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Discussione: [Psm Olimpo] Game Over

Cambio titolo
  1. #1
    Web Knowledger L'avatar di exel88
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    [Psm Olimpo] Game Over

    Ecco qui uno dei testi a cui sono più legato emotivamente lol
    Non è ne una recensione ne un'anteprima ma, se avete presente Videogiochi, un articolo a stile libero.

    Buona lettura



    ---------------------------------
    Game Over
    Di Lugli “exel88” Andrea

    La nostra intera esistenza è incentrata sul protagonista. L’anima è nella televisione, il cuore nel controller, la ragione nella console. Il gioco ci fa vivere esperienze magnifiche, ma può succedere che queste si interrompano nei momenti più critici dello stesso.

    Le software house puntano sempre di più sull’interattività di gioco, cercano di afferrare il giocatore e di trascinarlo via nei mondi di Monkey Island, nello spazio profondo di Startopia, nelle colonie di Aumaan, la surrealtà di Oblivion, il magico mondo di Spira, impersonando Guybrush Trepwood, Dingo Egret, Tidus e altri fantastici eroi che hanno segnato la storia del videogioco. Il gioco ci trascina nella sua spirale di divertimento, mistero, magia e terrore…. Ma ad un certo punto l’anima si svuota, le nostre capacità cognitive sono assenti e un attimo dopo la rabbia di non avercela fatta, la voglia di riprovare, la stanchezza di mille missioni… questo è il GAME OVER.

    La cosa che differenzia il videogioco con i film, i libri, i fumetti è proprio la possibilità di fare game over: l’interattività.
    In un film o libro la storia viene raccontata attimo per attimo, facendoci immedesimare benissimo nella vicenda e riuscendo a farci provare le stesse sensazioni del protagonista senza possibilità però di poter interagire con la narrazione, fermarsi e ragionare sul dove andare, cosa fare e come farlo. Ma nel videogioco queste sensazioni sono molto più forti. Nel videogioco non siamo noi che ci immedesimiamo con il protagonista, ma il protagonista in noi, siamo noi che decidiamo la storia, siamo noi che prendiamo le decisioni, siamo noi che decidiamo dove andare, siamo noi quelli in pericolo.
    Mi è capitato di leggere dei libri che hanno fatto riflettere e provare un senso di tristezza per alcuni giorni quando sapevo che il protagonista era in difficoltà e che poteva morire o venire catturato da un momento all’altro, speravo che trovasse la forza per compiere certe azioni, anche dolorose per lui e per gli altri… speravo infatti. In un videogioco la speranza si riduce solo nel desiderio di procedere nell’avventura senza intoppi, ma l’emozione che mi ha lasciato nel cuore Final Fantasy X non posso paragonarla ad un libro, benché il libro mi abbia trasportato in mille avventure meravigliose, nel gioco io sono andato in quei mondi, io ho aiutato i miei compagni di avventura, io ho deciso di andare in quei luoghi. Un videogioco è incentrato sulla tensione e sulla paura di fallire la propria missione, di fallire il proprio scopo.
    L’avventura può procedere veloce e facilmente, oppure difficile e inesorabilmente lenta ma mantenendo sempre la tensione e la preoccupazione di non aver salvato la partita quando dovevamo farlo, di poter morire e reiniziare tutto da capo. Un’emozione diversa rispetto ad altri media, con questo non critico i libri e film, ma voglio sottolineare che una persona riesce a legarsi maggiormente ad un videogioco di quanto farebbe con un film.
    La possibilità di perdere è dietro l’angolo, una mossa sbagliata, una scelta influenzata da dei sentimenti sbagliati e inesorabilmente potremmo finire al limbo delle IA, la fine del videogioco, la morte dell’eroe, il game over.
    Quando riusciamo a completare e raggiungere il nostro scopo in un videogioco ci sentiamo soddisfatti, vorremmo gridarlo al mondo intero, condividere le nostre esperienze con varie persone, sentimento ben diverso da quello di aver finito un libro dove si potrebbe provare della tristezza per la fine dell’avventura e qualche altra emozione, ma niente che ci lasci veramente il segno. In un libro abbiamo semplicemente letto e immaginato la storia, portato avanti le scelte dello scrittore, mentre in un gioco le scelte che ci hanno portato alla fine erano nostre, sono nostre e rimarranno nostre, abbiamo rischiato continuamente di non farcela, di finire nel game over, ma quando l’avventura finisce allora possiamo davvero dire grazie a noi stessi e non alla software house, che ha realizzato il gioco, ma a noi che abbiamo compiuto le scelte giuste e che siamo stati in grado di completare quella magnifica creatura che noi chiamiamo videogioco.

