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Visualizzazione risultati da 1 a 15 di 32

Discussione: Bambini e Videogiochi

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  1. #1

    Bambini e Videogiochi

    Nella mia modesta esperienza ho sempre creduto che bambini e videogiochi non legassero. Si, sono ottimi spettatori, ma non sono in grado di giocare. Ricordo ancora un ragazzino di 4 anni che aveva passato circa mezz'ora a schiavare auto e camion con la sua moto vista dall'alto prima che io mi accorgessi che non stava giocando veramente, in video c'era solo una demo. Poi gli ho fatto vedere dove era lo start.

    Pensavo che si potesse cominciare a giocare ai videogiochi dopo i 6 anni o giù di li'. Fino a poco fa.

    Sono andato a trovare i vicini che avevano un problema col pc.
    In casa c'erano la signora col suo bambino di due anni. Per venirmi ad aprire lo aveva lasciato solo in soggiorno col tv acceso. Mentre lei è impegnata al telefono vado a vedere che combina il poppante.
    E' seduto sul divano col pad in mano. Che tenero. L'enorme pad di un Xbox che a stento riesce ad impugnare. A cosa starà giocando? Stava "giocando" a un FPS, qualcosa tipo SOCOM. Rimango a bocca aperta. Riusce a muoversi tranquillamente, a girare e alzare lo sguado. Cammina solitario su di una prateria. Curioso gli chiedo di sparare. E lui spara. Incredile, spara senza indugio!!! Poi mi fa vedere dei soldati che aveva ucciso, e dice gurdandomi "motti", capiva anche chi erano gli amici dai nemici, e li uccide entrambi. Allucinante. Entra la madre ed mi sento imbarazzato, che le dico? E lei si quasi si giustifica dicendo che se non lo fa giocare si mette a piangere. Però quando le dico che sono rimasto sbalordito di come sa giocare bene mi rivela che sa lanciare pure le bombe e che poi si accanisce a sparare sul culo dei moribondi per finirli.
    Ho accennato che magari non è il caso i farlo giocare con quei videogiochi, l'ho buttata là, speriamo bene...

  2. #2
    LiMiT bReAk L'avatar di Luke Skywalker
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    Bè, prima di tutto devo ammettere che quel bambino per avere due anni sa giocare abbastanza bene.
    Poi però vorrei fare un paio di osservazioni:

    Entra la madre ed mi sento imbarazzato, che le dico? E lei quasi si giustifica dicendo che se non lo fa giocare si mette a piangere.
    Questo comportamento dei genitori non lo approvo per niente.
    Mi da fastidio quando i vg vengono usati come se fossero dei baby-sitter virtuali.
    Personalmente ritengo che i genitori che piazzano il figlio davanti alla "pleistescion" così non rompe e se ne sta buono siano alquanto immaturi.
    I figli vanno accuditi come si deve (a maggior ragione se sono piccoli come il bambino da te descritto), non piazzati davanti alla tv almeno non rompono e la mamma può starsene tranquilla al telefono con l'amica.
    Insomma, io gioco da quando avevo cinque anni e mio padre non mi ha mai messo in mano il Game Boy dicendomi: "Tieni, gioca che devo vedere la partita!".
    E spero che tutti qui siano d'accordo con me.

    Ho accennato che magari non è il caso i farlo giocare con quei videogiochi, l'ho buttata là, speriamo bene...
    Mi ricollego al discorso di prima. Se i genitori fanno giocare un figlio di due anni ad un gioco dai contenuti violenti (magari non un GTA, ma un semplice FPS diciamo), magari sarebbe il caso che seguano quello che il figlio fa e non se ne stiano a parlare al telefono con l'amica!
    In questo caso però ritengo che il massimo a cui un bambino di due anni possa giocare sia Rayman 3. Voglio dire, a quell'età non si è ancora coscienti di quello che stiamo facendo; non si capisce ancora quale sia il significato della parola "uccidere", la morte di un soldato in guerra potrebbe benissimo equivalere alla morte di un soldato in un videogioco. E un bambino di 8 anni conosce la differenza tra Morte e Morte Virtuale, uno di due no, non può capirla! Mi sembra controeducativo da parte di un genitore far giocare figli così piccoli a un simulatore bellico.
    Ci vuole un po' di buon senso a mio avviso.
    Ultima modifica di Luke Skywalker; 27-10-2003 alle 22:10:46

