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Visualizzazione risultati da 1 a 3 di 3

Discussione: Tennis Masters Series 2003

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  1. #1
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    Tennis Masters Series 2003

    prestatomi sto gioco da un amico, dopo averlo giocato aprecchio, eccovi la rece!



    Tennis Masters Series
    Sudore, fatica, tenacia e costanza negli allenamenti, velocità e riflessi pronti: sono questi, grossomodo, gli ingredienti del tennis mondiale attuale, una disciplina che in Italia sta diventando una sorta di sport per vecchietti visto lo scarso rendimento della nostra nazionale. E pensare che un lustro fa lottavamo per la finale di coppa Davis contro la rappresentativa scandinava della Svezia…
    Inoltre in televisione di racchette e palline non se ne vedono molte di questi tempi e gli appassionati della terra rossa potrebbero cadere in crisi d’astinenza. O almeno quelli sprovvisti di un computer. Se infatti avete un PC e siete appassionati dello sport che fece grande Panatta, correte subito a comprarvi la prima copia di Tennis Masters Series 2003 che vi capiti a tiro. Nel gioco della Microids potrete sfamare la vostra sete di ace, set e doppi falli stando comodamente seduti davanti al vostro schermo dal tubo catodico (o,se siete fortunati, davanti al vostro schermo ultrapiatto). Bisogna però precisare una cosa prima di andare avanti con la descrizione del gioco: Tennis Masters Series 2003 è un simulatore tennistico a tutti gli effetti. Questo significa che dovete dimenticarvi della struttura più tipicamente Arcade della saga Virtua Tennis, dove altro non è richiesto se non una certa dimestichezza e velocità coi pulsanti di gioco. Tennis Masters Series in questo senso si rivela molto più profondo e scopriremo presto insieme il perché. Questa breve precisazione era doverosa, dato che, probabilmente, molti di voi avranno già deciso se prendere o meno in considerazione l’acquisto del titolo vista le sue caratteristiche simulative. Appena terminata l’installazione sull’HD, e lanciato il prodotto, comincia un simpatico siparietto introduttivo, che propone il gioco con il frutto finale dell’evoluzione del tennis. Ma nel contempo propone un paragone un po’ azzardato: nella sequenza introduttiva si può ammirare una fase di gioco del leggendario, unico, inimitabile PONG, dal quale tutto partì, tante decadi fa…
    Un paragone azzardato dicevamo dato che niente e nessuno è mai riuscito ad eguagliarne la classe indiscutibile e quel sottile fascino che portava sempre a cominciare un’altra partita. Superata la sequenza introduttiva ci si ritrova catapultati nel menu principale di gioco, dal quale potremo accedere alle varie forme di divertimento che il gioco offre. Oltre alla classica amichevole, che qui funge anche da training, si può accedere al gioco in rete e a quelle che sono le due opzioni più succulente del prodotto: la modalità Tennis Masters Series (che dà il nome al gioco) e la modalità Carriera. Nella prima sarà possibile scegliere uno degli oltre sessanta tennisti a disposizione per cominciare la propria avventura nel mondo del tennis mondiale. Partendo dai turni preliminari, vostro compito sarà quello di scalare il tabellone di vittoria in vittoria fino ad arrivare a sollevare al cielo ognuno dei trofei messi a disposizione nelle nove tappe del Masters Series. Ognuno dei campi che vi vedranno protagonisti avrà le proprie caratteristiche tipiche in velocità del rimbalzo e altezza dello stesso, costringendovi a dover giocare e a dover adottare sempre nuove strategie in base al terreno e allo stile di gioco dell’avversario. Ognuno dei tennisti infatti ha un proprio modo di intendere lo sport monobraccio di cui è protagonista: esistono gli atleti da fondocampo, gli