare da quel Prodi che guiderà l'Ulivo (o quello che sarà) nelle Europee del prossimo anno, si è arricchita con la telefonia di Belgrado. Le prove? Igor Marini. I verbali di Marini. Le parole, la parola di Igor Marini. La maionese sembra pronta per essere sbattuta sulla faccia dell'opposizione.

    Il 7 agosto, improvvidamente, la maionese impazzisce. Perché Marini vuole strafare e pronuncia troppo presto un nome. È il nome del presidente della Repubblica. È il nome che doveva galleggiare nel fondo di questo affare più che sporco, comico. Il timing prevedeva: frullare la credibilità dei leader del centrosinistra prima delle elezioni europee. Il progetto era lasciarli come anatre zoppe all'inizio della campagna elettorale imbastendo una gogna pubblica. Che si può immaginare. Per sei mesi il Giornale di Arcore, i giornali controllati dal signore di Arcore, i telegiornali controllati dal presidente del Consiglio per via pubblica avrebbero potuto raccontare di Prodi balbettante dinanzi alla Commissione parlamentare. Magari mostrare il sudore che imperla la fronte di Piero Fassino, interrogato da Alfredo Vito, tangentista confesso e oggi spietato inquisitore della commissione Telekom... Ma Ciampi no, diavolaccio di un Marini! Il nome di Ciampi doveva rimanere sotto traccia come una minaccia. Sarebbe tornato utile dopo. Dopo. Tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006 quando, magari, è necessario che il capo dello Stato tolga il disturbo per lasciar posto a Berlusconi.

    Maledizione, Igor Marini si è lasciato prendere la mano e prima di lui quell'intemperante di Carlo Taormina. In coppia hanno anticipato il nome. Il nome è finito nei verbali delle audizioni e, proprio quando si metteva bene, il gioco è diventato insostenibile. Perché anche in un'opera comica, se accusi un capo dello Stato di ospitare alla sua tavola un truffatore che distribuisce tangenti (e che tangenti!), uno straccetto di prova devi pure mostrarlo al mondo. E di fonti di prova, in questo improvvisato avanspettacolo di dilettanti, non ce n'è una. Nemmeno a cercarla con il lanternino della malafede.

    Se ne accorgono anche nel partito di Arcore nel caldo di agosto. È il 9 di agosto. Quel giorno, c'è il cambio di strategia. Frena, arretra, inverti la marcia, cambia strada. Ciampi non si tocca. Il Giornale del Capo ha quella succulenta notizia in mano. Roba da spararci un titolo di prima ("Marini accusa Ciampi") grande quanto quello per le Twin Towers e invece che fa? Nulla. Registra la dichiarazione di Taormina in tre righe a piè di pagina. Titolo niente. Prima pagina niente. Un cerino spento. Cambiare registro è ora l'ordine della scuderia di Arcore. Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, si precipita sul luogo del delitto, dà sulla voce all'intemperante Taormina. "Tirare per i capelli il capo dello Stato in questa brutta vicenda mi sembra una forzatura" (Messaggero, Libero). Lo ripete il presidente della Commissione parlamentare Enzo Trantino. "Il presidente che deve essere risparmiato persino dall'alone del sospetto" (Quotidiano nazionale). Non può bastare. Non basta dire: Ciampi non c'entra. Quel nome eccellentissimo è nel verbale e, con quel precipitoso crescendo, Marini e Taormina hanno buttato per aria tutta l'operazione. Anche uno come Bondi o come Cicchitto capisce che il cacciaballe del mercato ortofrutticolo di Brescia va mollato in gran fretta se si vuole evitare che quella maionese impazzita macchi anche le loro grisaglie. E dunque non è più Marini il fondamento dello scandalo. Ma sono le "responsabilità politiche", "gli omessi controlli", ora, il fondamento dello scandalo (come soltanto qualche radicale e nessuno dell'attuale maggioranza sottolineò all'epoca). Dopo l'inchiesta di Repubblica del 2001, quelle responsabilità da valutare sono sotto gli occhi di chiunque avesse voluto accertare i fatti e non imbastire un'operazione canaglia.

