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Discussione: soul reaver 2 ( appena finita )

Cambio titolo
  1. #1
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    Lampadina soul reaver 2 ( appena finita )

    prima di postare la rece, vi prego di giudicarla per come è scritta e non per il verdetto che probabilmente vi troverà contrariati.
    Ultima modifica di Vulcan Raven; 12-10-2003 alle 22:43:17

  2. #2
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    Soul Reaver 2
    Anno: 2002
    Sviluppatori: Cristal Dinamics
    Casa: EIDOS
    Piattaforma: PC
    Genere : Avventura 3D


    L’evoluzione delle avventure grafiche, dovuta principalmente al progresso tecnologico, portò alla nascita di nuovi generi videoludici come gli sparatutto in terza persona e le avventure 3D. Se per i primi basta dire un unico nome ( Max Payne ), per le seconde bisognerebbe elencare una lunghissima serie di titoli, con un’unica, grande e procace protagonista. Sissignori, stiamo parlando della serie di Tomb Raider, il palcoscenico che vede protagonista la signorina Croft, per gli amici Lara. Purtroppo però, anche il nuovo schema di gioco cominciò a far sentire una certa mancanza di innovazione intorno al 1999. E in quell anno gli sviluppatori della Cristal Dinamics ebbero una fantastica idea: creare un gioco che si discostasse dal classico schema “ trova la chiave, apri la porta, aspetta il prossimo enigma, risolvilo, fati cogliere dqa un grave esaurimento nervoso…”. Tale gioco rispondeva al nome di Legacy of Kain: Soul Reaver. Accolto dalla critica come un titolo rivoluzionario e fantasmagorico, questo gioco vide appiccicarsi addosso l’etichetta di gioco epocale, di gioco da seguire come esempio nella realizzazione di un prodotto videoludico. Le innovazioni rispetto a Tomb Raider, sebbene idolatrate da critici ed appassionati, si fermavano però all’ambientazione e alla possibilità di non morire mai. Oltre che alla notevole differenza di corporatura e sensualità dei due protagonisti. Si passava infatti dalla procacità alla “quinta potenza” di Miss Croft, alle rachitiche e cadaveriche sembianze di Raziel il vampiro, assetato di vendetta e rivincita nei confronti del suo ex mentore Kain, il signore di Nosgoth. La trama del primo capitolo ruotava quindi intorno all’affronto di Raziel nei confronti di Kain, affronto che consisteva in una mutazione genetica che permise a Raziel di “mettere le ali” nel senso letterario del termine. Kain quindi, dopo avergli strappato violentemente le preziose appendici, lo gettò in un abisso senza fine condannandolo all’eterno oblio. Il nostro eroe venne però salvato da un antica entità divina, che gli diede così la possibilità di vendicarsi, ma che non potè restituirgli il suo corpo, ormai ridotto ad un ammasso di ossa putrefatte. Iniziava così il secondo capitolo della serie Legacy of Kain. Capitolo che si concludeva con il mancato scontro risolutivo tra Raziel e il suo malfattore. Ed è questo pezzo di storia a fare da preludio a Legacy of Kain: Soul Reaver 2, il gioco di questa recensione. Dopo la sequenza iniziale ( davvero superba! ) Raziel si ritrova invischiato nella rete del tempo dove incontra un suo caro vecchio amico, Moebius il custode del tempo. I due stringono un’alleanza per comune interesse ed obiettivo; obiettivo che è, naturalmente, la distruzione di Kain, per riportare la luce a Nosgoth. E già da questi primi minuti di gioco si evince un difetto pesante, che però analizzeremo in seguito. Non appena sarete in grado di prendere il controllo del nostro sinistro ed oscuro personaggio, vi renderete conto che i ragazzi che hanno lavorato a questo titolo si sono dati davvero un gran daffare per permette a tutti di sentirsi immersi fino al collo nella più grande e maestosa atmosfera gotica di sempre. Un superbo lavoro cooperativo di design grafico e di componenti audio proiettano il giocatore in un medioevo oscuro, tetro, malsano e stranamente affascinante ed attraente. Ed è bellissimo sentirvisi immersi. La grafica è davvero superba, sfruttando al massimo le potenzialità delle, ormai superate ma pur sempre eccellenti, DirectX8 e ricrea un’architettura degna dei migliori architetti contemporanei e passati. Se per il primo capitolo ( che poi è in realtà il secondo della trilogia ) gli sviluppatori si affidarono a dei professionisti dell’architettura, si fa fatica a capire a chi si siano rivolti questa volta. La bellezza delle strutture supera ogni umana concezione, l’occhio sembra entrare in trance e rimane estasiato ad ogni minimo gioco di luce, ad ogni affresco, ad ogni raggio di sole che penetra tra i vetri della fortezza dei Sarafan; e la lista potrebbe continuare all’infinito, e si correrebbe comunque il rischio di tralasciare un particolare grafico d’eccezione, e sarebbe un’omissione davvero terribile ed ingiusta, che non renderebbe merito allo straordinario lavoro degli sviluppatori. Gli effetti d’acqua sono stratosferici, incredibilmente