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Visualizzazione risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Animal crossing....

Cambio titolo
  1. #1
    Bannato L'avatar di n3o
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    2.134

    Animal crossing....

    Vorrei sapere semplicemente ke ne pensante di questo delirio targato enne.....eppoi se mi parlate un po del gioko,insomma se ne vale la pensa dei soldi del freeloader e del costo del gioko
    insomma è bello?

  2. #2
    does not wear any pants L'avatar di ezed
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    14.498
    Bello?
    SCHIFOSAMENTE BELLO!! :9 :9 :9
    Se hai la possibilità di comprarlo, compralo, non ci pensare neanche, compralo e basta.
    Altrimenti aspetta e prega come faccio io in una versione PAL europea.
    Ahh....8( 8( 8(

  3. #3
    Utente L'avatar di Giobbi
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    519
    Carino ma ancora parecchio imperfetto.
    Da solo non vale il freelodaer... se aggiungi Winning Elven 6FE però...

  4. #4
    Mvesim
    Ospite
    Inviato da Giobbi
    Carino ma ancora parecchio imperfetto.
    Da solo non vale il freelodaer... se aggiungi Winning Elven 6FE però...
    E anche aggiungiamo i giochi che puoi ricevere in anticipo e Naruto... si può fare...

    PS: Io vivo anche senza però...


  5. #5
    Che ne dici di una vecchia (vecchissima) sferragliante recensione di Animal Crossing che avevo scritto per gioco?