    L'affare Telekom - per quel che questo giornale è riuscito a ricostruire - lo si può sintetizzare in qualche domanda che è sul tavolo da due anni. A chi e perché finì davvero il 3 per cento dell'importo complessivo dell'acquisizione? Perché Milosevic commentò questo pagamento con la frase "Questi mafiosi italiani..."? Chi, nel governo, diede il nullaosta politico a Tomaso Tommasi di Vignano, capo della Telecom, azienda pubblica? Perché, o per conto di chi, in poche ore, i greci della "Ote" misero sul tavolo oltre 600 miliardi per entrare in una trattativa già chiusa da 24 ore?

    Qualche indicazione da seguire c'era. Repubblica ha indicato le società offshore di Milosevic su cui è transitato il denaro dell'affare, per dirne solo una. Si sono volute cercare le risposte nelle parole di truffatori che tornavano comode per un agguato politico. E più le risposte sono affondate in quelle ricostruzioni rabberciate, senza prove, incredibili, più un concreto, sereno e rigoroso accertamento dei fatti si è allontanato, si è spento. Anche quando la commissione ha avuto sotto gli occhi tracce da approfondire non le ha viste, non le ha voluto vedere, accecata dal disegno degli improvvisati cospiratori. Qualche esempio che chiede chiarimenti (e chi era al governo allora avrebbe fatto bene a fornire tempestivamente). Non si sono accorti, i commissari, quanto clamorose (Repubblica lo ha già rilevato in luglio) potessero essere le parole di Mario Draghi, allora direttore generale del Tesoro. Telekom? Draghi: non ne abbiamo saputo nulla. Telecom? Draghi: è vero, il Tesoro era l'azionista di riferimento, ma non aveva un consigliere di amministrazione e il professor Lucio Izzo si confonde se sostiene di essere stato nominato dal Tesoro. E Dini? Non ha saputo mai nulla e ha appreso dell'affare soltanto dai giornali, come ha dichiarato e dichiara? E Umberto Vattani, segretario generale della Farnesina? Anche lui ha saputo dai giornali? Addirittura sei mesi dopo, anche se, ma soltanto per caso, nei giorni della stretta della trattativa era proprio lì, a Belgrado? E Fassino, che riceve i dispacci allarmati dell'ambasciatore di Belgrado, ne parlò mai con Dini? E se ne dovesse aver parlato, come ha riferito il suo ex collaboratore Sannino, che cosa disse Dini?

    Queste domande non hanno mai incuriosito gli affossatori dell'indagine Telekom. Modesti personaggi alla ricerca di qualche merito da sventolare alla presenza del Capo che, compiaciuto, deve aver seguito il loro lavoro. Ridicoli cospiratori che hanno organizzato una trama con ignobili protagonisti. È una trama che ora può travolgerli tra le risate che meritano.


    (3 settembre 2003) da Repubblica
    -=Felix486=-

  2. #2
    bah L'avatar di vamp
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    veramente un ottimo articolo, fatto dal 2° giornale + venduto in italia, perciò più che credibile.

  3. #3
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    veramente un ottimo articolo, fatto dal 2° giornale + venduto in italia, perciò più che credibile.
    ho scritto quella riga in alto al post perchè so di alcuni utenti che considerano Repubblica un qualcosa di paragonabile alla carta igenica...

    comunque gradirei considerazioni sull'articolo, non su quello che scrivo io
    -=Felix486=-

  4. #4
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    veramente un ottimo articolo, fatto dal 2° giornale + venduto in italia, perciò più che credibile.
    Non significa niente quello che hai detto...
    siccome è il piu venduto,non vuoldire che scriva sacrosanta verita!
    Per quanto riguarda l'articolo mi sembra un po' troppo "colorato",non nego che possa essere vero,ma nel dubbio preferisco aspettare....
    Un aggiornamento serio della vicenda è che entro fine settimana arriveranno queste prove dalla Svizzera...
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
    Ennio Flaiano


  5. #5
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Inviato da Felix486
    ho scritto quella riga in alto al post perchè so di alcuni utenti che considerano Repubblica un qualcosa di paragonabile alla carta igenica...

    comunque gradirei considerazioni sull'articolo, non su quello che scrivo io
    Repubblica non scrive spazzatura,ma la maggior parte degli articoli guarda con benevolenza alla sinistra italiana...
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
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  6. #6
    Rivoluzionario L'avatar di Gendo Ikari
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    "Che si può immaginare. Per sei mesi il Giornale di Arcore, i giornali controllati dal signore di Arcore, i telegiornali controllati dal presidente del Consiglio per via pubblica avrebbero potuto raccontare di Prodi balbettante dinanzi alla Commissione parlamentare. Magari mostrare il sudore che imperla la fronte di Piero Fassino, interrogato da Alfredo Vito, tangentista confesso e oggi spietato inquisitore della commissione Telekom... Ma Ciampi no, diavolaccio di un Marini! Il nome di Ciampi doveva rimanere sotto traccia come una minaccia. Sarebbe tornato utile dopo. Dopo. Tra la fine del 2005 e l'inizio del 2006 quando, magari, è necessario che il capo dello Stato tolga il disturbo per lasciar posto a Berlusconi. "

    Già. Mica stupida la destra.