belli e realistici. Anche con una “misera” GeForce 2 vi regalerete uno spettacolo superbo che potrebbe anche distogliervi dal gioco in sé. I personaggi sono disegnati davvero bene e i loro movimenti in fase di combattimento sono, a costo di sembrare ripetitivo, davvero magnifici. Raziel gira su sé stesso con la grazia di una ballerina di danza classica professionista, le animazioni in fase di azione sono fluide e non appaiono mai artificiose e ricche di “tagli” tra un movimento e l’altro. Ogni qualvolta che Raziel si scontra con un nemico, il nostro vampiro sembra prodursi in una sorta di “morte del cigno” che farebbe invidia alle più strapagate ballerine mondiali ( anche se forse queste sono molto più belle di Raziel, ma non si può avere tutto dalla vita ). Anche i filmati vedono i protagonisti muoversi con movimenti al limite del fotorealismo, degni dei più grandi attori hollywoodiani e di Cinecittà ( anche se in quest ultimo caso il confronto diventa molto più semplice per Raziel, visti i tempi che corrono… ). La recitazione dei doppiatori è poi davvero ottima, il loro parlato segue un copione eccezionale, preparato da sceneggiatori davvero eccellenti e professionali che sono riusciti ad ideare un sistema narrativo molto efficace e coinvolgente sotto tutti i punti di vista. Non stiamo parlando della perfezione però poco ci manca. Il sonoro poi, è il punto di maggior forza ed impatto del titolo. Le musiche ascoltate in sottofondo, lo splendido rumore delle armi che si scontrano fra loro, il sinistro sibilo della Soul Reaver ( o mietitrice d’anime, che dir si voglia ) e i commenti vostri e dei vostri nemici e\o commilitoni; vi lasceranno esterrefatti per la loro magnificenza e, osiamo dire, perfezione. Il sonoro merita davvero il massimo dei voti perché sebbene sia tecnicamente possibile migliorarlo ulteriormente con schede audio dell’ultima generazione, sinceramente appare impossibile fare di più dal punto di vista del coinvolgimento, dei tratti epici che si delineano ad ogni vostro scontro e del favoloso orchestrare che vi accompagnerà. Pochi titoli riescono a competere sotto questo punto di vista, e forse solo il vecchio Thief 2 ( provato anch’esso recentemente dal vostro Vulcan ) riesce a tenere veramente testa a questo mirabolante aspetto dell’universo di Raziel. Le musiche sono un misto di solennità e spirito d’azione, un ibrido che si ancora più incalzante quando vi ritroverete a combattere contro i vostri antagonisti umani e non. Il volume si alza improvvisamente e non mancherà di farvi saltare spesso e volentieri sulla sedia che usate per videogiocare. Ed è un effetto stupendo da parlarne, impareggiabile da vivere e sentire di persona. Ed è in questi momenti che il fido Raziel sembra danzare leggero e libero come una piuma in balia del vento, ed è in questi momenti che vi innamorerete di questo titolo. Lo schema di gioco non si discosta troppo da quello, ormai ultra-collaudato, del primo gioco. Anche in questo capitolo non vi sarà concesso di passare a miglior vita, visto il vostro status di non-morto ( ma anche di non-vivo, oserei aggiungere ). Quando l’energia vitale di Raziel ( rappresentata da una spirale tondeggiante ) si azzererà, il nostro anti-eroe verrà catapultato in un mondo dai contorni bui ed oscuri: la dimensione spettrale di Nosgoth. In questa speciale dimensione spazio-temporale, vi sarà concesso di ricaricare le pile in attesa di ritrovare un portale che vi permetta di tornare nel mondo materiale. Spesso però sarà richiesto al giocatore una scampagnata volontaria nell’allegra realtà alternativa, allo scopo di poter raggiungere aree altrimenti inesplorabili ed irraggiungibili nel mondo tangibile. Inoltre nella dimensione alternativa, il tempo cessa di trascorrere e sarà quindi molto utile spostare determinati oggetti ( anche se in realtà si parla più che altro di porte da sbloccare ) allo scopo di trovarli già nel posto in cui vi torneranno sicuramente utili nel vostro caro mondo reale. Attenzione però: se è vero che il nostro amico dai lunghi canini potrà cambiare dimensione a piacimento quando si tratterà di passare nel mondo spettrale, non è altrettanto vero che questi possa tornare nel mondo materiale quando più gli aggrada, ma dovrà risanare comunque la sua energia ( rappresentata qui sottoforma di spirale contorta ed irregolare ) e di trovare i soliti portali da cui poter accedere alla dimensione terrena che tutti noi conosciamo. Se le caratteristiche del gioco si fermassero qui, sarei davvero tentato di dargli un sonoro 10, alla faccia dell’utopia del gioco perfetto, irraggiungibile ed irrealizzabile. Ma, ahinoi, mi tocca elencare anche i difetti del titolo, che ne minano inevitabilmente la qualità complessiva. Cominciamo subito con quello che è il tasto dolente, con l’aspetto che più di tutti mi ha lascito atterrito e raggelato. Signori e Signore, sto parlando di Miss Giocabilità. Questa graziosa ed indispensabile signorina sembra