  3. #3
    Redattore L'avatar di MACCA
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    Al posto di OMOTIGRE non riuscirei a dormire tranquillo sapendo di avere un baby vicino del genere...
    Comunque signori miei certi genitori sono davvero dei gran cazzoni,non fanno più i papà alla Massimo Marone...
    Don't believe the truth

  4. #4
    Utente L'avatar di Iceberg23
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    SUPER GIOCATORE

    FORSE TRA UN Pò DI ANNI SAPREMO CON CERTEZZA CHE EFFETTO HA SU DI UN POPPANTE GIOCARE AD UN VIDEOGAME... D'ALTRONDE QUESTE NUOVE GENERAZIONE NN CRESCERANNO SOLO INSIEME A PUPAZZI E PISTOLE AD ACQUA... SARà MOLTO INTERESSANTE... FORSE POTRà ESSERE UN BAMBINO SUPER DOTATO IN MATERIA DI VIDEOGAME VISTO CHE CI è CRESCIUTO... SE CRESCI CON UNA COSA FIN DALLA TENERA ETà, CON IL TEMPO DIVENTARI UN TUTT'UNO... è COSì... FICO NO ?

  5. #5
    senza pregiudizi L'avatar di clank
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    bei genitori...

    ma i giochi tratti dai film della disney, chi cavolo li compra?

    persino i poppanti giocano a socom....

    io son cresciuto con super mario bros (avevo gia 8 anni .....)

    il futuro riserva solo domande......

  6. #6
    C♥D be ballin' L'avatar di C.D
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    C.D a tre anni veniva regolarmente trasportato dal padre, ogni sabato pomeriggio, nella sala giochi di fiducia.
    C.D non ricorda il motivo di una tale scelta. Ricorda solo la sala gremita, i video luminosi, il tasto verde, il tasto giallo, e poco altro.
    C.D non arrivava ai comandi. A questo scopo il padre prendeva in prestito una seggiola del gestore (figura mitologica del retroimmaginario videoludico) e la accostava al coin op. Quindi vi adagiava sopra un ansioso C.D, che da li' a poco avrebbe messo in pratica tutti gli insegnamenti che il gioco gli aveva elargito, in cambio di grosse monete scanalate, la settimana precedente, blastando tutto cio' che poteva dare l' impressione di muoversi, evitando quello che c' era da evitare, smartbombando quando la situazione accennava a volgere a suo sfavore. Facendo funzionare l' intelletto, prima ancora dell' indice.
    C.D aveva solo tre anni, eppure gia' due grandi passioni. Una era il mondo che lo circondava. L' altra i videogiochi.
    Tuttoggi impresso nella memoria di C.D non e' presente alcun ricordo che possa indurlo a pensare di aver ucciso qualcuno, nel suo terzo anno di vita.
    Ultima modifica di C.D; 27-11-2003 alle 04:37:58

  7. #7
    C♥D be ballin' L'avatar di C.D
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    Inviato da Luke Skywalker
    Bè, prima di tutto devo ammettere che quel bambino per avere due anni sa giocare abbastanza bene.
    Poi però vorrei fare un paio di osservazioni:

    Entra la madre ed mi sento imbarazzato, che le dico? E lei quasi si giustifica dicendo che se non lo fa giocare si mette a piangere.
    Questo comportamento dei genitori non lo approvo per niente.
    Mi da fastidio quando i vg vengono usati come se fossero dei baby-sitter virtuali.
    Personalmente ritengo che i genitori che piazzano il figlio davanti alla "pleistescion" così non rompe e se ne sta buono siano alquanto immaturi.
    I figli vanno accuditi come si deve (a maggior ragione se sono piccoli come il bambino da te descritto), non piazzati davanti alla tv almeno non rompono e la mamma può starsene tranquilla al telefono con l'amica.
    Insomma, io gioco da quando avevo cinque anni e mio padre non mi ha mai messo in mano il Game Boy dicendomi: "Tieni, gioca che devo vedere la partita!".
    E spero che tutti qui siano d'accordo con me.