    " E di fonti di prova, in questo improvvisato avanspettacolo di dilettanti, non ce n'è una. Nemmeno a cercarla con il lanternino della malafede. "

    Ehm, in effetti...come non detto...

    "Se ne accorgono anche nel partito di Arcore nel caldo di agosto. È il 9 di agosto. Quel giorno, c'è il cambio di strategia. Frena, arretra, inverti la marcia, cambia strada. Ciampi non si tocca. Il Giornale del Capo ha quella succulenta notizia in mano. Roba da spararci un titolo di prima ("Marini accusa Ciampi") grande quanto quello per le Twin Towers e invece che fa? Nulla. Registra la dichiarazione di Taormina in tre righe a piè di pagina. Titolo niente. Prima pagina niente. Un cerino spento. Cambiare registro è ora l'ordine della scuderia di Arcore."

    Ok, ho sbagliato. Mica stupida la destra...

    "Queste domande non hanno mai incuriosito gli affossatori dell'indagine Telekom. Modesti personaggi alla ricerca di qualche merito da sventolare alla presenza del Capo che, compiaciuto, deve aver seguito il loro lavoro. Ridicoli cospiratori che hanno organizzato una trama con ignobili protagonisti. È una trama che ora può travolgerli tra le risate che meritano. "

    quoto...
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  7. #7
    bah L'avatar di vamp
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    Inviato da maverick84
    Non significa niente quello che hai detto...
    siccome è il piu venduto,non vuoldire che scriva sacrosanta verita!
    Per quanto riguarda l'articolo mi sembra un po' troppo "colorato",non nego che possa essere vero,ma nel dubbio preferisco aspettare....
    Un aggiornamento serio della vicenda è che entro fine settimana arriveranno queste prove dalla Svizzera...
    io lo reputo un giornale obbiettivo... senza "schierarsi" mai troppo, per questo, secondo me, è il 2° + venduto in italia...

  8. #8
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Inviato da vamp
    io lo reputo un giornale obbiettivo... senza "schierarsi" mai troppo, per questo, secondo me, è il 2° + venduto in italia...
    se dici questo deduco che non hai mai letto un articolo,ne conosci i direttori che ha avuto...
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  9. #9
    Utente L'avatar di vegeth85
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    perchè nessuno qui dentro ha ancora risposto a queste domande?mistero.

    1 - È normale che una acquisizione come quella della Telekom Serbia (valore: 1.500 milioni di marchi tedeschi) sia stata effettuata per contanti?

    2 - È normale che i soldi siano stati trasportati da Atene a Belgrado in sacchi di juta su un aereo privato? Ed è vero che questo è avvenuto sotto scorta di agenti dei servizi italiani?


    3 - È normale che la Telecom Italia abbia anticipato la quota della Ote, compagnia telefonica greca, entrata poi nell'operazione con il 20 per cento?

    4 - È normale che l'acquirente, ovvero la Telecom Italia, chieda al suo advisor, cioè la Ubs, di rivedere al rialzo la stima del bene che deve comprare?

    5 - È normale che l'allora presidente della società, Guido Rossi, fosse del tutto all'oscuro dell'accordo?

    6 - È normale che l'azionista totalitario della Telecom, il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, non fosse stato informato dell'operazione?

    7 - È normale che un'acquisizione considerata «strategica» per l'azienda non sia stata discussa in consiglio d'amministrazione?

    8 - È normale che un'operazione di questo rilievo sia stata effettuata tramite una piccola consociata estera, la Stet Netherland, e non dalla casa madre?

    9 - È normale che Mario Agliata, ex direttore della Stet International dichiari: «Ricevetti l'ordine di recarmi a Belgrado per firmare... sono stato precettato... ho agito come una penna stilografica, maneggiata da chi sapeva»?