essere stata estromessa dal supporto argentato del gioco. Il sistema di controllo è studiato relativamente bene, con tasti ravvicinati e posti in punti “accessibili”. Peccato che troppo spesso, nella foga del combattimento, si tenda a confonderli tra loro, premendo un tasto per un altro e rischiando così di creare un pauroso pata-crack, nel gioco e anche a livello del vostro calmo, sano ( ehm… ) sistema nervoso centrale ( e anche periferico, se è per questo ). La telecamera segue l’azione in maniera obbrobriosa, da dilettanti della cinepresa. Se si decide di giocare utilizzando il mouse, il problema trova una parziale soluzione, ma per gli amanti della tastiera ci saranno parecchi rospi indigesti da buttar giù a stento, a forza. Si nota in questo contesto il fatto che il gioco sia stato progetta anche per console, oltre che per occupare spazio sui nostri amati e capienti Hard Disk. Cercherò di spiegarmi: prendete il joystick della PSX o della Play Station 2. queste periferiche presentano dei pulsanti dorsali che si prestano facilmente al compito di regolare altezza ed angolazione della telecamera, rendendo l’esperienza nettamente più godibile ed apprezzabile per tutti. Su PC non tutti hanno la possibilità di giocare con joystick che supportino tali funzioni e il giocatore medio rimarrà inevitabilmente deluso. Una doverosa tirata d’orecchie agli sviluppatori per non aver migliorato questo “piccolo” particolare, che già con il gioco Legacy of kain: Soul Reaver, ossia il Prequel di questo prodotto, aveva dato non poco filo da torcere a molti appassionati, e non solo nella versione per personal Computer. Anche le animazioni, che sono fantastiche in fase di combattimento, lasciano a desiderare quando scende in cattedra la parte esplorativa del gioco: Raziel sembra un bambolotto alato con qualche serio e grave problema di deambulazione. Vederlo correre suscita una sorta di ilarità volontaria e non è detto che non scappi una fragorosa risata ai giocatori più “sguaiati” ( e qui il nostro candyskull ne sa qualcosa, vero? ). Un effetto comico di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Effetto che è molto simile a quello che si vede negli scontri contro più nemici: il puntamento automatico è pressocchè inutile e spesso vi beccherete sonore mazziate, facilmente evitabili con qualcosa di più efficace, qualcosa a cui gli sviluppatori non hanno pensato. Inoltre l’IA dei nemici a tratti sembra eccellente, altre fa veramente pena. Anche se in gruppo, questi aspetteranno che li abbiate nel puntatore automatico prima di assalirvi e non offrono la dovuta copertura ai loro compagni in difficoltà. Lo schema di gioco inoltre non presenta particolari innovazioni, e si può tranquillamente parlare di Raziel come del protagonista vampiresco di un Tomb Raider gotico-medioevale. E questo, a mio avviso, dovrebbe già causare la lapidazione della creatura della notte. Creatura che non è stata modificata in minima maniera da come appariva nel capitolo precedente, anche se p doveroso aggiungere che i poligoni che ne compongono il modello poligonale sono diventati sei volte di più, passando da 500 a 3000 e anche oltre. Altro difetto grave è rappresentato dal fatto che spesso si prosegue solo per pura fortuna, senza un vero e proprio nesso logico e si rischia troppo spesso di girovagare a vuoto nella disperata ricerca di un passaggio verso la fase successiva del gioco. I filmati ( che sono lunghissimi e che non si possono saltare MAI ) inoltre, pur essendo favolosi, non vedranno mai un sincronismo quantomeno accetabile fra labbra e parlato, ma questo è imputabile non ai doppiatori, ma al fatto che il gioco non sia sviluppato solo in versione italiana. Il labiale appare invece perfetto se si prova a tradurre i dialoghi in inglese, lingua a cui sicuramente gli sviluppatori hanno fatto riferimento. Il vostro interesse non sarà costante e continuo, lascerete perdere e ricomincerete più volte il titolo, fino a stancarvi completamente di esso, che troppo spesso da l’impulso a spegnere il Pc a causa della troppa frustrazione ( e non si può neanche utilizzare il prezioso quick-save ORRORE! ). E questo è davvero grave ed imperdonabile. Soul reaver 2 sarebbe potuto essere il gioco perfetto, il gioco da 10. Ma così com’è, mi sento di consigliarne vivamente l’acquisto solo ai fanatici di Lara Croft, la sorella umanoide di Raziel. Non è detto che non riusciate a divertirvi anche se fate parte di quella schiera, ma per far si che ciò accada, dovrete sorvolare su difetti molto fastidiosi. Se dovreste riuscirci, consideratelo pure come un gioco da acquistare a tutti i costi, un “must” assoluto. Se però così non fosse, è meglio lasciarlo sullo scaffale del vostro negoziante di fiducia. Cari ragazzi della EIDOS e compagnia bella, spero abbiate imparato la lezione: un gran gioco non si fa solo con una grafica da urlo ed un sono spettacolare. Ci sono particolari ben più importanti, giocabilità in primis. Recepito?