    Eppure durante l’azione una schermata nera ci appare davanti, non sappiamo cosa fare, e capiamo di essere giunti alla fine, non a quella che speravamo ma alla fine della vita del nostro eroe e allora dobbiamo ricaricare la partita e rifare tutto per arrivare allo stesso punto, ma con scelte diverse che forse ci porteranno alla vittoria, senza sapere cosa ci aspetterà dopo e senza poter mai abbassare la guardia in nessun momento dell’azione.

    Non è importante le azioni, quello che pensiamo, la nostra bravura, i pregiudizi, la trama, ma è importante la scelta che noi facciamo.

    GAME OVER
    Who we are is but a stepping stone to what we can become.

  2. #2
    domix
    Ospite
    davvero molto bello...

  3. #3
    Web Knowledger L'avatar di exel88
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    Inviato da domix
    davvero molto bello...

    grazie quest'articolo è uno di quelli che ci tengo di più
    Who we are is but a stepping stone to what we can become.

  4. #4
    domix
    Ospite
    potresti votare la mia nuova di fifa e magari anche la guida di pes3 e magari anche la rece di pes3?

  5. #5
    Lampo Style L'avatar di lampofinale
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    Re: [Psm Olimpo] Game Over

    Si buona, anche se la scelta di cui tu parli non può essere operata se un gioco è dannatamente lineare.
    4/5
    Lampofinale è un Thrasher convinto ed un videogiocatore assiduo.
    Le sue opinioni non coincidono necessariamente con quelle di GamesRadar.

  6. #6
    Web Knowledger L'avatar di exel88
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    Re: Re: [Psm Olimpo] Game Over

    Inviato da lampofinale
    Si buona, anche se la scelta di cui tu parli non può essere operata se un gioco è dannatamente lineare.
    4/5
    Beh anche nella linearità qualche scelta la dovrai pur fare, almeno si spera altrimenti più che gioco è un viaggio virtuale interattivo
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  7. #7
    Lampo Style L'avatar di lampofinale
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    Re: Re: Re: [Psm Olimpo] Game Over

    Inviato da exel88
    Beh anche nella linearità qualche scelta la dovrai pur fare, almeno si spera altrimenti più che gioco è un viaggio virtuale interattivo
    si ovvio, era solo per scherzare
    Lampofinale è un Thrasher convinto ed un videogiocatore assiduo.
    Le sue opinioni non coincidono necessariamente con quelle di GamesRadar.

  8. #8
    Web Knowledger L'avatar di exel88
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    Re: Re: Re: Re: [Psm Olimpo] Game Over

    Inviato da lampofinale
    si ovvio, era solo per scherzare
    Who we are is but a stepping stone to what we can become.

  9. #9
    Utente L'avatar di dodo1
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    Ma voglio sparare con il cerchio saltare con la X e nascondermi col triangolo.

  10. #10
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  11. #11
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    Davvero bella

  12. #12
    Un articolo apprezzabile, seppur con qualche errorino. 4 su 5.

  13. #13
    Web Knowledger L'avatar di exel88
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    Inviato da Matty
    Un articolo apprezzabile, seppur con qualche errorino. 4 su 5.

    errorino??? che ho sbagliato?


    Who we are is but a stepping stone to what we can become.