    10 - È normale che pochi mesi dopo l'acquisizione la società di revisione Coopers & Lybrand, incaricata di certificare i bilanci della Telekom Serbia, rilevasse: «Non presentano una situazione contabile conforme a quanto prescritto dalla normativa»? In parole povere: questi bilanci sono falsi?

    11 - È normale che la Telecom Italia non abbia ottenuto il controllo operativo della società, come di norma avviene sempre, secondo le regole di corporate governance internazionalmente accettate, in affari di questo tipo?

    12 - È normale che Roberto Colaninno, numero uno Telecom, sia volato a Belgrado dopo l'esplosione dello scandalo per poi dichiarare: «Tutto ok»?

    13 - Infine: è normale che non si sappia quali impegni ha preso Colaninno con i partner serbi?

    Fin qui le stranezze - come dire, aziendali? - dell'affare. Ma ce ne sono anche altre. Forse ben più rilevanti. Che tirano in ballo il governo italiano.

    14 - Nell'operazione furono pagate «commissioni» per una cifra variabile fra i 30 e i 50 miliardi di lire. I percettori furono le banche Natwest, Paribas e Barclays. Per conto di chi?

    15 - Se il profumo di tangenti è forte, appare però evidente un'anomalia: in affari di questo tipo la regola è che la cifra relativa alla transazione economica sia pagata in chiaro (cioè tramite trasferimento bancario) e la percentuale d'intermediazione (la mazzetta) in nero, cioè in contanti oppure con accrediti su conti off-shore. Nel caso Telekom Serbia avvenne l'esatto contrario. Come si spiega?

    16 - Quando fu conclusa l'operazione, al momento del brindisi, Milosevic protestò perché i «mafiosi italiani» avevano preteso il 3 per cento. «Poco» commentarono i suoi collaboratori: ma si trattava comunque di 45 miliardi. Dove sono finiti?

    17 - Quando divenne numero uno della Telecom, Franco Bernabé ordinò un'inchiesta interna sull'affaire Serbia. Che fine ha fatto quel rapporto?

    18 - È vero che alcuni protocolli dell'accordo con Belgrado furono secretati e quindi mai resi noti ai risparmiatori che sottoscrissero le azioni Telecom Italia al momento della privatizzazione dell'azienda?

    19 - Che ruolo ebbero nell'affare l'intermediario italiano Gianni Vitali e Dojcilo Maslovaric, ambasciatore serbo in Vaticano? Entrambi erano intimi della famiglia Milosevic. Entrambi sono stati indicati, da varie fonti, come intermediari dell'operazione Telekom Serbia. A quale titolo?

    20 - Zarko Korac, oggi vicepremier del governo di Belgrado, definisce «un atto di cinismo politico» l'operazione Telecom. C'è da capirlo: quei 1.500 miliardi di lire, in contanti e in sacchi di juta, servirono a Milosevic per pagare gli stipendi ai militari, annichilire l'opposizione democratica, vincere le elezioni e finanziare l'avventura del Kosovo. Domanda: il governo italiano ne era consapevole?

    21 - Nonostante la Telecom fosse all'epoca una società pubblica, e operasse in un settore strategico come le telecomunicazioni, il ministro degli Esteri, Lamberto Dini, ha dichiarato di non aver avuto alcun ruolo nella transazione. Di più: ha sostenuto di essere stato informato di quanto avveniva solo dai giornali. Perché non ha mai letto i rapporti inviati dall'allora ambasciatore a Belgrado, Francesco Bascone, che denunciavano i rischi dell'operazione?

    22 - Perché Piero Fassino, oggi ministro della Giustizia e candidato vicepremier dell'Ulivo, e allora sottosegretario agli Esteri con delega sui Balcani, molto attento ai rapporti fra le aziende italiane e la Serbia (come suo dovere), sostiene di non aver avuto nulla a che fare nel più rilevante affare concluso in quell'area?

    23 - Perché l'ambasciatore Bascone è stato rimosso da Belgrado e trasferito a Cipro?

    24 - Perché fu sostituito da Riccardo Sessa, ex segretario di Giulio Andreotti?

    25 - È vero che Maslovaric (ambasciatore serbo in Vaticano e mediatore dell'affare Telekom) era in eccellenti rapporti con Andreotti?

    26 - È vero che Maslovaric presentò Cesare Geronzi, presidente della Banca di Roma e amico di Andreotti, a Milosevic?

    27 - È vero che sempre Maslovaric organizzò alcuni incontri riservati a Roma fra Milan Milutinovic, ministro degli Esteri di Belgrado, e Dini?