    Grafica 9 favolosa, peccato per le animazioni in fase di esplorazione
    Sonoro 10 nulla da ridire, anzi!
    Giocabilità 4 è forse caduta dal camion durante il trasporto nei negozi?
    Traduzione 9 pressocchè
    Trama 8 ottima scenografia
    Longevità 5 poco costante nel tempo
    Globale 6 un potenziale capolavoro rovinato dalla giocabilità infima.

    +grafica splendida
    +sonoro mozzafiato
    + ottima traduzione

    - telecamere sballate
    - giocabilità insulsa
    - schema di gioco attempato

  3. #3
    Latin lover L'avatar di Brafan
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    Wow! Questa si che è una rece! Bravo!
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

    FORZA JUVE!!!!

  4. #4
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    Wow! Questa si che è una rece! Bravo!
    Grazie
    mi è costata un'ora di duro lavoro.

  5. #5
    Latin lover L'avatar di Brafan
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    sei stato ricompensato.
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  6. #6
    .: Solo Perugia :. L'avatar di CARROT_89
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    Vulcan!Ultimamente riscuoti un enorme successo con le tue rece!Complimenti !

  7. #7
    Bannato L'avatar di Cloud Strife
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    Bella recensione mi piace.

  8. #8
    Moderatore Avvocato L'avatar di Sah
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    Bella! però.. cosa manca caro raven?

    però stavolta mi sbilancio 4/5


    sarai il primo a strapparmi il 5/5? La risposta nella prossima recensione

  9. #9
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    avendo riscontrato errori ed imperfezioni di battitura ed alcune piccole mancanze, riposto la rece corretta.