attaccanti e quelli abili sottorete. Carpire i punti deboli e di forza di ognuno di questi stili è fondamentale nel proseguo delle competizioni. I tennisti da fondocampo fanno della potenza e del servizio le loro armi vincenti, puntando quasi a “spaccare” la racchetta altrui con un bolide a centocinquanta e passa chilometri orari. La velocità però non è il loro forte e sulle palle angolate e corte non avranno alcuna via di scampo. I tennisti “da rete”, sono invece gli specialisti dei colpi al volo, magari poco potenti, ma letali se ben piazzati. Velocissimi nel controbbatere ad ogni vostra offensiva, vi metteranno spesso in condizione di dover perfezionare il servizio nella speranza di raccattare quanti più game possibili grazie ad un Ace ben calibrato. Tuttavia la resistenza alle lunghe gare è il tallone d’Achille più rilevante di questa categoria di tennisti. Insomma, calcisticamente parlando, si potrebbero paragonare i primi al mastodontico Jan Koller, o al nostrano Jaap Stam, e i secondi all’Enfant Prodige dei nerazzurri milanesi Oba-Oba Martins. Ma tra due estremi c’è sempre una via di mezzo. E qui si tratta degli attaccanti, atleti abilissimi sia a fondocampo, sia sottorete, ma che non riescono ad eccellere né in potenza ne in velocità. Un compromesso che però sa rivelarsi anch esso letale. Abilità dei programmatori è stata quella di riuscire a creare un sistema simile i tutto e per tutto alla morra cinese, evitando di creare, o di rendere, una filosofia di gioco superiore alle altre. Un po’ come per le fazioni in lotta in Stracraft, gran parte della chiave di una vittoria o di una pietosa sconfitta sta nel saper sfruttare le proprie armi e nel limitare i danni causate da quelle altrui. Quindi se una partita se ne andrà con due set persi per 6-0, 6-0, non potrete fare altro che imprecare verso voi stessi e verso nessun altro. Se avrete perso, sarà perché avrete scelto la strategia sbagliata. Tuttavia scegliere un giocatore con caratteristiche preimpostate dal programma potrebbe non essere stimolante per proseguire la propria avventura tennistica. Ed ecco che entra in gioco la modalità Carriera. Prima di mettere i piedi in campo, dovrete, in questa modalità, creare un vostro atleta personale, sfruttando i punti abilità disponibili da distribuire a vostro piacimento (vi consiglio servizio, velocità, e resistenza, tra i tanti) in modo da ottenere un atleta su misura per le vostre attitudini. Si può addirittura impiantare un proprio modello tridimensionale nel gioco e vedersi ridere dopo un mirabolante Ace è una figata pazzesca! La modalità carriera si sviluppa sullo stile di un gioco di ruolo: ottenendo buoni piazzamenti nei vari tornei (e per buoni intendo arrivare almeno nelle semifinali) vi saranno dati nuovi punti abilità con cui arricchire il vostro bagaglio di risorse tecniche. Inoltre si guadagnano tanti bei soldini e si scala mano mano la classifica mondiale ATP. Il dover riuscire a mantenere bilanciato il sistema delle caratteristiche personali del vostro alter ego è di fondamentale importanza, perché gli altri non esiteranno un solo secondo prima di sbattevi fuori dal torneo. Il sistema di controllo è ben calibrato nella risposta e risulta molto intuitivo giocare da subito, anche se vincere richiederà impegno e umiltà non indifferenti. La disposizione iniziale dei tasti, sebbene più che sufficiente, andrebbe cambiata coi tradizionali WASD a guidarvi nei colpi e le frecce nelle direzioni, in modo da utilizzare un sistema già collaudato e rodato. Il comparto tecnico del gioco è pregevole, risultando funzionale e godibile. La grafica è chiara e pulita, senza alcun rallentamento di troppo, tranne in rari casi tranquillamente sorvolabili. Gli atleti sono ben disegnati e le loro animazioni molto credibili e fluide. Da segnalare comunque