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Gears of War 3 - Recensione

di il 15/09/2011
 
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La trilogia finisce col botto?

Qualcuno potrebbe essere portato a pensare che il primo Gears of War sia stato una specie di maledizione abbattutasi sul mondo dei videogiochi. Perché? Con una grafica del genere, un gameplay che potremmo definire rivoluzionario per il tempo e uno stile tutto muscoli e proiettili, è stato copiato e stracopiato da un po’ tutti quelli che avevano in mente di realizzare un titolo d’azione in terza persona, magari sfruttando l’Unreal Engine 3.
Tra i molti che si sono ispirati a Gears of War non sono mancati quelli capaci di dare vita a gran bei giochi, ma – e questo è il vero problema – abbiamo visto passare sui nostri schermi HD anche un sacco di porcherie, di cui avremmo potuto e voluto fare bellamente a meno.

FRATELLI…
Prima di prendere in mano il pad per giocare a Gears of War 3 avevamo il timore che le avventure di Marcus Fenix e soci avessero perso la loro novità, l’unicità, l’emozione. Del resto, sempre delle solite sparatorie in copertura a base di muscoli sovradimensionati e parolacce si parla, no? Sì, è vero.
Eppure Gears of War 3 è diverso. Intendiamoci: lo stile dei protagonisti è il medesimo di sempre, così come lo sono le meccaniche del gameplay e lo stesso humor da caserma, o da spogliatoio dopo una partita di calcetto tra amici veri, tra “fratelli”. Eppure bastano i primi dieci minuti della campagna, l’ultima grande battaglia dei COG, a ricordarci che i ragazzi di Epic non sono l’ennesimo branco di imitatori senza idee. Loro l’hanno inventata, questa roba. L’hanno creata, l’hanno plasmata secondo i loro voleri. In altre parole, come la sanno fare loro, non la sa fare nessuno. La differenza c’è, ed è enorme. E si evince dai tanti, piccoli dettagli che impreziosiscono l’intera campagna single player. Quelli, per intenderci, che mostrano di come siano le piccole finezze di game design a separare i dilettanti dai professionisti.

… FINO ALLA FINE
Durante l’E3 di due anni fa ci era capitato di chiedere a Cliff Bleszinski, il direttore della serie, di raccontarci Gears of War 3 utilizzando unicamente tre parole. La risposta, partorita dopo un attimo di riflessione, suonava così: “Ricco, pulito, emozionante.”. Lo sappiamo, possono sembrare parole da sbruffoni (CliffB un po’ lo è, neh. ndAlias)… eppure, non appena abbiamo terminato la campagna single player di Gears of War 3 per due volte, siamo totalmente d’accordo con lui. Gears of War 3 è un esempio da manuale di come dovrebbe essere fatto uno sparatutto di questo tipo. Punto e basta.

C’ERA UNA VOLTA, TANTO TEMPO FA
Gears of War 3 è una miniera d’oro del gameplay, con una miriade di possibilità che terranno impegnati gli appassionati per mesi, anche per sbloccare tutto quello che c’è da sbloccare in multi. La campagna è corposa, con almeno una decina di ore di avventura che tengono costantemente sulla punta della sedia. Durante gli ultimi capitoli eravamo così presi bene che abbiamo saltato il pranzo e non ci siamo alzati fino a quando non sono scomparsi dallo schermo i titoli di coda. La campagna è assolutamente fantastica da soli, ma diventa decisamente imperdibile se giocata con uno, due o tre amici: già, Epic ha pensato tutta la trama per giustificare la presenza di quattro COG, ognuno con una storia e un carico di emozioni propri.
Affrontando la campagna di Gears of War 3 in modalità cooperativa non sarete dei semplici modelli poligonali, bensì una banda di fratelli pronta a lottare fino all’ultimo, contro ogni possibile logica, contro un nemico che sembra imbattibile. I personaggi hanno carattere, spessore e personalità, e vestirne i panni è infinitamente più intenso che muovere a mo’ di burattino un modello senza vita. Anche il level e il game design sono costruiti intorno alla modalità cooperativa: i livelli hanno molti bivi dove le squadre si dividono, e alcune armi sono studiate apposta per essere usate da due giocatori (o per richiedere che qualcuno protegga chi le maneggia). Qui in redazione lo abbiamo provato in due, anche per testare lo split-screen (c’è, ma su Live è un’altra cosa. Fidatevi!), e posso assicurarvi che non vediamo l’ora di rigiocarci tutta l’avventura al livello più alto, reclutando un paio di amici per una serie di sessioni di fuoco.
E una volta che è tutto finito? Semplice, si può rifare tutto ai livelli di difficoltà più alti (devastanti!), e volendo ci si può cimentare nella ricerca del punteggio migliore godendosi la modalità Arcade.
Non vogliamo rovinarvi nessuna sorpresa, e per questo non vi racconteremo niente di specifico: vi basti sapere che i livelli sono lineari ma spaziosi, che l’azione è varia e incalzante, che non ci sono momenti di stanca e che la trama, pur nei suoi eccessi, è emozionante. Già, proprio come ci aveva detto Cliff Bleszinski: è intensa, disperata, epica, grandiosa. Se siete dei fan della serie avrete così tanti brividoni sulla schiena che vi proverete la febbre.