    Nintendo Difference, Gaming 24/7, connettività: sono questi gli elementi che, dal debutto del GameCube, il gigante di Kyoto ha ipotizzato di sfruttare per promuovere le vendite della propria macchina. Elementi che, ovviamente, si affiancano ai ben più decifrabili (e riconoscibili) franchise che vedono protagonisti Mario, Link, Samus e variopinta compagnia. In effetti, fino ad ora, Nintendo aveva compiuto parecchi sforzi in ambito di marketing sottolineando quella che sarebbe stata, sotto alcuni aspetti, una nuova filosofia ludica, ma nel contempo nulla (trascurando un impacciato tentativo di connettività con il Gameboy Advance nell’esordio della saga di Sonic su GameCube) si era visto sotto l’aspetto pratico. Ed è, a sorpresa, Animal Crossing che si porta sulle spalle il pesante fardello di tradurre in termini videoludici la visione del futuro dell’intrattenimento elettronico, come vedremo assolutamente rivoluzionaria, teorizzata da Nintendo.
    Il nuovo titolo Nintendo è, riconducendolo ai minimi termini, un simulatore di vita che, pur con le dovute proporzioni, e tenendo in considerazione le manifeste differenze (grafiche, tecnologiche, di target) si può inserire nella tradizione che, partendo da Little Computer People per C=64, passa attraverso Creatures e giunge infine a The Sims per pc. Infatti quella che vi troverete a vivere sarà un’esistenza parallela alla quotidianità: nel momento in cui inizierete a vestire i panni del vostro personaggio vi troverete davanti alla stazione ferroviaria di un bizzarro e incredibile paesino (creato in maniera casuale dall’hardware del GameCube e, di conseguenza, dalla struttura assolutamente originale) popolato da dolcissimi, tenerissimi (e a tratti spaventevoli) animali antropomorfi, questi ultimi prelevati di peso dal folto campionario di personaggi assurdi che, molto probabilmente, occupa buona parte degli archivi dei team di sviluppo Nintendo, e di quello capitanato da Takashi Tezuka, produttore dell’intero progetto, in particolare. Dopo poche ore, aiutati da un’interfaccia utente semplicissima e user friendly, vi troverete impegnati a scegliere un’abitazione, a lavorare per racimolare i soldi necessari per pagare l’affitto, a conoscere la dozzina di personaggi che abitano (e rendono “vivo”) il vostro villaggio e a provare, pasticciare, abbozzare una nuova esistenza, dimentichi di quella che è rimasta ipnotizzata davanti allo schermo. E ancora non avrete nemmeno sfiorato la superficie dello schermo di cui si è accennato sopra, perché ancora ignari del fattore che, probabilmente più di ogni altro, a tutti gli effetti consente ad Animal Crossing di frantumare la lastra di vetro che vi separa dal vostro nuovo paese virtuale, e cioè quello temporale: dal momento in cui impugnerete il joypad ogni vostro istante di gioco verrà scandito dall’orologio interno del GameCube, che a tutti gli effetti sarà l’elemento portante dell’intera esperienza ludica (esperienza più introspettiva, e pedagogica, di quanto possiate pensare), con le spaventose conseguenze che potete immaginare. Le ore trascorreranno in accordo con il vostro orologio da polso, i giorni si succederanno seguendo il calendario appeso in soggiorno e le stagioni sfumeranno l’una nell’altra, creando quindi un mondo vivo, pulsante, credibile, ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette: 24/7. E vi spaventerete nel constatare di esservi alzati all’alba ogni domenica mattina del mese di novembre per partecipare al torneo di pesca, o nel rifiutarvi di uscire di casa il sabato sera, senza aver prima assistito alla jam session del musicista nomade che suona davanti alla stazione dalle 20 alle 24... E ogni festività sarà amorevolmente celebrata, con una divertita dose di cinismo, cattiveria e disincanto, dagli abitanti del vostro villaggio: il Natale, il Capodanno, il giorno del Ringraziamento...
    Dopo avervi immerso nel flusso temporale dettato da Animal Crossing, ecco che il team di programmazione compie il miracolo di crearvi intorno un piccolo mondo composto non solo dagli abitanti di cui abbiamo accennato (e con cui vi relazionerete, volenti o nolenti, attraverso battute, lettere, regali, e che vi porteranno, in maniera del tutto naturale e istintiva, a simpatie e antipatie più o meno reciproche), ma anche di oggetti con cui arredare la vostra nuova abitazione: tappeti, carte da parati, soprammobili, quadri, impianti stereo e innumerevoli item rari ed unici, legati, spesso, agli altri franchise Nintendo, come la Master Sword di Zeldiana memoria, lo Starwing di Fox McCloud o addirittura la quindicina di videogiochi per NES (Balloon Fight, Excitebike, Pinball e Punchout giusto per citarne alcuni) che potrete rigiocare per intero, perfettamente riprodotti, all’interno della vostra nuova abitazione. E così vi troverete impegnati a raccogliere frutta, a rivendere oggetti, a compiere commissioni per gli improbabili concittadini, a rivendere reperti archeologici (che potrete, ovviamente, anche decidere di donare al museo locale), trascurando nel frattempo il vostro corpo sempre più abbandonato, riverso sul divano e con il joypad tra le mani, nel tentativo di racimolare abbastanza soldi per acquistare magliette con il logo di Super