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Cinema e Videogiochi – Final Fantasy: The Spirits Within (2001)

di 20/05/2017
 

Ogni settimana parliamo di un film legato al mondo dei videogame. Raccontiamo passioni, sfide e curiosità su un genere che, fra alti e bassi, ha segnato l’inizio del nuovo millennio.

Bentornati nella rubrica Cinema e Videogiochi che questo sabato parla di un film che in molti aspettavano, tratto da una serie di culto nel mondo dei videogiochi, ovvero Final Fantasy, la saga di RPG sviluppata da SquareSoft, oggi Square-Enix. Il titolo cinematografico tratto dalla serie assume il nome di Final Fantasy: The Spirits Within, importato in diversi mercati, tra cui il nostro, col solo nome di Final Fantasy.

Mettiamo subito le mani avanti, il film. che doveva essere un capolavoro annunciato, non riesce a decollare e scontenta anche i fan più accaniti. La trama è interessante, ma fin troppo stereotipata, la tecnologia è all’avanguardia, ma in molti avrebbero preferito un film in live action con veri attori. Alla guida del film troviamo un regista che è un artista dal talento estremo, ma che in realtà, proprio nella cinematografia, è un esordiente totale! SquareSoft ha rischiato il fallimento a causa di questo film, e la neonata Square Pictures, società satellite creata per realizzare il film, ha chiuso i battenti proprio dopo averlo fatto. Oggi Square ed Enix si sono unite proprio a causa dell’enorme disastro finanziario causato da Final Fantasy: The Spirits Within. Un film che non è poi così orribile, ma che è rimasto incompreso ed oggi divide il pubblico in maniera molto forte.

Un’antica verità sul mistero del pianeta Terra scatena una forza oscura che rischia di distruggere l’intero universo! Il criptico trailer italiano del film su Final Fantasy:

Il bestiario di Final Fantasy, un cast di prim’ordine per il doppiaggio inglese ed italiano

Non potendo contare su veri attori in carne ed ossa, Final Fantasy: The Spirits Within è infatti interpretato da personaggi disegnati in computer grafica, la produzione decide di reclutare, per il doppiaggio ufficiale in lingua inglese un cast di attori molto noti. Tra questi spiccano Alec Baldwin, che presta la voce al capitano Gray EdwardsSteve Buscemi che interpreta Neil, Ving Rhames, celebre volto di Pulp Fiction (1994), che interpreta RyanPeri Gilpin che da vita al personaggio di Jane e la talentuosa attrice teatrale cinese naturalizzata statunitense Ming Na che presta la voce all’affascinante protagonista del film, ovvero la dottoressa Aki Ross. Non ultimo il leggendario James Woods uno dei più celebri attori hollywoodiani, visto in decine di pellicole note di registi quali Sergio Leone, David Cronenberg, Oliver Stone, Martin Scorsese e Clint Eastwood. Woods interpreta il Generale Hein. Anche i doppiatori italiani sono scelti tra artisti molto importanti del settore, tra cui spiccano Micaela Esdra,  voce ufficiale di Kim Basinger, nei panni della Dottoressa Aki RossAlessandro Rossi, voce di culto del doppiaggio italiano, noto per il personaggio di Jean Luc Picard in Star Trek The Next Generation, da la voce a Ryan WhittakerRoberto Gammino, voce di Scooby Doo nel film del 2000, qui nei panni di Neil FlemingTiziana Avarista, protagonista di Mucca e Pollo doppia Jane Proudfoot Giorgio Lopez, la voce italiana di Denny De Vito doppia il Dottor Sid.

Square Pictures, una produzione di serie A

Per realizzare il film Final Fantasy: The Spirits Within, come già detto, viene creata Square Pictures, una vera e propria società cinematografica, satellite dello studio giapponese di SquareSoft che realizza i videogiochi. Alla regia del film troviamo il creatore della saga di Final Fantasy in persona Hironobu Sakaguchi, che ha diretto i primi dieci capitoli della serie, ma che si trova per la prima volta alle prese con un vero lungometraggio. L’acclamato artista è autore anche del brillante, ma incompreso, soggetto del film. Co-regista è Motonori Sakakibara altrettanto esordiente nel cinema, che era stato responsabile degli effetti visivi dei due capitoli in 3D della saga, Final Fantasy VII (1998) e  Final Fantasy VIII (1999). Alla scenografia troviamo l’italiano Mauro Borrelli, alla sceneggiatura Al Reinert e Jeff Vintar, mentre agli  FX troviamo due esperti di computer grafica quali  Kim Jongbo e Masayuki Kasuya. Le musiche, a sopresa, non sono affidate al leggendario musicista della saga, ovvero il musicista giapponese Nobuo Uematsu, ma a tre artisti diversi, due giapponesi ed uno statunitense. I primi due Hideto Takarai e Ken Kitamura sono due compositori giapponese di Alternative Rock, famosi in patria ma oscuri in occidente. Il terzo, invece, è un vero veterano nella composizione di OST per il cinema.  Elliot Goldenthal, primo musicista del film è celebre per il kinghiano Pet Sematary (Cimitero vivente) (1989), Alien 3 (1992), Demolition Man (1993), Batman Forever (1995) e Batman & Robin (1997). Il musicista statunitense è coaudiuvato anche dalla London Symphony Orchestra per la registrazione della colonna sonora ufficiale. La scelta è bizzarra, ed in molti hanno rimpianto la mancanza del creatore delle musiche della saga, ma, per contro, la qualità della colonna sonora del film è eccezionale. Musiche d’atmosfera ed emozionanti, che sottolineano i momenti epici, di riflessione e d’azione. Per gli effetti sonori legati alle voci dei fantasmi l’idea geniale è stata quella di campionare i versi del regno animale, tra cui orsi, leoni, lupi, balene e quant’altro, per sovrapporle e doppiare le misteriose creature aliene.

