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Grand Theft Auto V – Anteprima

by on 02/05/2013
 
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GV.it vola a Londra per vedere in anteprima il capitolo definitivo della serie di Rockstar.

Poco prima che cominciassero i bagordi natalizi, in questo Arrogante vi avevo espresso le mie perplessità sulla formula free-roaming proposta dalla serie GTA, spiegandovi perché trovassi i titoli di Rockstar meravigliosamente noiosi. Ebbene… la mia visita a Londra di un paio di giorni fa, laddove ho potuto assistere a una lunga parte giocata di Grand Theft Auto V, ha un po’ sparigliato le carte. Anzi… più di un po’, perché GTA V sembrerebbe mantenere intatte tutte le qualità dei precedenti capitoli, spazzando via con un colpo di spugna tutti quegli aspetti che ho sempre trovato critici, e che mi avevano finora impedito di godere in serenità dei lavori di Rockstar. Ma andiamo con ordine, che di cose da dire ce ne sono parecchie: prendete un mastello di popcorn e mettetevi comodi.

TRE PERSONAGGI IN CERCA DI AUTO(RE).
L’International Marketing Manager di Rockstar Games mi accoglie con addosso la sicumera di uno che sa di avere in mano qualcosa di grosso (ehm… niente battute sconce, please). Vengo accomodato su un divano “da svacco”, mentre le luci della stanza si abbassano e davanti a me fa capolino un TV da ennemila pollici, pronto a mostrarmi un’ora abbondante di giocato. Alla faccia della dieta, il figuro mi offre un Kit Kat e mi mostra il disco della versione PS3: “Niente trucchi, niente inganni”, sorride sornione, “questo è il codice di gioco puro e crudo, senza che passi attraverso hardware potenziati o in grado di streammare dati come se non ci fosse un domani.” C’è da credergli, perché, una volta inserito il gioco nella PS3 modello debug, il disco viene riconosciuto, mentre il collega anglosassone prende in mano il pad e lo lancia, proprio come si fa con un titolo a scaffale.

La premessa parlata è lunga, e io ho solo voglia di vedere com’è GTA V. Tuttavia, quello che mi racconta è la base sulla quale costruire ogni ragionamento sul gioco. “Rockstar ha deciso di ridefinire il genere free-roaming, mettendo in campo tutta la potenza di fuoco a sua disposizione”, mi spiega. “Ecco perché, ad esempio, abbiamo coinvolto il team che si è occupato di Midnight Club per riscrivere da capo il modello di guida: tutto GTA V è frutto di una riprogrammazione da zero, finalizzata al solo scopo di creare il mondo più vario e dinamico mai visto nella storia. Osservando come i videogiocatori hanno affrontato il predecessore, ci siamo accorti di come la stragrande maggioranza di essi passasse il tempo a girare per la città, ignorando la storia. Di contro, chi si è fatto catturare dalla trama, ha sfruttato poco tutte le potenzialità free-roaming di GTA IV. Con questo quinto capitolo vogliamo fare in modo che le due esperienze si fondano, anzi… che quasi si confondano l’una nell’altra: ecco perché Los Santos sarà liberamente esplorabile fin dall’inizio in tutta la sua interezza, e perché abbiamo costruito una vicenda che ruotasse attorno a tre personaggi diversi, il cui controllo può essere liberamente preso in qualsiasi momento, al di fuori di specifiche missioni in comune.

I tre di cui sopra, cui è dedicato ciascuno dei trailer che potete ammirare in questa stessa pagina web, si chiamano Franklin, Trevor e Michael. Il primo è un giovane truffatore e ladro d’auto, che lavora per un concessionario armeno senza scrupoli; il secondo è un ex-pilota militare sociopatico, che vive in una roulotte tra spacciatori e bande di motociclisti, caratterizzato da una maschera facciale che ricorda un po’ il Jack Nicholson dei tempi di Shining; il terzo è un ex-rapinatore di banche, ora sotto un programma di protezione testimoni, che passa la sua giornata a bere e a guardare action-B-Movie, rimpiangendo i vecchi tempi in cui il matrimonio funzionava e la vita aveva un retrogusto adrenalinico diverso. Il rapporto decisamente tarantiniano tra i tre è, manco a dirlo, la testata d’angolo sulla quale è costruito tutto il plot narrativo; rapporto che, da quello che ho potuto vedere, non solo funziona alla grande, ma riesce a esaltare le particolari personalità di ciascuno dei tre protagonisti, senza che uno di loro si erga a mattatore.

UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE
Diversamente da quanto accadeva nei precedenti GTA, dove l’epicità cresceva e raggiungeva il suo culmine alla fine della storia, in Grand Theft Auto V l’avanzare è caratterizzato da diversi momenti pregni, per lo più legati a quelli che Rockstar ha chiamato Colpi. I Colpi, ovviamente, sono delle rapine spettacolari che Franklin, Trevor e Michael devono portare a termine per incassare denaro. Come mi spiega senza mezzi termini il Marketing Manager di cui sopra, “il denaro è il combustibile primario di GTA V: tutto ruota attorno a esso, e il suo accumulo deve rappresentare una delle principali preoccupazioni del giocatore.” Un Colpo, tuttavia, non è una cosa che si porta a casa sparando due proiettili di gomma e rubando un gelato a un bambino: occorre pianificazione, preparazione e molta coordinazione tra i partecipanti. In alcuni casi, oltretutto, è possibile assoldare qualcuno che aiuti il trio: naturalmente, il prezzo in percentuale sul bottino è direttamente proporzionale alle capacità del professionista in questione. Il Colpo che mi è stato mostrato, ad esempio, prevedeva l’assalto a un furgone portavalori, il che significa aver precedentemente recuperato due mezzi di trasporto per l’assalto, più uno per la fuga, nascosto in un angolo della città lontano dal luogo dell’azione. Inoltre, Franklin, Trevor e Michael non dovevano assolutamente farsi riconoscere dalle forze dell’ordine: questo vuol dire aver avuto la necessità di procurarsi travestimenti adatti allo scopo, prima di tentare la rapina.

Ovviamente, non tutto è andato come avrebbe dovuto, e i tre si sono trovati coinvolti in una sparatoria con la polizia di Los Santos, utilissima per evidenziare tutto il lavoro svolto da Rockstar sotto questo profilo. I miglioramenti alla fase di combattimento sono evidenti: i personaggi si spostano rapidamente da un riparo all’altro, possono correre maneggiando l’arma con efficacia e il puntamento sembra preciso e senza sbavature. Sebbene non sia stato espressamente detto, la mia impressione è che dietro ci sia la mano di Rockstar Vancouver e della sua esperienza accumulata con Max Payne 3, il che è solo un bene, per quanto mi riguarda.

Los Santos, che già di suo non è proprio Cologno Monzese, è solo una parte di ciò che vi aspetta in quanto a esplorazione.

L’unica – ma davvero l’unica – perplessità che ho su GTA V riguarda l’Intelligenza Artificiale dei nemici e dei compagni. Anche se i ragazzi di Rockstar sono pronti a giurare il contrario, i poliziotti non hanno mostrato segni di stupidità, ma nemmeno hanno organizzato grandi manovre tattiche per arriv
are alla cattura del nostro dinamico terzetto. Ugualmente, passando da un personaggio all’altro (due stavano a combattere in strada, mentre il terzo era posizionato su un tetto a fornire supporto con un fucile da cecchino e un lanciarazzi) ho avuto l’impressione che l’azione fosse come “congelata” nelle zone non sotto il diretto controllo del giocatore, con le forze dell’ordine impegnate a concentrare gli sforzi sul personaggio attivo in quel momento. Il mio cicerone di Rockstar, comunque, mi ha rassicurato sul fatto che agire da conigli non servirà: lasciare i compagni in balia del fuoco nemico porterà rapidamente alla loro morte o alla loro cattura, con conseguente Game Over dell’amarezza.

Il Colpo di cui sopra – va detto – rappresenta solo un esempio marginale e “compatto”, che è stato mostrato per esigenze di tempo a disposizione per la prova. In GTA V i Colpi veri e propri potranno richiedere diverse ore di tempo per la preparazione e lo svolgimento, anche se la posta in gioco, in quanto a bottino, sarà sempre clamorosamente alta. La necessità di una fase preparatoria complessa rappresenta, a mio avviso, uno stimolo basilare per tenere alta l’attenzione sulla trama, soprattutto se al giocatore sarà data davvero la possibilità di mettere un po’ d’ingegno nello sviluppo (furtività o forza bruta?), fermi restando i necessari passaggi obbligati, che dovranno comunque ergersi a pilastri di sostegno per tutta la narrazione.

