Kingdom Come: Deliverance – Hands-On

di 22/08/2016
 

Durante la gamescom 2016 abbiamo avuto l’occasione di osservare da vicino Kingdom Come: Deliverance, interessante progetto della software house ceca Warhorse Studio, i cui membri hanno precedentemente lavorato a titoli come Mafia, Crysis 3, Forza Horizon e Skyrim. Il titolo è un RPG open world in prima persona, ambientato nel 1403 nella cittadina boema di Skalitz, ricreata con una notevole attenzione ai dettagli storici e all’accuratezza dell’ambientazione. Dopo l’invasione da parte del re ungherese Sigismondo, fratello del debole sovrano boemo, il paese si trova coinvolto in una serie di atti violenti e sospetti, ed alcuni cittadini come il protagonista si ergono a costituire una resistenza, e ad investigare sui loschi avvenimenti.

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Quello che immediatamente salta all’occhio di Kingdom Come: Deliverance è l’incredibile realismo nei combattimenti, che probabilmente non trova pari in nessun RPG esistente: oltre ad aver accuratamente ricostruito una vasta serie di armi medievali, gli sviluppatori hanno adeguatamente studiato la fisica dei duelli, consentendo una grande varietà di attacchi da colpo o taglio e considerando quali movimenti siano effettivamente possibili in ogni determinata posizione di un guerriero. Per esemplificare, basti pensare che in ambienti stretti, o se posti in un angolo, non è possibile attaccare di colpo con armi lunghe o pesanti, bensì solamente di fendente, perché saremmo sprovvisti dello spazio necessario per portare lo strumento offensivo al di sopra delle nostre spalle per colpire. L’equipaggiamento è altrettanto impressionante: sono presenti 14 diversi slot da assegnare, ed infinite combinazioni di vestiti ed armature sovrapponibili a strati, come realisticamente avveniva nell’epoca in questione. Oltre a questa attenzione, si nota anche una buona realizzazione dell’intelligenza artificiale dei nostri avversari, che non si trattengono da attaccarci in contemporanea o metterci all’angolo, costringendoci a pensare a strategie alternative rispetto al semplice attacco diretto ad un avamposto. Le nostre possibilità di azione sono in effetti pressoché infinite: nella demo il protagonista ha provato ad avvelenare il pentolone di cibo degli avversari, dopo essersi intrufolato rubando una loro armatura e tentando di parlare la loro lingua.

Gli sviluppatori hanno adeguatamente studiato la fisica dei duelli

L’incredibile varietà di tattiche possibili rendono il gioco molto vario e personalizzabile, in base allo stile di gioco personale. L’ambiente di gioco è altrettanto dettagliato, pieno di elementi e definito da colori vividi ma realistici, e la musica sembra adeguata ad accompagnare la storia. Kingdom Come: Deliverance si mostra però come un titolo estremamente complesso, sia nelle battaglie che nelle singole missioni, nelle quali a volte è necessario tentare diversi approcci o attendere del tempo per verificare i risultati effettivi, e non è perciò certamente un RPG per tutti i palati. Il titolo è in uscita nel 2017, unicamente in modalità single player, ma una beta è già presente da marzo 2016, e contiene numerose missioni per testare il gameplay e le caratteristiche del gioco.





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