La narrazione stereotipata del film su Final Fantasy

La storia degli spiriti, di GAIA, lo spirito della Terra, citazione tipica del mondo RPG, che fa apparire il pianeta come vivo. I misteriosi Phantom, anime malvagie da combattere grazie allo spirito della natura è affascinante e coinvolgente, ma dannatamente stereotipata. Per molti critici cinematografici, quella che per un videogioco sarebbe stata una trama più che accettabile, è invece poco applicabile ad un vero e proprio film, che mostra troppo la sua natura di prodotto derivato da quello videoludico. La trama ci racconta di un pianeta Terra del futuro, ormai preda di una misteriosa specie aliena chiamata Phantom che è sbarcato sul pianeta grazie ad una cometa precipitata sul pianeta. Nessuno sa chi siano questi strani fantasmi alieni ne perchè siano così ostili con gli umani, lo scopriremo durante il film. La protagonista del film, la Dottoressa Aki Ross, accompagnata dal saggio scienziato filosofo Dottor Sid, sta cercando degli spiriti, otto per l’esattezza, in grado di salvare il genere umano. Uno studio lungo e doloroso, che non ha nemmeno un risultato certo. Per contro, i militari vogliono invece utilizzare una soluzione radicale, e distruggere tutto con il letale Cannone Zeus, una sorta di Bomba Atomica, che potrebbe far scomparire del tutto gli alieni invasori, ma distruggere per sempre la vita sul pianeta.  Le poche piante ed uccelli presenti sulla terra sono simbolici. I sogni della dottoressa Ross, profetici per trovare la verità, sono per i militari un segno di come la ragazza sia in realtà sotto l’influenza degli alieni malvagi.  Le citazioni dalla saga di Final Fantasy, paradossalmente, sono davvero poche, tra cui i sette spiriti, simili ai cristalli della serie, e GAIA stessa. Molto bella però la citazione del Dottor Sid, tratta dal videogioco, in cui appare sempre un Cyd o Sid, meccanico onnipresente che fornisce navi, aeronavi e aiuto tecnico al party dei giocatori. La trama è affascinante per alcuni, troppo scontata per altri, e il pubblico si divide letteralmente. Paradossalmente il film Final Fantasy: The Spirits Within cita un grande classico della fantascienza, Alien (1979) di Ridley Scott, uno dei film preferiti del regista, e, indirettamente, anche Day Of The Dead (1985) capolavoro di George Romero, per il conflitto tra militari che vogliono distruggere i nemici e scienziati che invece vogliono studiarli per capirli. Perchè esistono Phantom di diverse nature? Umanoidi, dinosauri, balene, insetti, uccelli, strane, fin troppo sospette similitudini con le specie terrestri… e se fossero fantasmi di creature terrestri piuttosto che alieni? Ai militari, francamente, non importa niente di chi combattono, l’importante è distruggere ogni forma di vita nemica! Anche i personaggi appaiono molto stereotipati, tra questi sopratutto Jane Proudfoot, classica soldatessa mascolina in canottiera militare tutta muscoli e modi da dura, ricorda fin troppi personaggi visti in decine di altri film, uno su tutti, per capire il genere, la combattiva Michelle Rodriguez nel film di Resident Evil. Ci siamo capiti.

La soldatessa Jane Proudfoot accanto ai suoi commilitoni. Tra i soldati vengono scambiate battute talmente stereotipate che sembrano scritte da un quindicenne!