    Ho accennato che magari non è il caso i farlo giocare con quei videogiochi, l'ho buttata là, speriamo bene...
    Mi ricollego al discorso di prima. Se i genitori fanno giocare un figlio di due anni ad un gioco dai contenuti violenti (magari non un GTA, ma un semplice FPS diciamo), magari sarebbe il caso che seguano quello che il figlio fa e non se ne stiano a parlare al telefono con l'amica!
    In questo caso però ritengo che il massimo a cui un bambino di due anni possa giocare sia Rayman 3. Voglio dire, a quell'età non si è ancora coscienti di quello che stiamo facendo; non si capisce ancora quale sia il significato della parola "uccidere", la morte di un soldato in guerra potrebbe benissimo equivalere alla morte di un soldato in un videogioco. E un bambino di 8 anni conosce la differenza tra Morte e Morte Virtuale, uno di due no, non può capirla! Mi sembra controeducativo da parte di un genitore far giocare figli così piccoli a un simulatore bellico.
    Ci vuole un po' di buon senso a mio avviso.
    Quanti luoghi comuni. Li devo ancora vedere dei genitori che si comportano in questo modo. E se lo facessero, il bambino avrebbe ben altro di cui preoccuparsi, che di un videogioco.
    Inoltre credo che chiunque abbia avuto un marmocchio di quell' eta' tra i piedi possa rendersi facilmente conto del fatto che un videogioco potra' tenerlo a bada al limite per una, due ore, passate le quali al bambino verra' in mente qualche altra esigenza. Impellente, come i bisogni di qualsiasi bambino.
    Foss' anche come dici tu credo sarebbe decisamente piu' auspicabile che a giocare un titolo denso di contenuti forti fosse un bambino di due anni che non e' ancora in grado di razionalizzare le informazioni che il video e' i grado di trasmettergli, piuttosto che un ragazzino di otto anni predisposto dalla sua acquisita, seppur ancora embrionale, maturita' morale a rimanerne (anche) profondamente impressionato.
    Voglio vedere quale significato puo' avere per un bambino di due anni la parola uccidere. Esattamente lo stesso che ha per te assassinare un soldato nemico in Socom. Il bambino in questione sara' pure in grado di assimilare un certo numero di comandi, e di comprendere una meccanica di gioco, ma non sara' in grado di comprendere a quale livello della realta' (che non conosce) questa' si stara' riferendo. Tu sfrutti la logica di un concetto appreso nella realta' (che non puoi non conoscere), all' interno di un mondo fittizio.
    Entrambe le vostre realta' (video)ludiche non sono soggette ad alcuna morale.
    Perche' il bambino non la conosce e dal momento che comunque non sarebbe in grado di filtrare la sua visione della realta' fittizia, attraverso i suoi insegnamenti.
    Perche' tu sei in grado di comprendere come un mondo fittizio non sia soggetto ad alcuna etica, proprio perche' la sua non esistenza lo scollega incontrovertibilmente dalla realta'.
    Per tutti e due si trattera' appunto, di un gioco. E basta.
    Sei morto? Game Over.

  8. #8
    Unforgivable L'avatar di Thorin
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    Non è giusto demonizzare i videogiochi, ma non mi pare opportuno che un bambino di due anni giochi a giochi violenti e diseducativi per una mente ancora troppo fragile ed impressionabile. Dubito che il bambino sopracitato possa ben capire la differenza tra morte reale e virtuale. Penso quindi che "l'iniziazione" ai videogiochi di questo bambino sia stata un pò troppo precoce.

  9. #9
    IL RETROPLAYER L'avatar di ANTONIO MILANO
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    Re: SUPER GIOCATORE

    Inviato da Iceberg23
    FORSE TRA UN Pò DI ANNI SAPREMO CON CERTEZZA CHE EFFETTO HA SU DI UN POPPANTE GIOCARE AD UN VIDEOGAME... D'ALTRONDE QUESTE NUOVE GENERAZIONE NN CRESCERANNO SOLO INSIEME A PUPAZZI E PISTOLE AD ACQUA... SARà MOLTO INTERESSANTE... FORSE POTRà ESSERE UN BAMBINO SUPER DOTATO IN MATERIA DI VIDEOGAME VISTO CHE CI è CRESCIUTO... SE CRESCI CON UNA COSA FIN DALLA TENERA ETà, CON IL TEMPO DIVENTARI UN TUTT'UNO... è COSì... FICO NO ?
    Sappiamo già con massima certezza che effetto hanno i VG sui bambini lasciati a scemunire da soli avanti allo schermo...e non vorrei avere piu' conferme dei danni che apportano...ne ora...ne in futuro





  10. #10
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    ...mesi fa leggevo un articolo su di EDGE (rivista madre di Videogiochi) e veniva riportata una intervista Shigeru Myamoto, creatore di Mario e Soci. Con buona pace del marketing e quanto altro, ammetteva di giocare con i videogiochi e di farlo con i propri figli, ma solo per poche ore durante la settimana, in quanto i bambini hanno meglio da fare. Detto ciò , da colui che più di altri ha creato capolavori,; il gioco di se per sè non ha effetti educativi o diseducativi, se non nel contesto in cui sono giocati. Credo che tutti noi, da bambini abbiamo giocato con armi giocattolo, soldatini od altro. Tutti oggetti che "ricordano" la violenza o la "spettacolarizzano".La percentuale di questi che si sono trasformati in assassini o asociali credo sia nulla. Il gioco è un mezzo per socializzare e sfidare se stessi o altri, certo non un luogo in cui relegare un bambino che non vogliamo ci disturbi o a cui non sappiamo offrire tempo.

