Volevo farlo gia da molto tempo, ma trovo il tempo solo questo.
Voglio creare un topic in cui raccogliere le nostre storie GDR, di qualsiasi natura siano, ed eccone il risultato.

Inizio subito con una mia storia presa da un manuale di Warhammer Fantasy riguardante l'esercito dei Re dei Sepolcri.

"Le rovine di Bel Aliad, delle terre di Nehek, patria dei Re dei Sepolcri".
Sentì chiaro e forte il clangore del metallo contro la pietra in una delle tante stanze della Catacomba che io ed un altro gruppo di persone stiamo esplorando.
Dirigendomi verso di essa vedo due di esse che rovistano tra le vecchie armi per cercare qualcosa di valore.
“State fermi pezzi di imbecilli, vi ho pagato per fare le guardie del corpo, non dei ladri di tombe…” dissi molto velocemente rivolgendomi alle due persone.
“Madonna santissima, che scatole….abbiamo capito, ma lascia anche a noi un po’ di spazio….” Mi rispose una delle due.
“Ha ragione….E poi non può fare male prendere qualche piccolo spicciolo in più…” Rispose la seconda.
Feci uno sbuffo e tornai nel buoi corridoio di pietra in cui ero prima, venendo poi raggiunto da altre due guardie del corpo, che imbracciavano armi da fuoco cariche e pronte all’uso.
Spiegai alle altre due che due scemi stavano facendo più rumore di quello dovuto, e poi, con queste due, mi diressi verso un’altra stanza a circa qualche centinaio di metri di distanza da quella precedente e conteneva rastrelliere di scudi e corazze che i soldati degli antichi Re usavano in tempi di guerra.
Camminando cautamente nel corridoio della Catacomba ripensai alle varie leggende che circondavano sui Re dei sepolcri.
Pensai a come una stirpe cosi gloriosa di Re, avesse potuto tramutare il proprio continente in un continente morto, circondato da un alone di morte, malvagità e cupidigia.
Ricordo anche le leggende riguardo i morti viventi che infestano il vecchio continente dei Re, ora conosciuto come “La terra dei morti” che confina con le altre terre morte dei Re, La “Piana delle ossa”, il “Grande deserto di sabbia” e con una parte del continente che non è stata tuttavia ancora conquistata dai Re, il “Grande deserto dell’Arabia”.
Mi ero fermato presso la tribù dei Kahied, che si trova non troppo distante dal campo della battaglia del Vento Amaro e dalle sabbie mobili del deserto, che in tutta la loro esistenza avevano mietuto centinaia di migliaia di vittime.
Avevo cercato delle guardie del corpo presso la tribù che mi accompagnassero verso le rovine di Bel Aliad, attuale punto di confine con le terre dei morti dei Re.
Delle quattro guardie del corpo che avevo trovavo, due di loro erano native presso la tribù, e che a differenza di tutti gli altri nativi che utilizzavano armi bianche, loro due usavano un misto di armi da fuoco e armi bianche, e sono le stesse guardia del corpo che mi stanno accompagnando verso la prossima stanza della Catacomba.
Durante il nostro lungo viaggio a cammello siamo passati per il campo di battaglia del vento amaro, al fine di passare indenni le sabbie mobili, e alle pozze della disperazione per giungere infine nelle rovine di Bel Aliad, terra di nobili sceicchi prima che diventasse terreno dei Re.
Durante le nostre pause però uno dei nostri cammelli è stato attaccato e divorato da uno scorpione delle sabbie dei Re.
Delle creature create dai Sacerdoti Liche dei Re dopo che il loro impero era caduto nell’oblio.
Costrutti giganteschi scolpiti e plasmati con ogni sorta di materiale in modo da assomigliare il più possibile a queste mistiche creature.
Leggende su queste creature dicono che questi scorpioni siano i guardiani dei cancelli della morte di Nehekh.
La loro conformazione materiale è molto varia, e può variare dal più semplice legno, fino a giungere al più pregiato oro e argento, fusi insieme con i gusci di creature millenarie.
Costruiti per mezzo di incanti molto potenti i sacerdoti Liche fondono questi materiali in un unico grande essere.
Alcune descrizioni da me raccolte dicono che questi scorpioni fungono anche da bare e/o sarcofagi in quanto questi sarcofagi viventi fungono da tomba per i sommi sacerdoti, come ho potuto appurare grazie alla mia vista, durante l’attacco che ci ha sferrato.
Alcuni di questi tuttavia, come ho potuto leggere dalle antiche pergamene dei Re, recuperate nelle piramidi di Zandri, non rispondono al richiamo del risveglio dei sacerdoti dei Re e vivono in una condizione nota più comunemente come Sonno della Morte.
Tuttavia posso appurare che questa morte sembra apparente, dal momento che i corpi dei sommi sacerdoti continuano a sprigionare uno strano quanto mistico ed Arcano potere.
Una cosa che ho notato, che non era stata scritta nelle pergamene di Zandri, è che sul guscio di questi scorpioni sono recate delle rune mistiche ed incanti costrittivi e ciò mi fa supporre che le pergamene da me recuperate fossero solo parte del rituale atte a costruire questi sarcofagi viventi.
