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02/02/2012 18:00
 

Mass Effect 3

Xbox 360 PC PS3   genere: Action-RPG  
A cura di
ScudieroGV
I nostri voti
PC
9
 
Xbox 360
9
 
PS3
9
 
 
 
 
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D’accordo la novità della modalità cooperativa, a suo tempo provata e descritta qui da un Bortolotti piuttosto perplesso in proposito. Ma alzi la mano chi attende Mass Effect 3 per qualcosa di effettivamente diverso dalla massiccia Campagna single player che BioWare è sempre riuscita a confezionare con gusto. Nel corso dei precedenti episodi di questa magnifica saga fantascientifica, a metà tra gioco di ruolo e sparatutto in terza persona, il Comandante Shepard e l’equipaggio dell’astronave Normandy ne hanno viste davvero di tutti i colori, e razze. No, niente malizia: non ci riferiamo solo alle famose “romance” in cui Shepard e il giocatore nei suoi panni hanno mostrato le loro inclinazioni estetiche ed emozionali, ma proprio all’abnorme complesso di eventi, ambienti e sentimenti che i due precedenti episodi e relative espansioni ci hanno fatto conoscere.

PRIMO APPROCCIO
Ovvio quindi che, come un ragazzino al primo appuntamento con una sua dolce ex rimastagli nel cuore, come uno Shepard ansioso di rivedere la sua Liara (o Tali, Ashley, Kaidan(!), eccetera) e come voi tutti il prossimo 14 febbraio con la demo di San Valentino del qui presente gioco, anche io fossi tanto impaziente quanto emozionato nel sedermi davanti allo schermata iniziale di Mass Effect 3. Siccome, però, sono un tipo precisino e il prolungare l’attesa non può che aumentare il godimento, mi sono innanzitutto messo lì a studiare tutte le opzioni di gioco disponibili, che tosto passo a descrivervi. Non me ne vogliatene e abbiate pazienza, eh, anche perché - per una volta - non si tratta solo di un mero elenco di preferenze dallo scarso impatto sull’impianto di gioco, ma piuttosto di opzioni che hanno pesanti ripercussioni su tutto quello che vi racconterò tra poco.

Prima cosa: maschio, femmina... o terza opzione? Ma cosa avete capito: la terza opzione è semplicemente l’eventuale importazione del personaggio salvato in Mass Effect 2, insieme a tutte le pregresse variabili (belliche, sentimentali e decisionali) che si porta dietro anche in questo episodio. Per chi invece dovesse o volesse creare un alter-ego nuovo di zecca, come da tradizione si può optare per le versioni predefinite – l’ormai iconico mascellone dagli occhi cerulei o la nuovissima “roscia” dalle curve mozzafiato – oppure crearsene una su misura, con gli altrettanto tradizionali e altalenanti risultati. Questo per quanto riguarda il look del protagonista. Poi bisogna naturalmente sceglierne la specializzazione bellica (Soldier, Infiltrator, Vanguard, Sentinel, Adept, Engineer), il background spaziale (Spacer, Colonist, Earthborn) e quello storico (Sole Survivor, War Hero, Ruthless). “Last but not least” – sì, l’hands-on era in inglese, da cosa l’avete capito? – coloro che non hanno importato il proprio personaggio dal passato della serie deve anche scegliere chi hanno salvato tra Kaidan Alenko e Ashley Williams. No, niente fumetto interattivo in stile Mass Effect 2 per PlayStation 3 per simulare le decisioni più importanti fatte nei precedenti episodi: Mass Effect 3 guarda sì al passato, ma senza esagerare.

Volete saper come finisce Mass Effect 3? Muoiono tutti e il colpevole è il maggiordomo hanar...
 