GRANDE E… PIENO!
Una delle cose che più mi ha lasciato a bocca aperta è la dimensione della mappa, in relazione alla densità. Il dimostrativo iniziava furbescamente con Franklin alle prese con una sessione di paracadutismo, il che ha permesso alla telecamera di spaziare in lungo e in largo sopra tutta la mappa di gioco, che sarà grande più di quelle di GTA IV, San Andreas e Red Dead Redemption messe assieme… roba da perderci la testa! Tuttavia, come ho avuto modo di scrivere nell’Arrogante che vi ho linkato a inizio articolo, le dimensioni di per sé non mi impressionano se non hanno qualcosa “dentro” che mi spinga a esplorarle, al di là della semplice curiosità di osservare come sono state realizzate. In questo, GTA V è un passo avanti clamoroso della serie, visto che ogni angolo è pieno di cose da fare, oltre che da vedere.

Il territorio è ben lungi dall’essere semplicemente caratterizzato da una topografia prettamente cittadina, visto che alla città di Los Santos è affiancata una macroregione altrettanto grande, chiamata Blaine County, già presente in San Andreas, ma qui alla sua consacrazione definitiva come scenario ricco di chance. In GTA V si potrà andare per monti, fiumi e laghi, visitare basi militari, ammirare un tramonto lungo chilometri di spiagge o nel calore del deserto, e financo perdersi nella maestosità delle acque oceaniche, grazie all’impressionante possibilità di immergersi e dedicarsi alla pratica subaquea. La cosa meravigliosa di cotanta abbondanza è che le attività che possiamo svolgere si sprecano copiose, per lo più in relazione alla zona che stiamo visitando, visto che ciascuna di esse è popolata da abitanti diversi per cultura e approccio, oltre che da una fauna peculiare che, in molti casi, potrà essere oggetto di caccia. Alle numerose azioni utili allo “svago” se ne affiancano una vagonata di altre, più simili a sidequest vere e proprie, segnate sulla mappa con un indicatore a forma di punto di domanda. Un esempio che mi è stato mostrato ha visto coinvolto Michael, impegnato a proteggere una star che chiedeva aiuto dalle parti di Vinewood, la Hollywood di Los Santos. Passeggiando per la via delle stelle, il nostro ombroso criminale si è infilato in un vicolo a ridosso del Chinese Theatre, dove ha trovato una donzella assediata dai paparazzi: prenderla e portarla a casa, evitando l’assalto dei flash, non solo ha permesso a Michael di intascarsi un bel gruzzoletto extra, ma ha consentito ai miei occhi di assaporare la bontà del modello di guida, finalmente snello e slegato dalla telecamera ubriaca che tanto mi ha fatto impazzire in GTA IV. Il lavoro svolto in questo senso sembra notevole: sono sicuro che muoversi coi mezzi non sarà più quell’attività che, in passato, ho trovato più un peso, che un aspetto foriero di divertimento.

Proprio come Nico Bellic, anche Franklin, Trevor e Michael hanno a disposizione un cellulare, che – visti i tempi moderni – si è qui trasformato in uno smartphone a tutti gli effetti. Una delle possibilità degli smarphone è di scattare fotografie e poi condividerle sui social: poteva forse Rockstar lasciarsi sfuggire un’occasione del genere? Ovviamente no, ed ecco perché i nostri tre non solo possono immortalare tutto quello che gli pare, ma sono in grado di sfruttare la connettività del cellulare per pubblicare le proprie peripezie attraverso un social network interno al gioco (sicuramente legato al Social Club). Con buona probabilità, GTA V potrebbe avere nel DNA anche una piena integrazione almeno con Facebook e Twitter, anche se, per averne la certezza da Rockstar, toccherà attendere tempi più maturi.

SPECIALE A DIR POCO
Ovviamente, tra i tanti contenuti del gioco di Rockstar non poteva mancare tutta una serie di opzioni per personalizzare al meglio i tre protagonisti, oltre che i mezzi di proprietà. Franklin, Trevor e Michael potranno dipingersi sulla pelle tatuaggi di vario genere, così come avranno libera scelta sul taglio di capelli e sul vestiario. Allo stesso modo, i veicoli potranno essere personalizzati per mezzo di serigrafie, spoiler o cerchioni in lega, così come si potrà agire sulla parte meccanica per migliorare le prestazioni. Lo stesso discorso vale per le armi: in GTA V ogni mezzo di offesa potrà essere upgradato grazie a silenziatori, mirini, caricatori, puntatori laser e un botto di altri gadget. Si tratta di una novità assoluta per la serie, che evidenzia ancora una volta l’importanza che il denaro e le fasi di azione rivestiranno durante l’esperienza proposta da Rockstar. L’accumulo di soldi sarà utile anche per acquisire proprietà di vario genere: in questo nuovo episodio, peraltro, sarà possibile aumentare il proprio business investendo in attività commerciali, che possano rimpinguare costantemente i portafogli dei nostri tre amici di merende.