CGI Festival, un film tecnicamente ineccepibile

Final Fantasy: The Spirits Within è un titolo eccezionale dal punto di vista tecnico, un lungometraggio in Computer Grafica che è un vero e proprio festival visivo e sonoro, da vedere e rivedere, solo per il suo splendore compositivo. Anche dal punto di vista registico la telecamera, che non si ferma mai, riprende ogni singola animazione in maniera magistrale. Anche con alcune evocative riprese a volo d’uccello, che rimandano poeticamente alla saga originale. Ogni singolo elemento è disegnato a mano dai grandi artisti di SquareSoft, mutuati alla neonata Square Pictures, dall’animazione della piccola piantina trovata dalla Dottoressa Ross sul pianeta morente fino agli infiniti panorami tinti di rosso dei tramonti. Le corse degli alieni, colorati ed ipnotici, portano spesso lo spettatore a stupirsi di tanta bellezza e, credeteci, vedere il film su supporto ottico, per quanto tecnologicamente avanzato, non rende affatto giustizia l’impatto che, nel 2001, solo il grande schermo del cinema poteva regalare. Magari con un bell’impianto Dolby Sourround THX. Alcuni noti dati tecnici, il solo movimento dei capelli di Aki Ross è costituito da oltre sessantamila animazioni separate. I personaggi sono molto credibili e ben animati, e comunque sicuramente al massimo tecnologico che il mercato della CGI offre nell’ormai  lontano 2001. Per i corpi si è utilizzata una composizione mista, divisa tra animazione al computer da zero per gli scenari e per i movimenti dei fantasmi e tecniche di Motion Capture con veri attori per le scene d’azione del film. Il film è stato realizzato, tecnicamente, grazie a quasi mille processori Pentium III messi in serie, in un palazzo giapponese chiamato Square Pictures Farm per una potenza di calcolo, ancora oggi, fuori parametro. Square Pictures non ha badato letteralmente a spese, bisogna riconoscerlo!

La bellezza del personaggio principale è stata confermata dalla sua presenza nella 2001 Hot 100 List delle più belle ragazze dell’anno, realizzata dal mensile di moda e costume Maxim, che la inserisce all’ottantasettesimo posto, unico personaggio di fantasia, tra altre 99 donne reali, tra l’altro! Vincitrice, per la cronaca, l’attrice californiana Jessica Alba.

Il fallimento al cinema ed Il riscatto del film nel settore home video

I motivi del fallimento commerciale del film Final Fantasy: The Spirits Within in realtà non sono del tutto chiari. La qualità del film è molto alta, e possono essere criticate solo la narrazione stereotipata e i personaggi non del tutto riusciti. Eppure, con il portafogli alla mano la verità è una sola. Il film costa alla produzione ben 137 milioni di dollari e riesce ad incassare al botteghino poco più di un terzo, ovvero un incasso  inferiore ai 50 milioni di dollari, compreso tutto il mondo! Un’onta indelebile che resterà per sempre nella storia della saga. Lo stesso Hironobu Sakaguchi, che resta all’interno dell’azienda per altri tre anni, ne risente molto, anche personalmente. La sua opera prima, il suo tanto sognato film al cinema è un fallimento commerciale. Dopo quattro anni di duro lavoro produttivo, oltretutto. Eppure il regista ci aveva messo l’anima, letteralmente, in modo genuino e questo dispiace davvero. Nel 2001 il film è stato un enorme fallimento al botteghino, nonostante il fatto che la saga, ormai da quattro anni arrivata ufficialmente pure in Europa, fosse ad uno dei suoi massicci momenti storici di fama. I milioni di dollari persi, lo abbiamo già detto, sono stati responsabili del fallimento di Square Pictures e stavano per far fallire anche la casa madre, che si è salvata solo grazie alla fusione con la concorrente Enix, altra casa giapponese specializzata in Giochi Di Ruolo. Paradossalmente, però, il film ha avuto un vero e proprio riscatto grazie al settore Home Video. Il film, in oltre quindici anni sul mercato delle videocassette e poi dei DVD e Blu-Ray, edito da Sony Columbia Tristar,  è diventato un piccolo cult, riscoperto da molti amanti della fantascienza, non necessariamente fan della saga videoludica. Oggi la critica lo considera quasi un B Movie, certo, ma l’opera ha riacquistato una sua dignità artistica. Da segnalare i contenuti speciali dell’edizione speciale DVD home video, con oltre tre ore tra interviste, filmati, approfondimenti su personaggi e realizzazione tecnica, il tutto su un secondo DVD davvero ricco.

I misteriosi Phantom, che alcuni ritengono alieni malvagi arrivati sul pianeta grazie alla caduta di una cometa, nascondono un drammatico segreto….

Final Fantasy: The Spirits Within è film filosofico, poetico, intimista, con una trama forse stereotipata, ma ricco di spiriti di riflessione. Le scene d’azione, dovute alla natura stessa del genere, paiono quasi superflue rispetto alla storia. Un’opera senza dubbio interessante, legata alla fantascienza, ma allo stesso tempo lontana da essa, racchiusa in un film per cui il nome di Final Fantasy è quasi un peso da portare  per le troppe aspettative del pubblico. Un film che fallisce commercialmente al cinema ma che oggi, col senno di poi, può essere rivalutato, per la genuina passione che vi è stata messa all’interno da Hironobu Sakaguchi, uno dei più grandi narratori della storia moderna.

Il parere del Direttore

The Spirits Within, che consegnò Square nelle avide mani di Enix, è il simbolo di tutto ciò che di sbagliato può farsi nel trasporre in film una serie di videogiochi. Freddo, goffo e scritto con i piedi, questo Final Fantasy è forse il punto più basso nella storia del rapporto cinema-videogiochi.

Marco Accordi Rickards, Editor-in-Chief





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