la presenza di alcune posture alquanto “strane”, specie quando ci si prepara a ricevere un servizio. Una vera chicca sono poi i sensazionali replay che, sebbene a volte mettano in risalto qualche incertezza, risultano davvero eccezionali, con un tasso di spettacolo davvero elevato. Inoltre, per i colpi più importanti si attiva una sorta di bullet time che frena completamente il tempo al momento dell’impatto con la pallina gialla per poi farlo ripartire di botto al momento dell’impatto col suolo. Ma come già detto sono proprio i replay a mettere in risalto qualche pecca, prima fra tutte quella del bad clipping. Questo termine, usato prevalentemente nelle simulazioni calcistiche, sta ad identificare quel particolare bug grafico che porta a mostrare strane compenetrazioni tra piede e pallone (in questo caso tra racchetta e pallina) o in tal altri casi, questi non si toccano neppure. Nulla che influisca in modo negativo sulla giocabilità del prodotto. Il sonoro poi svolge il suo compito senza eccessive sbavature, con un buon commento audio da parte di pubblico e arbitro (la cui lingua varierà in base al paese ospitante della manifestazione), ma carente in quanto a “mugugni” dei giocatori. Non si sentono infatti i loro rumori gutturali durante un colpo particolarmente faticoso, dopo uno sforzo maggiore o in qualunque altra situazione di gioco. Ciò fa sentire a volte una certa mancanza di “fisicità” al prodotto. Ma ciò che rende Masters Series 2003 un gran bel prodotto è l’elevato tasso di casualità che permea le sfide. Strani rimpalli, cambi di gioco improvvisi, errori arbitrali, gente che parla al telefonino durante la gara che viene prontamente richiamata dall’arbitro; tutto vi farà immergere nell’atmosfera di una vera sfida tennistica. Soprattutto gli errori arbitrali, svarioni vari che capitano con frequenza non eccessiva e che non tendono mai a “martellare” in un unico senso. “Ma come, quel tiro era fuori!”, vi sentirete esclamare in preda al fervore agonistico, dopo aver rivisto il replay che mostra la magagna arbitrale. Un pregio che non va assolutamente confuso con un difetto, dato che aggiunge, come già detto, un tasso di realismo in più rispetto alla concorrenza. Alla fine dei conti, le note dolenti non menzionate sono poche, ma una in particolare è rilevante: i doppi sono troppo caotici. Questa categoria di match si rivela troppo spesso una vera e propria accozzaglia di svarioni ed errori intervallati da frenetici scambi a rete che il più delle volte si risolvono premendo a caso i pulsanti. Ma nonostante ciò, Tennis Masters Series si rivela un vero e proprio must per gli appassionati dello sport di Agassi. Game Set’n’Match, Microids!

    Grafica 8
    Sonoro 7
    Giocabilità 9
    Longevità 8
    Traduzione 6
    Globale 8

    +è una simulazione divertente
    +ottima modalità carriera
    +ha un giusto tocco di casualità durante il gioco

    - sonoro a volte carente
    - doppi frustranti
    - alcuni bug grafici

    consigliato a.. gli amanti della terra rossa
    sconsigliato a… i fanatici dell’Arcade

  2. #2
    Boobs Managing Director L'avatar di bacarospo
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    c'ho giocato anch'io(un pò di sfuggita)e la tua rece rispecchia veramente il gioco in tutto il suo splendore, è un capolavoro. Comunque avrei dato un pò di più al sonoro. ....vabbè il mio 4/5 te lo sei meritato

  3. #3
    vuole solo la juveh!1!1!! L'avatar di Vulcan Raven
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    bacarospo

    c'ho giocato anch'io(un pò di sfuggita)e la tua rece rispecchia veramente il gioco in tutto il suo splendore, è un capolavoro. Comunque avrei dato un pò di più al sonoro. ....vabbè il mio 4/5 te lo sei meritato
    grazie bart!

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