    28 - Perché il ministro Dini, intervenendo alla Camera dei deputati per illustrare il ruolo del governo italiano nell'affaire Telekom Serbia (inesistente, a suo dire) ha parlato di «manovali della Cia» come ispiratori delle notizie riportate dalla stampa?

    29 - I servizi segreti italiani hanno avuto un ruolo (e quale?) nell'operazione?

    30 - Al momento della conclusione dell'affare era stato firmato da poco l'accordo di Dayton, che poneva fine alla guerra in Bosnia. Bastava questo fatto per definire (parola di Dini) «un regime più che legittimo» quello di Slobodan Milosevic?
    “Dunque, la vera e perfetta comprensione del bello nell'arte non può ottenersi se non attraverso la visione degli originali stessi e, più che altrove, a Roma. A tutti quelli che dalla natura sono stati dotati della capacità di comprendere il bello e che a ciò sono stati sufficientemente istruiti, è da augurarsi che facciano un viaggio in Italia. Fuori di Roma bisogna, come molti amanti, contentarsi d'uno sguardo e d'un sospiro, cioè apprezzare il poco e il mediocre.”[J.J.Winckelmann];

  10. #10
    "'nnaggiaasandaaa!!"(cit) L'avatar di Felix486
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    Vegeth, è inutile (o meglio è controproducente)rispondere con altre domande, come hai fatto tu... a suo tempo, nel topic unico su berlusconi, avevo messo il link ad un sacco di domande a cui nessuno ha mai risposto, quindi se rispondi tu a quelle domande mi metterò d'impegno personalmente per rispondere a queste trenta, ma sino a quando nessuno avrà mai risposto a quelle domande...
    -=Felix486=-

  11. #11
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    Inviato da Felix486
    Vegeth, è inutile (o meglio è controproducente)rispondere con altre domande, come hai fatto tu... a suo tempo, nel topic unico su berlusconi, avevo messo il link ad un sacco di domande a cui nessuno ha mai risposto, quindi se rispondi tu a quelle domande mi metterò d'impegno personalmente per rispondere a queste trenta, ma sino a quando nessuno avrà mai risposto a quelle domande...
    Veramente le domande di Vegeth le avevo postate io in un vecchio thread,dopo averle lette in un articolo su panorama....
    Tanto x curiosita mi puoi dire il link di quelle domande,grazie
    "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti"
    Ennio Flaiano


  12. #12
    Utente L'avatar di vegeth85
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    Inviato da Felix486
    Vegeth, è inutile (o meglio è controproducente)rispondere con altre domande, come hai fatto tu... a suo tempo, nel topic unico su berlusconi, avevo messo il link ad un sacco di domande a cui nessuno ha mai risposto, quindi se rispondi tu a quelle domande mi metterò d'impegno personalmente per rispondere a queste trenta, ma sino a quando nessuno avrà mai risposto a quelle domande...
    bella scusa,ma non ci casco...tu NON sai rispondere
    “Dunque, la vera e perfetta comprensione del bello nell'arte non può ottenersi se non attraverso la visione degli originali stessi e, più che altrove, a Roma. A tutti quelli che dalla natura sono stati dotati della capacità di comprendere il bello e che a ciò sono stati sufficientemente istruiti, è da augurarsi che facciano un viaggio in Italia. Fuori di Roma bisogna, come molti amanti, contentarsi d'uno sguardo e d'un sospiro, cioè apprezzare il poco e il mediocre.”[J.J.Winckelmann];

  13. #13
    "'nnaggiaasandaaa!!"(cit) L'avatar di Felix486
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    bella scusa,ma non ci casco...tu NON sai rispondere
    idem


    [OT]
    comunque le domande di cui parlavo sono nel mio post a pagina 38 del topic unico su berlusconi...
    [/OT]
    -=Felix486=-

  14. #14
    101 Airborne L'avatar di maverick84
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    bella scusa,ma non ci casco...tu NON sai rispondere
    Beh non saprei rispondere nemmeno io...
    e neanche tu.
    Nessuno.
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    Ennio Flaiano


  15. #15
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    Veramente le domande di Vegeth le avevo postate io in un vecchio thread,dopo averle lette in un articolo su panorama....
    Ah-a! Su panorama!
    Cioè voi mi discutete sulla validità della Repubblica e mi citate Panorama?
    Viva l'Itaglia!

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