    Soul Reaver 2
    Anno: 2002
    Sviluppatori: Cristal Dinamics
    Casa: EIDOS
    Piattaforma: PC
    Genere : Avventura 3D


    L’evoluzione delle avventure grafiche, dovuta principalmente al progresso tecnologico, portò alla nascita di nuovi generi videoludici come gli sparatutto in terza persona e le avventure 3D. Se per i primi basta dire un unico nome ( Max Payne ), per le seconde bisognerebbe elencare una lunghissima serie di titoli, con un’unica, grande e procace protagonista. Sissignori, stiamo parlando della serie di Tomb Raider, il palcoscenico che vede protagonista la signorina Croft, per gli amici Lara. Purtroppo però, anche il nuovo schema di gioco cominciò a far sentire una certa mancanza di innovazione intorno al 1999. E in quell anno gli sviluppatori della Cristal Dinamics ebbero una fantastica idea: creare un gioco che si discostasse dal classico schema “ trova la chiave, apri la porta, aspetta il prossimo enigma, risolvilo, fati cogliere da un grave esaurimento nervoso…”. Tale gioco rispondeva al nome di Legacy of Kain: Soul Reaver. Accolto dalla critica come un titolo rivoluzionario e fantasmagorico, questo gioco vide appiccicarsi addosso l’etichetta di gioco epocale, di gioco da seguire come esempio nella realizzazione di un prodotto videoludico. Le innovazioni rispetto a Tomb Raider, sebbene idolatrate da critici ed appassionati, si fermavano però all’ambientazione e alla possibilità di non morire mai. Oltre che alla notevole differenza di corporatura e sensualità dei due protagonisti. Si passava infatti dalla procacità alla “quinta potenza” di Miss Croft, alle rachitiche e cadaveriche sembianze di Raziel il vampiro, assetato di vendetta e rivincita nei confronti del suo ex mentore Kain, il signore di Nosgoth. La trama del primo capitolo ruotava quindi intorno all’affronto di Raziel nei confronti di Kain, affronto che consisteva in una mutazione genetica che permise a Raziel di “mettere le ali” nel senso letterario del termine. Kain quindi, dopo avergli strappato violentemente le preziose appendici, lo gettò in un abisso senza fine condannandolo all’eterno oblio. Il nostro eroe venne però salvato da un antica entità divina, che gli diede così la possibilità di vendicarsi, ma che non potè restituirgli il suo corpo, ormai ridotto ad un ammasso di ossa putrefatte. Iniziava così il secondo capitolo della serie Legacy of Kain. Capitolo che si concludeva con il mancato scontro risolutivo tra Raziel e il suo malfattore. Ed è questo pezzo di storia a fare da preludio a Legacy of Kain: Soul Reaver 2, il gioco di questa recensione. Dopo la sequenza iniziale ( davvero superba! ) Raziel si ritrova invischiato nella rete del tempo dove incontra un suo caro vecchio amico, Moebius il custode del tempo. I due stringono un’alleanza per comune interesse ed obiettivo; obiettivo che è, naturalmente, la distruzione di Kain, per riportare la luce a Nosgoth. E già da questi primi minuti di gioco si evince un difetto pesante, che però analizzeremo in seguito. Non appena sarete in grado di prendere il controllo del nostro sinistro ed oscuro personaggio, vi renderete conto che i ragazzi che hanno lavorato a questo titolo si sono dati davvero un gran daffare per permette a tutti di sentirsi immersi fino al collo nella più grande e maestosa atmosfera gotica di sempre. Un superbo lavoro cooperativo di design grafico e di componenti audio proiettano il giocatore in un medioevo oscuro, tetro, malsano e stranamente affascinante ed attraente. Ed è bellissimo sentirvisi immersi. La grafica è davvero superba, sfruttando al massimo le potenzialità delle, ormai superate ma pur sempre eccellenti, DirectX8 e ricrea un’architettura degna dei migliori architetti contemporanei e passati. Se per il primo capitolo ( che poi è in realtà il secondo della trilogia ) gli sviluppatori si affidarono a dei professionisti dell’architettura, si fa fatica a capire a chi si siano rivolti questa volta. La bellezza delle strutture supera ogni umana concezione, l’occhio sembra entrare in trance e rimane estasiato ad ogni minimo gioco di luce, ad ogni affresco, ad ogni raggio di sole che penetra tra i vetri della fortezza dei Sarafan; e la lista potrebbe continuare all’infinito, e si correrebbe comunque il rischio di tralasciare un particolare grafico d’eccezione, e sarebbe un’omissione davvero terribile ed ingiusta, che non renderebbe merito allo straordinario lavoro degli sviluppatori. Gli effetti d’acqua sono stratosferici, incredibilmente belli e realistici. Anche con una “misera” GeForce 2 vi regalerete uno spettacolo superbo che potrebbe anche distogliervi dal gioco in sé. I personaggi sono disegnati davvero bene e i loro movimenti in fase di combattimento sono, a costo di sembrare ripetitivo, davvero magnifici. Raziel gira su sé stesso con la grazia di una ballerina di danza