  14. #14
    l'articolo è ben fatto.
    la riflessione è però troppo parziale.
    Voglio dire,da una parte hai ragione.
    Tutti i meriti del mondo ai videogiochi.
    Ma non per la loro libertà (tranne qualche raro caso di fine alternativa).
    Il videogioco è arte e immedesimazione,ma non reale libertà.
    Almeno allo stato attuale delle cose.
    L'obiettivo finale lo raggiungi seguendo la strada che i programmatori hanno SCRITTO per te
    Puoi conoscere o meno parti della storia.Sai che alla fine arriverai li,basta solo impegno.
    Perchè se da una parte c'è il game over dall'altra c'è il continue.
    Morire sapendo di rinascere.Dov'è la reale tensione?
    A volte la tensione è solo paura di frustrazione.Paura di ricominciare da capo.Paura di noia.E non paura per la sorte del protagonista nella storia.
    A volte (nota bene "a volte")(Tutti abbiamo avuto paura che maryl morisse per quella vacca di sniper wolf.)(E altrettanta tristezza per aver ucciso quest'ultima di fronte agli occhi di chi la amava)(ma in fondo non abbiamo deciso noi di farlo,è stato babbo kojima a decidere per noi) iil gioco sopprime la trama (ed è giusto cosi')
    Le emozioni non nascono dalla storia ma dalla soddisfazione di mandarla avanti grazie ai propri sforzi (ed è giusto cosi')
    In un qualsiasi libro non troverai mai questo senso di sfida ma dall'altra parte avrai infinita libertà (ovviamente proporzionata alla writing way dello scrittore) di immaginazione.
    Darai tu i tempi.Le cose,i protagonisti,le sensazioni saranno totalmente filtrati da tutti i tuoi sensi.
    Libro-videogioco finisce 1-1
    poi è solo questione di gusti!
    Io come te preferisco videogioco

  15. #15
    Web Knowledger L'avatar di exel88
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    Inviato da fdp82
    l'articolo è ben fatto.
    la riflessione è però troppo parziale.
    Voglio dire,da una parte hai ragione.
    Tutti i meriti del mondo ai videogiochi.
    Ma non per la loro libertà (tranne qualche raro caso di fine alternativa).
    Il videogioco è arte e immedesimazione,ma non reale libertà.
    Almeno allo stato attuale delle cose.
    L'obiettivo finale lo raggiungi seguendo la strada che i programmatori hanno SCRITTO per te
    Puoi conoscere o meno parti della storia.Sai che alla fine arriverai li,basta solo impegno.
    Perchè se da una parte c'è il game over dall'altra c'è il continue.
    Morire sapendo di rinascere.Dov'è la reale tensione?
    A volte la tensione è solo paura di frustrazione.Paura di ricominciare da capo.Paura di noia.E non paura per la sorte del protagonista nella storia.
    A volte (nota bene "a volte")(Tutti abbiamo avuto paura che maryl morisse per quella vacca di sniper wolf.)(E altrettanta tristezza per aver ucciso quest'ultima di fronte agli occhi di chi la amava)(ma in fondo non abbiamo deciso noi di farlo,è stato babbo kojima a decidere per noi) iil gioco sopprime la trama (ed è giusto cosi')
    Le emozioni non nascono dalla storia ma dalla soddisfazione di mandarla avanti grazie ai propri sforzi (ed è giusto cosi')
    In un qualsiasi libro non troverai mai questo senso di sfida ma dall'altra parte avrai infinita libertà (ovviamente proporzionata alla writing way dello scrittore) di immaginazione.
    Darai tu i tempi.Le cose,i protagonisti,le sensazioni saranno totalmente filtrati da tutti i tuoi sensi.
    Libro-videogioco finisce 1-1
    poi è solo questione di gusti!
    Io come te preferisco videogioco
    Ti do ragione.

    Due cose però:

    l'articolo non è imparziale, è completamente soggettivo. In una recensione sono imparziale ma in questi articoli è l'ultima cosa che faccio

    Per quanto riguarda la tensione nel videogioco non sono d'accordo. Anche se c'è il continue mi spieghi perchè certi giochi riescono a incuterti una paura bestiale che tu possa raggiungere il game over? Non tutti i giochi certo, ma i migliori si.
    Ed è qui che secondo me si riconosce un VERO videogioco. Un videogioco capace di distaccarsi dai libri e dal cinema e diventare una forma d'arte praticamente eccezionale.
    Ci sono giochi come Manhunt che ti trasmettono una scarica di adrenalina unica. Ci sono giochoi come ZOE2 che anche se muori non ti dispiace molto, provi solo frustazione.
    Ci sono giochi come FFx che ogni volta che muori una parte della tua vita se ne va con loro.
    Ci sono giochi dove non puoi realizzare il Game Over perchè non c'è n'è bisogno, sono già dei capolavori unici, la tensione può essere già alle stelle ma si avrà la certezza di non realizzare il Game Over, al massimo di non riuscire a completare la nostra missione.

    Come ultima cosa: gli sviluppatori anche concedendoci libertà mantengono sempre il controllo narrativo, questo è vero... nella vita reale (chi crede a dio almeno) cosa succede?

    Who we are is but a stepping stone to what we can become.

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