Durante l’attacco ho potuto riconoscere alcuni geroglifici incisi sullo scorpione che dicevano:
“Temeteli, i guardiani dell’oltretomba che camminano in mezzo a noi!”.
Ho potuto constatare che questa scritta tuttavia viene riscontrata solo negli scorpioni di Numas, che si trova lontano dal punto in cui siamo stati attaccati.
Cosa piuttosto strana in effetti devo dire.
Prima dell’attacco abbiamo visto la sabbia smuoversi sotto i nostri occhi ed aprirsi mentre lo scorpione usciva fuori ed agguantava il nostro cammello.
Abbiamo potuto constatare di persona quanto fosse più grande di noi, e mentre lo scorpione faceva a pezzi il cammello, noi abbiamo fatto in tempo a prendere la nostra roba e a scappare con gli altri tre cammelli a nostra disposizione.
Tornai con i pensieri verso di noi e mentre ci dirigevamo verso la stanza, le due guardie de corpo usavano il loro tipico dialetto per conversare.
Mentre attraversavamo il corridoio ho potuto notare varie iscrizioni nelle pareti e corpi scheletrici decomposti, che presumo, dovevano essere di altri cacciatori di tesori morti durante la caccia di questi ultimi.
Brutto segno, e sembrava che anche le mie due guardie fossero tese e preoccupate mentre camminavano e pestavano le ossa di coloro che erano caduti prima di noi.
Durante la nostra marcia sentiamo delle grida provenienti dalla stanza precedente, grida di dolore straziante.
“Akhab!! Ketri!! Rispondete!! Cosa è successo?!” Urlai verso la stanza, ma non ricevetti risposta.
DI colpo sentimmo dei fruscii provenire dalla stanza e nell’oscurità riuscimmo a notare 3 figure grandi poco più di un essere umano ma dalla conformazione che non corrispondevano.
Le fioche e deboli luci delle nostre torce riuscii ad intravedere dei tratti da animale.
“O *****!! O *****!!! Sono USHABTI!!!” urlai verso le due guardie che al sentire le mie parole scaricarono addosso ad esse tutti i proiettili che avevano.
Gli Ushabti non fecero neanche in tempo ad avvicinarsi per fortuna, ma ciò non ci confortava affatto.
“Usciamo da qui…Gli Ushabti non vanno mai da soli o in gruppi da tre…” dissi alle guardie che avendo finito i proiettili per eliminare solo questi tre ushabti, si precipitarono con me verso l’uscita.
Durante la nostra ritirata riuscimmo a vedere delle porte segrete aprirsi nelle pareti e da esse uscirono degli Ushabti ancora più grandi di quelli che abbiamo abbattuto poco fa.
Delle figure alte tre volte un uomo.
Tutti gli studi effettuati sugli Ushabti dicono che essi sono scolpiti ad immagine e somiglianza degli antichi Dei di Nehekh e sono usate sia come guardiani da difesa, posti nelle Necropoli e nelle catacombe, sia come guardiani maggiori, posti a difesa intorno al perimetro delle piramidi maggiori dei Re dei sepolcri.
Durante i periodi di guerra i sacerdoti Liche infondevano negli ushabti dei poderosi incanti, facendoli scendere dai loro piedistalli, letali e silenziosi e pronti ad essere inviati in guerra.
Da altri studi condotti su di loro si diceva che essi fungessero da stendardi da battaglia viventi atti a galvanizzare i soldati dei Re.
Durante la nostra corsa uno di loro ci raggiunse e cerco di decapitarmi con un secco colpo della sua lama rituale.
Colpo che sono riuscito ad evitare buttandomi a terra e rialzandomi subito al fine di evitare di essere colpito una seconda volta.
Una delle guardie estratta la spada ha ingaggiato in combattimento con l’Ushabti.
“correte via! Noi tre non riusciremo mai ad uscire vivi da qui! Preferisco morire combattendo che scappando! Scappate!!” urlò con lo sguardo rivolto all’Ushabti che nel frattempo stava per vibrare un terzo colpo.
La seconda guardia del corpo mi prese il braccio e si precipitò all’uscita.
Saliti in sella ai nostri cammelli scappammo dalle rovine intenti a raggiungere nuovamente il nostro punto di partenza, la tribù dei Kahied.
E mentre ci allontanavamo dalle rovine vedevo volare in cielo delle figure che assomigliavano molto a degli avvoltoi, solo come dire…molto più putrefatte e decomposte.
Ali tanto ampie da poter oscurare il cielo, una visione terrificante.
Appena lontani dalle rovine, mi fermai e soffermai il mio sguardo verso le rovine, ringraziando la guardia del corpo che ha deciso di sacrificarsi per la mia vita e quella del suo amico.
Capii che queste terre riservavano sorprese che non andavano risvegliate troppo presto e che i Re stavano per risvegliarsi dal loro sonno millenario.
Da Archeologo e Storiologo decisi di dover scrivere tutto questo sul mio libro di viaggio appena tornati al sicuro, e a tornare a casa con queste notizie da riferire agli altri studiosi ed archeologi.
Dopo questi pensieri, mi voltai dal lato opposto alle rovine e indirizzai il cammello in quella direzione.
La guardia del corpo non se lo fece dire due volte e mi seguì velocemente.

Spero che questa mia iniziativa non cada nel dimenticatoio e venga ben usata da tutti voi, in modo che possiate dare libero sfogo alla vostra fantasia.