classica professionista, le animazioni in fase di azione sono fluide e non appaiono mai artificiose e ricche di “tagli” tra un movimento e l’altro. Ogni qualvolta che Raziel si scontra con un nemico, il nostro vampiro sembra prodursi in una sorta di “morte del cigno” che farebbe invidia alle più strapagate ballerine mondiali ( anche se forse queste sono molto più belle di Raziel, ma non si può avere tutto dalla vita ). Anche i filmati vedono i protagonisti muoversi con movimenti al limite del fotorealismo, degni dei più grandi attori hollywoodiani e di Cinecittà ( anche se in quest ultimo caso il confronto diventa molto più semplice per Raziel, visti i tempi che corrono… ). La recitazione dei doppiatori è poi davvero ottima, il loro parlato segue un copione eccezionale, preparato da sceneggiatori davvero eccellenti e professionali che sono riusciti ad ideare un sistema narrativo molto efficace e coinvolgente sotto tutti i punti di vista. Non stiamo parlando della perfezione però poco ci manca. Il sonoro poi, è il punto di maggior forza ed impatto del titolo. Le musiche ascoltate in sottofondo, lo splendido rumore delle armi che si scontrano fra loro, il sinistro sibilo della Soul Reaver ( o mietitrice d’anime, che dir si voglia ) e i commenti vostri e dei vostri nemici e\o commilitoni; vi lasceranno esterrefatti per la loro magnificenza e, osiamo dire, perfezione. Il sonoro merita davvero il massimo dei voti perché sebbene sia tecnicamente possibile migliorarlo ulteriormente con schede audio dell’ultima generazione, sinceramente appare impossibile fare di più dal punto di vista del coinvolgimento, dei tratti epici che si delineano ad ogni vostro scontro e del favoloso orchestrare che vi accompagnerà. Pochi titoli riescono a competere sotto questo punto di vista, e forse solo il vecchio Thief 2 ( provato anch’esso recentemente dal vostro Vulcan ) riesce a tenere veramente testa a questo mirabolante aspetto dell’universo di Raziel. Le musiche sono un misto di solennità e spirito d’azione, un ibrido che si fa ancora più incalzante quando vi ritroverete a combattere contro i vostri antagonisti umani e non. Il volume si alza improvvisamente e non mancherà di farvi saltare spesso e volentieri sulla sedia che usate per videogiocare. Ed è un effetto stupendo da parlarne, impareggiabile da vivere e sentire di persona. Ed è in questi momenti che il fido Raziel sembra danzare leggero e libero come una piuma in balia del vento, ed è in questi momenti che vi innamorerete di questo titolo. Lo schema di gioco non si discosta troppo da quello, ormai ultra-collaudato, del primo gioco. Anche in questo capitolo non vi sarà concesso di passare a miglior vita, visto il vostro status di non-morto ( ma anche di non-vivo, oserei aggiungere ). Quando l’energia vitale di Raziel ( rappresentata da una spirale tondeggiante ) si azzererà, il nostro anti-eroe verrà catapultato in un mondo dai contorni bui ed oscuri: la dimensione spettrale di Nosgoth. In questa speciale dimensione spazio-temporale, vi sarà concesso di ricaricare le pile in attesa di ritrovare un portale che vi permetta di tornare nel mondo materiale. Spesso però sarà richiesto al giocatore una scampagnata volontaria nell’allegra realtà alternativa, allo scopo di poter raggiungere aree altrimenti inesplorabili ed irraggiungibili nel mondo tangibile. Inoltre nella dimensione alternativa, il tempo cessa di trascorrere e sarà quindi molto utile spostare determinati oggetti ( anche se in realtà si parla più che altro di porte o passaggi da sbloccare ) allo scopo di trovarli già nel posto in cui vi torneranno sicuramente utili nel vostro caro mondo reale. Attenzione però: se è vero che il nostro amico dai lunghi canini potrà cambiare dimensione a piacimento quando si tratterà di passare nel mondo spettrale, non è altrettanto vero che questi possa tornare nel mondo materiale quando più gli aggrada, ma dovrà risanare comunque la sua energia ( rappresentata qui sottoforma di spirale contorta ed irregolare ) e trovare i soliti portali da cui poter accedere alla dimensione terrena che tutti noi conosciamo. Se le caratteristiche del gioco si fermassero qui, sarei davvero tentato di dargli un sonoro 10, alla faccia dell’utopia del gioco perfetto, irraggiungibile ed irrealizzabile. Ma, ahinoi, mi tocca elencare anche i difetti del titolo, che ne minano inevitabilmente la qualità complessiva. Cominciamo subito con quello che è il tasto dolente, con l’aspetto che più di tutti mi ha lascito atterrito e raggelato. Signori e Signore, sto parlando di Miss Giocabilità. Questa graziosa ed indispensabile signorina sembra essere stata estromessa dal supporto argentato del gioco. Il sistema di controllo è studiato relativamente bene, con tasti ravvicinati e posti in punti “accessibili”. Peccato che troppo spesso, nella foga del