Non ho bene idea da quanto tempo il nuovo Hitman sia in sviluppo, ma una cosa è certa: tutti questi anni sono serviti a qualcosa. Magari qualcuno avrà ritenuto fin troppo eccessivo e sopra le righe il trailer con le suore in versione sadomaso circolato una decina di giorni fa in rete, ma non fate l'errore di considerarla una mera provocazione per nascondere magari un gioco meno entusiasmante di quanto inizialmente previsto. Non è questo il caso di Absolution e i trenta minuti scarsi che mi sono stati concessi davanti a una versione davvero molto avanza del gioco, mi hanno quasi convinti della bontà di questa produzione targata IO Interactive, anche se qualche distinguo è d'obbligo.
Se lo scopo degli sviluppatori era quello di sorprendere i poveri e affaticati giornalisti, posso considerare l'obiettivo completamente centrato, in un senso e nell'altro. Il nostro killer con il codice a barre sul coppino non è mai stato così letalmente bello, immerso in un'atmosfera curata sotto molti punti di vista. L'ultima versione del Glacier Engine mette davvero alla frusta le console attuali, spremendole all'inverosimile per generare un quartiere cinese (il classico chinatown) vivo, credibile, pulsante nel suo melting pot culturale. Il colpo d'occhio regala venditori di cibo ai lati della strada, bancarelle d'ogni genere e tanta, tantissima gente che si muove e si comporta in maniera realistica. Senza che la fluidità ne venga eccessivamente compromessa oltretutto, anche se - bisogna dirlo - l'area di gioco non è certo così estesa come le metropoli attraversate da un Ezio Auditore a caso. Nonostante tanti pregi, tuttavia, alcune cose mi hanno lasciato un po' così. Se il colpo d'occhio è piacevole, l'analisi dei dettagli lascia ancora un po' a desiderare, soprattutto di fronte ad altri titoli che sono stati presentati in fiera.
Come al solito, i travestimenti sono tra le cose più utili per cammuffarsi.
Lasciamo comunque perdere la componente tecnica, e ragioniamo ora su quello che dovrebbe essere il piatto forte di Hitman: Absolution, ovvero il gameplay spiccatamente stealth, che promette di distaccarsi notevolmente dalla concorrenza e da una certa tipologia di game design fin troppo rigida. Non è un mistero che in tanti giochi d'oggi non vi sia una grande libertà d'azione, con missione spesso incanalate su un unico binario, magari ben camuffato, ma sempre con quell'abuso di script che impedisce di sentirsi davvero liberi di fare quel che si vuole. Ebbene, questo nuovo Hitman rimescola le carte in tavola e lo fa con grande stile. Ogni missione, infatti, prevede l'eliminazione di un ben preciso obiettivo, ma i modi per portare a termine l'omicidio su commissione sono tanti e tali da lasciare al giocatore una libertà senza precedenti. Nel nostro caso si trattava di trovare e mettere sotto terra il capo del quartiere, costantemente sorvegliato da una fastidiosa guardia del corpo. Di primo acchito ho attirato quest'ultima in un vicolo e, dopo averla uccisa e occultato il cadavere, mi sono dilettato nell'arte del sabotaggio, piazzando un esplosivo con radiocomando sotto la vettura del capo. Un colpo alla carrozzeria per attivare l'antifurto, una fuga discreta fra la folla e, una volta arrivato a distanza di sicurezza, ecco una bella esplosione per mettere fine alla misera vita del nostro obiettivo.
Fatto ciò, sono ripartito da capo, provando altri metodi, come infiltrarmi nell'abitazione della guardia del corpo e, con un fucile da cecchino, centrare il criminale con un preciso colpo alla testa. O ancora, ho vestito i panni della guardia del corpo, così da potermi avvicinare senza problemi e uccidere silenziosamente con una bella coltellata alle spalle. Esistono ulteriori approcci, compreso quello più diretto à la Max Payne per chi ama le sparatorie fragorose: tuttavia, così agendo c'è il rischio forte di perdersi buona parte del bello del gioco. Peccato solo per qualche esitazione dell'Intelligenza Artificiale, a volte eccessivamente scaltra nell'identificare alcuni nostri atteggiamenti equivoci, e altre poco incline al sospetto anche di fronte a nostre palesi azioni incoerenti con la normalità della situazione.
Ottimo il coplo d'occhio, un po' meno se ci si sofferma su alcuni dettagli.
A ogni modo, è stato un vero dispiacere dover mollare i comandi dopo un così esaltante spargimento di sangue (girare per la fiera per ore e ore non fa bene ai rapporti umani, sappiatelo), ma il fatto che fra pochi mesi potremo trasformarci tutti in killer perfetti mi ha galvanizzato non poco. Ora scusate, ma devo correre a strangolare qualche altro PR... l'ho scritto davvero? No, dai, non può essere...


















Commento della redazione
L'Agente 47 sembra più in forma che mai, visto che Absolution si appresta a essere uno degli stealth game meglio pensati del 2012. Le possibilità di azione sono tante, anche se è evidente come l'approccio ragionato debba essere preferito a quello “di petto”, praticabile ma non tipico della serie. Bene il motore grafico nel suo insieme, un po' meno se ci si sofferma sul dettaglio. Anche l'Intelligenza Artificiale ha ancora bisogno di qualche ritocchino, ma da qui all'uscita c'è tutto il tempo disponibile per le giuste limatine qua e là.