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TUTTI ONLINE!
Tra le varie modalità online disponibili, spicca sicuramente la classica Orda, con il suo geniale misto di cooperazione e costruzione delle difese. Meno riuscita quella chiamata Beast, dove si impersonano le Locuste. Meno riuscita, però, non significa brutta: anche questa parte di Gears of War 3 risulta eccellente, e aggiunge una varietà di gameplay che altri titoli possono solo guardare da lontano, con un bel binocolo in mano. Probabilmente è a questo che si riferiva CliffyB con l’aggettivo “pulito”: Gears of War 3 era “quasi pronto” già un anno fa, e sarebbe potuto arrivare sugli scaffali lo scorso Natale facendo la sua grande figura. C’erano i contenuti, le modalità, tutto. Epic, però, ha deciso di prendersela comoda, rifinendone con amore certosino ogni singolo ingranaggio.
Il risultato sono le piccole finezze di cui parlavamo in apertura, minuscoli dettagli capaci di definire un capolavoro. Vogliamo parlare delle armi? Tutte hanno uno stile unico, una personalità fortissima, e danno una sensazione di fisicità incredibile, ben distante dai già ottimi precedenti capitoli. Preferite concentrarvi sui livelli? Anche qui, solo eccellenza, sia nella campagna, sia nel multi: sono belli da vedere, con coperture, muri e rilievi fatti apposta per sviscerare tutte le sfaccettature del gameplay. E poi sono impreziositi da effetti di luce convincenti, che a tratti lasciano senza parole.
Dire che Gears of War 3 è un gioco pulito è quasi riduttivo: è un esempio per tutti gli sviluppatori, nonché uno standard di qualità che pochi titoli sapranno eguagliare. L’unico problema che vediamo, a oggi, è l’intasamento di Live quando il gioco arriverà a scaffale. Ma Epic, con i suoi server dedicati e l’esperienza accumulata con la beta, pare perfettamente all’a
ltezza della sfida.

E se state pensando che ci siamo lasciati trasportare, che queste lodi sperticate siano figlie dell’emozione del momento, siete sulla giusta strada. Ma è proprio per questo che dovreste prenderle ancora più sul serio. Come tanti videogiocatori ci siamo stufati dei soliti sparatutto, delle stesse tematiche trite e ritrite, del “copiamo da lì, che vendiamo sicuri”. Gears of War 3, pur essendo la massima espressione di quella giocabilità tanto inflazionata, ci ha stregato. È la solita roba, ma non è la solita roba. È la roba buona, fatta con pazienza, perizia… amore.
La trilogia che ha plasmato un’intera generazione di sparatutto non poteva avere un finale più degno.

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commenti
 
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  • fetrio86
    15/09/2011 at 12:04

    questa è l’unica serie che rimpiango su play3…


  • lamagalak
    15/09/2011 at 19:51

    Ciao a tutti, ciao Fabio, sono Andrea: volevo chiederti, ma sul serio il doppiaggio è deludente? La trama me l’aspettavo…per il resto, mi sembra un capolavoro


  • Fabio Bortolotti
    17/09/2011 at 11:10

    Sì. Ci sono degli errori di traduzione molto gravi. Esempi: “Shell” tradotto come “Gusci” al posto che come “Proiettili” (capirai a cosa mi riferisco), ingenuity tradotta come “Ingenuità” invece che come “Genio” (un errore da novellini, nel campo della traduzione). Le frasi che vengono usate a ogni due per tre dai COG, come quando raccolgono una bomba, sono generiche e banali, e di tanto in tanto i testi sono troppo edulcorati. Dammi pure del volgare, ma un COG che dice “Cavolo” non si può sentire. Non è un lavoro disastroso, ma di certo non è all’altezza del resto del gioco.


  • Fabio Bortolotti
    17/09/2011 at 11:11

    Sì. Ci sono degli errori di traduzione molto gravi. Esempi: “Shell” tradotto come “Gusci” al posto che come “Proiettili” (capirai a cosa mi riferisco), ingenuity tradotta come “Ingenuità” invece che come “Genio” (un errore da novellini, nel campo della traduzione). Le frasi che vengono usate a ogni due per tre dai COG, come quando raccolgono una bomba, sono generiche e banali, e di tanto in tanto i testi sono troppo edulcorati. Dammi pure del volgare, ma un COG che dice “Cavolo” non si può sentire. Non è un lavoro disastroso, ma di certo non è all’altezza del resto del gioco.


  • crow_gio91
    18/09/2011 at 13:32

    una sola parola x descriverlo…STUPENDO!!! ragazzi parliamoci chiaro gears of war ha scritto i giochi sparatutto “moderni”, basta pensare che come campagna in giocatore singolo ha una propria profondità e poi è molto appassionante, ma il multiplayer (anche nei 2 capitoli precedenti e come facilmente intuibile in questo prossimo capitolo) ha DOMINATO l’ xbox live arrivando dove era potuto arrivare solo halo ( e secondo me gears of war 2 è riuscito pure a superarlo), insomma quello che voglio dire è che hanno dominato su qualsiasi campo, dalla grafica al multiplayer peccato che siamo arrivati all’ultimo episodio
    un saluto a tutti
    ps: mi sa tanto che uncharted mangiatelo tu a colazione sembra amaro


  • paciocca
    18/09/2011 at 15:16

    GEARS OF WAR 3 non c’ è da dire altro


  • lamagalak
    19/09/2011 at 10:11

    Grazie mille! Ok da domani si vedrà finalmente…


  • ricky 97b
    19/09/2011 at 21:50

    I LOVE GEARS OF WAR!!!!!!!!!!!!!il gioco migliore di sempre è tornato ed ha chiuso col botto!!!!!!!


  • Raxiator
    02/10/2011 at 21:14

    non c’è paragone cento volte meglio gear of war che uncharted


  • Raxiator
    02/10/2011 at 21:14

    non c’è paragone cento volte meglio gear of war che uncharted


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