Cammuffarsi in modo discreto non sembra essere un’operazione particoarmente riuscita. La scelta delle maschere è il pretesto per una cutscene dai forti sapori tarantiniani.

Franklin, Trevor e Michael non sono solo distinti da personalità peculiari e da una storia umana del tutto indipendente, ma posseggono alcuni parametri in perfetto stile “GdR” che ne inficiano i comportamenti. Ad esempio, sebbene tutti siano in grado di fare quasi tutto, la capacità alla guida di Franklin potrebbe essere in grado di fare la differenza, soprattutto qualora si decidesse di partecipare a qualche competizione per semplice divertimento, o anche per raggranellare qualche spicciolo in più.

All’infilata di parametri “di classe”, si aggiunge per ciascuno dei tre un particolare indicatore, detto Abilit
à Speciale. In ogni missione in cui sono coinvolti tutti e tre, ognuno avrà il proprio ruolo, non solo dettato dall’indole caratteriale, ma anche dall’Abilità Speciale di cui sopra. Michael, ad esempio, potrà attivare una sorta di bullet time durante le sparatorie, mentre Franklin potrà fare la stessa cosa quando si troverà con un volante tra le mani; Trevor, infine, da buon ex militare, saprà più di altri infliggere danni extra e ridurre quelli subiti, oltre a essere il miglior picchiatore in circolazione. Le Abilità Speciali non potranno essere utilizzate “a muzzo”, ma saranno soggette a consumo, il che aggiungerà un ulteriore languorino strategico alle missioni.

ALLA FACCIA DELLA CURRENT-GEN!
GTA V è, dal punto di vista tecnico, il miglior free-roaming che mi sia mai capitato di vedere. A dispetto di una draw distance di chilometri e chilometri, la versione per PS3 oggetto della prova ha dimostrato non solo una fluidità invidiabile, ma anche un livello di dettaglio da lasciarci la mascella sul pavimento. Ovvio che, di fronte all’impatto di alcuni titoli come Uncharted 3 o Halo 4, il prodotto di Rockstar paga un po’ pegno: tuttavia, considerata la quantità di cose che il motore deve calcolare in tempo reale, non si può non alzarsi in piedi fin da ora e applaudire al lavoro svolto in questi cinque anni d’intensa programmazione.

La fase più impressionante di tutte è, a onor del vero, quella subaquea, dove Trevor si dedica alla nobile arte del nuoto e della caccia ai tesori. La realizzazione del moto ondoso è qualcosa di mai visto su console, così come è resa alla grandissima la diffusione tipica della luce sott’acqua. Chiacchierando amabilmente con gli altri giornalisti presenti al press tour, è emerso un pensiero comune: chissà cosa combineranno questi di Rockstar al momento di mettere le mani sulla next-gen!

In aggiunta, per la prima volta nella serie il gioco avrà una OST originale, oltre a tutto il papocchio fatto radio e brani più o meno conosciuti cui siamo stati abituati da tempo. Devo dire che, nelle occasioni in cui la colonna sonora ha fatto il suo ingresso, il risultato è stato notevole, per lo meno sotto il profilo dell’impatto emotivo. Chiaramente, per il “giocazzeggo” la radio rischia di rimanere un mezzo insuperabile di intrattenimento, ma per le sezioni vincolate alla storia (come i Colpi) la OST sembra un valore aggiunto non da poco. A ogni modo, al giocatore sarà data piena libertà di scelta su cosa ascoltare, in qualsiasi momento o situazione.

Ah… un paio di ultime cose, ché so che ci tenete. Primo: durante la chiacchierata post-demo, ho chiesto a proposito di un’eventuale versione su PC di GTA V. Ovviamente, la risposta è stata spallucce, ma ho notato una leggera piega agli angoli della bocca, come un breve sogghigno confermatore. O meglio, io l’ho interpretato in questo modo ^_^. Chi vivrà vedrà, ma se dovessi mettere i miei cinque centesimi su un’opzione, scommetterei sul fatto che il gioco è già in pieno sviluppo anche su quella piattaforma. Secondo: GTA V avrà una forma di “multiplayer a esplorazione libera” (sic.), di cui verranno svelate cose in un prossimo futuro. Evviva.

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