Lo Spirito nel Guscio

Il grande animatore Mamoru Oshii, infatti, dopo l'excursus nel live action con lo straordinario Avalon, torna all'animazione con il sequel al suo film più conosciuto: Ghost in the Shell. Innocence, questo il titolo del film, segue le vicende Bateau, la donna cyborg (ma non so se il termine è esatto) protagonista del primo episodio, in un mondo in cui i confini tra umani e robot si fanno sempre più sottili e in cui diventa sempre più difficile trovare lo Spirito dell'umanità che si nasconde nei Gusci dei nostri corpi.
Ecco per voi il primoTRAILER . Cosa quest'ultima che, secondo me, gli da un valora aggiunto. Il filmato mostra la sequenza, abbastanza inquietante, in cui i due protagonisti del precedente episodio si reincontrano.
Mamoru Oshii inizia la sua carriera di animatore nel gruppo di lavoro di Nils Holgerson (il ragazzino svedese che vola in groppa alle anatre selvatiche), ma si fa conoscere con il lungometraggio di Patlabor. La fama internazionale però la raggiunge con Ghost in the Shell, che viene proiettato, primo caso di animazione giapponese, al Festival di Venezia.
In seguito scrive la sceneggiatura del cupo Jin Rho diretto da Hiroyuki Okiura e produce Blood: The Last Vampire.
Si dedica per al cinema live action nel 2001 con Avalon, un film girato in polacco e ambientato in un mondo dominato da un videogioco e in cui il senso della realtà è un concetto senza alcun significato. Il film viene presentato fuori concorso al Festival di Cannes.
Il cinema di Oshii, soprattutto in Avalon e Ghost in the Shell, tratta della perdita di percezione del reale e si pone la questione della coscienza di se in un mondo dominato dalla tecnologia e da un continuo flusso di informazioni, immagini e stimoli non più controllabili.
La protagonista di Ghost in the Shell, per esempio, è una donna che ha deciso di rinunciare al proprio corpo per farselo sostituire da uno artificiale. Ma la proprietà di questo corpo non è sua, ma del governo che gliel'ha fornito. Tutto il film ruota attorno alla domanda cosa fa di una persona un essere umano. Se una persona, che non ha più un corpo, possa ancora definirsi essere umano. Se per farlo, basta il sentirsi umano, lo spirito che alberga dentro al corpo, che si fa solo guscio.
Avalon, invece, è ambientato in un mondo immaginario, un mondo in bianco e nero, i cui abitanti passano la loro vita a partecipare ad un videogioco totalmente immersivo. Ci si collega mediante un casco e si è nel gioco, in Avalon appunto, una sorta di gioco di ruolo militare, il cui scopo è guadagnare punti per passare di livello. Ma passando di livello in livello non è più chiaro quale sia la realtà e quale il gioco, fino a che alla fine, il concetto stesso di realtà perde di qualunque importanza in un esistenza costruita dentro scatole cinesi virtuali. Se insomma in Matrix (e i fratelli Wachowski hanno sempre ammesso di ispirarsi ad Oshii) si esce dal Matrix per entrare nel mondo reale, in Avalon si esce da un Matrix per entrarne in un altro.