Tutto ciò si può assolutamente evincere anche dando un’occhiata all’ultima impostazione preliminare di cui vi debbo parlare: la tanto temuta scelta dello stile di gioco tra Action, Role Playing e Story. Se siete tra quelli terrorizzati che Mass Effect diventi un action puro, così come se al contrario rabbrividite all’idea dell’ennesimo gioco trasformatosi in film dalle infinite sequenze cinematiche, tranquillizzatevi. Tali settaggi preconfezionati non rappresentano infatti che un modo semplice e immediato per scegliere senza troppi sbattimenti l’esperienza videoludica che si vuole vivere. In realtà, in qualsiasi momento del gioco è possibile modificare e mixare le opzioni di Gameplay e Conversation per definire rispettivamente la difficoltà dei combattimenti (Narrative, Casual, Normal, Hardcore, Insanity) e l’interattività dei dialoghi (Full decision, No decision), in modo da ricevere da Mass Effect 3 esattamente quel che si vuole. Volete tanta, tostissima azione e poca logorroica conversazione? Insanity/No decision è la combo che fa per voi. Preferite la vita facile ma pienamente condizionata dalle vostre scelte? Narrative/Full decision è la scelta giusta. Filmone spaziale? Narrative/No decision. Zero vita sociale? Insanity/Full decision. Capito l’antifona? Spero di sì.

PROVA SUL CAMPO
E giunge finalmente l’ora di scendere in campo! Peccato solo che la pensino letteralmente così anche i giganteschi Reapers che scendono dal cielo sul campo metropolitano di una futuristica Seattle-Vancouver unificata, ma destinata a ritornar spezzata. In due. Come due sono i protagonisti di questo primo livello terrestre di Mass Effect 3: il Colonnello David Anderson, nelle vesti di un maestro apripista che nemmeno Stenmark, e il Comandante Shepard che lo segue come un cagnolino per buona parte del livello/tutorial. Naturalmente, come detto, Shepard può essere anche donna, la bella “FemShep” selezionata geneticamente da orde di maschioni Facebook-dotati. Ma “cagnolina” suonerebbe piuttosto male, nevvero? I riferimenti sciistici, invece, non sono totalmente fuori luogo, visto che la prima parte del livello si configura proprio come un coreografico slalom a rotta di collo tra roba rotta che crolla, grazie al potenziato dinamismo di Shepard e all’improbabile agilità del Colonnello che lo precede mostrandogli le nuove “mosse”. Roba indolore, come l’utilizzo di scale e brevi salti semi-automatici à la Assassin’s Creed, e manovre un po’ più delicate, quali rotolamenti per terra e scavalcamenti volanti degli ostacoli, quest’ultimi affidati a un “doppio-tap” non sempre precisissimo. Come non proprio fluidissimo risulta in generale il rinnovato e ampliato cover system semi-automatico: mettete pure in conto un po’ di tempo per “sincronizzarvi” con il relativo sistema di controllo, tanto più versatile quanto più complesso che in passato. Un compromesso che ci sta tutto, eh, soprattutto se le nuove dinamiche d’azione verranno sfruttate fino in fondo come i due livelli provati sembrano suggerire.

A PROVA DI SPOILER
No, non vi descriverò per filo e per segno la progressione attraverso le due sezioni iniziali di Mass Effect 3. Molti altri lo faranno, ma io preferisco non rischiare di rovinarvi la sorpresa. Sappiate solo che, dopo la Terra, si parte subito per Marte, dove si ritroveranno vecchi e nuovi amici. E nemici. Perdonatemi soltanto gli eventuali riferimenti, necessari a inquadrare meglio le rinnovate dinamiche di gioco che - come detto - sembrano realmente arricchire il gameplay e non essere solo vuota cosmesi.
I salti di cui sopra, ad esempio, consentono di superare baratri non troppo ampi e raggiungere aree altrimenti off-limit, oltre che di risolvere semplici enigmi morfologici come quello nel magazzino di una base marziana. Scavalcamenti, rotolamenti e sprint, per quanto un po’ macchinosi, rendono sicuramente più dinamici i combattimenti contro un I.A. sempre più “sgamata” all’interno di location da interpretare tatticamente in base alle diverse caratteristiche morfologiche e d’illuminazione (mozzafiato quella totalmente buia, illuminata solo dai fasci di luce delle torce elettriche a disposizione del team). Meno funzionali, in questo senso, mi sono sembrati invece gli attacchi corpo a corpo, specialmente i tanto spettacolari quanto statici colpi caricati, personalizzati in base alla classe del personaggio. Privi di alcuna direzionabilità inerziale o rotazionale, hanno senso solo e soltanto se effettuati su un nemico già immobilizzato, o ignaro della vostra presenza. E comunque, in quest’ultimo caso, risultano molto più efficaci e meno rischiose le uccisioni stealth direttamente da copertura, quando disponibili.

