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Trials Evolution

di il 18/04/2012
 
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Dopo FEZ, un altro gioco XBLA imperdibile, come vi dice la nostra recensione di Trials Evolution. Preparate a separarvi dai vostri Microsoft Point!

Il termine corretto per descrivere Trials Evolution è orango, o se preferite gorilla. Mi spiego. In Junkie, William Burroughs descriveva il suo rapporto con l’eroina: l’astinenza dalla sostanza gli dava forti dolori lombari, come se una scimmia fosse appollaiata sulla sua schiena (da cui il titolo italiano, che è proprio La scimmia sulla schiena). Il simpatico primate, in pratica, ricordava costantemente al tormentato scrittore che era il momento di cedere al suo pericoloso vizio. La parola scimmia, ai giorni nostri, si è separata dalle sue inquietanti origini, e indica le passioni più divoranti, che occupano sempre i pensieri dello “scimmiato” di turno, impedendogli di dedicarsi ad altro. Ecco, Trials Evolution non è semplicemente una scimmia: è un King Kong che comprime la mia colonna vertebrale, e che persino mentre digito questo articolo mi sussurra che sarebbe proprio il momento giusto per una partitina.

Gli sviluppatori di RedLinx sono riusciti a bissare il successo di Trials HD, mantenendone la formula di base ed espandendola con una marea di idee e contenuti. Alla base troviamo lo stesso gameplay essenziale e intuitivo, condito da decine di diaboliche sfide che vi strapperanno elaborate imprecazioni, ma anche grida di gioia e soddisfazione per aver ottenuto una maledettissima medaglia d’oro (magari dopo mezz’ora di prove). E poi ci sono delle folli divagazioni, dove le moto lasciano spazio a sfere, sci e addirittura dischi volanti. Come se non bastasse, l’editor è stato pompato a dismisura, con un potente sistema di scripting che permette la creazione di livelli che vanno ben oltre le premesse del gioco vero e proprio, un po’ come in LittleBigPlanet. Il tutto, ricordiamocelo, è racchiuso in un “giochino scaricabile”, disponibile per una manciata di euro.

KIKSTART NEL 2012
Oggigiorno non si fa altro che pensare a Kickstarter, ma un paio di decadi fa, su Commodore 64, si parlava di Kikstart, senza “c”, un fantastico giochino bidimensionale dedicato al mondo del motocross, il cui scopo era semplicemente arrivare alla fine dei livelli, dosando la velocità e i movimenti dell’atleta. Trials Evolution ripropone lo stesso concetto, ma con la bellezza della grafica moderna e la complessità dei comandi analogici. Lo spericolato atleta di turno, proprio come i suoi antenati a 8 bit, deve arrivare alla fine di arzigogolati percorsi con rampe, ostacoli e salti vertiginosi, possibilmente fermando il cronometro su tempi competitivi, sufficienti ad accaparrarsi una delle tanto desiderate medaglie d’oro. Con la levetta analogica sinistra si sposta il peso del pilota, mentre con i grilletti si dosano il freno e l’acceleratore. Tutto qui! All’inizio ci si limita a imparare come mantenere l’equilibrio su una discesa, ma con il passare dei livelli si arriva a eseguire dei veri e proprio trick, superando ostacoli che richiedono una precisione millimetrica e una notevole destrezza con i comandi. In quest’ottica, la grandezza di Trials Evolution è esattamente la stessa del suo predecessore: a un sistema semplice e intuitivo si abbinano una profondità e uno spessore capaci di rimanere interessanti anche dopo decine di ore. I più pignoli noteranno come RedLinx abbia sostanzialmente riciclato tutta la fisica dello scorso gioco, ma osservando i risultati è impossibile lamentarsi. Squadra che vince non si cambia.

Ci si diverte un botto anche da soli, ma in quattro ancora di più.

Inoltre, considerando la qualità e la quantità dei livelli, accusare gli sviluppatori di essere pigri sarebbe una grave ingiustizia. Ogni sfida è calibrata ad arte e propone combinazioni sempre nuove, che non hanno paura di spaziare ed esplorare aspetti diversi della giocabilità. Ci sono momenti in cui tutto si focalizza sulla gestione dell’acceleratore, e altri in cui la follia delle struttura ricorda quasi le piattaforme di Super Mario. Dulcis in fundo, la difficoltà rasenta la perfezione, con una curva esigente ma giusta. Non ci sono sbalzi o picchi di difficoltà, ma al tempo stesso non ci si può mai adagiare sugli allori: ogni singolo livello contiene almeno un passaggio nel quale bisogna dimostrare di aver appreso una nuova sfaccettatura del sistema di controllo. È esattamente quel che succedeva in Trials HD, ma l’esperienza maturata da RedLinx si vede tutta.

PALLE, ALIENI E SCIATORI
L’avanzamento nella carriera è scandito da un classico sistema di sblocchi e valutazioni. A seconda delle proprie prestazioni si ricevono medaglie di bronzo, argento e oro, con le quali si sbloccano piste e moto più potenti. Il tutto è studiato per far tornare il giocatore sui propri passi, “trestellando” i livelli lasciati indietro, grazie alle migliori statistiche dei mezzi disponibili e all’abilità maturata sul campo. Tra una caduta e l’altra, poi, è possibile baloccarsi con dei momenti circensi, in un’apposita serie di sfide e minigiochi che rimescolano in modi improbabili le meccaniche di base. Capita di fare il salto in lungo con una moto potentissima e un paio d’ali di legno, di fare acrobazie con un paio di sci ai piedi, o persino di pilotare un UFO che deve muoversi di piattaforma in piattaforma. In alternativa, tornando in sella, ci sono sfide dove l’acceleratore va al massimo e i freni sono rotti, oppure dove è vietato spostare il peso del pilota. E poi ci sono citazioni assurde (come Limbo), cambi di prospettiva, bizzarrie fisiche… Ci sono decine di variazioni sul gameplay di base, tutte curiose e ben realizzate, che conferiscono a Trials Evolution un ritmo incalzante, capace di non annoiare o frustrare mai nonostante l’elevata difficoltà.

TRIALSMANIA
La vera chicca di Trials Evolution, nonché il segreto della sua grande longevità, è l’editor di livelli, che dà libero accesso agli strumenti usati dagli stessi sviluppatori. La novità è che è disponibile in due versioni: la prima, pur essendo molto flessibile, ha una struttura molto semplice, e consente di creare la propria prima pista nell’arco di una decina di minuti, mentre la seconda include un avanzato sistema di scripting, con il quale i giocatori più smanettoni potranno dare vita a stage che vanno ben oltre il semplice motocross. Sono pronto a scommettere la merenda sul fatto che nel giro di un mesetto scaricheremo da Xbox LIVE decine di piste stupefacenti, che daranno agli scimmiati come me un motivo per avviare Trials Evolution tutti i giorni, anche dopo aver completato le sfide della carriera in singolo (che dura circa sei ore, escludendo ovviamente tutti gli ori e i segreti da sbloccare). L’altra novità riguarda la modalità multiplayer, con dei tracciati dedicati dove si gioca in quattro contemporaneamente, un po’ come in Excite Bike, e altri in cui gli avversari appaiono sotto forma di ghost, in una gara a tempo molto simile alle corse di Trackmania. Non ci vuole un genio per capire che Trials Evolution è un affare imperdibile, per quantità, qualità e longevità. Se avete un Xbox 360, non perdetevelo per nessun motivo. Buona scimmia a tutti!

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