Quando giungerà la primavera?
Nella fredda morsa della bianca morte,
la terra viene soffocata.
Il prossimo marzo, a un anno dalla pubblicazione di Total War: Shogun 2 (qui, se volete, la nostra recensione), SEGA pubblicherà Il Tramonto dei Samurai, la prima espansione stand-alone dell’ultimo capitolo della serie strategica a turni a carattere storico di The Creative Assembly. Dopo aver visitato il Periodo Sengoku (o “Periodo degli Stati in Guerra” nella campagna base) e la Guerra Gempei (combattuta quattrocento anni prima, nel DLC L’Ascesa dei Samurai), lo sviluppatore ci porterà a breve a conoscere il periodo vissuto dai giapponesi durante la Guerra Boshin. In questo conflitto l’Imperatore, aiutato dalle armi e dalle tecniche di combattimento occidentali, tenta di rovesciare lo strapotere dello Shogunato, stabilito quasi ottocento anni prima. In questo clima esplosivo si svolge la campagna de Il Tramonto dei Samurai, di cui ho potuto assaggiarne una porzione grazie a un codice preview esclusivo che il publisher ha messo a disposizione di GamesVillage.it.
Ne Il Tramonto dei Samurai la meccanica della differenza religiosa è stata sostituita dall’appartenenza al movimento pro-Imperatore o pro-Shogunato. Tra i nuovi clan introdotti da questa espansione troviamo i Choshu, i Satsuma e i Tosa per gli Imperialisti e gli Aizu, i Nagaoka e i Jozai per le forze fedeli all’antico e decadente shogunato. Anche il rapporto con le potenze occidentali è cambiato rispetto alla campagna base di Shogun 2: dopo l’arrivo dei primi fucili e cannoni nel Quattrocento, Il Tramonto dei Samurai introduce l’elemento della Modernizzazione, che misura il livello progressivo di Occidentalizzazione dei clan giapponesi durante e dopo la Guerra Boshin. A questo nuovo parametro non solo è legato il numero di ricerche disponibili, ma anche il tipo di edifici costruibili e, conseguentemente, di unità belliche reclutabili. Peraltro, con la diffusione estesa dei fucili a otturatore, delle sciabole da cavalleria e di pezzi d’artiglieria sempre più letale come la mitragliatrice Gatling, cambia anche la filosofia con la quale viene affrontata la battaglia, che abbandona il Bushido e le massime del Libro dei Cinque Anelli e dell’Arte della Guerra a favore delle linee di fuoco e delle manovre difensive viste in Empire: Total War e Napoleon.
Come è usanza, il campo di battaglia sarà popolato da migliaia di uintà, pronte a morire per la madrepatria.
Per coordinare l’addestramento delle nuove truppe e l’utilizzo delle armi occidentali arriva il Veterano Straniero, un nuovo Agente (la cui figura ha ispirato il personaggio di Tom Cruise nel film L’Ultimo Samurai, tra l’altro ambientato in questo stesso periodo storico), in grado anche di sfidare a duello i generali avversari e motivare le proprie truppe. Altri due nuovi Agenti introdotti in questa espansione sono l’Ishin Shishi e lo Shinsengumi, che coprono il ruolo di “attivisti” rispettivamente per la fazione Imperiale e lo Shogunato, convertendo la popolazione degli insediamenti alla causa del proprio clan, oppure sabotando le armate nemiche, assassinandone i generali o demoralizzandone i soldati.
Anche l’aspetto navale di Shogun 2 è stato rivisto ne Il Tramonto dei Samurai. Le imponenti navi a remi bune sono state rimpiazzate dagli agili velieri armati di cannoni, che accompagnano le rivoluzionarie corazzate a vapore Ironclad, in grado di speronare i fragili scafi di legno delle altre navi e arrecare gravi danni strutturali. La presenza di cannoni su tutte le unità navali ha permesso a Creative Assembly di introdurre una nuova caratteristica nella mappa della campagna, ovvero la possibilità di bombardare le città costiere o fornire supporto durante le battaglie disputate nelle vicinanze. Per controbilanciare questi assalti navali, le province costiere possono costruire postazioni d’artiglieria difensiva, con le quali attaccare automaticamente le navi nemiche nelle vicinanze. Inoltre, le rinnovate meccaniche navali hanno permesso l’introduzione di un nuovo tipo di combattimento, l’Assedio Portuale, durante il quale la flotta attaccante dovrà sconfiggere la flotta e l’artiglieria difensiva e conquistare il porto. Un altro segno della Rivoluzione Industriale è rappresentato dalle ferrovie che collegano tutte le province del dominio, sulle quali è possibile trasportare gli eserciti direttamente a destinazione, presso qualsiasi altra stazione collegata.
Le nuove possibilità navali aggiungeranno parecchio spessore al tatticismo estremo della serie.
Sul fronte delle battaglie storiche, nel codice preview fornito da SEGA ho trovato pronti da giocare gli scenari delle battaglie di Toba Fushimi e Miyako Bay. Il primo rappresenta l’ultima battaglia campale tra le forze Imperiali e lo Shogunato Tokugawa, mentre il secondo ricrea il disperato tentativo della Repubblica di Ezo (fondata nell’isola di Hokkaido dai residui di Tokugawa) di fermare l’avanzata della flotta imperiale, guidata dalla rivoluzionaria corazzata Kotetsu.
Tirando le somme, devo ammettere che Creative Assembly pare sia riuscita a superare se stessa, mescolando sapientemente le meccaniche di gioco di Empire/Napoleon e Shogun 2, e condendo il tutto con la guerra di linea ottocentesca nelle suggestive ambientazioni e atmosfere del Giappone tardo feudale. Alla recensione l'ardua sentenza.



















Commento della redazione
Il Tramonto dei Samurai è il figlio naturale degli ultimi due “capitoli” della serie Total War. Il gioco sembra riuscire nell'intento di unire le caratteristiche strategiche delle battaglie napoleoniche con il conflitto fra tradizione e occidentalizzazione del Giappone di fine Ottocento. Non paghi del risultato ottenuto, i ragazzi di Creative Assembly hanno aggiunto novità importanti come i bombardamenti costieri e l’artiglieria di supporto nelle battaglie campali, che starebbero bene anche in una nuova iterazione di Total War, magari ambientata nel Novecento.