Il sistema di illuminazione garantirà maggior spettacolarità rispetto ai precedenti episodi della serie.
 
Insomma... sul piano del combat system è indubbio che Mass Effect 3 rappresenti un’evoluzione, seppur non perfetta, rispetto al passato. Evoluzione che ha anche coinvolto gli aspetti di personalizzazione da gioco di ruolo del personaggio e del suo arsenale, grazie rispettivamente ad alberi di specializzazione un po’ più folti e ramificati e alla possibilità di elaborare le armi tramite apposite “modification”. A fronte dei moltissimi punti abilità raccolti nel corso di solo un paio di livelli e distribuiti per massimizzare ben due dei rami delle skill di Shepard (tanto da instillarmi addirittura qualche piccolissimo dubbio sulla durata finale del gioco), purtroppo sono riuscito a trovare qualche mod delle armi solo dopo aver incrociato uno dei “banchi lavoro” sui quali eseguire l’operazione di elaborazione dell’arsenale. Ergo, preferendo esser certo di vedere tutto quanto possibile nel corso della prova, personalmente non ho perso tempo a tornare indietro a creare una sputafuoco modificata. Tuttavia, l’interfaccia utilizzata per farlo mi è parsa sufficientemente funzionale e versatile da rendere l’operazione tutt’altro che traumatica.

RIFARSI GLI OCCHI (E NON SOLO...)
Naturalmente, elaborazioni o meno, come nei precedenti episodi le armi più efficaci di Shepard risulteranno essere i suoi fidi alleati. Da questo punto di vista, le novità che ho potuto apprezzare non sono moltissime, almeno rispetto al secondo capitolo della serie. Tra i soliti due compagni di team che affiancano il protagonista nelle sue avventure in terza persona (seguendone i semplici ordini tattici anche via Kinect) si sono alternati un’Ashley dalle labbra rifatte, una Liara dalle misure maggiorate e un James Vega più palestrato che mai. Il Luogotenente Vega rappresenta in effetti l’unica vera novità in questo senso, assieme al già marcato passaggio al Lato Oscuro del Silicone & Testosterone anche da parte di BioWare. Per fortuna, a giudicare dai dialoghi ai quali ho assistito e preso parte, lo sviluppatore canadese non ha sacrificato sull’altare di un look lievemente involgarito la bella favella e i lineamenti viventi che caratterizzano ancora i suoi sempre più fisicati personaggi digitali. Tanto più che ci è data finalmente opportunità di ammirarne tutta l’espressività, grazie alla possibilità di decidere quando liberarne i volti dall’impedimento dei caschi e quando no, indipendentemente dal contesto ambientale nel quale sono immersi. A parte questi dettagli visivi che rendono la narrazione più godibile, lungi da me voler giudicare la qualità narrativa di questo episodio in così poco tempo. Vi basti sapere che per veicolarla e renderla interattiva sono disponibili i soliti strumenti: interfaccia di dialogo “a ruota” tramite levetta analogica destra, decisioni d’impulso “Paragon” o “Renegade” mediante rapida pressione dei grilletti, e relativo sistema di reputazione duale del personaggio principale. Una reputazione, quella di Shepard e della sua saga interstellare, che ha davvero tutte le carte in regola per entrare definitivamente nella storia dei videogiochi grazie a Mass Effect 3, e alla sua super-promettente porzione single player. Co-op, Reapers, Illusive Man e imprendibile Eva permettendo...