Mario, sempre che non decidiate di disegnarvi da soli, facendo visita alla sartoria, il vostro look. A questo punto è lecito ipotizzare che il lettore provi un vago senso di smarrimento, confuso di fronte ad un numero di elementi originali assolutamente impressionante. Ma ancora Nintendo non ha finito di stupire, e infatti ecco che, collegando il GameBoy Advance ad una delle porte del CameCube, il termine connettività assume finalmente un senso compiuto dandovi la possibilità, innanzitutto, di visitare una piccola isola, essenziale per ampliare gli orizzonti della vostra nuova esistenza, oltre che ideale luogo dove rifugiarsi se troppo logorati dai continui affanni virtuali e, secondariamente, di scaricare in memoria i vostri giochi per NES di cui abbiamo accennato prima. E questo è, a tutti gli effetti, l’ennesimo momento spiazzante del titolo Nintendo: da pochi mesi sono disponibili, infatti, dei mazzi di carte che permettono, attraverso l’utilizzo dell’E-Card Reader, di giocare sullo schermo del GBA i titoli che hanno fatto la storia dell’otto bit Nintendo. Provate a considerare la profondità dell’esperienza ludica nel momento in cui vi troverete, stupiti, a rivendere conchiglie raccolte sulla spiaggia per tentare di guadagnare il denaro necessario ad acquistare un videogioco all’interno dell’ecosistema creato daTakashi Tezuka, e poterne godere poi in prima persona una volta spenta la console e acceso il portatile Nintendo, il tutto risparmiando la spesa dell’acquisto del mazzo di carte di cui sopra: vertiginosa. Come del resto è straordinaria la possibilità di acquistare dei mazzi di carte dedicati proprio ad Animal Crossing, che sfruttando appunto l’E-Card Reader di cui sopra, permettono di ricevere nella vostra cassetta delle lettere oggetti, magliette, canzoni altrimenti introvabili, o quasi, all’interno del vostro centro abitato. Perché ben presto vi troverete a vivere non solo nel pacifico villaggio, ma anche all’interno di una comunità videoludica popolata da ragazzi (ovviamente ad un passo dalla pazzia, sia chiaro) che attraverso un sistema di password appoggiato alla rete (naturalmente dovete disporre di un pc, essendo Nintendo ancora parecchio indietro per quanto riguarda la creazione di infrastrutture on-line), ma anche fatto di carta, penna e linee telefoniche, impegnata a scambiarsi gli oggetti più disparati. Di nuovo, lo schermo viene continuamente forato: ogni volta che vi troverete a scaricare le lettere degli abitanti di Animal Crossing prima di accedere ad Outlook Express sul vostro computer, ogni volta che deciderete di spedire un mazzo di girasoli alla vostra ragazza, che vive nell’abitazione proprio vicino a voi all’interno del paesino virtuale (fino a quattro giocatori possono coesistere nello stesso villaggio, sebbene mai contemporaneamente sullo schermo), ogni volta che vi troverete ad aspettare con trepidazione la Fiera del Raccolto, o quale altra bizzarra festività il sindaco abbia indetto, ogni volta che correrete a casa ad afferrare il pad del GameCube alle 18 in punto per accendere il faro della cittadina, o ancora quando verrete bonariamente irrisi dagli abitanti del villaggio...
    E così, ammaliati, coscientemente ipnotizzati, felici di essere presi in giro, diventa impossibile restare delusi dai limiti evidentissimi che il titolo Nintendo mostra senza vergogna, a partire da un impianto grafico e sonoro strettamente funzionale (eppure assolutamente favoloso nel suo approccio semplicistico), passando per un sistema di comunicazione con gli altri abitanti, dotati di un’intelligenza artificiale assolutamente risibile (ma nel contempo dal carattere splendidamente definito e tratteggiato), macchinoso e assolutamente superficiale e giungendo infine ad un livello di semplicità disarmante in ogni tipo di attività, che sia la pesca piuttosto che lo strappare le piante infestanti nel frutteto. Perché ovviamente non è un atteggiamento critico quello con cui si deve avvicinare Animal Crossing, ma un approccio naïf, complice una ormai sopita capacità di sospendere l’incredulità, che forse non è molto distante dalla filosofia sintetizzata dallo slogan “The Nintendo Difference”.

    VOTO 8/10

  6. #6
    Like a dragon L'avatar di Kawato
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    11.613
    All'inizio sembra qualcosa d'incredibile, ma dopo poco ci si accorge che non è altro che un collage di sottogiochi, in cui collezionare e scambiare con altri giocatori i vari oggetti presenti nel gioco (bello il sistema di password che consente di scambiare gli oggetti), e stufa presto se preso a "dosi eccessive"...
    SO SAY WE ALL!



  7. #7
    Bannato L'avatar di n3o
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    mah.....peccato avevo letto la rece su una rivista ke lo bollava kn 1 bel 9........ma dopo le vostre impressioni mi son un po scoraggiato......

  8. #8
    does not wear any pants L'avatar di ezed
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    Mah, poi sono questioni di gusti. A me piace un sacco. E' lo comprerò IMMEDIATAMENTE quando (e se...8( ) esce PAL.
    e stufa presto se preso a "dosi eccessive"...
    Me lo sono segnato.

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