combattimento, si tenda a confonderli tra loro, premendo un tasto per un altro e rischiando così di creare un pauroso pata-crack, nel gioco e anche a livello del vostro calmo, sano ( ehm… ) sistema nervoso centrale ( e anche periferico, se è per questo ). La telecamera segue l’azione in maniera obbrobriosa, da dilettanti della cinepresa. Se si decide di giocare utilizzando il mouse, il problema trova una parziale soluzione, ma per gli amanti della tastiera ci saranno parecchi rospi indigesti da buttar giù a stento, a forza. Si nota in questo contesto il fatto che il gioco sia stato progettato anche per console, oltre che per occupare spazio sui nostri amati e capienti Hard Disk. Cercherò di spiegarmi: prendete il joystick della PSX o della Play Station 2. Queste periferiche presentano dei pulsanti dorsali che si prestano facilmente al compito di regolare altezza ed angolazione della telecamera, rendendo l’esperienza nettamente più godibile ed apprezzabile per tutti. Su PC non tutti hanno la possibilità di giocare con joystick che supportino tali funzioni e il giocatore medio rimarrà inevitabilmente deluso. Una doverosa tirata d’orecchie agli sviluppatori per non aver migliorato questo “piccolo” particolare, che già con il gioco Legacy of kain: Soul Reaver, ossia il Prequel di questo prodotto, aveva dato non poco filo da torcere a molti appassionati, e non solo nella versione per Personal Computer. Anche le animazioni, che sono fantastiche in fase di combattimento, lasciano a desiderare quando scende in cattedra la parte esplorativa del gioco: Raziel sembra un bambolotto alato con qualche serio e grave problema di deambulazione. Vederlo correre suscita una sorta di ilarità volontaria e non è detto che non scappi una fragorosa risata ai giocatori più “sguaiati” ( e qui il nostro candyskull ne sa qualcosa, vero? ). Un effetto comico di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Effetto che è molto simile a quello che si vede negli scontri contro più nemici: il puntamento automatico è pressocchè inutile e spesso vi beccherete sonore “mazziate”, facilmente evitabili con qualcosa di più efficace, qualcosa a cui gli sviluppatori non hanno pensato. Inoltre l’IA dei nemici a tratti sembra eccellente, altre fa veramente pena. Anche se in gruppo, questi aspetteranno che li abbiate nel puntatore automatico prima di assalirvi e non offrono la dovuta copertura ai loro compagni in difficoltà, a meno che non si tratti di nemici capaci di attaccare anche a lunga distanza. Lo schema di gioco inoltre non presenta particolari innovazioni, e si può tranquillamente parlare di Raziel come del protagonista vampiresco di un Tomb Raider gotico-medioevale. E questo, a mio avviso, dovrebbe già causare la lapidazione della creatura della notte. Creatura che non è stata modificata in minima maniera da come appariva nel capitolo precedente, anche se è doveroso aggiungere che i poligoni che ne compongono il modello poligonale sono diventati sei volte di più, passando da 500 a 3000 e anche oltre. Altro difetto grave è rappresentato dal fatto che spesso si prosegue solo per pura fortuna, senza un vero e proprio nesso logico e si rischia troppo spesso di girovagare a vuoto nella disperata ricerca di un passaggio verso la fase successiva del gioco. I filmati ( che sono lunghissimi e che non si possono saltare MAI ) inoltre, pur essendo favolosi, non vedranno mai un sincronismo quantomeno accettabile fra labbra e parlato, ma questo è imputabile non ai doppiatori, ma al fatto che il gioco non sia sviluppato solo in versione italiana. Il labiale appare invece perfetto se si prova a tradurre i dialoghi in inglese, lingua a cui sicuramente gli sviluppatori hanno fatto riferimento. Il vostro interesse non sarà costante e continuo, lascerete perdere e ricomincerete più volte il titolo, fino a stancarvi completamente di esso, che troppo spesso da l’impulso a spegnere il PC a causa della troppa frustrazione ( e non si può neanche utilizzare il prezioso quick-save: ORRORE! ). E questo è davvero grave ed imperdonabile. Soul Reaver 2 sarebbe potuto essere il gioco perfetto, il gioco da 10. Ma così com’è, mi sento di consigliarne vivamente l’acquisto solo ai fanatici di Lara Croft, la sorella umanoide di Raziel. Non è detto che non riusciate a divertirvi anche se non fate parte di quella schiera, ma per far si che ciò accada, dovrete sorvolare su difetti molto fastidiosi. Se dovreste riuscirci, consideratelo pure come un gioco da acquistare a tutti i costi, un “must” assoluto. Se però così non fosse, è meglio lasciarlo sullo scaffale del vostro negoziante di fiducia. Cari ragazzi della EIDOS e compagnia bella, spero abbiate imparato la lezione: un gran gioco non si fa solo con una grafica da urlo ed un sonoro spettacolare. Ci sono particolari ben più importanti, giocabilità in primis. Recepito?

