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Doctor Who 10×01 – Recensione

di 17/04/2017
 

Abbiamo lasciato il Dottore solo e perso, furioso con il suo Destino per aver perso la sua Clara, con il suo popolo per aver acuito il suo dolore e aver lasciato che dovesse dirle addio per sempre e, forse, solo con un minimo ricordo di lei perso nel profondo dei suoi cuori. Lo abbiamo visto innamorato della sua River nel momento di massima sintonia, sapendo che l’avrebbe rivista solo una volta in vita e un’ultima prima di dirle addio per sempre. È passato più di un anno, se non consideriamo le vicende dell’ultimo speciale di Natale in cui la storyline non procede ma scopriamo semplicemente che Nardole ha deciso di seguire il Dottore, fino a diventare un companion fisso in questa nuova stagione.

Doctor Who

Quello che subito appare evidente nella prima parte dell’episodio è la scelta di puntare su una serie di citazioni autoreferenziali alla serie stessa come mai era stato fatto finora. Se all’inizio, infatti, vedere sulla scrivania del Dottore le foto incorniciate di River e di Susan, corredate da un insieme di storici cacciaviti sonici in un portamatite e la statuetta di un corvo nero, ci ha fatto scendere qualche lacrima, quando scopriamo che il lavoro di Bill è servire patatine alla mensa dell’università, ci accorgiamo che forse volutamente è stata calcata la mano. Ma Steven Moffat, sebbene anche all’inizio di Sherlock aveva ceduto alle lusinghe dei fan riempiendo il primo episodio della nuova stagione di riferimenti alla serie stessa, non è davvero il tipo che basa il successo delle sue storie sul fan service.

 In questo primo episodio, che si è deciso di intitolare semplicemente “The Pilot”, scopriamo che il Dottore ricopre il ruolo di docente in una prestigiosa università. E qui il gioco delle citazioni si fa per giocatori più arditi, proprio nello stile di Moffat, che non lascia mia nulla al caso: l’ufficio del Dottore, con all’interno il Tardis richiama indubbiamente l’ufficio del professor Crhonotis, che abbiamo conosciuto nel libro Shada, ripreso da una sceneggiatura della serie classica di Douglas Adams, mai trasposta sullo schermo dalla BBC. È proprio qui che la nuova comanion, Bill Potts, entra in campo: si presenta come una ragazza semplice, che dichiara fin dall’inizio con naturalezza le sue inclinazioni sessuali, che la BBC aveva già anticipato qualche settimana fa, che segue le lezioni del Dottore nonostante non sia una studentessa e che sorride quando una cosa non le è chiara. La compagna ideale in un momento in cui, anche per scelta degli sceneggiatori e del doppio addio di Capaldi e Moffat, non si può intrecciare una storyline complessa sul suo personaggio, che terminerà il suo percorso alla fine di questa stagione.

Doctor Who

La reazione della nuova companion al suo primo ingresso nel Tardis risulta meno coinvolgente rispetto ai precedenti viaggiatori; è più un’esaltazione della bellezza della nave spaziale da parte per del Dottore stesso nel descriverla, come se già sapesse di dovergli presto dire addio. Ma presto vedremo che neanche lei può resistere al suo fascino. Perché se per molti il giudizio sull’autorevole showrunner che presto lascerà la serie è quello di sadico speculatore delle nostre emozioni, tanti altri fan pensano che le sue storie siano sempre un passo avanti, con una ricchezza nei personaggi e un insieme di riferimenti coinvolgenti in tutta la loro storyline. E mai nulla è lasciato al caso, e a una seconda visione scopriamo sempre qualcosa in più che ci lascia a bocca aperta, come quando alla fine dell’episodio ascoltiamo il tema di Clara quando Bill fa capire (ricorda?) il Dottore quanto sarebbe brutto se qualcuno cancellasse a lui i suoi ricordi più preziosi.

Ci aspettano ancora 12 episodi prima di poter giudicare a pieno questa stagione e ognuno di noi saprà dare in proprio giudizio basato sulle proprie sensazioni. Ma questo non è certamente un problema, perché come noi tutti whovian sappiamo bene, questa è la vera forza dello show: unisce un pubblico vasto e differenti spettatori, ognuno con pareri diversi e che vive ogni momento della serie in modo completamente personale. E, citando il Nono Dottore, qualunque cosa ci aspetta nei prossimi episodi, sarà assolutamente fantastica!





  • Forse non uno degli incipit di stagione più memorabili, ma a mio avviso c’è tanto potenziale in questa ultima season in compagnia di Capaldi e Moffat. Bentornato, Dottore!