  11. #11
    IL RETROPLAYER L'avatar di ANTONIO MILANO
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    Inviato da C.D
    Quanti luoghi comuni. Li devo ancora vedere dei genitori che si comportano in questo modo. E se lo facessero, il bambino avrebbe ben altro di cui preoccuparsi, che di un videogioco.
    Inoltre credo che chiunque abbia avuto un marmocchio di quell' eta' tra i piedi possa rendersi facilmente conto del fatto che un videogioco potra' tenerlo a bada al limite per una, due ore, passate le quali al bambino verra' in mente qualche altra esigenza. Impellente, come i bisogni di qualsiasi bambino.
    Foss' anche come dici tu credo sarebbe decisamente piu' auspicabile che a giocare un titolo denso di contenuti forti fosse un bambino di due anni che non e' ancora in grado di razionalizzare le informazioni che il video e' i grado di trasmettergli, piuttosto che un ragazzino di otto anni predisposto dalla sua acquisita, seppur ancora embrionale, maturita' morale a rimanerne (anche) profondamente impressionato.
    Voglio vedere quale significato puo' avere per un bambino di due anni la parola uccidere. Esattamente lo stesso che ha per te assassinare un soldato nemico in Socom. Il bambino in questione sara' pure in grado di assimilare un certo numero di comandi, e di comprendere una meccanica di gioco, ma non sara' in grado di comprendere a quale livello della realta' (che non conosce) questa' si stara' riferendo. Tu sfrutti la logica di un concetto appreso nella realta' (che non puoi non conoscere), all' interno di un mondo fittizio.
    Entrambe le vostre realta' (video)ludiche non sono soggette ad alcuna morale.
    Perche' il bambino non la conosce e dal momento che comunque non sarebbe in grado di filtrare la sua visione della realta' fittizia, attraverso i suoi insegnamenti.
    Perche' tu sei in grado di comprendere come un mondo fittizio non sia soggetto ad alcuna etica, proprio perche' la sua non esistenza lo scollega incontrovertibilmente dalla realta'.
    Per tutti e due si trattera' appunto, di un gioco. E basta.
    Sei morto? Game Over.
    Onestamente mi sono un po perso...sarà che sto perdendo un po sdi elasticità mentale...stai dicendo che un VG "violento" (lo metto fra virgolette va) come Socom non interferisce sulla pische di un bambino?





  12. #12
    IL RETROPLAYER L'avatar di ANTONIO MILANO
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    C.D a tre anni veniva regolarmente trasportato dal padre, ogni sabato pomeriggio, nella sala giochi di fiducia.
    C.D non ricorda il motivo di una tale scelta. Ricorda solo la sala gremita, i video luminosi, il tasto verde, il tasto giallo, e poco altro.
    C.D non arrivava ai comandi. A questo scopo il padre prendeva in prestito una seggiola del gestore (figura mitologica del retroimmaginario videoludico) e la accostava al coin op. Quindi vi adagiava sopra un ansioso C.D, che da li' a poco avrebbe messo in pratica tutti gli insegnamenti che il gioco gli aveva elargito, in cambio di grosse monete scanalate, la settimana precedente, blastando tutto cio' che poteva dare l' impressione di muoversi, evitando quello che c' era da evitare, smartbombando quando la situazione accennava a volgere a suo sfavore. Facendo funzionare l' intelletto, prima ancora dell' indice.
    C.D aveva solo tre anni, eppure gia' due grandi passioni. Una era il mondo che lo circondava. L' altra i videogiochi.
    Tuttoggi impresso nella memoria di C.D non e' presente alcun ricordo che possa indurlo a pensare di aver ucciso qualcuno, nel suo terzo anno di vita.
    Anche Antonio Milano a cinque anni veniva trascinato regolarmente dal padre in sala giochi...e anche Antonio Milano ha i tuoi stessi ricordi...i tuoi stessi vissuti (videoludici) la tua stessa passione.Ma Antonio non ricorda di giocare con C.D. a Socom...magari a Double Dragon (per salvare la leggendaria ragazza dal vestito rosso)...al massimo avrebbe sfidato C.D. in un doppio a Street Fighter in un combattimento all'ultimo sangue... ma non a Socom


    Ultima modifica di ANTONIO MILANO; 4-12-2003 alle 22:38:37





  13. #13
    C♥D be ballin' L'avatar di C.D
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    Socom interferisce sulla psiche di un bambino?