 
Commento della redazione

Interessante, soddisfacente, divertente, emozionante: le due orette passate in compagnia di Mass Effect 3 e della sua vera essenza single player mi hanno gratificato appieno. Un paio di livelli sono già sufficienti a intuire la portata di questo episodio e la posta in gioco in termini narrativi, tecnici e tattici. Il combat system rinnovato integra parecchie nuove opzioni dinamiche che, per quanto non sempre fluidissime, regalano variabili tattiche inedite a combattimenti sempre più spettacolari e affollati. D’altra parte, i più conservativi sistemi di dialogo interattivo e di crescita statistica dei personaggi mantengono tutto l’inconfondibile feeling dei precedenti episodi, perfettamente funzionali al “lore” (davvero) spaziale della serie, e ai multiformi canali per raccontarlo visivamente, vocalmente e testualmente propri di una saga tanto videoludica quanto cinematografica. Insomma, Mass Effect 3 si propone come tutto quello che vi aspettereste dal terzo e ultimo capitolo di una delle serie più affascinanti di tutti i tempi. Hai detto niente!

pro

  • Qualche interessante novità tattica e dinamica...

  • ...in mezzo a tante conferme tecniche e narrative

  • “FemShep” inquadrata da dietro

contro

  • Nuove opzioni di movimento talvolta un po’ macchinose e imprecise

  • Lifting, silicone e steroidi ammorberanno anche il futuro (di BioWare)?

  • Mi hanno costretto a mollare il gioco proprio mentre stavo per...

 

Commenti


1
mimmofree
02/02/2012 23:39
 
 
ahahahah, bella anteprima, sono davvero fiducioso :D
 
2
Cloud_88
03/02/2012 00:53
 
 
I tanti punti forniti all'inizio del gioco sono sicuramente una conseguenza del fatto che il livello non è più azzerato come tra ME1 e ME2. Hanno semplicemente tolto il "cap" al 30 che c'era nel 2 ed aggiunto altri nuovi 30 livelli (per un totale di 60, che era il massimo anche nel primo gioco). Chi decide di importare il suo Shepard partirà già dal livello a cui era (max 30 appunto), avendo già quindi una cinquantina di punti da distribuire fin dall'inizio. Anche perchè la maggior parte dei poteri disponibili sono sempre quelli del 2, pur se rivisiti in alcuni aspetti e con nuove evoluzioni possibili (il quinto e il sesto livello del potere).
 
3
Ningen88
03/02/2012 11:50
 
 
Speriamo che Bioware non combini una cxxxxta...
 
4
floop
03/02/2012 12:10
 
 
Prenotato la CE... sarà fantastico!
 
5
zemian
03/02/2012 21:07
 
 
Per la verità i movimenti erano una tragedia anche nei primi due capitoli, e se non li hanno messi apposto è una grave mancanza. Spero anche che i caricamenti siano meno macchinosi,sopratutto quelli visti nel due. Per il resto non vedo l'ora di mettere le mani su questo (spero) capolavoro.
 
6
Best
03/02/2012 21:21
 
 
Quasi sicuramente è da D1
 
7
ColeBlack
03/02/2012 22:00
 
 
C'è Kaidan.
Mi basta questo.
 
8
kutz77
05/02/2012 14:34
 
 
Sono un grande fan della serie e quest'ultimo capitolo è già nella lista dei desideri da quando ho finito il 2 che mi ha appassionato veramente come solo poche grandi storie di fantascienza hanno saputo fare.
L'unico "rammarico" è notare come, ancora una volta, dal punto di vista prettamente tecnico, i personaggi umani derivino tutti da uno stesso modello poligonale (maschile o femminile) cui viene modificata soltanto la faccia. Un minimo di varietà in più anche fra i tipi di corporatura non mi sarebbe affatto dispiaciuta.
Certo, è veramente un dettaglio minino nella mole di lavoro dietro a ME.
 
9
kutz77
05/02/2012 14:44
 
 
Tornerà il Mako? Non è piaciuto a nessuno, ma le sessioni sui pianeti del primo episodio, pur ripetitive e piuttosto grezze nella struttura, variavano un po' il gameplay e, tutto sommato, non mi dispiacevano. Piuttosto che eliminarle in toto, magari lavorandoci su per renderle più divertenti avrebbero sicuramente aggiunto valore all'esperienza complessiva.
 
10
Abrobribra
05/02/2012 16:39
 
 
Io con il Mako mi sono divertito un sacco ._.
 
10 elementi trovati  
 
 
 
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