    Grafica 9 favolosa, peccato per le animazioni in fase di esplorazione
    Sonoro 10 nulla da ridire, anzi!
    Giocabilità 4 è forse caduta dal camion durante il trasporto nei negozi?
    Traduzione 9 pressocchè perfetta, nonostante qualche congiuntivo sbagliato
    Trama 8 ottima scenografia, anche se sa di molto familiare
    Longevità 5 poco costante nel tempo
    Globale 6 un potenziale capolavoro rovinato dalla giocabilità infima.

    +grafica splendida
    +sonoro mozzafiato
    + ottima traduzione

    - telecamere sballate
    - giocabilità insulsa
    - schema di gioco attempato

    consigliato a… quelli che non possono fare a meno di enigmi illogici
    sconsigliato a… uhm…. Tutti gli altri.

  10. #10
    Bannato L'avatar di Cloud Strife
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    Bellissima rece.5

  11. #11
    Andrei Ayanori
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    Escludendo il voto finale la recensione è stupenda!! Complimenti!

  12. #12
    Moderatore Avvocato L'avatar di Sah
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    per me sempre 4\5

    si sono severo

  13. #13
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    nessuno mi da più la sua opinione?????????????


    ma allora siamo davvero in pochi a leggere le rece....

  14. #14
    Inviato da Vulcan Raven
    ma allora siamo davvero in pochi a leggere le rece....
    adesso te ne sei accorto?! :9
    aloha!

  15. #15
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    ki ha osato darmi un due???????????????!


    bentornato scheiter

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