    Inviato da C.D

    Foss' anche come dici tu credo sarebbe decisamente piu' auspicabile che a giocare un titolo denso di contenuti forti fosse un bambino di due anni che non e' ancora in grado di razionalizzare le informazioni che il video e' i grado di trasmettergli, piuttosto che un ragazzino di otto anni predisposto dalla sua acquisita, seppur ancora embrionale, maturita' morale a rimanerne (anche) profondamente impressionato.
    Voglio vedere quale significato puo' avere per un bambino di due anni la parola uccidere. Esattamente lo stesso che ha per te assassinare un soldato nemico in Socom.
    Ho detto tutto. Su quella di un ragazzino, si'. Su quella del bambino di tre anni di cui parlava Omotigre, onestamente, credo proprio che non abbia piu' effetto di un episodio dei Teletubbies.
    Ultima modifica di C.D; 4-12-2003 alle 22:46:47

  14. #14
    Bananocrate L'avatar di giobbe
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    Re: Socom interferisce sulla psiche di un bambino?

    Inviato da C.D
    Ho detto tutto. Su quella di un ragazzino, si'. Su quella del bambino di tre anni di cui parlava Omotigre, onestamente, credo proprio che non abbia piu' effetto di un episodio dei Teletubbies.
    Secondo me i teletubbies sono ideati da una lobby colombiana. Ma siamo seri, è piena di messaggi subliminali che incitano al consumo di droghe pesanti... ma li avete visti come si muovono? Avete sentito come parlano?

    Angoscia pura.

    Non che l'elfo strafatto della trasmissione comecavolosichiama sia tanto meglio, e stesso discorso vale per Dodò dell'albero azzurro (pare che la Lipu abbia messo una taglia sulla sua testa)... Antò, tu che lavori nel settore, illuminami: ma il bimbo medio è davvero così deficiente o ci sono tanti deficienti adulti e adolescenti perchè sono stati trattati da deficienti da bambini?

    E poi dicono che VG e i TG [acronimo che sta, su ITALIA UNO (nome da urlare per contratto in pose idiote, un poco come il più sobrio grassetto di Videogiochi), per Tette e Guerre] sono nocivi...

  15. #15
    C♥D be ballin' L'avatar di C.D
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    Re: Re: Socom interferisce sulla psiche di un bambino?

    Inviato da giobbe

    Non che l'elfo strafatto della trasmissione comecavolosichiama sia tanto meglio, e stesso discorso vale per Dodò dell'albero azzurro (pare che la Lipu abbia messo una taglia sulla sua testa)... Antò, tu che lavori nel settore, illuminami: ma il bimbo medio è davvero così deficiente o ci sono tanti deficienti adulti e adolescenti perchè sono stati trattati da deficienti da bambini?
    Tonio Cartonio. Ci deve essere senz' altro una motivazione laterale, una qualche forma di coercizione psicologica, per il quale il bambino di una fascia d' eta' che va dai tre ai nove anni, sia succube di questa grottesca figura televisiva, talvolta persino piu' inquietante degli esobiologici pupazzi della BBC, nonostante le fattezze quasi umane.
    Le sue filastrocche sulla falsariga di quella "dell' impegno quotidiano", o di quella "dell' inarrestabile progresso" (tutto vero)mi riportano alla mente gli slogan bispensierici incessantemente urlati dagli altoparlanti, nella Cina del secondo dopoguerra.
    inviato poco dopo, sempre da Giobbe

    E poi dicono che VG e i TG [acronimo che sta, su ITALIA UNO (nome da urlare per contratto in pose idiote, un poco come il più sobrio grassetto di Videogiochi), per Tette e Guerre] sono nocivi...
    Perche' lo scopo e' chiaro. Trasformare l' edizione pre-pasto di Studio Aperto nella riedizione televisiva a puntate dell' ultimo numero di GQ.
    Italia 1, anzi ITALIA 1, ha proposto, il popolo televisivo, evidentemente, ha deciso di accogliere.
    Ultima modifica di C.D; 5-12-2003 alle 13:18:28

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