
Ogni volta che nel nostro ambiente si parla di Seconda Guerra Mondiale, immediatamente mi sale l'acidità di stomaco. Non perché sia particolarmente impressionabile o abbia un qualche ricordo personale legato all'evento in questione, anche perché non sono mica Alias, che ha combattuto sul fronte russo e ha partecipato alla battaglia di Stalingrado (ammazzati, ndAlias): il mio disagio proviene da anni e anni di sparatutto, strategici e simulatori d'ogni genere, ambientati tutti rigorosamente durante il secondo grande conflitto. Decine di produzioni che hanno creato un tale surplus sul mercato da saturarlo completamente, tanto che, a parte qualche sporadica eccezione, nessuno si è più azzardato a toccare quel terreno.
Fra i pochi che osano ritornare sull'argomento troviamo i Rebellion, un gruppo che negli ultimi anni ha sfornato una pletora di titolo un po' per tutte le piattaforme, con risultati piuttosto alterni. Uno dei loro ultimi lavori, che ho avuto il piacere (ehm) di recensire, è stato il deludente NeverDead, le cui buone idee si sono perse in un mare di frivolezze. Ma Sniper Elite V2 è di un'altra pasta e, soprattutto, di un altro genere. Seguito diretto di Sniper Elite (che sorpresa, eh?), ritroviamo persino lo stesso protagonista, Karl Fairburne, un agente dell'OSS (Office of Strategic Services, in pratica la stessa l'agenzia da cui è poi derivata la CIA) impegnato anche questa volta in un compito assai arduo. Dovrà infiltrarsi fra le macerie di una Berlino ormai allo stremo, poco prima della caduta del Fuhrer, per scovare e portare via tutti gli scienziati nazisti prima che i russi riescano a fare altrettanto. Una affare delicatissimo, che non poteva certo essere affidato a un branco di folli come l'allegra compagnia di Bastardi Senza Gloria.
La pazienza e la calma solo gli elementi che contraddistinguono i migliori cecchini.
Un uomo solo, paracadutato dietro le linee nemiche, silenzioso e letale. Questo è il ruolo che ci attende e, ve lo dico subito, sarà una missione piena di imprevisti, colpi di scena e senza margini di errore. Il protagonista è un tiratore scelto, un vero asso stile Il Nemico alle Porte, non so se avete presente. Ma il fatto che possa colpire un nemico a centinaia di metri di distanza non lo rende certo immortale, anzi, dovremo sfruttare a nostro favore ogni elemento ambientale per riuscire a progredire senza diventare un bersaglio per i soldati tedeschi. Questo implica una fortissima componente stealth, ben presente in ogni fase di gioco.
Il codice su cui ho potuto spendere qualche intensa ora di gioco ha immediatamente evidenziato la natura di Sniper Elite V2, differenziandolo in maniera sostanziale da qualsiasi sparatutto in terza persona. Un approccio a viso aperto, non ponderato o eccessivamente spavaldo, non solo non è consigliabile, ma vi impedirà di avanzare portandovi a una fine molto veloce. I soldati nemici sono parecchio astuti, si insospettiscono ogni volta che sentono un rumore (non per nulla è possibile distrarli usando il solito sasso) e possono vedervi anche a notevole distanza. È quantomeno fondamentale muoversi di soppiatto, nascondendosi fra un elemento e l'altro del fondale e sfruttando l'immancabile sistema di copertura alla Gears of War. Idem arrivare alle spalle di un nemico per ucciderlo silenziosamente, nonché approfittare del rumore dei bombardamenti o di un altoparlante acceso per far fuoco senza destare sospetti. Occorre anche imparare a nascondere i cadaveri per non mettere in allarme i suoi compagni o, meglio ancora, nascondere una bomba sotto il corpo del soldato ucciso per trasformarlo in una micidiale trappola esplosiva.
Uccidere silenziosamente dovrà diventare il vostro credo.
Sono tante le varianti e le possibilità che offre Sniper Elite V2, ma senza dubbio l'aspetto più spettacolare e appagante rimane l'attività del cecchinaggio, enfatizzata dalle cosiddette Kill Cam. Si tratta di sequenze che permettono di seguire al rallentatore il percorso del proiettile, dall'uscita dal nostro fucile fino all'entrata nel corpo della sfortunata vittima, con tanto di visione a raggi-X alla CSI, giusto per enfatizzare ancora un po' la crudezza del momento.
Prendere la mira e sparare non è però semplice come nella maggior parte dei giochi, dove è sufficiente allineare la croce dell'ottica alla testa del nemico per farlo fuori. Il realismo, specialmente a livello di difficoltà Sniper Elite, costringe a prendere in esame diversi fattori, come la naturale curvatura nella traiettoria del proiettile, la direzione e l'intensità del vento, nonché la distanza e la posizione dell'obiettivo. Insomma, un impegno mica da ridere, che metterà a dura prova pazienza e precisione con gli stick analogici. Un problema che l'utenza PC (dove il gioco sarà distribuito unicamente via Steam) ovviamente non sentirà, potendo inoltre contare su una versione che i Rebellion definiscono “non il solito porting da console”. In ogni caso, indipendentemente dalle vostre preferenze, Sniper Elite V2 sembra promettere molto bene e potrebbe finalmente portare una ventata d'aria fresca nello stagnante mercato degli sparatutto.

















Commento della redazione
Dopo un'analisi iniziale, ovviamente limitata ai primi livelli di gioco, non posso che ritenermi stranamente ottimista nei confronti di Sniper Elite V2. Stranamente, perché la mia fiducia nei confronti dei Rebellion è parecchio scaduta negli ultimi anni, ma sembra che finalmente sia giunto il momento di suonare la riscossa per i nostri amici inglesi. L'approccio tattico tutt'altro che banale e i meccanismi stealth sembrano cuciti assieme con grande dovizia, il tutto accompagnato da una più che discreta impostazione grafica, non a livello di un Battlefield 3, ma in grado di soddisfare quasi tutti gli standard odierni. Con la versione finale dietro l'angolo, molto difficilmente i fan del cecchinaggio (chi ha detto “camperoni”?) rimarranno delusi.